E-school di Arrigo
Amadori
Tutorial di fisica
Teorie fisiche, 1° principio della dinamica ed altro
(parte 1)
Abbiamo fin qui visto che nell'universo agiscono 4 tipi di forze
(gravitazionale, elettromagnetica,
nucleare debole, nucleare forte).
La maggioranza dei fenomeni fisici noti sono descrivibili (a tutt'oggi) grazie
all'azione di queste
forze.
Ma come avviene questa descrizione ? Attraverso delle teorie fisiche che non
sono altro che
modelli matematici. Una teoria fisica descrive le relazioni
matematiche fra le grandezze fisiche
in gioco nei particolari fenomeni.
Per esempio, la teoria della gravitazione di Newton descrive matematicamente
come la forza
gravitazionale dipende dalla massa dei corpi e dalla loro distanza.
Una teoria fisica non è mai "vera", nel senso assoluto del termine.
Una teoria fisica è vera
entro i limiti in cui è definita e logicamente fondata ed in particolare è
vera entro i limiti dovuti
alla precisione degli strumenti di misura che, misurando le grandezze fisiche,
la mettono,
inevitabilmente, alla prova.
La ricerca della "verità assoluta" (supposto che ne esista una) o
dell' "essenza" delle cose non
è compito dello scienziato perché esso sa, da Galileo in poi, che l'unica cosa
che gli compete è
fare delle misure e trovare delle relazioni matematiche fra le grandezze
fisiche.
Cosa sia un elettrone nessuno può saperlo. Quello che si può sapere è come
"funziona", come si
comporta in un campo elettrico, che traiettoria compie, che energia ha ecc.
Quando, per l'avvenuto progresso scientifico, strumenti sempre più precisi
dimostrassero che una
teoria fisica non è più corretta, non succederebbe allora nulla di drammatico.
Ciò fa parte del "gioco".
Anzi, in un certo senso, paradossalmente, i fisici non sperano altro : di vedere
le proprie teorie
contraddette dalla realtà dei fatti perché questo è l'unico modo per
progredire nella conoscenza.
Più volte nella storia recente, teorie che sembravano a prova di
"bomba" hanno dovuto essere
modificate radicalmente.
Si pensi alla teoria della relatività ed alla meccanica quantistica che
rappresentarono all'inizio del
'900 un superamento della meccanica classica. Però attenzione, la meccanica
classica, entro
certi limiti, continua ad essere valida, anzi è il punto di partenza di ogni
teoria, ne costituisce le
fondamenta.
Infine, una teoria fisica, oltre a descrivere i fenomeni noti (sempre entro i
limiti sperimentali indotti
dagli errori delle misure) deve essere in grado di prevedere fenomeni
sconosciuti. Questo, in un
certo senso, rappresenta il grado di "bontà" e "potenza" di
una teoria fisica : tanto più una teoria
è "buona", quanto più fa scoprire nuovi fenomeni.
01 - Teorie classiche, teorie quantistiche.
Vi sono due grandi famiglie di teorie fisiche : le teorie classiche e quelle
quantistiche. In linea di
principio, le prime si applicano ai fenomeni macroscopici mentre le seconde ai
fenomeni
microscopici.
Purtroppo i due tipi di teorie sono logicamente inconciliabili ed a tutt'oggi,
nonostante i tentativi
e le grandi energie profuse (in questo sta la "frontiera" della
attuale ricerca scientifica), non si è
riusciti a creare una unica teoria che spieghi macrocosmo e microcosmo come
una unica realtà
(la teoria della stringhe, non ancora verificata sperimentalmente, rappresenta
un tentativo molto
promettente di teoria unitaria, di teoria del tutto).
Le differenze sostanziali fra i due tipi di teorie sono :
- 1 - Le teorie
classiche si basano sui concetti di punto materiale e di traiettoria.
Un corpo, se sufficientemente "piccolo" nei confronti delle dimensioni
della traiettoria
che compie nel suo moto, può essere considerato come un punto privo di
dimensioni
in cui vi è concentrata tutta la massa (quantità di materia) del corpo stesso.
Questo punto
si chiama punto materiale.
Un corpo sufficientemente "grande", nei confronti delle dimensioni
della traiettoria che
compie nel suo moto, può essere considerato come un insieme continuo di punti
materiali.
Un punto materiale, nel suo moto, compie una traiettoria continua, ovvero una
linea
continua (in generale curva).
- 2 - Le teorie
quantistiche si basano sul concetto di funzione d'onda.
Sul moto di un corpo non si può fare alcuna affermazione deterministica.
Addirittura
non si può neppure affermare che i corpi si muovono seguendo traiettorie
continue.
Una teoria quantistica, al massimo, può solo predire la probabilità di trovare
il corpo
in un certo punto dello spazio (ed in un certo istante).
La distribuzione della probabilità di trovare il corpo nei vari punti dello
spazio è la
funzione d'onda del corpo in questione.
Le principali teorie classiche sono :
la meccanica classica
la teoria del campo elettromagnetico
di Maxwell
la teoria della relatività ristretta
la teoria della relatività generale.
Le principali teorie quantistiche sono :
la meccanica quantistica
la teoria quantistica relativistica
il modello standard.
02 - Sulla natura della luce.
La luce dà luogo a vari fenomeni : riflessione, rifrazione, diffrazione,
diffusione, interferenza ecc.
Per spiegare questi fenomeni sono state prodotte nei secoli varie teorie sulla
natura della luce. Esse
possono dividersi un due categorie : teorie che affermano che la luce è
costituita da corpuscoli e
teorie che affermano che la luce è costituita da onde.
Newton pensava che la luce avesse una natura corpuscolare. Successivamente si
trovò un modo
più corrispondente alla realtà per spiegare la rifrazione (deviazione dei
raggi di luce nel passaggio
da un mezzo all'altro (per esempio aria - acqua)) sulla base dell'ipotesi
ondulatoria.
La spiegazione della rifrazione in termini ondulatori si basa sul fatto che la
luce viaggia più lentamente
in un mezzo più denso rispetto ad uno meno denso. Questa differenza di
velocità è la causa della
deviazione dei raggi di luce :

