Il monastero di Stok.
Il fiume Indo è uno dei fiumi della storia. Sulle sue sponde sono fiorite
grandi e potenti civiltà e sono sorte antichissime città come Harappa e
Moenjodaro.
L'Indo ha rappresentato per millenni una formidabile via di comunicazione
e scambio per popoli e culture spesso assai diverse.
Il fiume Indo
presso Leh.
L'Indo nasce nel Tibet sud-occidentale nella regione del monte Kailash
(il monte sacro per gli indù, che lo considerano la dimora di Shiva, e per
i buddisti tibetani, che, con il nome di Kangrinpochè, lo venerano come la
dimora del dio Demchog) e dei laghi Rakas e Manasarovar.
Il ponte di Choglamsar fra Leh e Stok.
L'Indo nasce nella stessa area da cui nascono il Sutley, il Karnali (un
affluente del Gange) e il Bramaputra. Tutta questa regione è come un
grande, stupefacente Mandala (diagramma evocativo per la meditazione)
naturale, con al centro il monte Kailash (dalla sorprendente forma di un
lingam, il fallo di Shiva, e considerato il centro del mondo attorno al
quale ruotano i continenti), ed ai piedi del monte Kailash i due laghi
Rakas (simbolo della luna e delle forze istintive e misteriose (il male))
e Manasarovar (simbolo del sole e delle forze positive (il bene)).
Deserti, montagne e campi verso Stok.
Il territorio del Ladakh si estende attorno al fiume Indo, fra il Tibet e
il Pakistan. Sulle sue sponde si concentrano quasi tutta l'agricoltura e
la pastorizia del paese, per cui Leh, i villaggi e i monasteri sorgono
quasi esclusivamente vicino al grande fiume o ai suoi maggiori affluenti.
Una donna al telaio.
Lo scopo di questo mio viaggio era di visitare più luoghi possibili, ma,
avendo a disposizione solo circa un mese, ed essendo la vita a quelle
altitudini un po' difficoltosa, decisi di limitare le mie esplorazioni solo
al tratto di territorio da Leh verso sud-est, fino a Hemis. Il tutto è
solo una cinquantina di chilometri che visitai con calma e a più riprese,
viaggiando a piedi o in autobus, passando giornate intere nello stesso
villaggio o monastero, così da impregnarmi il più possibile di quelle
magiche atmosfere.
Il monastero di Stok.
Il primo villaggio che visitai fu Stok, con il suo grande tempio-palazzo
che è stato in tempi recenti la dimora dell'ultimo re del Ladakh.
Stok si trova ad una quindicina di chilometri a sud di Leh, oltre il fiume.
Vi arrivai a piedi, seguendo prima la strada camionabile verso sud, poi
attraversato il fiume a Choglamsar, percorrendo il deserto di pietre fra
il fiume ed il villaggio.
Oltre Stok, verso le montagne.
Ero in Ladakh da soli tre giorni e quell'escursione mi diede sensazioni
ed emozioni stupende. Ero solo in mezzo al nulla. Solo la luce ed il
rumore dei miei passi. Camminavo lentamente nella immensa piana guardando
fisso la mia meta, il grande tempio bianco immerso in una macchia di verde,
che diventava passo dopo passo sempre più vicino. Le sensazioni che
provavo erano di grande e profonda pace interiore. Più che una escursione
fu una intensa meditazione.
Budda esegue un mudra (gesto sacro)
Oltre Stok, una stretta valle percorsa da un torrente ed un sentiero
si inoltrava fra montagne possenti incappucciate di neve dirigendosi a sud
verso le desolate, impervie e misteriose montagne dello Zangskhar.
Seduto sulla piana del tempio, il mio pensiero volò via seguendo quel
sentiero ed immaginando lente carovane di muli e yak inerpicarsi fra i
monti, rare case i cui abitanti da sempre vivono in una isolata essenziale
autosufficienza, ascetici monasteri da cui si diffondono per le valli i
suoni dei lunghi corni e dei tamburi delle preghiere buddiste, impetuosi
improvvisi torrenti, aria cristallina, nuvole bianchissime, cielo blu
cobalto ...
(testo e foto di Arrigo Amadori)
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