E-school  di  Arrigo Amadori

Tutorial di matematica

Relazioni


01 - Coppia ordinata. 

Consideriamo l'insieme  A = {a , b} e l'insieme  B = {1 , 2 , 3} . Se prendiamo un elemento di  A ,
per esempio  a  , ed un elemento di  B , per esempio  2 , possiamo costruire la coppia ordinata :

        (a, 2)

dove è essenziale l'ordine con cui si scelgono gli elementi dai due insiemi. Il primo elemento della 
coppia ordinata, quello scritto a sinistra, si chiama prima coordinata mentre il secondo, quello
scritto a destra, si chiama seconda coordinata :

       

Nei diagrammi di Venn una coppia ordinata viene rappresentata da una freccia che parte dalla prima 
coordinata della coppia ordinata e punta alla seconda coordinata della medesima.

Vi è un altro modo molto proficuo di rappresentare le coppie ordinate utilizzando gli assi cartesiani :

       

Sugli assi cartesiani una coppia ordinata viene rappresentata con un punto come illustrato in figura.
Utilizzando gli assi cartesiani occorre sottolineare che l'insieme da cui si prendono le prime coordinate 
va posto sull'asse delle ascisse (l'asse orizzontale) mentre l'altro insieme, da cui si prendono le seconde
coordinate, va posto sull'asse delle ordinate (l'asse verticale).

02 - Prodotto cartesiano.

L'insieme di tutte le coppie ordinate che si possono formare prendendo le prime coordinate dall'insieme  
A  e le seconde coordinate dall'insieme  B si chiama prodotto cartesiano di  A  per  B  e si indica con :

        A x B .

Il prodotto cartesiano  A x B  è definito allora da :

         

che si legge "il prodotto cartesiano dell'insieme  A  per  l'insieme  B  è l'insieme di tutte le coppie 
ordinate che si ottengono prendendo la prima coordinata in  A  e la seconda coordinata in  B ".

Considerando gli insiemi  A  e  B  definiti sopra si ha allora :

        A x B = {(a , 1), (a , 2), (a , 3), (b , 1), (b , 2), (b , 3)} .

Graficamente, usando i diagrammi di Venn, il prodotto cartesiano  A x B  sarà visualizzato come :

       

ovvero prendendo tutte le possibili frecce dagli elementi da  A  agli elementi di  B .

Usando invece gli assi cartesiani si ottiene il seguente grafico :

       

dove si vede bene che le coppie ordinate del prodotto cartesiano sono indicate da tutti i possibili 
punti che si possono ottenere considerando gli elementi dei due insiemi.

03 - Relazione. 

In matematica, il concetto di relazione è analogo a quello del linguaggio comune. Vi è una relazione 
quando elementi di un insieme sono legati in qualche modo con elementi di un altro insieme. Gli
elementi dei due insiemi possono essere di qualunque tipo ed il legame fra loro può essere di 
qualsiasi natura. 

In matematica, però, abbiamo bisogno di una definizione di relazione che sia chiara, univoca e che 
sia espressa nei termini della teoria degli insiemi. Definizioni intuitive, lacunose ed imprecise non sono 
ammissibili.

Una relazione fra due insiemi, in matematica, è semplicemente un sottoinsieme del prodotto cartesiano
fra i due insiemi. Una relazione è quindi un insieme, ovvero un oggetto del tutto definito, per il quale
non è possibile alcuna ambiguità ed imprecisione.

Per esempio, rispetto agli insiemi  A  e  B  degli esempi precedenti, possiamo definire la relazione :

        R = {(a , 2), (a , 3), (b , 2)}

che è palesemente un sottoinsieme di  A x B  e la possiamo visualizzare nei due modi :

       

Fra i due modi di visualizzazione, quello che utilizza gli assi cartesiani è di gran lunga il più "elegante" 
ed "espressivo". D'ora in poi preferiremo in generale la rappresentazione cartesiana.

Presentiamo due esempi di relazione partendo da casi "concreti".

        - 1 -    Consideriamo l'insieme  C  formato dai componenti il nostro corso di cultura scientifica 
                   di base presenti la sera del 12/12/03. Per comodità rappresentiamo le persone (gli 
                   elementi di  C ) con le lettere dell'alfabeto  a, b, c, ... limitando il numero delle persone 
                   a 6. Si ha allora :

                            C = {a, b, c, d, e, f} .

                   Supponiamo di considerare la relazione "essere stati in montagna a fare trekking assieme" 
                   e chiamiamo questa relazione  M .

                   Supponiamo che  a  sia stato in montagna con  b  e con  d  (separatamente), e che  d  lo 
                   sia stato con  f . Naturalmente sarà anche che  b  lo è stato con  a ,  d  con  a  e  f  con  d . 
                   Non sarà però che  a  è stato in montagna con  f  !!!

                   Per fare una relazione ci vogliono due insiemi. In questo caso abbiamo a disposizione il 
                   solo insieme  C  per cui la relazione  M  sarà una relazione fra  C  e  C  (fra  C  e se 
                   stesso), cioè un sottoinsieme del prodotto cartesiano  C x C .

