E-school di Arrigo
Amadori
Tutorial di matematica
Funzioni reali notevoli : l'iperbole equilatera
(2' parte)
05 - Esercizio.
Consideriamo un'iperbole equilatera definita rispetto al sistema di assi
cartesiani ortogonali 0'x'y' (che chiameremo
per brevità sistema S' ). La sua equazione è ovviamente :
![]()
dove k è un numero reale qualunque, per esempio positivo. Il suo
grafico è :

Introduciamo un altro sistema di assi cartesiani ortogonali paralleli ed equiversi
(con il verso degli assi concorde
con il precedente sistema S' ) al precedente che chiameremo 0xy
o, più brevemente, sistema S . Graficamente :

E' chiaro che l'equazione dell'iperbole rispetto al sistema S è
diversa da quella rispetto al sistema S' scritta
sopra.
Supponiamo che le coordinate del punto 0' rispetto al sistema
S siano (a,b) , dove a e b sono numeri reali
qualunque. Graficamente :

Ci chiediamo quale sia l'equazione dell'iperbole rispetto al sistema S
.
Per fare questo occorre conoscere le relazioni matematiche che
intercorrono fra le coordinate x, y del sistema
S e le corrispondenti coordinate x', y' del sistema S' .
In una più "significativa" espressione, diciamo che ci serve
conoscere l'equazione della trasformazione delle coordinate da un
sistema di riferimento all'altro.
Tale trasformazione è qui una traslazione (parallela) di assi, in quanto
gli assi risultano appunto traslati parallelamente
ma non ruotati. Trasformazioni più generali, quali le rototraslazioni,
ovvero combinazioni di traslazioni e rotazioni,
saranno prese in considerazioni più avanti in questo corso. Le rototraslazioni,
di cui portiamo qui un esempio :

hanno equazioni più complesse che coinvolgono la trigonometria.
Ma torniamo alla nostra traslazione. Osservando il grafico riassuntivo in cui
abbiamo posto un punto P qualunque :

risulta chiaro che l'equazione della traslazione è (si può dire anche al
plurale, "le equazioni della traslazione sono") :
![]()
ovvero :
.
Queste semplici relazioni di primo grado esprimono come sono legate
matematicamente le coordinate nei due
sistemi.
Si noti che uno stesso punto P ha coordinate diverse a
seconda del sistema di riferimento a cui esso è riferito,
cioè, nel nostro caso, come indicato nel grafico, rispetto ad S si
ha :
P(x,y)
mentre rispetto ad S' si ha :
P(x',y') .
A questo punto, se sostituiamo nell'equazione di partenza dell'iperbole
le espressioni che danno le x', y'
in funzione delle x, y (il secondo sistema scritto sopra), otteniamo
:
![]()
che rappresenta l'equazione cercata dell'iperbole in funzione delle coordinate
del sistema S , ovvero di x e y .
Semplificando, abbiamo :
![]()
e (facendo, tramite il minimo comune multiplo dei denominatori, un'unica
frazione) :
![]()
ed infine (calcolando la moltiplicazione ed ordinando) :
.
Questa è l'equazione cercata definitivamente semplificata.
Si noti che tale equazione (rispetto ad x e y ) è
significativamente diversa dall'equazione di partenza in x' e
y'
ad esprimere che la stessa iperbole, cambiando sistema di
riferimento, cambia equazione. Questo è un risultato
generale che vale per ogni curva :
cambiando il sistema di
riferimento, l'equazione di una curva cambia.
Un'iperbole equilatera, vista da un sistema di riferimento traslato, si
chiama iperbole omografica.
L'equazione dell'iperbole omografica differisce sostanzialmente dall'equazione
dell'iperbole equilatera per presentare
la x anche al numeratore. In ogni modo, la x è
presente solo al primo grado.
06 - Esercizio.
Trovare i punti d'incontro fra l'iperbole equilatera di equazione :
e la parabola di equazione :
.
Il vertice della parabola è
(lasciamo al lettore la facile verifica di questo risultato) e la sua ordinata
all'origine è
. I vertici dell'iperbole sono
e
. I grafici
delle due curve risultano allora :

