E-school di Arrigo
Amadori
Tutorial di matematica
Successioni
01 - Successioni reali.
Le successioni di numeri reali sono delle funzioni da N
ad R . Cioè :
,
dove N è l'insieme dei numeri naturali
ed R è l'insieme dei numeri reali.
Facciamo alcuni esempi :
- 1 - La
successione
.
Questa successione fra i numeri naturali è rappresentabile dal seguente grafico
cartesiano :

Si noti che, al crescere di n , il valore di
cala sempre di più, avvicinandosi sempre
più allo zero, senza però mai raggiungerlo. Infatti non esiste nessun numero
naturale n
per cui si abbia
in quanto quell'eventuale numero, moltiplicato per 0 , dovrebbe
dare 1 e, come si sa, tutti i numeri moltiplicati per 0 danno
come risultato 0 .
Abbiamo così introdotto intuitivamente il concetto di limite. Scriveremo
quindi :
![]()
e diremo "il limite della successione
per n tendente all'infinito è 0 "
Daremo una definizione più rigorosa di limite prossimamente. Premettiamo solo
che il
concetto di limite è di fondamentale importanza ed è alla base
dell'intero calcolo
differenziale. Si pensi solo che derivate ed integrali sono
dei limiti.
- 2 - La
successione
.
I valori della successione al variare di n sono :

Che corrisponde al grafico cartesiano :

Si noti che i valori di questa successione tendono al valore 1 . Possiamo
allora scrivere :
.
- 3 - La
successione
.
Il suo grafico cartesiano è :

Questa successione, a differenza delle precedenti, ha un
"comportamento" tale per cui,
al crescere di n , il suo valore cresce indefinitamente. In questo caso si
dice che il limite
della successione è più infinito e si scrive :
.
Si noti che abbiamo scritto
, specificando il segno dell'infinito, perché una
successione, se acquistasse valori negativi sempre più grandi (in valore
assoluto),
tenderebbe a meno infinito (
).
- 4 - La
successione
.
I valori della successione al variare di n sono :

Si noti l'alternanza del segno meno ! Ciò dipende dal fatto che -1
elevato ad un
esponente pari dà +1 , mentre, elevato ad un esponente dispari, dà
-1 .
Il grafico cartesiano di questa successione è :

In questo caso, al crescere di n , la successione ha un comportamento oscillante.
Essa
assume valori alternativamente positivi e negativi. In questo caso il limite non
esiste, perché
il comportamento della successione non è definito in modo "preciso",
si potrebbe dire che
detto comportamento è "ambiguo".
02 - Distanza fra due punti della retta reale.
Introduciamo ora un concetto di straordinaria importanza in matematica (ed in
fisica !!!) che non ci
abbandonerà mai più e lo facciamo nel caso molto semplice della retta reale,
ovvero della retta
orientata su cui poniamo i numeri reali (naturali, interi, razionali,
irrazionali).

Stiamo parlando della distanza fra due punti.
Consideriamo allora i due punti A e B della retta reale
a cui corrispondono i due numeri reali a e b .

Se b è maggiore di a , cioè b > a , allora la
distanza fra i due punti, che si indica con d(a,b) , è data
semplicemente dalla differenza :
d(a,b) = b - a .
Se, invece, a è maggiore di b , cioè a > b ,
allora il punto B precede A :

e la distanza è di conseguenza data da :
d(a,b) = a - b .
E questo perché la distanza è sempre un numero positivo (o nullo
se i due punti coincidono). La distanza
non può essere mai negativa !!!
Nel definire la distanza fra due punti di una retta abbiamo allora due
definizioni, a seconda della posizione
reciproca dei due punti. Potremmo pervenire invece ad una sola definizione ?
Ovvero, come definiamo la
distanza se non sappiamo quale dei due numeri è il maggiore ?
Per questo, ci viene in aiuto una apposita operazione, il valore assoluto
(detto anche modulo) che si
indica con le sbarrette verticali | | .
Il valore assoluto di un numero è lo stesso numero, se questo è positivo o
nullo, oppure è quel numero
cambiato di segno, se esso è negativo. Per esempio :
|10| = 10
|0| = 0
|-4| = 4 .
In "pratica" il valore assoluto fa diventare tutti i numeri positivi
(o nulli, se tali già sono).
Possiamo perciò, utilizzando il valore assoluto, scrivere una sola definizione
di distanza:
d(a,b) = |a - b|
che si legge "la distanza fra i punti a e b (di cui
non sappiamo a priori chi è il maggiore) è data dal valore
assoluto della differenza fra i due numeri".
Facciamo alcuni esempi di distanza :
a = 7 , b = 5 ==> d(a,b) = |7 - 5|
= |2| = 2
a = 2 , b = 5 ==> d(a,b) = |2 - 5|
= |-3| = 3
a = -1 , b = -4 ==> d(a,b) = |-1 -
(-4)| = |-1 + 4| = |3| = 3
a = -9 , b = -4 ==> d(a,b) = |-9 -
(-4)| = |-9 + 4| = |-5| = 5 .
Il concetto di distanza si può estendere ad un qualunque tipo di spazio (entro
particolari restrizioni che
studieremo bene più avanti).
03 - Definizione di limite di una successione.
Precedentemente abbiamo introdotto il concetto di limite a livello
"intuitivo". Ora proviamo a dare una
definizione di limite più esatta.
Consideriamo la successione
formata dai numeri :
.
Si dice che il limite della successione
per
è il
numero a e si scrive :
![]()
oppure :
![]()
se, al crescere di n , il valore della successione si "avvicina
sempre più" al numero a .
Questa non è ancora la definizione esatta di limite, ma già ne dà un un'idea
intuitiva molto precisa. Risulta
chiaro da quanto detto che il concetto di limite si riferisce al concetto
di distanza (implicita nella parola
"avvicinarsi").
Come possiamo rendere con un linguaggio matematico ancora più esatto questo
concetto ? Diciamo allora
che la successione
per
tende
al numero a , ovvero che
, se :

