E-school di Arrigo
Amadori
Tutorial di fisica
Energia cinetica
01 - Energia cinetica.
Come abbiamo già visto al punto 5 dell' Esercitazione 2 , il lavoro compiuto
da una forza costante
(in assenza di attriti) che agisce su di un corpo di massa m (nella stessa
direzione e verso del moto)
inizialmente fermo per portarlo alla velocità v è
pari a :
.
Analogamente si può dimostrare che un corpo, dotato di massa m e
velocità v , può compiere,
arrestandosi contro una molla o altri ostacoli, un lavoro pari a
. La quantità
viene
chiamata energia cinetica del corpo e corrisponde al lavoro che quel
corpo può effettuare,
prima di fermarsi, in virtù della sua velocità. Il termine energia
assume così, in questo caso,
il significato di capacità di compiere un lavoro ed il termine energia
cinetica significa in sostanza
energia di movimento. Il simbolo che usiamo per indicare l'energia
cinetica è la lettera T .
Quindi :
Osservando la formula che definisce l'energia cinetica possiamo subito affermare
che essa è direttamente
proporzionale alla massa ed al quadrato della velocità. Questo significa che se
la massa raddoppia,
l'energia cinetica raddoppia, ma se la velocità raddoppia, l'energia cinetica
quadruplica.
Questo fatto è di grande importanza e dovrebbe essere ben tenuto presente da
chi guida !!!
02 - Esercizio.
Un tuffatore di massa m = 70 kg si tuffa da un trampolino alto
s = 10 m (senza ruotare su se stesso
e trascurando gli attriti con l'aria). Ricordando che l'accelerazione di gravità
è g = 9,8 m/s² (circa),
calcolare il lavoro fatto dalla forza peso durante il tuffo (fino a che il
tuffatore tocca l'acqua) e la
velocità con cui egli tocca l'acqua.
Soluzione.
Il lavoro fatto dalla forza peso del tuffatore è :
![]()
dove p è il peso del tuffatore ed h l'altezza da cui
esso si tuffa.

Il peso(che è una forza) è dato dalla 2' legge della dinamica dalla formula :
![]()
dove m è la massa del tuffatore e g è l'accelerazione
di gravità che vale circa :
.
Il lavoro compiuto dalla forza peso del tuffatore è quindi :
e vale, sostituendo i dati numerici (che sono riportati nel grafico) :
.
Per calcolare la velocità con cui il tuffatore tocca l'acqua basta ricordare
che la differenza di energia
cinetica (in assenza di attriti) eguaglia il lavoro fatto dalla forza peso.
Siccome il tuffatore parte da
fermo, la differenza di energia cinetica è uguale all'energia cinetica finale.
Si ha allora :
.
Per ricavare la velocità basta isolarla alla sinistra dell'uguale. Per fare
questo si può moltiplicare ambo
i membri per 2 ottenendo :
![]()
da cui :
.
Ora si può dividere ambo i membri per m :
![]()
ed ottenere :
.
Per ottenere la velocità v basta estrarre la radice quadrata di
entrambi i membri ottenendo infine :
(questo dipende dal fatto che se un numero al quadrato è uguale ad un altro
numero, il primo è uguale
alla radice quadrata del secondo, per esempio se
allora
).
Sostituendo i valori numerici otteniamo :
.
Si possono a questo punto fare due interessanti considerazioni :
- 1 - nella formula
appena trovata manca la massa del tuffatore. Corrisponde all'importante
fatto già noto che i corpi cadono tutti con la stessa accelerazione
indipendentemente
dalla loro massa.
- 2 - se esprimiamo
il risultato della velocità con cui il tuffatore tocca l'acqua in km/h ,
otteniamo
.
Se il tuffatore cadesse invece che sull'acqua sul cemento (da 10 metri) i
risultati sarebbero
sicuramente nefasti. Orbene, un motociclista che urtasse un ostacolo rigido
alla velocità di
50 km/h subirebbe gli stessi effetti ...
Fine.
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