(si vede già dal disegno che due dei tre punti di intersezione cercati
probabilmente coincidono con i vertici
dell'iperbole !!)
Per determinare algebricamente i punti d'incontro fra le due
curve basta risolvere il sistema fra le loro
equazioni. Questo fatto vale in generale per qualunque
tipo di curva e non ci stancheremo mai di ripeterlo !!!
Il sistema è allora :

che conduce, eguagliando le y , all'equazione :
.
Tale equazione può essere semplificata moltiplicando ambo i membri per x
:
,
sommando ad ambo i membri -1 :
e moltiplicando ambo i membri per - 3 :
.
Questa è un'equazione algebrica (cioè formata da un polinomio
uguagliato a 0) di terzo grado che fornisce in
generale tre soluzioni che però possono non essere tutte reali.
Se, per esempio, la parabola avesse il vertice
sotto l'asse delle x (ordinata del vertice negativa) vi sarebbe un
solo punto d'incontro con l'iperbole cioè, che
è la stessa cosa, l'equazione avrebbe una sola soluzione reale e due non reali
(complesse) ma sempre in numero
complessivo di tre così come è il grado dell'equazione.
Per risolvere un'equazione algebrica di terzo grado vi è una formula
generale contenente radicali (così come per
quelle di secondo grado). Tale formula è però molto complicata per cui non la
enunceremo né useremo.
Per la "curiosità" del lettore, occorre sapere che esistono formule
risolutive generali per radicali fino al quarto grado
compreso. Per le equazioni dal quinto grado compreso in su non esistono (non possono
esistere !!) formule generali
per radicali che abbiano un numero finito di termini.
Risolveremo allora l'equazione
con qualche "artifizio".
La riscriviamo nel seguente modo :
![]()
ed ancora, raccogliendo, come si dice, a fattor comune il
termine (x - 3) :
.
Orbene, un prodotto è nullo quando è nullo almeno uno dei suoi fattori. Per
questo otteniamo le equazioni :
![]()
e/o :
.
La prima fornisce :
x = 3
e la seconda :
.
Questi tre valori della x , -1 , 1 , 3 , costituiscono le tre
ascisse dei punti d'incontro fra l'iperbole e la
parabola. Il calcolo delle relative ordinate è immediato e fornisce nell'ordine
-1, 1, 1/3 .
Si noti che questo risultato algebrico corrisponde esattamente a ciò che
avevamo "previsto", "intuito",
geometricamente semplicemente osservando il grafico. L' "anima" della
geometria analitica sta proprio
nella doppia possibilità, algebrica e geometrica, di analizzare un problema e
tale doppia possibilità
fornisce sempre la possibilità di una verifica "incrociata" dei
risultati.
07 - Esercizio.
Sia data la funzione :
con
.
Si tratta di un fascio (si dice anche famiglia) di parabole ovvero
di un insieme di parabole determinate dai vari
valori che il parametro (ovvero un numero non "specificato")
reale t può assumere da
a
con
esclusione
del valore 0 perché per tale valore si avrebbe la divisione per
0 , cosa non permessa.
Il fatto che siamo in presenza di parabole lo si deduce semplicemente confrontando
la suddetta equazione con
la ben nota equazione della parabola generica :
.
Facendo questo confronto ricaviamo immediatamente che :
da cui si vede che i coefficienti del nostro fascio di parabole dipendono
ovviamente dal parametro t .
Si noti anche che tutte le parabole di questo fascio passano per l'origine perché
l'ordinata all'origine (il termine c )
di tutte le suddette parabole è identicamente nullo indipendentemente
dalla scelta del parametro t (infatti c = 0 ).
Siamo quindi in presenza di infinte parabole ciascuna determinata da un
certo valore del parametro t . Nel
grafico seguente abbiano tracciato due di queste parabole per i valori
t = 1 e t = 2 :