Abbiamo voluto utilizzare in profondità il linguaggio matematico, che è una
vera e propria "stenografia",
perché è altamente sintetico ed incisivo.
Infatti, la definizione di limite si legge così :
"per ogni epsilon (
) appartenente all'insieme dei numeri reali positivi (
) esiste un n-epsilon
(
) appartenente all'insieme dei numeri naturali ( N ) tale che la distanza fra il
valore
della
successione ed il valore a
del limite è minore di epsilon (
) per ogni valore di n appartenente
a numeri naturali ( N ) maggiore di
n-epsilon (
)
".
Consideriamo il seguente esempio grafico :

Da esso appare chiaro che la distanza fra i valori
ed il limite a è minore di un fissato
positivo
per ogni n maggiore di
.
Se prendessimo un altro valore di
sempre positivo ma questa volta minore del precedente, otterremmo
per esempio :

In questo caso, per ogni n maggiore di
si ha che la distanze fra il valore di
ed il limite a
è minore di quel valore scelto di
.
Orbene, se per ogni valore
reale positivo si verifica ciò, possiamo affermare la veridicità del limite,
ovvero che
tende ad a per n tendente all'infinito.
Si noti che gli
devono essere numeri reali positivi e quindi diversi da 0 .
04 - Calcolo dei limiti delle successioni. Programma al computer.
La definizione di limite di una successione permette solamente di verificare la
veridicità di un limite. Essa,
quindi, non permette in nessun modo di calcolarlo.
Per calcolare il limite di una successione non esistono regole o formule
predefinite. Alcuni teoremi ci
possono venire in aiuto ma, in generale, il calcolo di un limite è una
operazione non predefinita. Vi sono
delle successioni per cui si intuisce facilmente il limite, come per
esempio le semplici
e
i cui
limiti
sono rispettivamente 0 e 1 , ed altre successioni, invece, per
cui non è possibile pervenire ad un risultato
in modo semplice. E' questo il caso dell'importante successione :
![]()
che ha come limite il numero di Nepero "e" (che
vale circa 2,718... ) per cui possiamo scrivere :
.
Il numero di Nepero "e" non è definibile
"esattamente" perché si tratta di un numero irrazionale, quindi
con infiniti decimali non periodici. In questo caso, come nei casi analoghi, ci
si deve accontentare di una
approssimazione del limite.
Tale approssimazione può essere ottenuta in maniera molto efficiente con un
l'aiuto del computer. Fino
a qualche decennio fa, per eseguire i calcoli, si utilizzavano tavole
numeriche basate sui logaritmi. Poi vi
fu l'avvento delle calcolatrici elettroniche ed infine del computer
che è diventato, data la sua potenza,
lo strumento principe del matematico.
Vediamo ora come si imposta il programma al computer per disegnare una
successione e per calcolarne
il limite in modo approssimato.
Mostreremo qui solo il "flow chart" (organigramma o diagramma
di flusso) del programma e non il
medesimo scritto con un linguaggio di programmazione particolare in
quanto tutti i linguaggi per
computer, pur diversi nella sintassi, in effetti sono simili e fanno le
stesse cose. Ci limiteremo quindi
al "flusso" del programma dal punto di vista concettuale.
Mostreremo poi, successivamente, il risultato ottenuto con un programma reale
nel caso della successione
tenendo presente che
questo programma può essere usato per qualunque successione.
Il flow chart di un programma che disegna punto per punto una successione e ne
calcola il limite
approssimato è il seguente :

