E-school di Arrigo
Amadori
Sintesi
Elettromagnetismo
Le forze elettriche e magnetiche sono prodotte dalle cariche elettriche
che sono di due tipi : cariche
elettriche positive e negative. Le cariche elettriche positive
sono trasportate dai protoni mentre quelle
negative dagli elettroni. I protoni, assieme ai neutroni (elettricamente
neutri), costituiscono il nucleo
degli atomi, mentre gli elettroni, molto più leggeri, ruotano attorno al nucleo
atomico.
Sottolineiamo subito il fatto che la forza magnetica è prodotta dalle cariche
elettriche in moto,
per cui il magnetismo non è una forza separata dall'elettricità. Forza
elettrica e magnetica sono due
aspetti apparentemente diversi di una unica forza, la forza elettromagnetica.
01 - Teoria del campo elettromagnetico di Maxwell.
Nella seconda metà dell '800, il grande fisico inglese Maxwell riassunse
la descrizione di tutti i
fenomeni elettromagnetici noti in sole 4 equazioni.
Questa mirabile sintesi rappresenta una delle tappe più importanti del pensiero
scientifico di tutti i
tempi.
La teoria di Maxwell è una teoria classica in quanto basata sui
presupposti della meccanica
classica (i concetti di punto materiale, di traiettoria continua ecc.) ma
che presenta una assoluta
novità rispetto alla meccanica classica : il concetto di campo.
Nella meccanica classica i punti materiali interagiscono fra loro in modo
istantaneo. Questo
significa che un cambiamento di posizione di un punto materiale si
ripercuote su tutti gli altri in
modo istantaneo.
Nella teoria di Maxwell, invece, un cambiamento di posizione di
una carica elettrica si ripercuote
sulle altre dopo un certo tempo. In altre parole, l '
"informazione" che una carica si è spostata, "arriva"
alle altre cariche dopo un certo tempo, non in maniera istantanea. "Qualcosa"
è partito dalla carica
che si è mossa e, viaggiando nello spazio, ha raggiunto dopo un certo
tempo le altre cariche.
Questo "qualcosa" è il campo elettromagnetico che, attraverso
le onde elettromagnetiche, si è propagato
nello spazio ed ha raggiunto le altre cariche.
Il campo elettromagnetico è quindi qualcosa di fisico, reale. E' una
nuova entità, da aggiungere ai
punti materiali, nella descrizione della natura.
Questa è la grande novità insita nella teoria di Maxwell ed assente
nella meccanica classica.
Il campo elettromagnetico si propaga nello spazio in forma di onde che
viaggiano alla velocità della
luce (la luce è appunto una forma di radiazione elettromagnetica,
quella che siamo in grado di "vedere")
che vale c = 300.000 km/s circa.

Nel grafico, una carica elettrica Q oscillando genera un campo
elettromagnetico che raggiunge il punto
P dopo un certo tempo dovuto alla velocità di propagazione del medesimo
(onda elettromagnetica) pari
a c (nel vuoto).
Questo fatto è alla base del funzionamento di radio, tv, telefoni
cellulari ecc.
La velocità con cui "viaggia" il campo elettromagnetico è enorme
ed è per questo che Galileo e Newton
considerarono istantanee le propagazioni delle interazioni, in accordo
del resto con il "senso comune".
Il campo elettromagnetico è descritto matematicamente da due vettori :
il vettore E , detto vettore
campo elettrico, ed il vettore H , detto vettore
campo magnetico.
I vettori E ed H si "dispongono" poi
lungo le cosiddette linee di forza ponendosi in ogni punto
tangenti ad esse.


Il semplice esperimento di porre della limatura di ferro in prossimità
di un magnete rende visibili, per
esempio, le linee di forza di un campo magnetico.
Le linee di forza sono linee geometriche immaginarie ed in numero infinito.
Per convenzione, però,
possiamo supporre che esse siano in numero finito tanto maggiore
quanto più è intenso il campo
(elettrico o magnetico).

