E-school di Arrigo
Amadori
Strutture matematiche
Spazi vettoriali : basi e dimensioni
Negli spazi vettoriali è possibile definire un concetto di base e di dimensione. In questo modo ogni vettore è scomponibile (come somma) rispetto ad una base. Le componenti di un vettore rispetto ad una base sono le sue coordinate (rispetto a quella base).
01 – Dipendenza lineare.
Sia
uno
spazio vettoriale. Siano dati
vettori
appartenenti
a
ed
scalari
appartenenti
ad
.
Il vettore
si
chiama combinazione lineare dei vettori
.
Consideriamo i seguenti casi :
-
1 - Esistono degli
non
tutti nulli tali che
.
In questo caso si dice che gli
vettori sono linearmente
dipendenti
-
2 -
.
In questo caso si dice che gli
vettori sono linearmente
indipendenti.
Esempi :
- 1 - Consideriamo in
i
due vettori
e
. Essi sono
linearmente indipendenti perché il vettore combinazione lineare dei suddetti
:
è nullo solo quando :

ovvero
quando
.
Graficamente :

- 2 - Consideriamo in
i
due vettori
e
. Essi sono
linearmente dipendenti perché il vettore combinazione lineare dei suddetti
:
![]()
è nullo, per esempio, per i valori non tutti nulli :
.
Graficamente :

- 3 - Consideriamo in
i
due vettori
,
e
. Essi sono
linearmente dipendenti perché il vettore combinazione lineare dei suddetti
:
![]()
è nullo, per esempio, per i valori non tutti nulli :
.
Graficamente :

Nel grafico, per comodità, abbiamo posto valori qualunque di
, per cui non si ha una verifica "visuale" immediata che i tre vettori sono linearmente
dipendenti. Nel seguente caso, la verifica grafica della dipendenza lineare dei
tre vettori è più evidente :

