E-school di Arrigo
Amadori
Tutorial di matematica
Curve reali notevoli : circonferenza (2' parte)
05 - Esercizio.
Ricavare l'equazione della circonferenza di centro
e tangente
alla retta
di equazione
.
Risoluzione.
La retta
è evidentemente la bisettrice del secondo e quarto quadrante.
Le infinite circonferenze che hanno centro
in
formano un fascio
(o famiglia,
entrambi sinonimi di insieme) di circonferenze come
indicato nel grafico :

Fra le infinite circonferenze di centro
una sola
è quella tangente alla retta
.
Questa affermazione è evidente osservando il grafico :

Nel grafico, la circonferenza
del fascio non incontra la retta
in nessun punto, la circonferenza
incontra la retta
in un solo punto (ovvero, come si preferisce dire, in due punti coincidenti, ed è il
caso della tangente !!!), la circonferenza
incontra la retta
in due punti distinti.
Noi ricerchiamo il caso in cui la circonferenza
generica del fascio è tangente alla retta
, cioè la incontra in un solo punto ovvero in due punti
coincidenti.
Graficamente :

Chiamiamo
il punto di tangenza.
La conoscenza delle coordinate del centro
, come ben sappiamo,
determina univocamente il valore dei parametri
,
dell'equazione
della circonferenza generica
.
Si ha esattamente :
![]()
da cui :

cioè :
.
L'equazione delle circonferenze del fascio in questione è quindi :
.
Come si vede bene, il fascio dipende dal solo
parametro
.
Dopo questa premessa, per risolvere il problema possiamo seguire due procedimenti diversi.
Procedimento 1.
Ricaviamo le coordinate dei punti d'incontro
(chiamiamoli
,
) fra la retta
e la generica circonferenza del fascio di circonferenze
con centro in
.
Graficamente :

Tali punti possono essere reali distinti (come in figura), reali coincidenti (nel caso della tangente) o, diciamo, "immaginari" (il caso in cui la circonferenza non incontra la retta).
Se la circonferenza non incontra la retta non vi sono, evidentemente, punti d'incontro. Algebricamente, come vedremo in seguito, invece, si suppone che vi siano ugualmente due punti d'incontro, ma punti, si potrebbe dire, "speciali", esattamente "non reali", ovvero, come è meglio dire, "immaginari".
Le coordinate dei punti d'incontro fra la generica
circonferenza di equazione
e la retta di equazione
sono i punti
che risolvono il sistema :
.
Si fa il sistema perché le coordinate
dei punti d'incontro fra le due curve devono soddisfarne
"contemporaneamente" le equazioni. Un punto d'incontro
ha le proprie coordinate
che soddisfano entrambe le equazioni, dovendo tale punto
appartenere ad entrambe le curve.
Sostituendo la
della seconda equazione nella prima, si ottiene :
![]()
da cui :
![]()
ovvero :
.
Questa è un'equazione algebrica di secondo grado del
tipo
le
cui due soluzioni generali sono :
.
Nel nostro caso è :
![]()
per cui, sostituendo, si ricava :
.
Si tratta di due soluzioni che rappresentano le ascisse
dei punti
d'incontro
,
, fra circonferenza e retta.
Chiamiamo tali soluzioni :
.
E' chiaro che, perché si abbia la tangenza fra circonferenza e retta, deve essere :
.
Questo si verifica solo quando il discriminante
è nullo
(ricordiamo che il discriminate, che si indica con la delta maiuscola
, è l'espressione
sotto radice, cioè il radicando, che compare nella formula
risolutiva dell'equazione di secondo grado),
ovvero quando :
![]()
che è verificata per :
.
L'equazione della circonferenza cercata è allora :
.
Si noti che se il discriminante
è positivo, cioè
, si hanno due soluzioni
reali distinte (della suddetta equazione di secondo
grado
). Ciò corrisponde a due punti d'incontro,
,
, reali distinti.
Se, invece, il discriminante
è nullo, cioè
, come appena mostrato, si hanno due soluzioni reali
coincidenti
. Ciò corrisponde a due punti d'incontro,
,
, reali coincidenti (il punto di tangenza
che qui vale, come è immediato verificare,
).
Se, infine, il discriminante
è negativo, cioè
, si hanno, non potendo eseguire nel campo dei numeri reali
la radice quadrata di numeri negativi, due
soluzioni
cosiddette immaginarie distinte. Ciò corrisponde al fatto geometrico
che non si hanno punti d'incontro fra circonferenza
e retta.
Procedimento 2.
Questo procedimento alternativo si basa sulla constatazione
che il raggio
(giacente sulla retta
e di lunghezza
), è perpendicolare alla retta
. Questa è una importante proprietà delle rette tangenti
alle circonferenze.
Graficamente :

