E-school di Arrigo
Amadori
Algebra I
Sistemi di equazioni lineari
01 – Introduzione.
Sono i sistemi di equazioni di primo grado in più incognite. Molti problemi di
matematica e
fisica portano alla soluzione di tali sistemi.
La teoria dei sistemi di equazioni lineari si ricollega alla teoria delle
matrici e delle trasformazioni
lineari sugli spazi vettoriali.
La trattazione che segue è riferita al campo complesso
C ma può essere
ovviamente
riferita ad un campo qualunque.
02 – Rango o caratteristica per colonne di una matrice.
Sia A una matrice
appartenente a
(l’insieme delle matrici
n x n con elementi sul
campo dei numeri complessi C ).
Sia
l’i-simo vettore colonna
della matrice A
, con i = 1, …, n .
Si dice che la matrice
A ha rango per
colonne r
se il numero massimo di vettori colonna
linearmente indipendenti è
r .
Si ha l’importante teorema
(omettiamo la dimostrazione) :
-
sia V(C)
uno spazio vettoriale sul campo complesso di dimensione
n e
T
una sua
trasformazione lineare la cui matrice rispetto ad una data base è
A .
Allora il rango di T
coincide col rango per colonne di A
.
Quanto affermato non cambia se
si prendono, invece delle colonne, le righe di una matrice
per cui si ha
l’analoga definizione di rango per righe.
03 – Spazio nullo di una
trasformazione lineare.
Sia V(C) uno spazio
vettoriale sul campo complesso di dimensione
n e T una sua
trasformazione lineare. Allora l’insieme
si chiama spazio nullo
di T
e si indica con
.
Naturalmente
è un sottospazio di
V(C) (omettiamo la dimostrazione).
E’ importante notare che lo
spazio nullo di una trasformazione lineare è uguale allo spazio
nullo (spazio
che contiene il solo vettore 0) se
solo se la trasformazione lineare è non
singolare. In questo caso
.
Più precisamente vale il
teorema (omettiamo la dimostrazione) :
-
sia V(C)
uno spazio vettoriale sul campo complesso di dimensione
n e
T
una sua trasformazione lineare. Allora si ha
.
04 – Matrici equivalenti.
Siano A e
B due matrici
appartenenti a
. Sia dice che
B è
equivalente ad A
se esistono due matrici invertibili P e
Q appartenenti a
tali che
B = PAQ e si scrive
B ~ A .
Si dimostra che l’equivalenza
fra matrici è una relazione di equivalenza per cui nell’insieme
viene indotta una
partizione in classi di equivalenza.
Per le matrici equivalenti vale
il teorema (omettiamo la dimostrazione) :
-
sia A
una matrice appartenente a
e sia
appartenente a
la matrice
che ha elementi
uguali alla matrice unità fino alla riga e colonna m-sima e nulli
altrove (es.
dove
). Allora
A ed
sono
equivalenti se è solo se
A ha rango per colonne uguale ad
m .
Il precedente teorema
costituisce la base per dimostrare il seguente importante teorema
(omettiamo la
dimostrazione) :
-
sia A
una matrice appartenente a
e sia
T la corrispondente
trasformazione
lineare in
. Allora il rango per colonne ed il
rango per righe di A
sono
uguali e coincidono col rango di
T .
05 – Sistema di equazioni
lineari.
Si chiama sistema di
m equazioni lineari
in n
incognite la struttura :
formata da
m equazioni lineari
in n
incognite.
Gli
si chiamano coefficienti del
sistema, gli
si chiamano incognite del
sistema ed i
si chiamano termini noti.
Sia gli a
che gli x
che i b
appartengono a C .
Se i termini noti sono tutti
nulli il sistema si dice omogeneo, altrimenti si dice non omogeneo.
Una n-pla ordinata
di elementi di
C si chiama soluzione
del sistema se
sostituendo i valori di
k alle incognite
x (rispettivamente) tutte le
equazioni del sistema
vengono soddisfatte.
Ogni sistema di equazioni
lineari m x n è equivalente (nel senso che hanno le stesse soluzioni)
ad
un sistema n x n
.
Mostriamo questo con due esempi
:
- 1 -
- 2 -
D’ora in poi considereremo
solo sistemi di equazioni lineari n
x n (quadrati) perché ad essi
ci
si può sempre ricondurre.
Un sistema di equazioni lineari
può essere posto nella forma sintetica :
Dove
è la matrice
n x n dei coefficienti del
sistema,
è l’ n-vettore delle
incognite e
è l’ n-vettore dei termini
noti.