- 4 - Consideriamo
lo spazio
dei polinomi sul campo complesso di grado
. Consideriamo i tre polinomi
,
,
. Essi, come vettori, sono linearmente indipendenti perché il vettore
combinazione lineare
è nullo (per ogni
) se e solo se
.
02 – Sottospazio vettoriale.
Sia
uno
spazio vettoriale e
un sottoinsieme di
. Se
è anch’esso uno spazio vettoriale esso si dice che è un sottospazio
di
.
Per i sottospazi vettoriali valgono gli importanti teoremi :
- 1 -
condizione necessaria e sufficiente perché
sia un sottospazio di
(essendo
sottoinsieme di
)
è che
sia chiuso rispetto alla somma ed alla moltiplicazione scalare, ovvero
che il risultato della somma di due elementi di
sia ancora un elemento di
e che il prodotto scalare di un elemento di
per uno scalare sia ancora
un elemento di
.
- 2 -
sia
uno spazio vettoriale e siano
suoi vettori. Consideriamo l’insieme :
ovvero
l’insieme di tutti i vettori combinazioni lineari di
ottenibili dando agli scalari
tutti i possibili valori.
Allora
è un sottospazio vettoriale di
che si chiama sottospazio generato dai vettori
.
Per esempio, in
, partendo da
:
ed in
, partendo
da
e
:
03 – Base.
Sia
uno
spazio vettoriale. Se esiste un numero naturale
ed un insieme di
vettori
linearmente indipendenti e
tali che lo spazio vettoriale generato da
coincide con
allora si dice
che
è una base di
.
Esempi :
- 1 - Nello spazio vettoriale
i vettori :
costituiscono
una base in quanto sono linearmente indipendenti ed
ogni vettore
di
è esprimibile come:
per cui
costituisce una base di
.
Nel caso di
abbiamo analogamente che una base è :
.
Nel caso di
, graficamente :
Nel caso di
, graficamente :
- 2 -
Nello spazio vettoriale dei polinomi di grado
sul campo
complesso, lo spazio
,
i polinomi :
costituiscono
una base in quanto sono linearmente indipendenti ed
ogni polinomio
di grado
è
esprimibile come :
.
- 3 -
Nello spazio vettoriale delle matrici
sul campo
complesso,
, le matrici :
costituiscono
una base in quanto sono linearmente indipendenti ed
ogni matrice
è esprimibile come :
.
Riguardo al concetto di base occorre sottolineare che :
- Uno spazio
vettoriale può avere basi diverse. Per esempio
e
sono
basi diverse di
.
- Uno spazio vettoriale può non avere nessuna base.
Consideriamo a questo proposito l’insieme di tutti i polinomi di ogni grado su
. Questo insieme è uno
spazio vettoriale ma non possiede nessuna base finita, ovvero non esiste nessun numero naturale
per
cui esista un insieme
di vettori linearmente indipendenti che generino lo spazio
vettoriale stesso.
04 – Coordinate.
Sia
uno
spazio vettoriale e
una sua base . Lo
spazio generato dalla base coincide con lo spazio vettoriale per cui ogni
vettore
di
è esprimibile dalla combinazione lineare
dove i coefficienti
appartengono ad
.
Poiché per ogni vettore
di
esiste una ed una sola n-pla
corrispondente, i valori
si chiamano coordinate
del vettore
rispetto alla base
.
Esempi :
- 1 - In
,
con la base
:
- 2 - In
,
con la base
(base diversa dalla precedente) :
- 3 - In
, con la base
:
- 4 - In
,
una base è
.
Le coordinate del polinomio
sono
. Si noti la
"potenza" del concetto di vettore : un polinomio di secondo grado può
essere trattato come una terna di numeri !
05 – Dimensione.
Sia
uno
spazio vettoriale su cui è definita una base di
n vettori. Poiché ogni
altra base di V(A) è composta anch’essa da
vettori, si dice che
ha dimensione
e si scrive
.
Esempi :
- 1 -
Lo spazio
ha dimensione
. Hanno dimensione
, ovviamente, anche gli spazi
e
.
- 2 -
Lo spazio
ha dimensione
.
- 3 -
Lo spazio
ha dimensione
.
06 – Cambiamento di base.
Sia
uno
spazio vettoriale di dimensione
. Siano
e
due sue basi. Sia
un vettore di
e siano
e
le coordinate di
rispetto alla prima ed
alla seconda base per cui :
.
D’altra parte ogni vettore
della base
può essere espresso in
funzione dei vettori della base
per cui :
ovvero, sinteticamente :
dove i coefficienti
sono opportuni elementi del
campo
.
Sostituendo, si ottiene :
.
Semplificando e confrontando, si ottiene :
.
Questa formula fornisce le
coordinate di
rispetto alla base
note le coordinate rispetto
alla base
.
La matrice
si chiama matrice del
cambiamento di base (abbiamo usato la lettera
per
indicare sia il campo su cui è definito lo spazio vettoriale sia la
matrice del cambiamento di base : questo non genera ambiguità).
Se esprimiamo un vettore di uno
spazio vettoriale di dimensione
come una matrice colonna (vettore colonna) formata dalle sue
coordinate rispetto ad una base :
.
La formula del cambiamento di base si esprime sinteticamente del seguente modo :
.
Dove
indica
la moltiplicazione fra la matrice
e la matrice
.
Esempio :
- Sia
un vettore di
. Le sue coordinate rispetto alla base
siano
. Le sue
coordinate rispetto alla base
si ricavano risolvendo il sistema :
dove
sono
le "nuove" coordinate di
rispetto alla base
.
Esse valgono
.
Graficamente :
La matrice del cambiamento di base si ottiene dal seguente sistema :
.
Sostituendo e calcolando si ottiene :
che
rappresenta la matrice del cambiamento di base. Moltiplicando
infatti
per il
vettore colona
si ottiene :
come
deve essere perché il vettore colonna
rappresenta le coordinate di
rispetto alla base
.
07 – Isomorfismo.
Siano
e
due spazi vettoriali
sullo stesso campo
. Gli spazi si dice che sono isomorfi se esiste una applicazione
che soddisfa le seguenti condizioni :
- 1 -
è biunivoca da
su
- 2 -
- 3 -
per ogni
e
appartenenti a
e per ogni
appartenente ad
.
L’applicazione
si chiama isomorfismo
e l’isomorfismo fra i due spazi si indica con
.
Se due spazi vettoriali sullo stesso campo e di dimensione finita sono isomorfi allora hanno la stessa dimensione (e viceversa).
Il concetto di isomorfismo fra spazi vettoriali è molto importante ed utile perché, se si verifica l’isomorfismo fra due spazi, i due spazi sono assolutamente equivalenti dal punto di vista delle loro proprietà vettoriali.
Esempio :
- Gli
spazi
e
sono isomorfi perché la funzione
soddisfa i requisiti per essere un isomorfismo (oltre al fatto che i due spazi
in questione hanno dimensione
).