Il campo elettromagnetico, nelle sue due componenti elettrica e magnetica, come
già affermato, è
creato però solo dalle cariche elettriche, che
possono essere positive o negative e che sono
trasportate dagli elettroni (le negative) e dai protoni
(le positive) oltre che da altre particelle
subatomiche cariche.
Nell'immagine che segue, abbiamo il campo elettrico creato da una carica
Q immobile :

Le sue linee di forza sono rette che partono dal punto in cui è posta la
carica ed il vettore campo
elettrico E è posto lungo le linee di forza stesse in tutti i loro
punti. L'intensità del vettore campo
elettrico è maggiore quando ci si avvicina al centro e minore quando ci si
allontana.
Anche il campo magnetico è prodotto dalle cariche elettriche ! Non
esiste quindi la carica
magnetica (anche se una recente teoria quantistica sul magnetismo, non
ancora dimostrata, prevede
l'esistenza del monopolo magnetico).
Le 4 equazioni di Maxwell descrivono i fenomeni elettromagnetici esprimendo le relazioni
matematiche
che intercorrono fra i vettori E ed H .
Vediamo ora in sintesi cosa affermano queste equazioni.
02 - 1' equazione di Maxwell.
La prima equazione di Maxwell si può esprimere nel seguente modo :
il flusso del campo
elettrico E su una superficie chiusa è proporzionale alla carica
contenuta in essa.
Simbolicamente si può scrivere :
![]()
dove la lettera greca
("fi") indica il flusso, S indica una superficie chiusa
qualunque, E indica
il vettore campo elettrico e Q indica la carica elettrica contenuta
nella superficie stessa.
Il flusso è un "oggetto matematico" che per il momento
possiamo considerare uguale al numero
di linee di forza che passano per la superficie in questione. In effetti,
la definizione di flusso è
più complessa, ma per i nostri scopi ci possiamo accontentare di quella testé
data.
Occorre però precisare che, se le linee di forza "escono"
dalla superficie (in dipendenza dal verso
del vettore che descrive il campo), il flusso è considerato positivo,
mentre, se le linee di forza
"entrano" nella superficie, il flusso è considerato negativo.

La prima equazione di Maxwell afferma allora che il flusso del campo elettrico
su una superficie
chiusa qualunque non dipende dalla superficie scelta, ma solo dalla carica
elettrica contenuta in
essa. Ciò risulta chiaro dalla seguente immagine :

Siccome il flusso rappresenta il numero delle linee di forza che intercettano
una superficie, prendendo
superficie chiuse diverse che contengono la stessa carica, questo numero di
linee di forza ovviamente
non cambia, quindi il flusso non cambia.
03 - 2' equazione di Maxwell.
La seconda equazione di Maxwell si può esprimere nel seguente modo :
il flusso del campo
magnetico H su una superficie chiusa è nullo.
Simbolicamente si può scrivere :
![]()
dove H indica il vettore campo magnetico.
La seconda equazione di Maxwell affermando che il flusso del campo magnetico è
sempre nullo,
esprime il fatto che in ogni superficie chiusa, il numero di linee di
forza magnetiche che entrano
eguaglia il numero di linee di forza magnetiche che escono. In altre
parole, non esiste, al
contrario di ciò che accade per il campo elettrico, una "origine"
delle linee di forza, cioè non
esiste la carica magnetica !!!

Le linee di forza del campo magnetico, quindi, sono sempre chiuse.
L'esperimento di spezzare un
magnete a metà più volte, ottenendo così sempre una altro magnete, mostra
proprio questo.
04 - Circuitazione.
Prima di continuare l'esposizione delle equazioni di Maxwello, è necessario
imparare un altro concetto
matematico, quello della circuitazione.
Consideriamo una linea chiusa immersa in un campo descritto da un
vettore, per esempio il campo
elettrico.