Quello che si chiede in questo esercizio è determinare il luogo geometrico
(o semplicemente il luogo) del vertice
delle parabole del fascio, cioè, in altre parole, di individuare la linea,
la curva, che il vertice "percorre" al variare
del parametro t .
Il vertice, come vedremo fra un attimo, dipende dal parametro t
perché i coefficienti dell'equazione del fascio di
parabole dipendono da t . Per questo motivo, al variare di t
il vertice varia, si "muove", descrivendo una linea,
il luogo geometrico del vertice appunto. Dobbiamo determinare allora questo
"movimento", questa curva
determinata dal vertice.
Questi tipi di problemi, con fasci di curve e luoghi geometrici, sono molto
"belli", oltre che utili, e con essi la matematica,
in un certo senso, si ... anima.
Le coordinate del vertice di una generica parabola sono :
![]()
dove con f(...) , ricordiamolo, intendiamo "sostituire l'ascissa del
vertice nella x della funzione, fare i calcoli, e
trovare la y " (essendo V un punto della parabola
per cui le sue coordinate ne devono soddisfare l'equazione).
Nel nostro caso abbiamo allora :

ovvero :
.
Le coordinate del vertice delle parabole del fascio dipendono quindi dal
parametro t nel modo appena individuato.
Abbiamo per esempio :
t = 1 ==> V(1 , 1)
t = 2 ==> V(2 , 1/2)
t = -1 ==> V(-1 , -1) ecc.
ecc.
Osservando la forma matematica del vertice si intuisce subito che il prodotto
delle coordinate è costantemente 1 .
Questo significa che il luogo geometrico del vertice, la curva cercata, è l'iperbole
equilatera :
.
Più analiticamente, possiamo scrivere le coordinate del vertice V
nel seguente modo :
.
Sostituendo nella seconda equazione il termine t = x , otteniamo appunto
. In questo modo
abbiamo
ricavato, con un procedimento generale che utilizzeremo di regola nel
proseguo di questo corso, l'equazione
cercata.
Riportiamo infine un grafico, ottenuto al computer dando al parametro t
valori da - 3 a 3 intervallati da un
termine pari a 0,4 , in cui il fascio di parabole "prende forma"
e se ne può gustare la "dinamicità" e l' "armonia" :

(il luogo geometrico del vertice è tracciato in blu)
08 - Esercizio.
Consideriamo il fascio di rette di equazione
dove m è un parametro reale positivo. Consideriamo
anche l'iperbole equilatera di equazione
. Si determini il luogo geometrico del punto medio del segmento
determinato dall'intersezione delle rette del fascio con l'iperbole.
Il fatto che l'equazione
rappresenti un fascio (insieme, famiglia) di rette è evidente se confrontiamo
tale equazione con l'equazione di una retta generica
. Avremo allora che il coefficiente angolare delle
singole rette del fascio vale m e l'ordinata all'origine vale
.
Per ogni dato valore di m (positivo) si verrà ad individuare una
ben precisa retta del fascio. Nel seguente grafico
abbiamo mostrato le rette per m = 1 , m = 2 , ... , m = 10 . Abbiamo
indicato anche la retta per m = 0 , ovvero la
retta di equazione y = 0 (cioè l'asse delle x ), pur avendo
posto m > 0 :

Si noti che al crescere di m il coefficiente angolare m
(stesso) delle rette del fascio cresce (cioè le rette aumentano
di pendenza) mentre l'ordinata all'origine
cresce negativamente, ma più velocemente (come un quadrato, -1 ,
-4 , -9 , ... ). Si noti anche che il punto di intersezione fra le rette del
fascio e l'asse delle x ha coordinate (m , 0) .
Per vedere questo basta risolvere il sistema :

