E-school di Arrigo
Amadori
Miscellanea
Dinamica quantistica
Le proprietà fisiche di un sistema quantistico sono definite dalla sua funzione
d'onda. Limitiamoci
al caso di una sola particella di massa
costretta a muoversi su di una retta (moto unidimensionale).
La funzione d'onda in questo caso
è
dove
è la
posizione della particella sulla retta e
è il tempo.
La funzione d'onda, ad un dato istante
,
rappresenta per definizione la probabilità di trovare (con un
processo di
misura)
la particella nell'intervallo infinitesimo di spazio
in quell'istante. Più esattamente :
dove
è la suddetta probabilità.
Consideriamo la funzione d'onda
al
tempo
. Il
grafico della
densità
di probabilità in
quell'istante,
, sia
per esempio :
Come evolverà la funzione d'onda negli istanti successivi ?
Ciò
dipende dalle forze che agiscono sulla particella.
Vediamo
come si può descrivere matematicamente
l'evoluzione
temporale della funzione d'onda,
evoluzione
che avviene a causa delle forze che agiscono sulla particella.
Questo significa costruire
una dinamica quantistica.
01 - Il propagatore.
Se la particella possiede al tempo
la funzione d'onda
ed al tempo
la funzione
d'onda
, possiamo pensare che il sistema (la particella) è evoluto dal primo stato
(funzione
d'onda) al secondo. Simbolicamente :
.
Matematicamente possiamo immaginare che sulla funzione d'onda iniziale
agisca un operatore
che
indicheremo con
(l'accento circonflesso denota qui gli operatori) e che chiameremo operatore
di
evoluzione o propagatore. Potremo allora
scrivere :
.
Questa equazione operatoriale può essere chiamata equazione della
propagazione.
Abbiamo così espresso molto sinteticamente ed "elegantemente" il
concetto di evoluzione della funzione
d'onda :
sulla funzione d'onda al
tempo 0 "agisce" il propagatore fornendoci la funzione
d'onda al
tempo t .
Vediamo di esprimere meglio l'operatore
.
Prima di tutto esso deve essere un operatore lineare.
Questo dipende dal fatto che uno stato quantistico
può
essere sempre immaginato come una sovrapposizione di stati diversi
ciascuno dotato di una propria
probabilità
di verificarsi tramite un processo di misura. Quanto affermato va sotto il nome
di principio di
sovrapposizione.
Esprimiamo l'operatore
in forma esponenziale :
![]()
dove
è
un operatore che supponiamo non contenga esplicitamente il tempo,
ovvero che non
dipenda dal tempo come da un parametro. La
supposizione che
non contenga esplicitamente il tempo
non implica limitazioni fisiche gravi alla
trattazione perché ciò corrisponde alla presenza di un campo
conservativo agente sulla particella (analogamente a quanto avviene in
meccanica classica) e tali campi
costituiscono l'oggetto principale di studio della meccanica quantistica non
relativistica a cui qui ci
stiamo attenendo.
Scriveremo allora :
.
D'altra parte l'operatore
può essere sviluppato in serie di Taylor :
dove
è
l'operatore identità. Applicando
a
avremo quindi :
.
Sviluppiamo
ora in serie di Taylor la funzione d'onda
a partire dall'istante
:
dove le derivate parziali rispetto al
tempo vanno calcolate in
.
Confrontiamo i due sviluppi in serie :
e :
.
Ponendo :
le due serie coincidono. Ricaviamo allora l'equazione fondamentale :
che è analoga alla precedente :
.
Le due equazioni sono quindi due modi matematicamente alternativi di
indicare la stessa "cosa".
Il problema è ora di trovare il significato fisico dell'operatore
.
02 - Operatore hamiltoniano.
E' chiaro che l'operatore
deve contenere le "informazioni" sulla forza che agisce sulla
particella e
che ne
determina l'evoluzione della funzione d'onda. L'operatore
rappresenta l'analogo quantistico
della funzione hamiltoniama classica (in meccanica quantistica conviene rifarsi all'hamiltoniana
invece
che alla lagrangiana).
L'hamiltoniana classica di una particella in un campo conservativo è :
dove
è
la quantità di moto della particella ed
è la sua energia potenziale. Sinteticamente
porremo :
dove
è
l'energia cinetica e
è l'energia potenziale.
Per quanto
riguarda la forma matematica dell'operatore hamltoniano, ci si rifà al principio
di
corrispondenza
secondo il quale gli operatori quantistici sono formalmente identici
alle relative
grandezze classiche. Possiamo allora scrivere :
dove
è
l'operatore energia cinetica e
è l'operatore energia potenziale. Proseguendo
con l'analogia classica, scriviamo :
dove
è
l'operatore quantità di moto che vale (riportiamo qui il risultato
omettendone la dimostrazione) :
.
dove
("acca tagliata") vale
,
essendo
la costante di Planck,
ed
è
l'unità immaginaria.