Qui abbiamo indicato il vettore campo elettrico E in alcuni punti
della linea. Orbene, la circuitazione
del vettore lungo la linea chiusa ha a che fare con il prodotto dell'intensità
del vettore per la lunghezza
della linea stessa.
Ci accontentiamo di questa definizione un po' empirica, intuitiva,
perché la definizione esatta richiede
il calcolo integrale.
In altre parole, la circuitazione di un vettore lungo una linea chiusa esprime
la possibilità di "percorrere",
come dice la parola stessa, la linea chiusa, il circuito appunto, con il vettore
che descrive il campo.
05 - 3' equazione di Maxwell.
La terza equazione di Maxwell si può esprimere nel seguente modo :
la circuitazione del campo
elettrico lungo il bordo di una superficie aperta è proporzionale
alla variazione nell'unità di tempo
del flusso del campo magnetico sulla superficie stessa.
Simbolicamente si può scrivere :
dove C indica la circuitazione,
indica la variazione nell'unità di tempo e
indica il flusso.
Naturalmente, E indica il campo elettrico ed H indica il
campo magnetico.
Questa equazione descrive un fenomeno molto importante, detto induzione
magnetica, che è alla
base del funzionamento, per esempio, delle apparecchiature che generano
elettricità quali la dinamo,
l'alternatore ecc..
Nelle nostre case arriva la corrente elettrica ottenuta sfruttando
proprio questo fenomeno.
Immaginiamo una superficie aperta attraversata dalle linee di forza di un
campo magnetico. Se questo
campo magnetico non varia nel tempo, si ha un flusso magnetico costante e non vi
è alcun effetto di
induzione magnetica.
Se, invece, il campo magnetico varia, il flusso magnetico sulla
superficie in questione varia nel tempo
e si ha l'induzione magnetica che consiste nel fatto che si genera un campo
elettrico, altrimenti assente.
Orbene, la circuitazione del campo elettrico così ottenuto lungo il bordo della
superficie aperta, è
proporzionale alla variazione nell'unità di tempo del flusso del campo
magnetico sulla superficie in
questione.
Si noti che "la variazione nell'unità di tempo" di una
grandezza qualunque significa che devo fare la
differenza fra i valori che assume quella grandezza in due istanti diversi e
devo dividere poi il risultato
ottenuto per l'intervallo di tempo considerato. Per esempio, se una grandezza
adesso vale 10 e fra 2
secondi vale 20 , la sua variazione nell'unità di tempo sarà
(20 - 10) / 2 = 5 .
Si noti anche che la variazione di flusso magnetico può essere ottenuta
semplicemente movendo una
calamita davanti ad una spira di rame.

Il campo elettrico E che si genera per induzione magnetica,
è "disposto" lungo la spira di rame ed è in
grado di mettere in moto gli elettroni delle ultime orbite degli atomi di
rame che sono (come per ogni
metallo) praticamente liberi di muoversi. Si ottiene così una corrente
elettrica a partire da un campo
magnetico variabile.
Questo fenomeno così semplice, è alla base dell'enorme progresso
tecnologico che l'umanità sta
avendo !!!
Dalla modesta dinamo di una bicicletta, ai giganteschi alternatori
che producono potenze enormi, tutti
questi apparati sono basati su questo principio. E' sufficiente muovere un
magnete davanti ad una
spira di rame, che si ottiene una corrente elettrica !!!
Si ha così che l'energia meccanica si trasforma in energia elettrica.
Se poi consideriamo che l'energia che si utilizza, trasformandola, per produrre
gran parte dell'energia
elettrica che sostiene il nostro progresso, sfruttando appunto il fenomeno
dell'induzione magnetica,
proviene dalla caduta dell'acqua lungo una condotta forzata nelle centrali
idroelettriche, o dal
bruciare combustibili fossili nelle centrali termoelettriche,
arriviamo alla stupefacente conclusione
che noi ricaviamo l'energia elettrica dall'energia che il sole
continuamente ci invia sotto forma
di radiazione elettromagnetica (luce).