che fornisce l'equazione :
![]()
ovvero :
![]()
cioè, dividendo ambo i membri per m , appunto :
x = m .
Si noti allora la "dinamica" (sarebbe meglio dire ...
cinematica ...) del fascio per m che assume valori da 0
in su
(da 0 a
) :
si tratta di rette che, a partire
dalla retta orizzontale y = 0 , si "alzano" sempre più e si
"allontanano" sempre più
verso destra.
Al tendere di m all'infinito, la retta del fascio si allontanerà
all'infinito (positivo, a destra) e tenderà a diventare verticale.
Infatti, quando il coefficiente angolare di una retta tende all'infinito, la
retta tende a diventare verticale, cioè una retta di
equazione x = k . Potremmo allora affermare che nel nostro caso, per
, la retta del fascio
tende all'equazione
(ovviamente,
non è un
numero, per cui questa affermazione è squisitamente "intuitiva").

(il simbolismo grafico è chiaro)
Mostriamo, a mo' di esempio, anche il grafico del fascio in cui sono stati
scelti valori di m più "fini" (per esempio
da 0 a 10 con passo 0,2 ) si ottiene :

Consideriamo ora come le rette del fascio intersecano l'iperbole.
Ovviamente per ogni retta del fascio si avranno due
punti di intersezione che formeranno un segmento. Chiameremo tali punti
A e B con l'avvertenza di considerare A
il punto con ascissa minore (quindi a sinistra di B ).
Si determinerà perciò per ogni valore di m un segmento
AB in "movimento". Il suo punto medio M ,
movendosi
di conseguenza, traccerà a sua volta una linea, il luogo
geometrico del punto medio.
Tutto ciò è rappresentato dal grafico :

(i punti A , A' , A'' ... ed i
punti B , B' , B'' ... si hanno per m = 1 , 2 , 3 , ... )
Per determinare l'equazione del luogo geometrico del punto medio basta trovare
le coordinate di A e B , calcolare
le coordinate del punto medio ed infine eliminare il parametro m
in modo che si ottenga l'equazione del luogo
nella forma y = f(x) .
Per trovare A e B basta risolvere il sistema fra il
fascio di rette e l'iperbole, cioè il sistema :
.
Uguagliando le y ricaviamo :
![]()
da cui, moltiplicando ambo i membri per x :
![]()
ovvero, sottraendo 1 ad ambo i membri :
.
Questa è una equazione di secondo grado in x i cui coefficienti
sono termini che contengono il parametro m .
Ricordando ancora una volta che le soluzioni dell'equazione generica di secondo
grado :
sono :
,
ricaviamo nel nostro caso (essendo
) :
![]()
che per brevità scriveremo :
![]()
avendo posto :
.
Le coordinate di A e B saranno allora :
;
.
L'ascissa di A presenta il segno - perché A
è a sinistra di B . Le ordinate sono state determinate immediatamente
sostituendo le ascisse nella x nell'equazione
(basta perciò "capovolgere" le ascisse).
Le coordinate del punto medio M del segmento AB si
determinano facendo le semisomme, cioè :
![]()
(il simbolismo è evidente).
Sostituendo i valori precedentemente calcolati di A e B
ricaviamo :
.
Con semplici passaggi otteniamo :





ed infine, ricordando che
:

e quindi :

ovvero :
.
Queste sono le coordinate semplificate ai minimi termini del punto medio M
del segmento AB in funzione del
parametro m .
A questo punto siamo in grado di trovare l'equazione del luogo geometrico
tracciato dal punto medio M nel suo
movimento al variare del parametro m . Per fare questo basta eliminare
il parametro dal sistema che otteniamo
esplicitando la x e la y di M .
Tale sistema è :

e possiamo, per esempio, ricavare m dalla prima equazione e
sostituirla nella seconda. Troviamo cioè dalla prima :
m = 2x
per cui, sostituendolo nella seconda, avremo allora :
![]()
cioè in definitiva :
.
Questa, che è una parabola rivolta verso il basso, è l'equazione
del luogo geometrico cercato.
Si noti che questo procedimento di eliminazione del parametro è il procedimento
tipico in questi tipi di problema.
Si noti (come è giusto che sia) anche la corrispondenza fra il risultato
algebrico con il grafico disegnato sopra.
Fine.
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