Anche gli altri principali fenomeni furono spiegati sulla base dell'ipotesi
ondulatoria per cui l'ipotesi
corpuscolare venne abbandonata.
Solo all'inizio del '900 per spiegare fenomeni quali l'effetto fotoelettrico
venne riproposta l'ipotesi
corpuscolare però secondo i principi della meccanica quantistica.
Oggi si suppone che la luce (e con essa ogni altro tipo di radiazione
elettromagnetica) sia onda
e corpuscolo, contemporaneamente. La luce, quindi, avrebbe questa duplice natura
che si manifesta
in un modo o nell'altro a secondo dei casi.
Questi concetti quantistici sulla luce saranno trattati molto più
dettagliatamente più avanti.
03 - Meccanica newtoniana : primo principio o principio
d'inerzia.
L'esperienza ci mostra che, con esperimenti nei quali l'attrito viene
ridotto quasi a zero, un corpo,
sul quale agiscono forze con risultante nulla, se è inizialmente
fermo, rimane fermo, mentre se è
inizialmente in moto, prosegue di moto rettilineo uniforme.
Si può affermare, con una espressione più sintetica ed elegante:
"Se la risultante delle forze applicate ad un corpo è nulla, il corpo
mantiene costante la
sua velocità".
Sembra che in questo enunciato manchi:
a) il caso del corpo fermo;
b) l'informazione sulla traiettoria rettilinea.
In realtà in questo breve enunciato sono contenute tutte le informazioni,
perché:
a) se il corpo è fermo, ha velocità iniziale uguale a zero e dire che mantiene
costante questa velocità
significa dire che rimane fermo;
b) la velocità è una grandezza vettoriale, con intensità, direzione e verso.
Dire che la velocità si
mantiene costante, significa che tutti questi tre elementi si mantengono
costanti, quindi anche la
direzione ed il verso. Quando la direzione è costante, la traiettoria è
rettilinea.
Questo enunciato costituisce la prima legge della dinamica (principio
d'inerzia). Le misure che
(storicamente) ci hanno portato all'enunciazione del principio d'inerzia sono state eseguite in
sistemi di
riferimento solidali con la Terra. Questi sistemi di riferimento vengono
chiamati
sistemi inerziali.
Tutti i sistemi di riferimento nei quali vale il principio d'inerzia sono
sistemi inerziali. I sistemi di
riferimento nei quali non vale il principio d'inerzia non sono sistemi
inerziali.
Se consideriamo come sistema di riferimento un autobus in partenza, in frenata o
in curva, otteniamo
un sistema di riferimento non inerziale.
04 - La meccanica classica.
Prendiamo ora in considerazione alcuni importanti principi su cui si basa la
meccanica classica.
La meccanica classica è la base di ogni teoria fisica (anche di quelle
quantistiche !!!) ed è
storicamente la prima teoria fisica (su basi scientifiche) creata
dall'uomo.
La meccanica classica è stata sviluppata principalmente da Galileo, Newton,
Lagrange e Hamilton
ed a metà '800 poteva dirsi compiuta.
I principi essenziali su cui si fonda la meccanica classica sono :
- 1 - Principio
di conservazione (Lavoisier) : nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto
si
trasforma.
- 2 - Principio
di minima azione (Hamilton) : la natura sceglie sempre il minor
"sforzo"
ovvero, un corpo per andare da A a B "sceglie"
sempre la traiettoria più
"conveniente" in termini di energia.
- 3 - Occorre
sempre un sistema di riferimento (Galileo) : per descrivere i fenomeni