Descriviamo le istruzioni che lo compongono passo per passo.
- 1 - inizio
il programma inizia.
- 2 - input SUCC
con questa istruzione si comunica al computer la formula della successione. Nel
nostro
caso
.
- 3 - input NMAX
viene comunicato al computer il numero massimo di n , superato il
quale il programma si
deve fermare.
- 4 - N = 1
la variabile N viene posta uguale ad 1 .
- 5 - VALSUCC =
eval(SUCC)
viene valutata, calcolata, la successione contenuta nella variabile SUCC
relativamente
al valore della variabile N ed il risultato viene posto nella
variabile VALSUCC . Al primo
passaggio, essendo N = 1 , VALSUCC sarà posto uguale a
.
- 6 - draw
VALSUCC
viene disegnato nel grafico cartesiano il valore VALSUCC della
successione.
- 7 - N = N + 1
questa istruzione, apparentemente "strana" dal punto di vista
matematico, permette di
incrementare di 1 il valore della variabile N . Essa fa sì
che ad N venga aggiunto 1
ed il risultato trovato vada posto nella variabile stessa N . In
effetti una forma più giusta
per questa istruzione sarebbe
, cioè "incrementa N di 1 e sostituisci
ad N stesso il valore trovato", ma nel linguaggio informatico
si usa il segno di "="
invece della freccia.
- 8 - ? N = NMAX
+ 1
questa istruzione esegue una domanda alla quale corrispondono due possibilità,
risposta affermativa o negativa. Con questa istruzione il programma controlla se
N ,
che viene incrementato di 1 ad ogni passaggio, ha raggiunto il
valore NMAX + 1 ,
raggiunto il quale, il programma deve terminare. Senza questa istruzione il
programma
entrerebbe in un loop (ciclo) infinito ed il computer si bloccherebbe. Se la
risposta
del test è negativa, significa che la variabile N non ha ancora
raggiunto il valore
finale ed il flusso del programma deve andare fra le istruzioni 4 e
5 e procedere di
conseguenza. Se la risposta è positiva, vuol dire che è stato raggiunto il
valore massimo
di N per cui il programma deve terminare.
- 9 - output
VALSUCC
viene visualizzato (per esempio sullo schermo del computer) il valore della
successione
corrispondente al valore massimo NMAX .
- 10 - fine
il programma termina.
Di seguito riportiamo il grafico della successione
elaborata dal programma "Successione
in R" disponibile alla pagina :
http://lnx.arrigoamadori.com/CalcoloNumerico/calcolonumericolnx.htm
(per informazione, il programma in questione è stato scritto utilizzando il
linguaggio PHP),

La successione
viene disegnata fino al valore n = 100 ed il limite, così
approssimato, risulta :
2,7048138294215
che approssima così il numero di Nepero "e" . Aumentando il
valore di n , si ottiene ovviamente una
approssimazione migliore. Per n = 1.000.000 si ottiene :
2,7182804690957
.
05 - Successioni divergenti.
Consideriamo infine le successioni che tendono a
o a
che sono
anche dette divergenti, così
come quelle che tendono ad un numero sono dette convergenti.
Un esempio di tali successioni divergenti è la successione :
2n
dei numeri pari positivi :
2, 4, 6, ... .
Graficamente :

Si vede bene "intuitivamente" che essa tende a
(diverge positivamente) mentre la successione :
-2n
dei numeri pari negativi :
-2, -4, -6, ...

tende a
(diverge negativamente).
In generale, data una successione
, si dice che essa tende a
(diverge positivamente) e si scrive :
![]()
se :
![]()
che si legge :
"per ogni M reale
esiste un
naturale tale che
è maggiore di M per ogni n naturale maggiore
di
"
Il significato di questa definizione è il seguente. Comunque si prenda un
numero reale M , se esiste un
numero naturale
a destra del quale tutti i valori della successione sono maggiore di M
ciò significa
che la successione tende a
.
Infatti, per un dato M (prendendo come esempio la successione
precedente 2n ) si ha :

da cui si vede bene che il numero naturale
a destra del quale tutti i valori della successione sono
maggiori di M è 2 .
Se prendiamo un altro valore di M otteniamo per esempio :

per il quale si ha che
vale 4 . Per questa successione, prendendo qualunque M reale,
si può
sempre trovare un
a destra del quale essa ha valori maggiori di M . Deduciamo allora che la
successione diverge positivamente.
Se la successione
tende a
(diverge
negativamente) si scrive :
![]()
e ciò si verifica quando :
.
Si noti che in questa definizione è cambiato solo in verso della disequazione
( < M invece di > M ).
Il significato della definizione di successione divergente negativamente è
analogo a quella di successione
divergente positivamente.
Fine.
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