E-school di Arrigo
Amadori
Tutorial di matematica
Funzioni reali notevoli : la parabola (1' parte)
La parabola è una curva molto importante e dalle molteplici
proprietà. Essa era conosciuta dai
Greci (Apollonio ed Archimede II e III secolo a.C.). Apollonio per primo,
in un famoso trattato,
scoprì che la parabola fa parte di una classe più generale di curve : le coniche.
Le coniche si ottengono intersecando la superficie di un cono con un piano.
Dal modo con cui si
sceglie il piano, si ottengono i vari tipi di coniche (fra cui la parabole).
Diamo qui una semplice
e sintetica illustrazione grafica dei vari tipi di coniche, partendo da un cono
generico di cui è
indicata anche la "nomenclatura" relativa :





Come risulta evidente dai grafici, il caso della parabola si ottiene quando il
piano che taglia il cono è
parallelo ad una generatrice del cono.
La parabola, come dicevamo sopra, gode di importanti proprietà. Una di queste,
per esempio, è
utilizzata nella tecnologia radiotelevisiva per costruire le cosiddette antenne
paraboliche.
Ogni parabola possiede un punto particolare, detto fuoco, che ha la
proprietà per cui ogni raggio
parallelo all'asse della parabola, "riflettendo" su essa, vi si
congiunge :

In questo modo, le onde elettromagnetiche (anche la luce) riflettendo
all'interno di un'antenna parabolica
vengono tutte concentrate nel fuoco della parabola in cui è posizionata la vera
antenna (la parabola funge
da semplice riflettore-concentratore) che si tratta di solito di un tratto di
filo conduttore.
Al contrario, se poniamo un sorgente di radiazione elettromagnetica (per esempio
una lampadina) nel
fuoco di uno specchio parabolico otteniamo che i raggi diretti verso la
superficie dello specchio vengono
riflessi paralleli all'asse.
Un'altra importante proprietà della parabola può essere usata per determinarne
l'equazione nel
piano cartesiano.
01 - Equazione della parabola.
In un sistema di assi cartesiani ortogonali 0xy consideriamo il
punto
detto fuoco e la retta di
equazione
detta direttrice,
essendo d è un numero reale positivo (
) :

Orbene, una parabola è una curva i cui punti sono tali per cui le
distanze fra essi ed il fuoco
eguagliano le rispettive distanze con la direttrice :

Avremo cioè :
AF = AH , A'F = A'H' , A''F = A''H''
ecc. ecc.
Naturalmente la curva che si ottiene non è una linea retta ed ha la proprietà
di essere simmetrica
rispetto all'asse delle y . Inoltre il punto 0 , origine degli assi
cartesiani, appartiene alla parabola e,
data la sua posizione (intersezione fra la parabola ed il suo asse), è
detto vertice della parabola.

Consideriamo ora un punto generico
della parabola che, per quanto detto sopra, equidista
dal fuoco e dalla direttrice :

Per un tale punto P possiamo scrivere allora l'eguaglianza :
.
Scritto questo, siamo anche in grado di determinare le lunghezze dei due
segmenti. Osservando il
grafico :

è facile rendersi conto che :
![]()
(per il teorema di Pitagora applicato al triangolo rettangolo FPQ )
e :
.
Se uguagliamo i due segmenti otteniamo infine :
.
I punti P della parabola hanno coordinate x e y
tali da soddisfare l'equazione appena scritta :
essa è allora l'equazione di una
generica parabola con vertice nell'origine e asse
coincidente con l'asse delle
y .
Procediamo ora ad una semplificazione algebrica che ci permette di scrivere la
precedente equazione
in una forma più semplice.
Eleviamo al quadrato entrambi i membri :
.
Il quadrato di una radice quadrata dà il radicando (es.
) per cui la radice viene eliminata :
.
Nella formula così ottenuta compaiono due quadrati di binomi. Il quadrato di un
binomio può essere
calcolato velocemente utilizzando le formule :

di cui la prima può essere giustificata geometricamente nel seguente modo
considerando un quadrato
di lato a + b :

da cui si deduce immediatamente la presenza del "doppio prodotto"
2ab (nella seconda formula, invece,
è presente il segno meno nel doppio prodotto per ovvi motivi).
Applicando le formule del quadrato del binomio all'equazione della parabola al
punto in cui l'abbiamo
lasciata, otteniamo :
.
I termini
e
, essendo
presenti in entrambi i membri, possono essere eliminati per cui si ha :
![]()
da cui, portando i termini in y da una stessa parte, si ottiene :
![]()
ovvero :
![]()
cioè, ribaltando l'eguaglianza :
.
Siamo ora in grado di ricavare la y semplicemente dividendo ambo i
membri per 4d ottenendo
infine :
.
Come si vede bene, abbiamo ricavato una equazione molto semplice caratterizzata
dal fatto che la x
è presente al quadrato.
Questa è l'equazione di una parabola che ha vertice nell'origine ed
asse verticale (coincidente
con l'asse delle y ) :

Ribadiamo il concetto che l'equazione appena trovata
corrisponde ad una parabola
con le caratteristiche sopra dichiarate :
vertice nell'origine ed asse
verticale.
Le parabole che non possiedono queste caratteristiche hanno un'equazione diversa,
più complicata
(vedi più avanti).
Facciamo ora alcune considerazioni sul parametro d che rappresenta
l'ordinata del fuoco F . Siamo
partiti definendolo positivo ed abbiamo di conseguenza disegnato la
direttrice e la parabola :

