E-school di Arrigo
Amadori
Strutture matematiche
Spazi vettoriali : spazi di Hilbert 2' parte
07 - Complemento ortogonale. Somma diretta di sottospazi.
Sia
uno
spazio vettoriale con prodotto interno e sia A un suo sottoinsieme
non vuoto. Allora, si chiama complemento ortogonale di A
l'insieme :
![]()
ovvero l'insieme, che si indica con
, di tutti i vettori ortogonali ad A (ad ogni vettore di A ). Per
esempio, in
e
:


Se di più
è uno spazio di Hilbert, allora per un vettore x di X
si ha che
è un sottospazio di X chiuso.
Per esempio, in
:

Qui
è
una retta passante per l'origine che è ovviamente un sottospazio di
. Inoltre una retta è un insieme chiuso in quanto il derivato (insieme dei
punti di accumulazione) di essa è sottoinsieme di se stessa.
Se
e
sono due sottospazi dello spazio vettoriale
per cui sia
,
allora si chiama somma diretta di
e
, e si
indica con
,
il sottospazio di
definito da :
.
Per esempio, in
:

08 - Proiezione ortogonale.
Sia
uno
spazio di Hilbert e sia
un suo sottospazio chiuso. Allora lo spazio
può essere considerato come la somma diretta di
con il suo complemento ortogonale
. Cioè :
.
Illustriamo questo importante teorema con due esempi in
e
:


Un vettore x di
può essere così scomposto nella somma :
![]()
dove y appartiene ad Y e z appartiene
a
. Per
esempio, in
:

I vettori y e z in cui x viene scomposto
sono unici (lo si dimostra facilmente per assurdo ipotizzando che esistano altri
vettori y' e z' per cui si abbia
). Questo fatto è di grande importanza e permette di definire il vettore
y come proiezione ortogonale di x su Y .
Una fondamentale proprietà della proiezione ortogonale è che
è la distanza fra x e Y , cioè è il valore minimo che
assumono le norme delle differenze fra x ed ogni vettore y'
di Y . In sintesi :
.
Per esempio, in
:

09 - Sistema ortogonale e ortonormale.
Sia
uno
spazio vettoriale con prodotto interno. Un sottoinsieme E di
X è un sistema ortogonale se i suoi vettori sono ortogonali a due
a due.
L'insieme E è un sistema ortonormale se, oltre ad essere ortogonali a due a due, i suoi elementi hanno tutti norma 1 .
Esempi :
- 1 - Gli
spazi euclidei
,
.
Un loro sistema ortonormale è formato dai vettori :
.
Per
esempio, in
e
:


- 2 - Lo
spazio
.
Un suo sistema ortonormale è formato dalle successioni :
.
Si noti la somiglianza con l'esempio precedente.
- 3 - Lo spazio
vettoriale reale
delle funzioni
reali continue definite sull'intervallo
con prodotto interno
.
L'insieme numerabile di funzioni :

riassumibile con la scrittura :
![]()
costituisce un sistema ortonormale per
con il prodotto interno suddetto. Graficamente :


Lasciamo al lettore volonteroso la dimostrazione di questa affermazione.
- 4 - Lo spazio
vettoriale complesso
delle funzioni complesse continue definite sull'intervallo
con il prodotto interno
.
L'insieme numerabile delle funzioni :
(la funzione esponenziale
è qui indicata con il simbolo
meglio leggibile).
In questo caso, n è intero, cioè
.
Lasciamo anche qui al lettore la dimostrazione dell'asserto.
Si noti che questo sistema ortonormale è formalmente molto più "sintetico" del precedente.
10 - Sistema ortonormale completo. Coefficienti di Fourier, sviluppo in serie di Fourier.
La ricerca di un sistema ortonormale che funga anche da base per uno spazio vettoriale con prodotto interno, è un problema di fondamentale importanza in matematica.
Quando si definisce una base, ogni vettore di uno spazio vettoriale può essere espresso come una sequenza di numeri complessi, le sue coordinate (nel caso in cui il campo su cui lo spazio è definito sia C ). Se, di più, la base è costituita da un sistema ortonormale si hanno ulteriori importanti vantaggi.
In questo paragrafo approfondiamo questa problematica.
Si hanno i seguenti teoremi :
- 1 - Sia
uno
spazio vettoriale con prodotto interno. Sia esso separabile. Allora ogni sistema
ortonormale E di
è finito o numerabile.
Ricordiamo che lo spazio vettoriale
dotato di struttura metrica è separabile se esiste un suo sottoinsieme
numerabile denso in X .
Ricordiamo anche che un insieme è numerabile quando è in corrispondenza biunivoca con N , ovvero esso è "contabile".
Il teorema può essere dimostrato immaginando di scegliere un sottoinsieme
numerabile (o finito) Z di X denso in X .
Considerando che i vettori distinti di E , per il teorema di
Pitagora, distano tutti fra loro il valore finito
, a ciascun vettore di E può essere associato in modo biunivoco un
elemento di Z preso vicino a piacere (a causa del fatto che
Z è denso in X ). Ma Z è numerabile (o finito) per cui
lo è anche qualunque suo sottoinsieme. Quindi, gli elementi di E
non possono che essere numerabili o finiti.
Per esempio, in
:

dove
appartengono a Z .
- 2 - Sia
uno
spazio vettoriale con prodotto interno. Sia
un sistema ortonormale finito e sia
il sottospazio generato dai vettori
. Allora E è una base per
ed in vettore y di Y è esprimibile da :
![]()
dove :
ovvero, in sintesi :
.
Il fatto che
costituisce una base di
è immediato. Per quanto riguarda la formula
, basta considerare che
.
Per esempio, in
:

