E-school di Arrigo
Amadori
Miscellanea
Oltre il ferro
L'universo è fatto (quasi completamente) di idrogeno.
Secondo la teoria del big bang, la materia del nascente universo fu ben presto
costituita
quasi
completamente da atomi di idrogeno (con una piccola parte di elio e tracce di litio).
L'idrogeno è
formato da un solo protone ed un solo elettrone che gli orbita attorno ed è l'atomo
più semplice
esistente in natura.
Dopo miliardi di anni (13,7 secondo le ultime stime) l'universo è ancora
costituito in stragrande
maggioranza di idrogeno: stelle, galassie e nubi interstellari sono
composte quasi completamente
di esso. Gli altri elementi sono solo una piccola minoranza (circa il 10 %).
Questo non toglie che localmente gli altri elementi possano essere maggioritari. E' il caso
dei pianeti come
la terra in cui l'idrogeno è presente praticamente solo nell'acqua mentre gli altri elementi
sono in maggioranza.
Il problema è allora come spiegare l'esistenza degli altri elementi diversi
dall'idrogeno e come si sono
formati a partire da esso.
La nucleogenesi avviene nel cuore delle stelle.
Le prime stelle dell'universo si sono formate perché immense nuvole di idrogeno primordiale si sono
contratte a causa della forza gravitazionale (che è centripeta) su sé stesse
fino ad innescare la reazione
atomica di fusione nucleare che dall'idrogeno produce elio ed una immensa
energia. Un atomo di elio
è formato da due protoni e due neutroni attorno a cui ruotano due elettroni.
Questo processo è lo stesso che accende e fa ardere per miliardi di anni
qualsiasi stella, anche quelle
che si sono formate molto dopo il big bang e che si formeranno in futuro. Anche
la nostra stella, il sole,
funziona così.
La creazione dell'elio avviene quindi a partire da atomi di idrogeno che
collidono fortemente. Nella reazione
atomica (fusione) che ne deriva si ha una grande emissione di energia perché
l'elio che si forma ha una massa
leggermente minore di quella degli atomi di idrogeno che l'hanno prodotto.
Questo difetto di massa si trasforma
in energia secondo la nota formula di Einstein E = m c² .
E' questa energia che ci arriva ogni istante dal sole sotto forma di radiazione
elettromagnetica e che permette
la vita sulla terra.
Dopo miliardi di anni l'idrogeno che costituisce il carburante per la reazione
di fusione nucleare si esaurisce. Ogni
stella è destinata inesorabilmente a morire.
Nel frattempo, fra la nascita e la morte di una stella, si esplica la cosiddetta
evoluzione stellare. Gli scenari possibili
sono diversi e dipendono dalla massa della stella in quanto è la forza di
gravità che produce le immense pressioni
in grado di innescare le reazioni nucleari. Maggiore è la
massa, maggiore è la forza di gravità, maggiori sono le
temperature che si generano per pressione all'interno della stella.
Per descrivere l'evoluzione stellare, facendo notevoli approssimazioni e senza
nessuna pretesa di completezza,
possiamo
dividere le stelle essenzialmente in due tipi : le stelle di massa medio-piccola fino a 7 masse solari e
le stelle
di massa grande oltre 7 masse solari.
Questa schematizzazione è ovviamente imperfetta in quanto la realtà è sempre
più complessa di ogni teoria. Comunque
è utile per farsi un'idea dei processi fisici che avvengono nella realtà.
Descriviamo ora a grandi linee l'evoluzione dei due tipi di stelle.
Gli atomi più leggeri del ferro.
Le stelle del primo gruppo (il nostro sole è una di quelle) dopo che hanno
bruciato l'idrogeno per formare l'elio
iniziano a bruciare l'elio formando carbonio. Contemporaneamente la stella
comincia ad espandersi fino ad inglobare
in sé i pianeti vicini (anche la terra !). La stella diventa così una gigante rossa.
Successivamente, poiché la massa non è grande a sufficienza e non si
raggiungono le temperature necessarie,
non possono avvenire altre reazioni nucleari per cui la gigante rossa è
destinata a raffreddarsi e comprimersi
progressivamente fino a diventare una nana bianca, cioè una stella molto
piccola, calda (da cui il colore bianco) e
densa formata di carbonio. Una nana bianca finirà la propria evoluzione come
tale, senza cambiare ulteriormente ma
spegnendosi a poco a poco.
Per le stelle del secondo gruppo si ha dapprima una evoluzione simile a quelle
del primo ma, essendo la forza di
gravità più grande, si sviluppano temperature tali da innescare
ulteriori reazioni atomiche.
La stella diventa una supergigante rossa che si espande molto di più di una
simile gigante rossa (se il sole fosse
di questo tipo, arriverebbe ad inghiottire tutto il suo sistema planetario !) ed
al suo interno si vengono a creare
altri atomi, non solo il carbonio. Queste ulteriori reazioni sono in grado di
produrre nuovi elementi fino al ferro.
Le reazioni nucleari
che formano gli atomi di peso fino al ferro sono reazioni esoenergetiche, cioè producono
energia, oltre, invece, sono
endoenergetice, cioè assorbono energia. Queste ultime sono molto inefficienti,
necessitano di temperature enormi e non
sono in grado di "sostenere" la stella come tale (una stella si sostiene
in quanto l'energia che produce è in grado di
controbilanciare la forza di gravità).
Trasformata tutta la materia del nucleo in ferro, una supergigante rossa non ha
più nulla da bruciare (come abbiamo detto
prima le successive reazioni nucleari possono essere solo endoenergetiche) e non
è in grado di emettere più energia. Avviene
allora repentinamente uno dei fenomeni più incredibili, energetici e
sconvolgenti osservabili nell'intero universo. La supergigante
rossa "crolla" su sé stessa ed in poche frazioni di secondo produce una
immane esplosione .
La stella si è trasformata in una supernova e tutta la sua materia viene
espulsa in ogni direzione. Solo un nucleo
estremamente denso può rimanere e formare o una stella di neutroni o un buco
nero.
L'esplosione di una supernova è un evento catastrofico che è ben visibile ad
occhio nudo anche per molti giorni ed
anche in piena luce. Famose sono le cronache di astronomi cinesi del 1054 che
ne descrissero una. Un'altra
apparve ai tempi di Galileo.
Lo scoppio di una supernova "insemina" così lo spazio degli elementi
che si sono formati al suo interno
ed è così che nell'universo esistono un po' ovunque elementi diversi dall'idrogeno primordiale.
Gli atomi più pesanti del ferro.
Ma cosa si può dire degli elementi più pesanti del ferro ? Essi non vengono
creati durante la vita della
supergigante rossa, non vi energia a sufficienza. Essi potrebbero però essere creati durante l'esplosione
da cui ha
origine la supernova perché le energie prodotte in quell'evento sono
sufficienti a creare gli
elementi più pesanti del ferro.
Anche altri processi cosmici estremamente energetici potrebbero formare questi
elementi.
Tali fenomeni potrebbero essere la
collisione di buchi neri o addirittura di galassie.
due galassie in
collisione (foto NASA) http://antwrp.gsfc.nasa.gov/apod/archivepix.html
Conclusione.
Sorge ora spontanea una domanda: se il sole non ha l'energia sufficiente per
produrre atomi più pesanti del
ferro, com'è che la terra ne è piena ?
La risposta potrebbe essere che il sole si è formato da una nebulosa che già
conteneva questi elementi perché
prodotti da supernovae o da urti di buchi neri precedenti al sole stesso.
Una strana forma di "reincarnazione" stellare ...
Fine.
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