E-school di Arrigo
Amadori
Miscellanea
Sistema ruotante
Consideriamo il sistema inerziale
ed il sistema in rotazione
aventi la medesima origine
e gli assi
. La rotazione sia uniforme e sia indicata dal vettore
velocità angolare
(i vettori sono indicati in grassetto).
Graficamente :
Il piano
ruota in senso antiorario sul piano
.
Passiamo ora alle equazioni del moto considerando dapprima
l'assenza di ogni interazione e poi la presenza di un campo
gravitazionale centrale e di una atmosfera solidale con il sistema
ruotante
. Questa seconda situazione
simula il moto di un grave nel caso reale di un pianeta con
atmosfera.
01 - Equazioni del moto libero.
La lagrangiana di un punto materiale (diremo anche
particella) libero di massa
nel sistema inerziale
è :
,
dove
è il modulo (norma) del vettore velocità :
(come sempre, il punto indica la derivata rispetto al tempo).
La velocità della particella nel sistema inerziale
è quindi
mentre la velocità della medesima particella nel sistema ruotante
è :
.
Le due velocità sono legate dalla formula :
dove il simbolo
indica il prodotto vettoriale ed
è il raggio vettore della particella nel sistema ruotante
, cioè :
.
Trasformiamo ora la lagrangiana della particella
libera esprimendola in funzione delle coordinate del sistema ruotante
.
Si ha :
dove
indica il prodotto scalare (prodotto interno) fra due vettori.
L'equazioni di Lagrange (equazione del moto) nel
sistema ruotante
è :
.
Calcolando le derivate parziali utilizzando note regole del calcolo vettoriale, otteniamo :
.
L'equazione del moto diventa allora :
.
Questo risultato, di grande importanza, mostra che in un sistema
ruotante una particella libera è soggetta a due forze apparenti.
La prima,
, è detta forza
di Coriolis e la seconda,
, forza centrifuga.
Si noti che la forza di Coriolis dipende dalla velocità
della particella mentre la forza centrifuga dipende dalla posizione
della medesima ed è perpendicolare all'asse di rotazione e diretta
verso l'esterno (ovviamente
entrambe le forze dipendono dal vettore velocità angolare
).
Introduciamo ora le forze reali (non apparenti) che agiscono sulla particella.
02 - Equazioni del moto in presente di campo gravitazionale centrale ed atmosfera.
Nell'origine
sia situata una massa
immobile mentre nel punto
,
rispetto al sistema
, come già sappiamo, è situata la particella di massa
. Tale massa
è supposta essere di materiale omogeneo e di forma sferica con
raggio
. Fra le due masse è presente una interazione
gravitazionale newtoniana.
Abbiamo posto, per esigenze di semplicità, la condizione
che la massa
sia immobile. Questo, fisicamente, si verifica se
perché solo così la massa
sta "praticamente" ferma mentre la massa
gli ruota attorno. Questo fatto permette di immaginare la
massa
immersa
in un campo gravitazionale dato e non da essa modificato. Nella realtà, il
sistema "
+
" è un sistema a due corpi in moto rispetto al comune centro di massa.
Ovviamente, le condizioni da noi poste (massa
immobile) semplificano assai il problema.
Fisicamente tale condizione è verificata con grande approssimazione per il moto dei gravi nel campo gravitazionale generato da un pianeta.
Graficamente :
Solidale con il sistema ruotante
, rispetto ad esso in quiete, sia presente una atmosfera fluida
di densità
omogenea
(che per la Terra in condizioni normali vale circa
).
Inseriamo nella formula della forza per il moto libero in un sistema ruotante la forza di attrazione gravitazionale :
,
la forza di Archimede :
e la forza di attrito del mezzo (atmosfera) :
.
La costante
è la costante di gravitazione universale e vale :
.
Le costanti positive (o nulle se l'atmosfera è
assente)
caratterizzano l'attrito con cui l'atmosfera si oppone al moto
della particella. Si noti che abbiamo considerato due termini, il secondo
dei quali, è trascurabile per velocità piccole.
L'equazione del moto diventa allora :
.
Esplicitiamola nelle sue componenti.
Per fare questo, ricaviamo preventivamente
ed
tenendo
presente che
.
Si ha :
e :
dove
.
Le equazioni del moto allora diventano :
da cui, raccogliendo e sistemando :
.
Questo sistema rappresenta le equazioni del moto della particella. Una sua soluzione analitica sembra impossibile (fino a prova contraria) per cui procediamo con una soluzione numerica approssimata al computer.
03 - Modello numerico.
Il sistema di equazioni differenziali del secondo ordine a cui siamo pervenuti, che indichiamo sinteticamente con :
,
può essere approssimato, partendo dalle condizioni
iniziali (al tempo
) :
,
utilizzando la seguente routine :
| dati iniziali : | |
| |
|
| steps : | |
| 1 | |
| 2 | |
| 3 | |
| 4 | |
| vai a 1 : |
Tale routine è realizzata alla pagina :
http://lnx.arrigoamadori.com/CalcoloNumerico/SistemaRuotante/sistemaruotante.htm .
04 - Esempi.
Riportiamo qui alcuni casi interessanti.
- 1 - Caduta di un grave con velocità iniziale nulla da una posizione equatoriale senza atmosfera :
Si noti la deviazione nel senso della rotazione. Qui, sulla Terra, tale deviazione è verso est.
- 2 - Caduta di un grave con velocità iniziale nulla da una posizione equatoriale con atmosfera :
Si noti l'effetto di "trascinamento" e di "smorzamento" che introduce la presenza dell'atmosfera.
- 3 - Caduta di un grave con velocità iniziale nulla da una posizione non equatoriale senza atmosfera :
Il moto del grave è periodico ed altamente ... spettacolare ...
- 4 - Caduta di un grave con velocità iniziale nulla da una posizione non equatoriale con atmosfera :
Si noti la formazione di un "disco equatoriale". L'effetto dell'atmosfera cambia completamente lo "scenario" rispetto a quando essa è assente (rispetto al caso precedente, qui cambia solo la presenza dell'atmosfera !!!). Questo potrebbe essere un modello semplicistico per la formazione dei dischi stellari e planetari (anelli di Saturno ecc.).
05 - Conclusione.
Il modello numerico collegato a questa presentazione è molto versatile e potente. Con esso si possono emulare anche lanci di missili, voli di palloni aerostatici ecc. ecc.
All'eventuale utilizzatore del modello consigliamo di eseguire più prove dello stesso caso particolare prendendo volta per volta intervalli di scansione temporali più piccoli. Se i risultati grafici ottenuti non divergono apprezzabilmente si può essere sicuri di avere ottenuto una buona precisione.
Fine.