E-school di Arrigo
Amadori
Tutorial di fisica
Il campo magnetico (3' parte)
10 - La forza di Lorentz.
Nella pagina precedente ( CampoMagnetico2 )
abbiamo visto che un conduttore percorso da corrente elettrica
ed immerso in un campo magnetico risente di una forza
che ha intensità
e direzione e verso che obbediscono alla regola della mano
sinistra.
Come viene prodotta fisicamente questa forza ?
Siccome la corrente che scorre lungo il conduttore immerso nel campo magnetico non è altro che un "flusso" di cariche elettriche (elettroni, per un conduttore metallico) si può pensare, ed è esattamente ciò che accade, che il campo magnetico agisca su ogni singola carica in movimento (che costituisce la corrente) con una certa "piccola forza elementare". La forza che "sente" l'intero conduttore (descritta alla pagina precedente) non è quindi altro che la sommatoria di tutte queste piccole forze elementari.
Un campo magnetico esercita allora una forza su una carica elettrica in movimento.
Questo è un fatto di grande importanza.
Anche un campo elettrico esercita una forza su una carica.
Come già sappiamo ( CampoElettrico ), una carica elettrica immersa in un campo elettrico risente di una forza così definita :
,
dove
è la forza elettrica sentita dalla carica,
la carica stessa ed
il vettore
campo elettrico.
Occorre a questo punto fare una precisazione.
Nella precedente trattazione ( CampoElettrico
), abbiamo considerato, per comodità di esposizione, la carica
sempre positiva.
La cose non cambiano se la carica fosse negativa. In questo
caso, poiché quando si moltiplica un vettore per un numero negativo
si deve invertire
il verso del medesimo, otterremo che il verso di
sarà opposto a quello di
.
Graficamente :

Siamo ora in grado di capire cosa succede ad una carica elettrica
immersa
allo stesso tempo
in un campo elettrico e magnetico
(un cosiddetto campo elettromagnetico).
Ci serve solo precisare la forza che la carica sente a causa del campo magnetico in analogia a quanto affermato circa i conduttori percorsi da corrente immersi in un campo magnetico.
Si ha esattamente :
![]()
dove
è la forza magnetica sentita dalla carica,
la carica stessa,
la velocità della carica e
il vettore
campo magnetico.
Si noti subito che se la velocità della carica è nulla,
cioè
, la forza
magnetica è di conseguenza nulla. Infatti, in questo caso si avrebbe
:
.
La forza magnetica si esercita su una carica solo se essa è in movimento !!! Questo fatto è di grande importanza e costituisce una ulteriore differenza del campo magnetico rispetto al campo elettrico che agisce, invece, anche su cariche in quiete.
Ma ritorniamo alle due formule :
.
Come si vede bene, le grandezze
,
,
,
,
, sono tutte grandezze vettoriali !!!
Il simbolo
indica una particolare operazione che si può fare solo con i vettori :
il prodotto vettoriale.
La scrittura
indica, quindi, il prodotto vettoriale del vettore
con il vettore
e si pronuncia "v vettor b".
La caratteristiche del prodotto vettoriale saranno spiegate
dettagliatamente in seguito. Per il momento basta sapere che il risultato
del prodotto vettoriale
è un altro vettore così come indicato nel grafico :

L'angolo
,
a cui abbiamo dato un'orientazione indicata dalla freccia, viene "generato" immaginando di fare ruotare il primo
vettore della "scrittura"
, cioè
, sul secondo vettore
compiendo il "tragitto" più breve.
L'intensità del vettore
verrà definita più avanti. Per il momento basta sapere che essa è massima
(esattamente
) quando i due vettori
e
sono perpendicolari
(
), nulla
quando sono paralleli (
oppure
). Questo
è coerente con quanto precedentemente studiato per le correnti
nei campi magnetici in cui abbiamo appunto mostrato che la situazione
più favorevole si ha quando il campo magnetico è perpendicolare
alla corrente.
La direzione del vettore
è perpendicolare al piano formato dai vettori
e
.
Il verso del vettore
è quello dell'avanzamento di una ipotetica vite destrorsa
che segua la rotazione che produce l'angolo
,
ciò segua la sua orientazione.
La direzione ed il verso del vettore
sono compatibili, come è facile rendersi conto, con la ben nota regola
della mano sinistra usata per le correnti nei campi magnetici.
Mostriamo meglio questo fatto con un grafico in cui confrontiamo la "forza
complessiva" generata da un campo magnetico sulla corrente
ed il vettore
che ha a che fare con la singola carica
che si muove lungo il conduttore :