Il sole scalda l'acqua del mare e fa salire il vapore acqueo che acquista
energia potenziale. Il vapore si
condensa e cade al suolo sotto forma di pioggia e neve. L'acqua che cade in
montagna viene trattenuta
dalle dighe per cui conserva una grande energia potenziale. Scendendo nelle
condotte forzate, l'acqua
perde la propria energia potenziale che si trasforma in energia
cinetica in grado di fare ruotare le
turbine che azionano un alternatore il quale non è altro che un grande magnete
che viene fatto così ruotare
di fronte a delle spire di rame. Così, per induzione magnetica, si produce
elettricità a partire dall'energia
del sole che esso ci invia sotto forma di luce (onde elettromagnetiche).
Per quanto riguarda l'uso dei combustibili fossili, il discorso è in questi
termini. Nei milioni di anni passati,
le piante con clorofilla hanno ricavato carbonio dall'atmosfera utilizzando
l'energia solare (ancora la luce)
attraverso la cosiddetta sintesi clorofilliana. Quelle piante sono poi
morte ed hanno costituito immensi
giacimenti di carbone e petrolio (che quindi è in gran parte costituito da quel
carbonio "rubato" da quelle
piante all'aria grazie all'energia solare. Oggi noi, bruciando carbone e
petrolio, rimettiamo nell'atmosfera
tutto quel carbonio così a lungo immagazzinato consumando l'ossigeno (che si
ricombina col carbonio
formando l'anidride carbonica che ritorna così nell'atmosfera) e producendo una
grande energia termica.
Questa energia viene poi usata per fare bollire l'acqua che, producendo così
vapore ad alta temperatura
e velocità, è in grado di muovere le turbine degli alternatori e così
ottenere energia elettrica.
Lasciamo al lettore volenteroso la "meditazione" di come si può
ottenere energia elettrica dall'energia
atomica (sia tramite la fissione che la fusione nucleare), dal vento,
direttamente dalla luce, dal geotermico
ecc. e da dove in definitiva, questa energia proviene.
06 - 4' equazione di Maxwell.
La quarta equazione di Maxwell si può esprimere nel seguente modo :
la circuitazione del campo magnetico
lungo il bordo di una superficie aperta è proporzionale
alla somma della variazione
nell'unità di tempo del flusso del campo elettrico sulla superficie
stessa più il flusso della
corrente elettrica sulla superficie stessa.
Simbolicamente si può scrivere :
![]()
dove C indica la circuitazione,
indica la variazione nell'unità di tempo e
indica il flusso. I indica
la corrente elettrica.
Naturalmente, E indica il campo elettrico ed H indica il
campo magnetico.
Questa equazione mostra che è possibile "creare" un campo
magnetico oltre che variando il flusso
del campo elettrico, anche con una corrente elettrica.
Si hanno cioè due casi che possono essere anche compresenti.
Creazione del campo magnetico a causa della variazione del flusso elettrico,
ovvero il fenomeno
dell'induzione elettrica :

Campo magnetico creato da una corrente elettrica :

Anche questi fenomeni hanno innumerevoli applicazioni tecnologiche che non
prenderemo qui in
considerazione.
07 - Onde elettromagnetiche.
Osservando la forma matematica delle equazioni di Maxwell si vede bene che è
presente la costante c ,
ovvero la velocità della luce. Ulteriori considerazioni matematiche
permisero a Maxwell di ipotizzare
l'esistenza delle onde elettromagnetiche che solo successivamente furono
verificate sperimentalmente
da Hertz.
Questo è un esempio eclatante di come, nella fisica moderna, spesso la
matematica in sé permetta di
immaginare e prevedere fenomeni sconosciuti che poi solo successivamente vengono
verificati
sperimentalmente.
Non approfondiremo in questa pagina le caratteristiche delle onde
elettromagnetiche rimandando il lettore
interessato ad una delle innumerevoli pubblicazioni a riguardo.
08 - Le equazioni di Maxwell sono anche ... belle.
Ecco qui di seguito la forma matematica esatta delle 4 equazioni di
Maxwell.
Le diamo, anche se la loro comprensione esula dallo scopo divulgativo di questa
pagina, perché hanno
in sé una "bellezza" nella loro stessa formulazione, nei
simboli che le costituiscono, a dimostrazione che
la matematica è anche arte !!!
| Equazioni di Maxwell | ||
| N. | forma differenziale | forma integrale |
| 1' | |
|
| 2' | |
|
| 3' | |
|
| 4' | |
|
Fine.
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