                   La relazione  M  sarà allora :

                            M = {(a, b), (a, d), (d, f), (b, a), (d, a), (f, d)}.

                   Riportiamo questa relazione  M  nel grafico :

                           

        - 2 -    Consideriamo i seguenti insiemi formati da nomi di persona :

                            N1 = {sandro, luca, maria}  e  N2 = {mario, aldo, franca, marina}.

                   Consideriamo le relazioni :  

                            R1  "avere la stessa lettera iniziale"

                            R2  "avere lo stesso numero di lettere"

                            R3 "avere un numero di lettere maggiore".

                   Visualizziamo direttamente le tre relazioni :

                           

04 - Dominio e codominio. 

Consideriamo gli insiemi  A = {a, b, c}  e  B = {1, 2, 3} . Costruiamo fra essi la relazione : 

        R = {(a,2), (a,3), (b,2)}

       

Chiamiamo dominio di una relazione l'insieme degli elementi del primo insieme che sono "coinvolti" 
nella relazione. Denominiamo il dominio di  R  col simbolo  D(R) .

Chiamiamo codominio di una relazione l'insieme degli elementi del secondo insieme che sono "coinvolti" 
nella relazione. Denominiamo il codominio di  R  col simbolo  C(R) .

Nell'esempio considerato sopra avremo :

        D(R) = {a, b}  e  C(R) = {2, 3}.

Il dominio ed il codominio di una relazione sono quindi sottoinsiemi rispettivamente del primo e del 
secondo insieme su cui è costituita la relazione. In particolare il dominio ed il codominio possono 
coincidere con il primo ed il secondo insieme (rispettivamente).

05 - Relazione identica.

Se consideriamo una relazione fra un insieme e se stesso per cui ad ogni elemento corrisponda se 
stesso, otteniamo una relazione particolarmente importante, la cosiddetta relazione identica.

Per esempio, se  A = {a, b, c, d, e}, la relazione identica in  A  (ovvero da  A  ad  A ) è :

        I = {(a, a), (b, b), (c, c), (d, d), (e, e)}

       

Si noti la particolare forma grafica a "diagonale "di una relazione identica.

06 - Relazione di equivalenza.

Consideriamo un insieme formato da cinque amici. Lo rappresentiamo come  A = {a, b, c, d, e}. 
Studiamo la relazione : 

        R = "a, b, d  sono fratelli"

all'interno dell'insieme   A  dei cinque amici.

Rappresentiamo graficamente la relazione aggiungendo il fatto che ogni amico può essere 
considerato fratello di se stesso (in matematica si fanno spesso "bizzarre" asserzioni, tipo questa, 
che però non intaccano la logica, ma possono essere utili a creare opportune generalizzazioni) :

       

Si vede bene che questa relazione soddisfa tre importanti proprietà :

        proprietà riflessiva : ogni elemento è in relazione con se stesso. Ovvero :  a R a

        proprietà simmetrica : se un elemento è in relazione con un altro, allora il secondo è in relazione 
                                            col primo. Ovvero :  a R b ==> b R a

        proprietà transitiva : se un elemento è in relazione con un secondo elemento ed il secondo elemento
                                         è in relazione con un terzo elemento, allora il primo elemento è in relazione col
                                         terzo elemento. Ovvero :  a R b , b R c ==> a R c .

(si noti che per denotare che un elemento  x  è in relazione con un elemento  y  abbiamo usato la 
scrittura  x R y ).

Orbene, tutte le relazioni fra un insieme e se stesso che soddisfano le tre proprietà definite sopra 
(riflessiva, simmetrica, transitiva) si chiamano relazioni di equivalenza e rappresentano un 
tipo di relazione di fondamentale importanza per tutta la matematica.

Come altro esempio di relazione di equivalenza, consideriamo l'insieme dei triangoli e la relazione
U = "essere uguali". 

Si può vedere facilmente che la relazione  U  è una relazione di equivalenza. Infatti 

        ogni triangolo è uguale a se stesso (proprietà riflessiva)

        se un triangolo è uguale ad un altro, il secondo è uguale al primo (proprietà simmetrica)

        se un triangolo è uguale ad un secondo ed il secondo triangolo è uguale ad un terzo, allora il 
        primo triangolo è uguale al terzo (proprietà transitiva).

Le relazioni di equivalenza sono alla base della teoria dei numeri.

07 - Relazione inversa.

Consideriamo la seguente relazione  R  da  A  a  B :

       

Da questa relazione è possibile costruire la relazione inversa    da  B  ad  A  semplicemente 
invertendo le coppie ordinate. La coppia  (a , 1)  diventa  (1 , a)  ecc. . Così facendo si inverte il 
dominio con il codominio. Si ha cioè :

       
Abbiamo perciò mostrato con un esempio come si costruisce la relazione inversa di una relazione 
data.

La definizione matematica esatta di relazione inversa è :

        .

Le relazioni inverse ci saranno molto utili in seguito, specialmente nel grande capitolo delle funzioni 
numeriche.

08 - Classi di equivalenza. Partizione.