fisici
occorre un sistema di riferimento che nel più semplice dei casi è formato da 3
coordinate
spaziali ( x , y , z , ovvero lunghezza, larghezza, altezza rispetto ad un
punto dato preso
a piacere) ed un orologio per segnare il tempo t .
- 4 - Esistono
sistemi di riferimento inerziali (o galileiani) (Galileo) : in essi il tempo
è
omogeneo (i vari istanti di tempo sono equivalenti) e lo spazio è omogeneo (le
varie
posizioni nello spazio sono equivalenti) ed isotropo (le varie orientazioni
nello spazio
sono equivalenti). I sistemi di riferimento inerziali sono in numero infinito e
si muovono
fra loro di moto rettilineo uniforme.
- 5 - Principio
di inerzia (Galileo) : rispetto ad un sistema di riferimento inerziale un
corpo
non soggetto a forze esterne (o su cui la risultante delle forze agenti è
nulla) si muove
con velocità costante in grandezza, direzione e verso.
- 6 - Principio
di relatività (Galileo) : le leggi della fisica sono le stesse in ogni
sistema di
riferimento inerziale. Non esistono quindi sistemi di riferimento inerziali
"privilegiati".
05 - Sistemi di riferimento inerziali e non inerziali.
I sistemi di riferimento inerziali, in effetti, sono una pura astrazione
concettuale in quanto in natura sono
sempre presenti forze (non a risultante nulla) e non esistono sistemi
completamente isolati.
Comunque, entro certi limiti, un sistema inerziale potrebbe essere una nave che
procede a velocità
costante in presenza di mare calmo, un treno che avanza senza scosse su di un
tratto rettilineo ed
a velocità costante, il mio tavolo di lavoro sul quale appoggio dei corpi il
cui peso (forza gravità)
è neutralizzata dal tavolo stesso ecc.
In natura, comunque, i sistemi di riferimento sono non inerziali e per essi non
vale il principio d'inerzia.
Rispetto ad essi la "descrizione del mondo" risulta molto più
complicata che rispetto ad un sistema
inerziale.
Esempi di sistemi non inerziali che tutti esperimentiamo ogni giorno sono, per
esempio, una automobile
che improvvisamente frena o curva e la superficie terrestre.
Se una automobile improvvisamente frena, tutti i corpi al suo interno che
precedentemente erano
fermi (rispetto ad essa) sono visti iniziare a muoversi in avanti.
Se, invece, una automobile curva a destra, i corpi al suo interno vengono visti
muoversi verso sinistra.
In entrambi i casi il principio d'inerzia viene violato : improvvisamente, senza
l'azione di nessuna forza
nota (gravitazionale, elettromagnetica o nucleare), i corpi precedentemente in
quiete cominciano a
muoversi.
Questa è la caratteristica fondamentale dei sistemi non inerziali : rispetto ad
essi il principio d'inerzia
non vale.
Per quanto riguarda la superficie della terra su cui viviamo, a parte la forza
di gravità che può essere
neutralizzata (almeno per i moti che avvengono orizzontalmente), vi è qualcosa
che non può esserlo
e che rende la superficie della terra un sistema non inerziale (anche se
debolmente) : la sua rotazione
rispetto all'asse terrestre.
Per verificare ciò presentiamo 3 casi : la caduta di un grave da una torre
abbastanza alta, la forma
circolare dei cicloni ed anticicloni nell'atmosfera terrestre ed il moto del
pendolo.
I corpi che cadono da una torre (abbastanza alta) toccano terra leggermente
spostati verso est :

