E-school di Arrigo
Amadori
Miscellanea
Fiat lux
La storia.
Nel 1923 Hubble scoprì che l'universo era costellato di galassie come la
nostra Via Lattea
(fino allora si pensava che l'universo fosse formato da una sola galassia, la
Via Lattea appunto).
Successivamente egli fece una scoperta ancora più sensazionale, egli si accorse
che tutte (o quasi)
le galassie si stanno allontanando da noi. Lo scoprì perché notò che gli
spettri (le emissioni
elettromagnetiche) delle galassie erano più rossi di quello che dovevano essere. Questo fenomeno,
detto spostamento
verso il rosso (red shift), si
spiega con l'effetto Doppler : le radiazioni emesse
da un corpo appaiono di frequenza minore (per la luce, quindi, più rosse) se la sorgente si allontana
da chi la osserva, maggiore se la sorgente si avvicina.
L'effetto Doppler lo notiamo anche nella vita di tutti i giorni perché vale per
ogni tipo di fenomeno
ondulatorio, anche per le onde acustiche. E' comune, infatti, l'esperienza del
fischio del treno : quando
il treno viene verso di noi, il sui fischio appare di frequenza maggiore, più
alto, mentre quando si
allontana da noi, appare di frequenza minore, più basso.
La scoperta di Hubble si può interpretare con l'ipotesi che l'universo si sta
espandendo e se l'universo
si espande probabilmente ci deve essere stato un tempo, nel passato, in cui
tutta la massa e l'energia
dell'universo dovevano essere concentrate in una regione dello spazio molto
piccola rispetto alle
dimensioni attuali.
Nel 1948, Gamow, propose l'idea che l'universo abbia avuto origine da una
immensa esplosione in
un passato remoto, il Big Bang, e che di quella esplosione ci dovesse essere
traccia ancora oggi.
Egli ipotizzò l'esistenza di una radiazione "fossile" che deve
permeare il cosmo e che è ciò che rimane
di quell'immensa esplosione, una traccia della nascita dell'universo.
I calcoli che Gamow propose prevedevano che questa radiazione fosse isotropa,
ovvero fosse la stessa
in tutte le direzioni, ed avesse una certa frequenza corrispondente
all'emissione di un corpo
alla temperatura di circa 3 gradi Kelvin (i gradi Kelvin, detti anche gradi
assoluti, hanno lo zero
corrispondente allo zero assoluto, circa -273 gradi centigradi Celsius).
Nel 1965 Penzias e Wilson, lavorando ad una antenna per le telecomunicazioni
alle microonde,
rilevarono per caso un rumore di fondo corrispondenti a radiazioni isotrope di
temperatura di 2,7
gradi Kelvin centrate nella frequenza di 150 GHz (1 GHz equivale ad un miliardo di oscillazioni
al secondo).
La radiazione trovata accidentalmente da Penzias e Wilson è la radiazione
fossile, ciò che rimane
del "fiat lux" primordiale !!!
La spiegazione.
Secondo la teoria della relatività generale di Einstein (1916) lo spazio ed il
tempo sono una
unica entità, lo spazio-tempo quadridimensionale le cui proprietà geometriche
sono definite
dalle distribuzioni delle masse. Lo spazio-tempo è una proprietà della
materia, è prodotto
da essa. Il campo gravitazionale generato dalla materia coincide con lo
spazio-tempo stesso.
Una conseguenza fondamentale della relatività generale è che lo spazio-tempo
non è euclideo,
ovvero non soddisfa le regole della geometria euclidea, la geometria
dell'esperienza pratica
dove, per esempio, vale il teorema di Pitagora. Lo spazio-tempo è incurvato
dalla presenza
delle masse che lo generano. Solo localmente od in presenza di piccole masse
esso è
approssimativamente euclideo (nel nostro sistema solare lo spazio-tempo è
pressochè
euclideo, a parte le immediate vicinanze del sole).
Se la densità di materia è localizzata in un piccolo volume ed è
sufficientemente alta, allora
lo spazio-tempo viene così incurvato da non rendere possibile la fuoriuscita da
quello spazio
di alcunché, neppure la luce. E' quanto si verifica in buco nero che, non
emettendo nulla,
appare, appunto, come completamente nero.
Secondo la teoria del Big Bang, tutta la massa (e l'energia) dell'universo era
inizialmente condensata in
in una regione di spazio molto piccola. Per questo motivo lo spazio-tempo
dell'universo primordiale
probabilmente era talmente incurvato da tenere conglobata in sé tutta la massa
e l'energia.
Quando, con il Big Bang, iniziò l'espansione dell'universo, la radiazione
elettromagnetica
prodotta dall'esplosione iniziale cominciò ad espandersi anch'essa nello
spazio-tempo che
via via si dilatava riempiendolo di conseguenza.
In un certo senso la radiazione di quei primi istanti dell'universo si espande
con esso e lo permea
in ogni suo punto. E' ovunque, anche attorno a noi, oggi.
La radiazione corrispondente all'esplosione del Big Bang doveva essere
estremamente energetica e
di frequenza altissima. Con l'espansione dello spazio-tempo, però, a causa
dell'effetto Doppler, la
radiazione iniziale che si espande con lo spazio-tempo deve diminuire
di frequenza. Inoltre, aumentando
il volume dello spazio a disposizione, la sua intensità deve
diminuire di conseguenza.
Ciò è esattamente quello che si verifica oggi. Una radiazione fossile molto
debole e di frequenza
molto bassa rispetto alle condizioni iniziali pervade l'universo.
Fine.
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