E-school di Arrigo
Amadori
Algebra I
Spazi euclidei
01 – Introduzione.
Lo spazio euclideo è lo spazio della nostra esperienza quotidiana, lo spazio
descritto dalla
geometria elementare. Fu Euclide, nel terzo secolo a.c., ad esporne le proprietà
in forma
ipotetico-deduttiva.
In questo capitolo lo spazio euclideo viene descritto come uno spazio vettoriale
dotato di
metrica, la metrica corrispondente al teorema di Pitagora.
02 – Forma lineare su uno spazio vettoriale complesso.
Sia V(C) uno
spazio vettoriale di dimensione finita
n sul campo complesso.
L’applicazione
f : V à
C si chiama forma lineare
di prima specie su V(C)
se si
verificano le seguenti condizioni :
- 1 -
f(x + y) = f(x) + f(y) per
ogni x
ed y appartenenti
a V
- 2 -
f(kx) = kf(x)
per ogni x
appartenente a V
e per ogni k
appartenente a C
L’applicazione
f : V à
C si chiama forma lineare
di seconda specie su V(C)
se si
verificano le seguenti condizioni :
- 1 -
f(x + y) = f(x) + f(y) per
ogni x
ed y appartenenti
a V
- 2 -
f(kx) =
f(x)
(dove
è il coniugato complesso di
k )
per ogni x appartenente a V
e per ogni k
appartenente a C
Se
è una base di
V(C) , il vettore
x può essere espresso
come
, dove le
ξ sono le coordinate
del vettore x
rispetto alla
base suddetta.
Se f è
una forma lineare di prima specie allora, grazie alle condizioni di linearità
sopra
elencate, si ottiene :
Se f è
una forma lineare di seconda specie allora, grazie alle condizioni di linearità
sopra
elencate, si ottiene :
03 – Forma bilineare su uno
spazio vettoriale complesso.
Sia V(C) uno
spazio vettoriale di dimensione finita
n sul campo complesso.
L’applicazione
g : V x Và
C si chiama forma
bilineare su V(C)
se si verificano le
seguenti condizioni :
- 1 -
g(x ; y) è lineare di
prima specie rispetto ad
x (per ogni
y fissato)
- 2 -
g(x ; y) è lineare di
seconda specie rispetto ad y
(per ogni x
fissato)
Se
è una base di
V(C) si ha
e
da cui si ottiene :
Posto
diremo che la matrice
è la matrice
della forma
bilineare rispetto alla base
.
04 – Forma bilineare
simmetrica ed hermitiana. Forma quadratica su uno spazio
vettoriale complesso.
Sia V(C) uno
spazio vettoriale di dimensione finita
n sul campo complesso e sia
g(x ; y)
una forma bilineare
su V(C) .
La forma bilineare
g(x ; y) si dice forma
bilineare simmetrica se :
La forma bilineare
g(x ; y) si dice forma
bilineare hermitiana (di Hermite) se :
La funzione
g(x ; x) si chiama forma
quadratica.
Se
è la matrice della forma
bilineare g(x ; y)
rispetto alla base
e
g(x ; y) è hermitiana
allora
e
.
Per le forme bilineari
hermitiane vale l’importante teorema (omettiamo la dimostrazione) :
-
sia V(C)
uno spazio vettoriale di dimensione finita n sul
campo complesso
e g(x ; y)
una forma bilineare su V(C)
. Allora g(x ; y)
è hermitiana se e
solo se g(x
; x) appartiene ad R
per ogni x
appartenente a V .
05 – Forma quadratica
definita positiva.
Sia V(C) uno
spazio vettoriale di dimensione finita
n sul campo complesso e
g(x ; x)
sia una forma
quadratica. Essa si dice definita positiva se
g(x ; x) > 0 per ogni vettore
x
appartenente a V e
diverso da 0 .
06 – Spazio euclideo sul
campo complesso.
Uno spazio vettoriale
V(C) di dimensione finita
n sul campo complesso dotato
di una
forma quadratica definita positiva si chiama spazio euclideo complesso.
Quanto qui
affermato è valido anche se il campo su cui è definito lo spazio
vettoriale è R . In questo
caso lo spazio si chiama spazio euclideo reale.
La forma bilineare
g(x ; y) associata allo
spazio euclideo si chiama anche prodotto interno
fra
x e y
e si indica con
.
Esempi :
- 1 -
consideriamo
, lo spazio dei 3-vettori su
R , dotato della forma
bilineare
la cui matrice
rispetto alla base
è
I (matrice unità). Si
tratta di una forma bilineare
simmetrica la cui corrispondente forma quadratica
è
che è definita positiva.