Non ce ne accorgiamo, ma ogni corpo solidale con la superficie terrestre ne
condivide il moto. Ciò
significa che i corpi sulla cima della torre hanno, rispetto ad un sistema
inerziale "immobile" rispetto
al quale la terra ruota, una velocità maggiore dei corpi alla sua base
(a causa della rotazione terrestre
verso est). Per questo motivo V1 > V2 .
Un corpo che cade dalla cima della torre (trascuriamo l'attrito con l'aria)
mantiene questa velocità
(per il principio d'inerzia considerato da un sistema di riferimento inerziale
rispetto al quale la terra
ruota) e cadendo a terra "trova" la base della torre dotata di una
velocità (V2) minore. Per questo
motivo il corpo tocca terra spostato, rispetto alla verticale, verso est.
Analogamente, le correnti d'aria che si spostano lungo la superficie terrestre
deviano la loro
traiettoria e, a causa delle influenze delle alte e basse pressioni, vengono a
formare cicloni o
anticicloni (nel nostro emisfero un ciclone ruota attorno ad un minimo di
pressione in senso
antiorario, un anticiclone, attorno ad un centro di alta pressione, in senso
orario).
Un pendolo oscilla su un piano ben definito a causa del principio di
conservazione del momento
angolare (lo stesso principio che fa sì che una trottola, la terra, ecc. girino
su loro stessi in maniera
costante (finché non intervengono altre cause a modificarne la rotazione)). La
terra, ruotando su se
stessa, "ruota" anche rispetto a tale piano di oscillazione del
pendolo. Ciò rappresenta una delle
principali prove sulla rotazione della terra (Foucault 1851).
Le forze che si verificano nei sistemi di riferimento non inerziali, dovute ai
sistemi stessi e non all'azione
di forze reali, si chiamano apparenti.
La caratteristica principale delle forze apparenti è che imprimono ai corpi
accelerazioni non dipendenti
dalle masse dei corpi ma dipendenti solo dalla loro posizione rispetto al
sistema non inerziale.
Ritorneremo sull'argomento quando introdurremo la teoria della relatività
generale.
06 - La teoria della relatività ristretta.
Questa teoria fu pubblicata da Einstein nel 1905 e costituisce una correzione
della meccanica classica,
che diventa così la meccanica relativistica, a causa del fatto che la velocità
della luce risulta essere
costante in ogni sistema di riferimento inerziale (oltre ad essere una velocità
limite, non oltrepassabile).
Quanto affermato va sotto il nome di "principio di costanza della
velocità della luce".
Un semplice esempio può chiarire questo principio e nello stesso tempo mostrare
quanto esso
sia distante dalla "mentalità comune" che ci siamo fatti vivendo in
un ambiente dove le velocità
dei corpi sono enormemente piccole rispetto alla velocità della luce che ci
appare perciò infinita
(come pensava Galileo).
Consideriamo una automobile che ci viene incontro (noi siamo "fermi")
alla velocità di un chilometro
al secondo con i fari accesi (è una velocità impossibile per un'automobile !!!
ma questo è un esperimento
ideale e una tale velocità ci semplifica i calcoli) . A quale velocità ci
giunge la luce proiettata dai fari
verso di noi ? Il senso comune ci farebbe dire 300 000 + 1 chilometri al
secondo (ovvero la somma
della velocità della macchina rispetto a noi più la velocità della luce
rispetto alla macchina).
Questo risultato è errato !!! Esperimenti molto sofisticati mostrano
che invece la luce ci perviene
sempre alla stessa velocità c !!! Questo, in sostanza, è un
principio che va accettato così com'è,
perché la natura "funziona" così. Siamo noi, allora, che dobbiamo
modificare la nostra "mentalità",
la nostra visione del mondo.
La teoria della relatività ristretta è quindi la meccanica classica
"corretta" con l'aggiunta di questo
principio.
Gli effetti di questa teoria sono eclatanti e si possono riassume dicendo che
spazio e tempo
sono soggetti a deformazioni (dilatazioni e contrazioni) in dipendenza della
scelta del sistema
di riferimento.Non sono più entità "assolute".
Se consideriamo la velocità della luce infinita (cosa che è lecito fare in
presenza di corpi "lenti")
si ottiene che la meccanica classica rimane valida.
Possiamo allora affermare che la meccanica classica è l'approssimazione della
meccanica
relativistica (teoria della relatività ristretta) per velocità
"piccole" rispetto alla velocità della luce.
07 - Ancora sul principio d'inerzia.
Nella formulazione del principio d'inerzia (primo principio della dinamica)
precedentemente data,
abbiamo parlato di risultante nulla delle forza che agiscono su di un corpo.
In verità su un corpo possono, per esempio, agire due forze con la stessa
intensità e direzione, ma
con verso opposto, applicate su punti diversi del corpo, come in figura. Per
tali forze la risultante
è nulla, però il corpo, se inizialmente fermo, ruoterà senza traslare.