Consideriamo l'insieme di alcuni amici. Chiameremo  A  questo insieme ed indicheremo con le lettere 
minuscole i singoli amici. Supponiamo che sia  A = {a, b, c, d, e, f} . Supponiamo anche che :

        a  abbia  15  anni
        b    ''       17    '' 
        c    ''       20    '' 
        d    ''       17    '' 
        e    ''       15    '' 
        f     ''       50    ''  .

Creiamo la relazione  R  da  A  ad  A  definita dall'affermazione "avere la stessa età" . Graficamente :

       

Supponendo che ogni amico abbia la stessa età di se stesso, la relazione  R  è evidentemente una 
relazione di equivalenza perché soddisfa alle proprietà riflessiva, simmetrica e transitiva.

Consideriamo ora un elemento dell'insieme  A , per esempio  a , e costruiamo l'insieme degli elementi
in relazione con esso (cioè equivalenti ad esso). Indicando questo insieme col simbolo  [a]  otterremo
allora :

        [a] = {a, e} .

Questo insieme si chiama classe di equivalenza di  a .

Facendo la stessa cosa per gli altri elementi di  A (e ripetendo ancora  [a] ) otteniamo :

        [a] = {a, e} 
        [b] = {b, d} 
        [c] = {c} 
        [d] = {b, d}  
        [e] = {a, e} 
        [f] = {f} 

La definizione matematica di classe di equivalenza è allora :

        .

Si noti a questo punto una proprietà molto importante. L'insieme l'unione di tutte le classi di 
equivalenza
indotte dalla relazione  R  sull'insieme  A  dà esattamente l'insieme  A .

Si noti anche che le classi diverse sono disgiunte a due a due, cioè non hanno elementi in comune.

In altre parole si dice che una relazione di equivalenza induce in un insieme una partizione del 
medesimo in classi di equivalenza, lo scompone cioè nelle sue classi di equivalenza.

Questa proprietà è di estrema importanza ed è, per esempio, alla base della teoria dei numeri.

09 - Relazione d'ordine parziale.

Consideriamo un insieme  A  ed una relazione  R  definita su  A . La relazione  R  sarà allora una 
relazione da  A  ad  A . Supponiamo che l'insieme  A  contenga gli elementi  a , b , c  ecc. cioè 
sia :

        A = {a, b, c, ...} .

Supponiamo che la relazione  R  soddisfi le seguenti proprietà :

        - 1 -    Se  a  è in relazione con  b  e  b  è in relazione con  a  allora  a  è uguale a  b  e viceversa.

                   Cioè    .

                   La doppia freccia significa che la proprietà è vera nei due sensi (letta da sinistra verso 
                   destra e viceversa).

                   Questa proprietà è riflessiva ed antisimmetrica.

        - 2 -    Se  a  è in relazione con  b  e  b  è in relazione con  c  allora  a  è in relazione con  c .

                   Cioè    .

                   Questa è la proprietà transitiva.

La relazione  R  che gode delle suddette proprietà si chiama relazione d'ordine parziale e l'insieme  
A  dotato di una tale relazione si chiama insieme parzialmente ordinato

Una relazione d'ordine parziale si denota con il simbolo     (minore uguale). 

Esempi :

        - 1 -    L'insieme dei numeri dotati dell'usuale relazione di minore uguale  . La verifica di 
                   ciò è immediata.

        - 2 -    Un insieme di insiemi dotato della relazione di sottoinsieme  . Infatti :

                            Se    e    allora  A = B  e viceversa.

                            Se    allora  .

10 - Relazione d'ordine (lineare).

Consideriamo l'insieme  A  definito come sopra ed una relazione  R  definita su di esso. 

Supponiamo che la relazione  R  soddisfi le seguenti proprietà :

        - 1 -    L'elemento  a  non è in relazione con se stesso.  

                   Cioè  .

                   Questa proprietà si dice antiriflessiva.

        - 2 -    Se  a  è diverso da  b  allora o  a  è in relazione con  b  oppure  b  è in relazione con  a .

                   Cioè    .

        - 3 -    Se  a  è in relazione con  b  e  b  è in relazione con  c  allora  a  è in relazione con  c .

                   Cioè    .

                   Questa è la proprietà transitiva.

La relazione  R  che gode delle suddette proprietà si chiama relazione d'ordine (lineare) e l'insieme  
A  dotato di una tale relazione si chiama insieme (linearmente) ordinato

L'aggettivo lineare viene per brevità sottointeso.

Una relazione d'ordine si denota con il simbolo   <  (minore). 

Esempio :

        - 1 -    L'insieme dei numeri dotati dell'usuale relazione di minore  < . La verifica di ciò è 
                   immediata.

        - 2 -    Un insieme di insiemi dotato della relazione di sottoinsieme proprio    non è un insieme 
                   ordinato (ovvero   non è una relazione d'ordine) perché la seconda condizione non è 
                   sempre verificata !!! (per due insiemi disgiunti, per esempio, non può essere che uno sia 
                   sottoinsieme dell'altro né che il secondo lo sia del primo)

Fine. 

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