Nel caso che
det A ≠ 0 sia ha
l’importante teorema (omettiamo la dimostrazione) :
-
se A è
invertibile (det A ≠ 0) il
sistema A x = b
ha la sola soluzione
.
Si ha allora :
dove gli
sono i complementi algebrici
degli
. Se
è
la soluzione del sistema
si ha quindi :
che è la cosiddetta formula di Cramer.
La formula di Cramer permette in linea di
principio di risolvere ogni sistema
di equazioni lineari con determinante dei
coefficienti non nullo. Nella pratica,
quando
n è abbastanza grande
(> 3), però, si utilizzano altri metodi, perché
la formula di Cramer si
basa sulla risoluzione di determinati, problema in generale
complesso.
Esempio :
-
si voglia risolvere il sistema :
esso è
esprimibile nella forma Ax = b
ovvero
.
Si ha
per cui è applicabile la
formula di Cramer.
Si ottiene allora :
06 – Minore.
Sia A una
matrice rettangolare m x n
sul campo complesso. Da questa matrice è
possibile “estrarre” delle
matrici quadrate p x p
dove p ≤ min(m ,
n) (vedi esempi).
Il determinate di ciascuna di queste matrici
si chiama minore di ordine p
della matrice A .
Esempio :
-
data la matrice 3 x 3
il suo unico minore di ordine
3
corrisponde al determinante della matrice stessa mentre sono
suoi minori di
ordine 2
i seguenti determinanti :
il primo ed
il quarto minore dell’elenco si dice che sono minori principali
perché
presi lungo la diagonale principale di
A .
Il concetto di minore è importante perché per suo
tramite si può calcolare facilmente il rango
di una matrice. Infatti si ha il
teorema (omettiamo la dimostrazione) :
-
una matrice A
n x n ha rango
m se e solo se esiste
un suo minore di ordine
m
non nullo mentre sono nulli tutti i minori di ordine
m + 1 .
Se una matrice è completamente nulla, si dice che è di rango zero. Se
una matrice n x n
ha
determinante diverso da zero, il
suo rango è n .
Esempio :
-
la matrice
ha determinante nullo ma il
suo minore
,
per esempio, ha determinante non
nullo per cui il rango di A
è 2 .
07 – Esistenza di
soluzioni.
Il sistema di equazioni lineari
Ax = b ha una ed una
sola soluzione se la matrice A
è invertibile, ovvero se det A
≠ 0 . Nei casi in cui la matrice
A non è invertibile,
cioè
quando det A = 0 , si può
avere nessuna soluzione oppure infinite soluzioni (in funzione
di uno o più
parametri indipendenti).
Per stabilire se un sistema
possiede soluzioni è di fondamentale importanza il teorema
di Kronecker –
Capelli (omettiamo la dimostrazione) :
-
sia A
una matrice n x n
sul campo complesso e Ax
= b il
corrispondente
sistema. Esso ha almeno una soluzione se e solo
se le due matrici :
hanno lo stesso rango.
Se det A ≠ 0 il
rango di A
è n ed il rango di A’
è anch’esso n (il
determinante di
A’
è nullo in quanto l’ultima riga è formata da zeri). In questo caso il
sistema ha una sola
soluzione perché si ricade nella regola di Cramer.
Se det A = 0 ,
invece, si possono verificare due casi : nessuna soluzione od infinite
soluzioni.
Nel caso di infinite soluzioni possiamo determinarle estraendo dalla
matrice A
una matrice
p x p
(essendo p
il rango di A
ovvero di A’
(p < n)) tale da avere determinante non nullo.
Estraendo questa
matrice si può applicare la formula di Cramer ed ottenere così le soluzioni
cercate.
Illustriamo quanto affermato nei
seguenti esempi :
- 1 -
si voglia risolvere il sistema :
Le due
matrici in questione sono
.
La prima ha rango
2 ma la seconda ha rango
3 . Il sistema non ha
soluzioni.
- 2 -
si voglia risolvere il sistema :
Le due matrici in questione sono
.
Entrambe hanno rango 2 . Il
sistema ha soluzioni. Per determinarle consideriamo
il minore
di ordine
2 uguale al rango di
A e di
A’ e riscriviamo il
sistema nel seguente modo :
con
e omettendo la terza
equazione perché superflua in quanto la
terza riga di A’ è
una combinazione lineare delle prime due.
Il sistema
così ottenuto è risolubile con la formula di Cramer in funzione di
.
Si ottiene così :
per ogni t
appartenente a C . Si tratta di una infinità di soluzioni dipendenti
dal
parametro t .
Fine.
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