Esistono infatti in natura moti traslatori, rotatori e rototraslatori (quando
rotazione e traslazione sono
compresenti).
Il principio d'inerzia va quindi precisato indicando che, se la risultante delle
forze che agiscono su di
un corpo è nulla, allora il corpo mantiene costante la sua velocità rispetto
al moto traslatorio.
08 - Grafici del moto.
I moti possono essere rappresentati graficamente con l'aiuto degli assi
cartesiani.
Consideriamo il moto di un punto su di una retta e supponiamo che il moto sia
uniforme secondo la
tabella :

(nei moti uniformi ad intervalli di tempo uguali corrispondono spazi uguali
percorsi).
Riportando questi dati su un grafico cartesiano con in ascissa il tempo
t ed in ordinata lo spazio s
si ottiene :

Se confrontiamo questo moto con un altro moto uniforme rappresentato dalla
tabella :

si ottiene :

Si noti che la "pendenza" delle due rette ha un significato
fondamentale. Alla retta più pendente
corrisponde la velocità maggiore. Vedremo in seguito che la pendenza di una
curva in un grafico
cartesiano è legata al concetto matematico di derivata che sta alla base del
calcolo differenziale.
In un moto vario, non uniforme (in cui ad intervalli di tempo uguali
corrispondono spazi percorsi in
generale diversi) il grafico non è una retta. Per esempio :

09 - Teoria di Maxwell del campo elettromagnetico (le 4 equazioni di Maxwell).
Nella seconda metà dell' '800, Maxwell riassunse tutti i fenomeni elettrici e
magnetici conosciuti in
sole 4 equazioni. Si tratta di equazioni differenziali (esprimibili anche in
forma integrale) che
rappresentano un fulgido esempio di "sintesi" scientifica : molti
fenomeni, anche apparentemente
diversi, unificati in una unica teoria.
Già si sapeva che la forza elettrica e la forza magnetica sono due aspetti
della stessa forza, la
forza elettromagnetica. Per esempio, facendo passare una corrente elettrica in
un filo, l'ago
di una bussola posto in vicinanza viene deviato. Parallelamente, se si muove una
calamita nei
pressi di una spira di filo metallico si induce in essa una corrente elettrica.
Con le 4 equazioni di Maxwell questi fenomeni elettromagnetici e molti altri
vengono riassunti e
sintetizzati in forma matematica.
Ma v'è dell'altro. Trattando matematicamente le sue 4 equazioni, Maxwell
scoprì che una carica
in movimento accelerato (per esempio oscillante) doveva emettere una radiazione
elettromagnetica
propagantesi alla velocità della luce.