- 3 - La generalizzazione del teorema precedente è il seguente.
Sia
uno
spazio di Hilbert e sia
un sistema ortonormale (numerabile). Allora
converge in X se e solo se
. Se si verifica ciò, posto :
,
si ha :
![]()
cioè, in sintesi :
.
Questa formula è di fondamentale importanza ed è analoga a quella trovata per gli spazi vettoriali con prodotto interno a n dimensioni.
La dimostrazione della prima affermazione può essere dimostrata osservando che (per n>m ) :
.
La seconda affermazione è una generalizzazione dell'analoga del precedente teorema.
Si noti che la condizione di partenza perché un vettore di uno spazio vettoriale a dimensione infinita possa essere scomposto nelle sue componenti (coordinate) rispetto ad un sistema ortonormale è in generale che che lo spazio vettoriale sia di Hilbert.
Esempio :
Consideriamo lo spazio
vettoriale complesso
delle funzioni complesse continue definite sull'intervallo
con il prodotto interno
.
Questo spazio, come sappiamo, non è uno spazio di Hilbert per cui il presente fondamentale teorema non si applica ad esso. Se però lo spazio
viene opportunamente esteso alle funzioni discontinue secondo certi criteri
(vedi il capitolo sugli Spazi
), allora si ottiene uno spazio di Hilbert e l'applicabilità del teorema viene
garantita. Proseguiamo allora come se fossimo in uno spazio di Hilbert.
Consideriamo il vettore
(una funzione dello spazio in questione) e consideriamo il sistema ortonormale
:
.
Calcoliamo ora le componenti di x rispetto a tale sistema ortonormale. Abbiamo :
(ottenuta con
banale integrazione)
con
intero (ottenuta integrando per parti (nozione di scuola media superiore)).
Possiamo allora scrivere :
.
Abbiamo quindi espresso un vettore (qui una funzione) nelle sue infinite componenti. Questo risultato è di capitale importanza. Siamo qui in presenza di uno sviluppo in serie di una funzione che può essere usato, se troncato, per approssimare la funzione stessa.
Si noti infine che :
,
come deve essere, perché la serie
è notoriamente convergente.
Diamo ora la definizione di sistema ortonormale completo.
Sia
uno
spazio vettoriale con prodotto interno. Un sistema ortonormale E si
dice completo se non esiste nessun sistema ortonormale che contenga
E come suo sottoinsieme proprio.
Se
è
uno spazio di Hilbert e
è un sistema ortonormale, allora esso è completo se e solo se :
- 1 -
per ogni x appartenente ad X
- 2 - il sottospazio Y generato da E coincide con X (più precisamente la chiusura di Y coincide con X , perché un sottospazio è definito a partire da un insieme finito di vettori)
- 3 -
per ogni x appartenente ad X (uguaglianza di Parseval)
I numeri
si chiamano coefficienti di Fourier di x rispetto a
E (sono le coordinate di x rispetto ad E ).
L'espressione
si chiama sviluppo in serie di Fourier di x .
Questo ultimo teorema è di capitale importanza ed è per così dire il "cuore" della teoria degli spazi di Hulbert.
Questo teorema permette in sintesi di definire una base ortonormale in uno spazio di Hilbert rispetto alla quale definire ogni suo vettore.
Riguardo alla possibilità di esistenza di un sistema ortonormale completo per un dato spazio di Hilbert, diamo i seguenti teoremi senza dimostrazione :
- 1 -
Se
è uno spazio di Hilbert di dimensione finita, allora esso possiede una base
costituita da un sistema ortonormale completo. Viceversa, ogni sistema
ortonormale completo è una base per
.
- 2 -
Se
è uno spazio di Hilbert di dimensione infinita e di più esso è separabile,
allora esiste un sistema ortonormale completo numerabile E tale che
il sottospazio generato da E (la sua chiusura) coincide con X
.
Terminiamo l'argomento con i seguenti fondamentali teoremi (che diamo senza dimostrazione) :
- 1 - Ogni spazio
di Hilbert di dimensione n (finita) è isomorfo e isometrico a
.
- 2 - Ogni
spazio di Hilbert di dimensione infinita e separabile è isomorfo e
isometrico a
.
(per isometria si intende una trasformazione che conserva la distanza)
Questi due teoremi ci permettono di "considerare" gli spazi di
Hilbert come del tutto "equivalenti" ai ben noti spazi
e
(si ricordi
che nel secondo caso è richiesta la separabilità).