L'operatore
corrisponde (sempre utilizzando il principio di corrispondenza) alla semplice
moltiplicazione
per la
funzione energia potenziale per cui abbiamo :
.
Per quanto detto sopra, siamo ora in grado di esprimere esattamente l'hamiltoniano.
Avremo perciò :
.
Ma ritorniamo ora all'operatore
.
Eseguendo
il limite classico della meccanica quantistica (cioè tramite un insieme
di considerazioni che
si basano
sul limite
e che qui non riporteremo per semplicità di trattazione) si trova proprio che :
.
L'equazione della propagazione diventa allora :
e la corrispondente equazione differenziale :
che è detta equazione d'onda ed è dovuta a Schrödinger. Queste
equazioni sono alla base della meccanica
quantistica (l'equazione della propagazione è dovuta a Heisenberg) e
rappresentano le basi di due formalismi
analoghi ed alternativi su cui si costruisce la meccanica quantistica (un terzo
è fornito dalla cosiddetta meccanica
matriciale).
Esplicitando l'hamiltiniano, l'equazione d'onda diventa :
e l'equazione della propagazione :
(ci limitiamo per il momento a questo livello di "dettaglio").
03 - Modelli matematici della propagazione.
E' chiaro che nessuna delle due equazioni a cui siamo pervenuti è risolubile
in generale analiticamente.
Sono possibili soluzioni analitiche solo in pochi casi concreti.
E' fondamentale allora predisporre delle metodiche di calcolo numerico
che forniscano soluzioni
approssimate alle suddette.
Dal punto di vista numerico, la prima equazione (si tratta di una equazione
differenziale alle derivate
parziali del secondo ordine) presenta le solite grosse difficoltà tipiche di questo tipo
di equazioni. Le
difficoltà dipendono dal fatto che i metodi alle differenze finite che approssimano le
derivate
propagano gli errori con grande "intensità".
In generale, nel calcolo numerico, alle derivate si preferiscono gli integrali.
Un integrale è di norma
preferibile ad una derivata perché gli errori nell'approssimarlo
possono essere controllati semplicemente
aumentando i punti di integrazione. Considerando poi che vi sono tecniche di integrazione
numerica
(metodi di Gauss e derivati) altamente performanti, per problemi
complessi la scelta è quindi obbligata.
La seconda equazione sarebbe quindi preferibile se fosse possibile trasformarla
in forma integrale.
La teoria degli operatori ci fornisce questa possibilità. In generale ad
un operatore
può essere
associata una funzione
in modo che :
.
La funzione
è detto nucleo dell'operatore
.
L'equazione operatoriale
può essere quindi espressa in forma
integrale.
Un'altra "grossa mano" ci perviene dal teorema di Trotter secondo il quale,
se il tempo
è piccolo,
possiamo
scrivere :
.
Questo teorema estende agli operatori esponenziali l'evidente proprietà
elementare delle potenze ma con
al condizione restrittiva che
sia piccolo (tendente a 0 ).
La nostra equazione operatoriale può essere quindi scritta :
.
In questa forma, si può passare agli integrali e di conseguenza si può
realizzare un programma di calcolo
numerico al computer che, a partire dalla funzione d'onda iniziale,
fornisca (approssimata) la funzione
d'onda dopo il tempo
.
Siccome, a causa del teorema di Trotter, il tempo
deve essere piccolo, il metodo deve essere iterato
per ottenere la funziona d'onda ad un tempo qualunque. Siccome ogni
integrale può essere reso molto
preciso (come dicevamo sopra), i risultati ottenibili sono molto soddisfacenti.
Omettiamo lo sviluppo dei calcoli per trasformare l'equazione
operatoriale in forma integrale e forniamo
solo
alcuni
risultati già elaborati che abbiano ottenuto utilizzando il programma di
calcolo numerico disponibile
alla pagina :
http://lnx.arrigoamadori.com/CalcoloNumerico/Schroedinger/schroedinger.htm
.
Nei diagrammi che seguono, la funzione d'onda iniziale è in nero così come ad
ogni iterazione. La funzione
energia potenziale è in blu e la funzione d'onda relativa all'ultima iterazione
è in rosso. Si parte sempre da
una funzione d'onda che rappresenta una distribuzione di probabilità gaussiana.
In ascissa c'è la posizione
della particella ed in ordinata la densità di probabilità
.
- 1 - Particella
libera.
Si noti lo "sparpagliamento" della funzione d'onda.
- 2 - Barriera
rettangolare di potenziale.
Si noti l'effetto tunnel. La particella "passa" oltre la
barriera.
- 3 - Buca di
potenziale.
La particella può trovarsi anche fuori dalla buca ed entra in una specie di
"risonanza".
- 4 - Campo
uniforme.
- 5 - Oscillatore
armonico.
In ogni iterazione la funzione d'onda mantiene la forma originale di gaussiana e
la funzione
d'onda si trova ad "oscillare" attorno al centro.
- 6 - Scalino di potenziale.
Fine.
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