A muoversi lungo il conduttore (metallico) sono in realtà gli elettroni
per cui la carica
di un singolo elettrone è negativa. Per questo motivo il vettore
è opposto al vettore
.
Essendo
negativa, il vettore
,
che rappresenta la forza che sente un singolo elettrone, è
opposto al vettore
. Si ha quindi :

La forza (direzione e verso) che sente un singolo
elettrone che compone la corrente elettrica immersa
nel campo magnetico è quindi compatibile con quanto già noto
per la corrente (regola della mano sinistra). Se facessimo
poi la somma di tutte le singole forze che tutti i singoli
elettroni (che compongono la corrente) sentono, otterremmo
il valore
. La dimostrazione di ciò è complicata ed esula dallo scopo di
questa semplice pagina introduttiva.
A questo punto siamo in possesso di tutti gli elementi necessari
per capire nei dettagli cosa succede se una carica
risente "contemporaneamente" dell'azione di un campo
elettrico
e di un campo magnetico
.
Supponiamo che una certa ragione dello spazio sia sede
di un campo elettrico, descritto punto per punto dal
vettore
, e di
un campo magnetico descritto punto per punto dal vettore
.
Per esempio :

Nel grafico, in sezione, abbiamo rappresentato in rosso le linee
di forza del campo elettrico generato da una carica positiva
ed in blu le linee di forza del campo magnetico generato
da un magnete.
Consideriamo un punto
del campo. In esso saranno presenti "contemporaneamente"
il vettore campo elettrico
ed il vettore campo magnetico
. Graficamente :

Naturalmente non si deve cadere nella "tentazione" di sommarli
!!! Si tratta di grandezze fisiche diverse !!! Si possono però sommare
le "azioni", gli "effetti", che i suddetti vettori determinano su una carica
che si trovi nel punto
.
Tali azioni sono la forza elettrica
e la forza magnetica
che la carica posta in
sente.
Due forze si possono sommare !!! Come si dice, sommandole si ottiene la loro risultante. Naturalmente, essendo le forze grandezze vettoriali, tale somma la si deve eseguire con la regola del parallelogrammo.
La formula matematica della forza complessiva
che agisce sulla carica
immersa in un campo elettromagnetico è data quindi da :
ovvero :
![]()
ovvero :
.
Questa formula è dovuta al grande fisico olandese Hendrik Antoon Lorentz (1853 - 1928). La forza in questione è detta forza di Lorentz.
Consideriamo quindi, in un certo istante, una carica positiva
nel punto
di un campo elettromagnetico.
La carica sia dotata della velocità
(in quell'istante). La forza di Lorentz sarà :

Consideriamo, come ulteriore esempio, il seguente campo elettromagnetico :

Si tratta della sovrapposizione di campo magnetico generato da un magnete e di un campo
elettrico generato da due lamine metalliche parallele caricate
con carica uguale in quantità ed opposta in segno
(
,
, con
).
Se facciamo muovere degli elettroni all'interno del campo
in modo che la loro velocità sia perpendicolare ai vettori
e
contemporaneamente, otteniamo la seguente situazione :

Si noti che
ed
hanno verso opposto.
Se si facesse in modo, per esempio variando la carica
, che la forza elettrica
agente sull'elettrone uguagliasse in intensità (i versi
sono opposti !) la forza magnetica
agente sul medesimo, si otterrebbe una forza complessiva
nulla (
). In questa situazione l'elettrone procederebbe di moto
rettilineo uniforme.
Questo interessante dispositivo fu utilizzato attorno al 1897 da
Joseph John Thomson (1856 - 1940, a lui è attribuita la scoperta dell'elettrone)
per calcolare il rapporto
fra la carica e la massa dell'elettrone stesso.
11 - Moto di una particella carica in un campo magnetico uniforme.
Supponiamo che una particella carica (per esempio un elettrone
che è carico negativamente) si muova in un campo magnetico
uniforme (cioè che abbia in ogni punto stessi direzione,
verso ed intensità) con una certa velocità
perpendicolare al vettore campo
magnetico
, cioè alle sue linee di forza.
Per "visualizzare" questa situazione, utilizziamo il seguente grafico :