Il metodo consiste nel ricavare le coordinate
di
ed imporre
che tali coordinate soddisfino l'equazione
che, come
ricavato in precedenza, rappresenta una generica circonferenza
con centro in
(e che dipende dal solo parametro
). Le coordinate del punto
devono soddisfare l'equazione della suddetta circonferenza
perché tale punto giace su di essa.
Per ricavare l'equazione della retta
dobbiamo ricordare che l'equazione di una generica retta
(escluse quelle verticali) passante per il punto
è :
,
dove
è il coefficiente angolare della suddetta retta.
Detto questo, possiamo ricavare
subito l'equazione della generica retta passante
per
.
Avremo perciò :
.
Perché la retta
sia perpendicolare alla retta
, occorre che il suo coefficiente angolare
sia l' "antireciproco"
del coefficiente angolare della retta
,
cioè deve essere :
,
dove
è il coefficiente angolare della retta
.
Siccome :
![]()
si avrà :
(il valore
si poteva dedurre immediatamente notando che, essendo
la bisettrice del secondo e quarto quadrante, una
sua retta perpendicolare deve essere parallela alla bisettrice
del primo e terzo quadrante, cioè avere coefficiente angolare
).
L'equazione della retta
sarà allora :
cioè :
![]()
ovvero :
.
Per ricavare le coordinate del punto d'incontro
fra
ed
, come sempre
in questi casi, basta
fare il sistema fra le loro equazioni.
Scriveremo allora :
.
Uguagliando le
, otteniamo :
![]()
da cui :
![]()
e :
![]()
e :
.
Questa è l'ascissa di
.
Per ricavare l'ordinata basta sostituire in una delle due equazioni del sistema. Si ricava perciò :
.
Si ha quindi :
.
Sostituendo queste coordinate
nell'equazione
della circonferenza
di centro
si ottiene :
![]()
da cui :
![]()
e :
![]()
e :
.
L'equazione della circonferenza cercata è allora :
.
Si osservi che per la lunghezza
del raggio deve valere (applicando la formula della distanza
di due punti ovvero il teorema di Pitagora) :
![]()
e (applicando la nota formula del raggio) :
.
Uguagliando le due espressioni si ottiene l'equazione
nell'incognita
:
![]()
da cui si ricava :
![]()
e, elevando al quadrato ambo i membri :
![]()
da cui :
![]()
e :
![]()
ed infine :
.
Questo rappresenta un ulteriore metodo di risoluzione dell'esercizio ed altri potrebbero essere trovati per esempio utilizzando il concetto di derivata ... Quanta varietà e fantasia vi è nella matematica !!!
06 - Esercizio.
Ricavare le equazioni delle rette passanti per il punto
e tangenti
alla circonferenza di centro
e raggio
.
Come è evidente osservando il grafico :
per il punto
passano infinite rette che possono :
- non incontrare la
circonferenza in alcun punto (come la retta
)
- essere tangenti alla circonferenza
(ciascuna retta) in due punti
coincidenti (come le due rette
,
nei punti
,
)
- incontrare la circonferenza in due punti distinti
(come la retta
nei punti
,
).
Risolviamo l'esercizio seguendo due diversi procedimenti.
Procedimento 1.
Confrontando le coordinate del centro della generica circonferenza con il centro della nostra, ovvero scrivendo :
,
si ricava immediatamente che :
.
Per ricavare
basta utilizzare la formula del raggio della generica
circonferenza e scrivere :
da cui :
e, elevando ambo i membri al quadrato :
e quindi :
.
L'equazione della circonferenza è perciò :
.
Tale equazione poteva essere ricavata applicando il teorema di Pitagora come indicato nel grafico :
cioè scrivendo direttamente :
.
L'equazione della generica retta
passante per
(eccetto quella verticale) è :
cioè :
,
dove
è
naturalmente il coefficiente angolare della generica retta.
L'equazione di tale retta dipende evidentemente dal solo
parametro
.
Le coordinate dei punti d'incontro fra la generica retta
(esclusa quella verticale) passante per
di equazione
con la circonferenza di equazione
vengono determinate, come sempre in questi casi, risolvendo