Allora
è un prodotto
interno.
Quindi
, se dotato del
suddetto prodotto
interno, è uno
spazio euclideo reale.
- 2 -
consideriamo
, lo spazio dei 3-vettori su
C , dotato della forma
bilineare
la cui matrice rispetto alla base
è
I (matrice unità). Si
tratta di una forma bilineare
hermitiana la cui corrispondente forma quadratica
è
che è definita
positiva.
Allora
è un prodotto interno.
Quindi
,
se dotato del suddetto prodotto
interno, è uno spazio euclideo complesso.
07 – Modulo di un vettore,
distanza fra due vettori, ortogonalità.
Qui vengono presentate le proprietà metriche ed angolari
(riguardo all’ortogonalità fra vettori)
degli spazi euclidei in modo che uno
spazio euclideo è sia uno spazio vettoriale che uno spazio
metrico.
Sia V(C) uno
spazio euclideo complesso di dimensione finita
n e x un suo
vettore. Il
numero reale non negativo :
si chiama modulo del
vettore x .
Se x e
y appartengono a
V si definisce la distanza
fra x
e y come :
ovvero come modulo della
differenza dei due vettori.
Se x e
y appartengono a
V e
si dice che i due vettori
sono ortogonali.
Sulle proprietà metriche degli
spazi euclidei valgono i seguenti fondamentali teoremi
(omettiamo le
dimostrazioni).
Sia V(C) uno
spazio euclideo complesso di dimensione finita
n . Per ogni
x e y
appartenente a
V e per ogni
a appartenente a C
si ha :
- 1 -
- 2 -
, teorema di Pitagora
- 3 -
, disuguaglianza di Schwarz
- 4 -
, disuguaglianza triangolare o di Minkowski
i teoremi qui esporti valgono
anche, ovviamente, se lo spazio euclideo è reale.
08 – Base ortonormale.
Sia V(C) uno
spazio euclideo complesso di dimensione finita
n . Una sua base
si dice ortonormale se
valgono le seguenti condizioni :
- 1 -
per
i ≠ j , i = 1,
…, n ,
j = 1, …, n
- 2 -
per
i = 1, …, n
La definizione qui data vale
anche per gli spazi euclidei reali.
Naturalmente (omettiamo la
dimostrazione), i vettori di una base ortonormale sono
linearmente indipendenti.
Circa il concetto di base
ortonormale valgono i seguenti importanti teoremi (omettiamo
le dimostrazioni) :
- 1 -
uno spazio euclideo complesso di dimensione
n possiede basi ortonormali
- 2 -
sia V(C)
uno spazio euclideo complesso di dimensione finita
n e
una sua base
ortonormale.
Se
x appartiene a
V si ha
. Allora :
Se
x ed
y appartengono a V
si ha
e
. Allora :
- 3 -
sia V(C)
uno spazio euclideo complesso di dimensione finita
n ed
a un suo vettore non nullo. Sia
l’insieme
dei vettori di
V ortogonali al vettore a
. Allora W(C) è un sottospazio
di V(C)
di dimensione n – 1
che si chiama sottospazio ortogonale ad a
- 4 -
sia V(C)
uno spazio euclideo complesso di dimensione finita
n e
W(C)
un suo sottospazio. Se
a è un vettore non nullo di
V ed
a non appartiene
a W
, allora esiste uno ed un solo vettore
b appartenente a
W tale che
a – b è ortogonale ad
a . Il vettore b si
chiama proiezione ortogonale
di a
su W(C) . Il vettore
b è il vettore di W che ha
distanza minima da a
Quanto affermato è ovviamente
valido anche per gli spazi euclidei reali.
09 – Isomorfismo fra spazi
euclidei.
Due spazi euclidei ,
V(C) e
W(C) , sono isomorfi se esiste una applicazione
α : V à
W
tale che :
- 1 -
α è biunivoca
- 2 -
α(x + y) = α(x) + α(y)
- 3 -
α(kx) = k α(x)
- 4 -
< α(x) , α(y)> = <x , y>
per ogni
x e
y appartenenti a V
e per ogni
k appartenente a C .
Circa l’isomorfismo fra spazi
euclidei vale l’importante teorema (omettiamo la dimostrazione) :
-
due spazi euclidei complessi di dimensione finita sono isomorfi se e solo
se hanno la
stessa dimensione
Quanto affermato è ovviamente
valido anche per gli spazi euclidei reali.
Fine.
Pagina precedente