in cui, con il simbolo delle "crocette", si visualizza
il campo
intendendo che esso è perpendicolare alla presente pagina ed ha verso entrante
nella pagina stessa. Il fatto che le crocette siano disposte
in modo uniforme sta ad indicare che il campo
è appunto uniforme.
Chiediamoci ora qual'è la forza che la particella "sente".
In assenza di campo elettrico la forza di Lorentz che agisce sulla particella è semplicemente :
dove
è la carica della particella (nel nostro caso, trattandosi di un elettrone,
negativa).
Per calcolare la forza
eseguiamo dapprima il prodotto vettoriale
.
Tale prodotto vettoriale
fra i vettori
e
, come ben
sappiamo, è un vettore che ha le seguenti caratteristiche :
- direzione
: perpendicolare a
ed a
.
- verso : quello che risulta applicando al regola della vite destrorsa. In questo caso "in su" nel grafico.
- intensità
: a causa della perpendicolarità di
e
,
semplicemente
.
Per terminare di calcolare la forza
ci rimane da moltiplicare
per
.
Poiché nel nostro esempio il segno della carica
è negativo (trattandosi di un elettrone), avremo che la forza
che agisce sulla particella ha le seguenti caratteristiche :
- direzione
: perpendicolare a
ed a
.
- verso : "in giù" nel grafico.
- intensità
:
(il valore
assoluto rende il risultato positivo !!!).
Graficamente :

Lo stesso risultato poteva essere ricavato immaginando che la particella carica in moto formi una corrente elettrica. Ponendo attenzione al fatto che il verso della corrente va preso, nel caso che la particella sia un elettrone (di carica negativa), opposto alla velocità dell'elettrone stesso (a causa della ben nota convenzione sul verso della corrente che è immaginata formata dal movimento di cariche positive). Lasciamo al lettore lo sviluppo di questo procedimento alternativo.
Chiediamoci ora come sarà la traiettoria ed il tipo di moto a cui la particella è soggetta.
Quando una particella di massa
è soggetta ad una forza
possiamo applicare il secondo principio della dinamica e scrivere
la formula :
,
dove
è il vettore accelerazione a cui la particella è soggetta
(a causa
della forza
agente su di essa).
Da essa ricaviamo :
.
Essendo la massa una grandezza positiva, il vettore
accelerazione
avrà direzione e verso come il vettore
ed intensità :
,
essendo
l'intensità del vettore forza
.
Graficamente :

Abbiamo ottenuto così l'importante risultato che nel nostro caso il vettore accelerazione è perpendicolare al vettore velocità.
Come è ben noto dallo studio della cinematica, questo fatto si verifica nel moto circolare uniforme.
La traiettoria della particella è quindi una circonferenza che viene percorsa con velocità (periferica o lineare) costante in intensità.
Graficamente :

(in altra scala e senza visualizzare il campo magnetico)
Nel moto circolare uniforme velocità periferica (lineare) ed accelerazione centripeta (le loro intensità) sono legate dalla nota formula :
![]()
dove
è il raggio della circonferenza.
Abbiamo allora che l'intensità della forza magnetica
che agisce sulla particella è eguagliata dall'intensità
della forza
centripeta
(massa per accelerazione centripeta) per cui possiamo scrivere :
e, semplificando dividendo ambo i membri per
:
.
Da questa formula possiamo ricavare :
- il raggio
della circonferenza
:
(per comodità
abbiamo scritto semplicemente
intendendola positiva)
- la velocità
periferica
:
- la velocità
angolare
(ricordando che essa è legata alla velocità periferica dalla
formula
) :
![]()
- la frequenza
(ricordando che essa
è legata alla velocità angolare dalla formula
) :
.
Si noti il fatto interessante che la velocità angolare
(e quindi anche la frequenza) della particella non dipende
dalla sua velocità periferica
.
Fine.