il sistema :
.
Si tratta di un sistema algebrico (contenente cioè solo
polinomi) di secondo grado nelle incognite
,
(la prima equazione
è di primo grado e la seconda equazione è di secondo
grado per cui il grado complessivo del sistema, che è
determinato dal prodotto dei gradi delle equazioni che lo
compongono, è di secondo grado).
Un tale sistema fornisce in generale due soluzioni che
rappresentano le coordinate
dei punti d'incontro fra le rette passanti per
e la circonferenza.
Per risolvere il sistema basta sostituire l'espressione
che fornisce
nella prima equazione direttamente nella seconda. Si ottiene
perciò :
che è un'equazione di secondo grado nell'incognita
e contenente
il parametro
.
Calcolando, semplificando e raccogliendo opportunamente, si ottiene :
e :
.
Ricordando che le soluzioni della generica equazione di secondo grado :
sono :
,
nel nostro caso, essendo :
,
abbiamo :
.
Ponendo :
che è cosiddetto il discriminante dell'equazione, abbiamo :
.
I valori
così trovati rappresentano, in funzione del parametro
, le ascisse dei punti d'incontro (in generale due, nel precedente
grafico
,
) fra la retta
generica passante per
e la circonferenza.
Graficamente :
Affinché si abbia la tangenza, occorre che :
ovvero che si abbia :
.
Questa condizione equivale a scrivere :
.
Calcolando e semplificando, si ottiene :
e :
e :
e :
e, dividendo per
:
.
Questa è una semplice equazione di secondo grado in
.
Risolvendo, si ottiene :
per cui i coefficienti angolari delle rette tangenti
,
cercate sono :
.
I loro valori approssimati sono :
.
La conoscenza dei coefficienti angolari
permette di ricavare direttamente le equazioni delle rette
tangenti
,
cercate ed anche, volendo, le coordinate dei punti di tangenza
,
.
Procedimento 2.
Il procedimento alternativo che segue è prettamente trigonometrico. Non fa riferimento all'equazione della circonferenza ma utilizza noti teoremi della geometria euclidea nonché note formule di trigonometria e le proprietà trigonometriche del coefficiente angolare.
Si consideri il seguente grafico :
La retta
passa per il punto
ed il centro
.
I triangoli
,
sono rettangoli
in
,
per un noto teorema.
I suddetti triangoli sono uguali (per il suddetto noto teorema)
per cui gli angoli
,
sono di
conseguenza uguali.
Come è ben noto, il coefficiente angolare
della retta di equazione
è uguale alla tangente trigonometrica dell'angolo che la retta
forma con l'asse delle
(considerando l'orientazione positiva di detto asse e l'orientazione
antioraria
dell'angolo).
I coefficienti angolari
cercati saranno allora :
.
Soffermiamoci sulla determinazione di
(
potrà
essere ricavato analogamente).
L'angolo
è esterno al triangolo
per cui vale :
.
Si ha allora :
.
Applicando la nota formula di trigonometria relativa alla tangente della somma di due angoli, possiamo scrivere :
.
Ricaviamo i valori di
,
.
Si ha immediatamente (per un noto teorema trigonometrico
applicato al triangolo rettangolo
) :
.
Per ricavare
consideriamo il triangolo rettangolo
.
Per esso possiamo scrivere (per un noto teorema trigonometrico
applicato al triangolo rettangolo
) :
.
Ma :
e (applicando il teorema di Pitagora al triangolo rettangolo
) :
.
Abbiamo allora, sostituendo in
:
da cui :
.
Per ricavare
possiamo procedere in questo modo.
Prima di tutto ricordiamo che :
per cui si ricava :
e, essendo
acuto :
.
A questo punto, possiamo scrivere direttamente :
.
Il coefficiente angolare
risulta allora :
.
Il risultato così ottenuto può essere "razionalizzato"
(cioè il denominatore può essere "trasformato" in modo
da non contenere radici) semplicemente moltiplicando numeratore
e denominatore per
.
Si può perciò scrivere :
.
Il risultato :
coincide esattamente con quanto trovato nel precedente procedimento.
Si lascia al lettore volenteroso l'analogo calcolo
di
.
Fine.