Successivamente Hertz verificò sperimentalmente l'esistenza di tali onde.
Questo è un esempio di
come una teoria possa prevedere fenomeni sconosciuti che solo successivamente
vengono rilevati.
10 - Teoria della relatività generale.
La teoria della relatività generale descrive i fenomeni gravitazionali. Questa
teoria fu pubblicata da
Einstein nel 1916 e si basa sul "principio di equivalenza".
Secondo questo principio, un campo gravitazionale è equivalente ad un sistema
di riferimento non
inerziale.
Nei sistemi di riferimento non inerziali le accelerazioni dei corpi (liberi, non
soggetti ad altre forze)
non dipendono dalla loro massa ma dalla loro posizione. Se sono su una giostra
che gira, vedrò
il mondo intorno a me ruotare nel senso opposto come se un forza (la cosiddetta
forza centripeta,
che è una forza apparente) facesse ruotare tutti i corpi lungo traiettorie
circolari indipendenti dalla
massa dei corpi. I corpi più vicini sembreranno soggetti ad una forza
centripeta minore mentre
quelli più lontani, ad una forza centripeta maggiore.
Mostriamo come un campo gravitazionale è equivalente ad un sistema di
riferimento non inerziale
con un esperimento ideale. Supponiamo che una navicella spaziale
sufficientemente lontana da
qualunque pianeta (quindi non disturbata dalla loro gravità) stia accelerando
in maniera costante,
ovvero che la sua velocità cresca costantemente. Questa accelerazione è
prodotta dai razzi di cui
è dotata la navicella.

Gli astronauti, dentro la navicella, verificheranno che tutti i corpi si muovono
con la stessa
accelerazione nel verso contrario alla spinta prodotta dai razzi. Verificheranno
sostanzialmente
che i corpi si muovono tutti allo stesso modo indipendentemente dalla loro
massa.
Ebbene, ciò è esattamente quello che succede quando si è immersi in un campo
gravitazionale
costante come qui sulla superficie terrestre : tutti i corpi cadono allo stesso
modo, indipendentemente
dalla loro massa (ovviamente non considerando l'effetto frenante dell'aria).
La teoria della relatività generale è basata su questo principio ed afferma
che un campo gravitazionale
è del tutto equivalente ad un sistema di riferimento non inerziale in cui
spazio e tempo non sono più
omogenei ed isotropi. Lo spazio ed il tempo vengono così "perturbati"
dal campo gravitazionale e le
loro proprietà non sono più euclidee.
Lo spazio-tempo viene incurvato dal campo gravitazionale prodotto dai corpi !!!
La teoria della relatività generale risolve in sé anche la
"debolezza" logica che è insita nel principio
d'inerzia.
Il principio di inerzia, su cui si basa tutta la fisica, afferma che "se su
un corpo non agiscono forze
esso si muove con velocità costante rispetto ad un sistema di riferimento
inerziale che è un sistema
di riferimento rispetto al quale i corpi non soggetti a forze si muovono con
velocità costante".
Il circolo vizioso in cui porta il principio d'inerzia è risolto rinunciando al
principio stesso ma
invocando il principio di equivalenza (in fisica non ci si può liberare
dai principi !!!) che appare
però più solido e logicamente consistente.
Le masse incurvano gravitazionalmente lo spazio-tempo intorno a loro ed i corpi
si muoveranno
in questo spazio-tempo incurvato seguendo, secondo il principio di minima azione
(che è esso
stesso un principio ben consolidato), traiettorie di minima distanza.
Queste traiettorie di minima distanza si chiamano geodetiche e lo scopo della
teoria della relatività
generale è quello di predire le geodetiche che i corpi, movendosi dentro lo
spazio-tempo curvo,
devono seguire.
L'intera fisica si riduce a pura geometria !!!
Esempi di geodetiche su spazi bidimensionali (superficie) :







Fine.
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