Cosa succede se facciamo crescere d ? Il fuoco F si
"alza" , la direttrice si "abbassa" e di conseguenza
(come si vede bene dal grafico) la parabola si "allarga" :

Quando d tende all'infinito, la parabola tende a diventare la retta
y = 0 (asse delle x ) :

Quando invece d cala (sempre con valori positivi) e tende a 0
, il fuoco si avvicina sempre di più al
vertice 0 così come la direttrice. La parabola, in questo caso, si
"stringe" sempre più fino a diventare
la semiretta x = 0 con
:


Cosa succede se, infine, il parametro d assume valori negativi
? La situazione si "ribalta" letteralmente :

Questo risultato è molto importante e porta alla seguente considerazione :
se il parametro d ,
ovvero il coefficiente della
nell'equazione della parabola, è positivo,
la parabola è rivolta verso l'alto.
se il parametro d ,
ovvero il coefficiente della
nell'equazione della parabola, è negativo,
la parabola è rivolta verso il basso.
Graficamente :

Sottolineiamo il fatto che nell'equazione della parabola
, se d > 0 , il coefficiente
di
è
positivo mentre se d < 0 , il coefficiente di
è negativo.
Affrontiamo infine il problema della determinazione dell'equazione della parabola
generica del piano
che abbia vertice non necessariamente nell'origine 0
degli assi ed asse verticale (parallelo all'asse
delle y ). Una siffatta parabola è per esempio la seguente :

Per ricavare l'equazione di una tale generica parabola conviene considerare
anche il sistema di assi
cartesiani che ha vertice in V (vertice della parabola) ed
asse delle ordinate coincidente con l'asse
della parabola. Indicheremo con
il vertice di questo nuovo sistema di assi (coincidente con V ),
con
l'
asse delle ascisse di questo nuovo sistema di riferimento e con
l'asse delle ordinate :

I due sistemi di assi cartesiani
e
si
dicono traslati uno rispetto all'altro e la trasformazione
per passare da uno all'altro, traslazione.
Scriviamo ora le formule matematiche della traslazione, le
formule cioè che legano i due sistemi di
assi cartesiani. Per fare questo supponiamo che le coordinate del nuovo vertice
rispetto al
vecchio
sistema di assi
siano
, cioè
graficamente :

In questo modo, un punto P della parabola che ha coordinate
rispetto al nuovo sistema di
riferimento e
rispetto al vecchio :

è tale per cui le suddette coordinate sono legate dalle relazioni :
e :
![]()
che sono dette equazioni della traslazione.
Circa la parabola, noi possiamo dire che la sua equazione è ben nota rispetto
al nuovo sistema
e
vale :
.
D'altra parte conosciamo come le variabili
e
si
possono esprimere in funzione delle variabili
x e y . Sostituendo otteniamo allora :
.
Questa è l'equazione della parabola generica con asse verticale rispetto
al sistema di coordinante
cartesiane
. Si
noti che la stessa curva ha due differenti equazioni rispetto a due
sistemi di
riferimento diversi.
Scriviamola in una forma migliore.
Svolgendo il quadrato del binomio al secondo membro abbiamo :
.
Eseguendo la moltiplicazione al secondo membro otteniamo (distribuendo rispetto
alla somma) :
.
Ora semplifichiamo ed isoliamo la y a sinistra dell'uguale portando
il termine
a destra :
.
L'equazione che abbiano ottenuto presenta una certa "regolarità". Ha
la y al primo grado a sinistra
mentre a destra abbiamo un polinomio di secondo grado in x
(che, per criteri di "ordine" ed
"eleganza", scriviamo a partire dal grado massimo).
Se poniamo :

l'equazione è ulteriormente semplificabile e diventa :
.
Questa è l'equazione generale della generica parabola con asse verticale
ed origine in un punto
qualunque del piano.
02 - Vertice della parabola.
Ora esprimiamo le coordinate del vertice V della parabola in
funzione dei parametri a, b, c della
medesima. Come si vede bene dal grafico cartesiano, le coordinate del vertice
rispetto al sistema ![]()
sono :
.
Ricaviamo allora
dalla relazione
scritta sopra. Risulta ovviamente :
.
Ricaviamo d dalla relazione
. Otteniamo :
che sostituiamo nella precedente ricavando :
![]()
da cui :
.
Abbiamo così trovato l'espressione dell'ascissa del vertice V
della parabola in funzione dei soli
parametri della medesima.
Possiamo allora scrivere che il vertice V ha coordinate :
![]()
dove per il momento lasciamo indicata coi i puntini l'ordinata.
Supponiamo ora di conoscere l'equazione di una certa parabola e di volerne
individuare il vertice.
Sia data, per esempio, la parabola di equazione :
.
Il vertice risulta allora :
![]()
per cui, non conoscendone ancora l'ordinata, possiamo affermare che esso si
trova in un punto
qualsiasi della retta verticale (l'asse della parabola) di equazione
:

Come fare per trovare l'ordinata del vertice e così "fissarlo" sul
piano cartesiano ? Siccome il vertice
V è un punto appartenente alla parabola, le sue coordinate devono
soddisfare l'equazione della
stessa. Questo significa che per trovare l'ordinata del vertice basta sostituire
alla x dell'equazione
della parabola l'ascissa precedentemente trovata. Avremo quindi :
e quindi potremo scrivere :
per cui il vertice V è perfettamente individuato sul piano
cartesiano :

Fine.
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