E-school di Arrigo
Amadori
Miscellanea
Cinematica classica del punto materiale
La meccanica classica si basa sul concetto di punto materiale e di traiettoria
continua.
Per punto materiale si intende un punto geometrico di
dotato di massa
. Un corpo fisico
reale è approssimabile da un punto materiale solo se le sue dimensioni sono
trascurabili nella descrizione
del suo moto.
Il punto materiale, nel suo moto, descrive una traiettoria continua che
è, dal punto di vista matematico,
una curva continua di
.
In questa pagina descriviamo le caratteristiche matematiche fondamentali di tali
traiettorie non prendendo
in considerazione le cause che generano il moto (di queste si occupa la dinamica).
01 - Grandezze cinematiche.
Il punto materiale
è individuato dal raggio vettore
che corrispondono alla tripla
per cui scriveremo :
.
Graficamente :

Al variare del tempo
il punto materiale
percorre una traiettoria continua :
che
corrisponde alla curva continua la
cui
rappresentazione parametrica è :
.
Per semplificare la trattazione facciamo le seguenti ipotesi restrittive :
- 1 - la
variabile
vari crescendo nell'intervallo aperto
- 2 - le tre
funzioni
,
,
siano continue e dotate di derivate continue di ogni
ordine
- 3 - la
traiettoria sia percorsa dal punto materiale secondo un verso costante
- 4 - le derivate
prime delle tre funzioni suddette non siano mai contemporaneamente nulle
Le traiettorie dei moti reali possono non soddisfare queste regole. Però è
sempre possibile individuare
in ogni
moto reale parti di traiettoria in cui valgono le suddette regole. Le altre
parti di traiettoria (dove
non
valgono le suddette regole) vanno
considerate a parte.
Consideriamo ora due punti (d'ora in poi ometteremo l'aggettivo
"materiale")
e
corrispondenti
ai due raggi
vettori
e
ed agli istanti successivi
e
:

Definiamo il vettore velocità media
nel seguente modo :
![]()
e notiamo che tale vettore tende a diventare tangente alla traiettoria
tanto più i due istanti
e
sono
vicini :

Questo fatto ci porta con naturalità alla definizione del vettore velocità
istantanea (più brevemente,
semplicemente
velocità)
come
derivata del raggio vettore rispetto al tempo :
(il punto
indica la derivata prima rispetto al tempo).
Il vettore velocità è quindi tangente alla traiettoria :

Il vettore
può essere normalizzato all'unità per cui definiamo il vettore tangente
alla curva in un
suo
punto come
:
![]()
(l'utilizzo della lettera t non genera ambiguità) dove il
simbolo
indica la norma (intensità) di un
vettore.
Graficamente :

Ribadiamo il fatto che la norma di
è 1 cioè :
.
Analogamente a quanto fatto per definire il vettore velocità, definiamo il
vettore accelerazione
nel
seguente
modo :
.
Graficamente :
Il vettore velocità
ed il vettore accelerazione
applicati
nel punto
individuano un piano, il
cosiddetto piano
osculatore :

A partire dal punto
si definisce il cosiddetto vettore binormale
in questo modo :
.
(il
simbolo
indica il prodotto vettoriale) Si tratta di un vettore unitario perpendicolare
al piano
osculatore con verso
definito secondo la regola della vite destrorsa :

(per comodità grafica ci siamo posti direttamente sul piano osculatore).
A questo punto definiamo il vettore normale
in modo che :
.
Il vettore normale risulta essere quindi un vettore unitario perpendicolare al
vettore tangente ed al vettore
binormale (quindi giacente sul piano osculatore) con il verso indicato dalla regola della vita destrorsa :
I vettori
,
,
formano in ogni punto della traiettoria un triedro.
In generale, il vettore accelerazione
, che giace sul piano formato dai vettori
ed
, ha una
direzione
non coincidente con la direzione di uno dei suddetti. Possiamo allora scomporre
il
vettore
nelle due componenti secondo i vettori
ed
in modo che :
dove
è
la componente secondo
,
detta tangenziale, e
è la
componente secondo
, detta
normale.
Graficamente :
Le componenti
e
sono date dalle seguenti formule :
(dove il
simbolo
indica il prodotto interno (scalare) fra due vettori).
La
definizione analitica delle due componenti dell'accelerazione è, nel caso
generale, formalmente
complessa. Ci limiteremo a ricavare le formule nel semplice ma importante caso
dei moti piani,
per i quali le traiettorie giacciono completamente su un unico piano (il piano
osculatore).
02 - Moti piani.
Consideriamo il seguente moto piano (indichiamo direttamente sul grafico le
grandezze in gioco) :
Abbiamo evidentemente :
e :
da cui ricaviamo direttamente con semplici calcoli :
e :
.
Consideriamo infine il caso in cui la componente tangenziale
sia nulla. In questo caso possiamo
scrivere :
da cui ricaviamo che :
= costante .
E' questo il caso in cui la velocità del punto materiale ha in ogni punto
intensità costante. In questo
caso
l'accelerazione ha solo una componente normale e si chiama accelerazione
centripeta.
Fine.
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