E-school di Arrigo
Amadori
Miscellanea
Onde e fenditure
In questa pagina mostriamo un modello matematico in due dimensioni per la costruzione delle figure di diffrazione ed interferenza (non vi è reale distinzione fisica fra i due fenomeni !!) su una e due fenditure prodotte da onde trasversali.
Tale modello su basa sul principio di Huygens per cui ogni punto di un fronte d'onda è considerato generare un'onda sferica (nel nostro caso, date le due dimensioni del modello, circolare).
In un punto qualunque dello schermo si avrà la sovrapposizione (somma) di tali onde sferiche.
Chiameremo oscillatore infinitesimale unidimensionale un segmento infinitesimo generante un'onda sferica nel nostro "ambiente" bidimensionale. Ne definiremo la forma matematica e costruiremo l'integrale che dà la sovrapposizione delle onde sferiche (circolari) in un punto dello schermo. Mostreremo infine alcune elaborazioni del modello nel caso di una e due fenditure.
01- Oscillatore infinitesimale unidimensionale.
Definiamo il concetto di oscillatore infinitesimale unidimensionale osservando il seguente grafico che rappresenta una situazione simile all'esperimento classico di Young (visto dall'alto ed in sezione) :
L'oscillatore
è situato sull'asse
e si suppone che tutti gli oscillatori in gioco siano posizionati
sull'asse
.
L'asse
viene perciò chiamato retta sorgente. Tutti gli oscillatori
infinitesimali sono in fase. Il punto
, su cui pervengono tutte le onde sferiche (circolari) prodotte dagli
oscillatori giacenti sulla retta sorgente, si trova sullo schermo che dista
dalla retta sorgente.
Supponiamo che vi sia uno smorzamento del segnale rappresentabile da un coefficiente :
,
dove
è
un opportuno esponente positivo.
Il segmento
sullo schermo corrispondente, così come indicato in figura, a
vale di conseguenza :
.
Introducendo l'oscillazione sinusoidale,
possiamo supporre che nel punto
l'onda prodotta dall'oscillatore
sia rappresentata dalla grandezza
che
definiremo subito. Tale grandezza potrebbe, per esempio, essere la componente lungo lo schermo del campo
elettrico o magnetico oscillante (nel caso di onde
elettromagnetiche ed in particolare di luce).
La grandezza
potrebbe valere :
dove
è un opportuno coefficiente (positivo) di ampiezza,
è la pulsazione dell'onda (essendo
,
è il periodo,
è la frequenza
e
dove
è la lunghezza d'onda e
è la velocità dell'onda).
Essendo :
otteniamo :
.
Occupandoci dei soli punti
appartenenti allo schermo ed ordinando, avremo infine :
.
Questa formula fornisce il "contributo"
dell'oscillatore
calcolato nel punto
e si tratta di una funzione del tempo
e dello spazio
.
02 - Una fenditura.
Consideriamo ora il fenomeno di diffrazione (od interferenza
che dir si voglia) prodotto da una fenditura larga
.
Avremo graficamente :
Le onde che colpiranno il punto
saranno solo quelle emesse dagli oscillatori compresi
nell'intervallo
dell'asse
centrato nell'origine.
Avremo allora che la grandezza
,
funzione di
e
di
, che
esprime la "perturbazione" ondosa in
, vale :
.
Si tratta di un integrale "a prima vista" non risolubile analiticamente. Procediamo quindi alla sua approssimazione numerica in alcuni casi.
Produciamo grafici di
in funzione di
considerando il tempo
come un parametro che varia nell'intervallo
(dove
è
il periodo) con una scansione di
(quindi dieci curve ogni grafico).
1)
,
,
,
,
,
:
(in altra scala)
2)
,
,
,
,
,
:
3)
,
,
,
,
,
:
4)
,
,
,
,
,
:
(in altra scala)
5)
,
,
,
,
,
:
(in altra scala)
6)
,
,
,
,
,
:
Molte sono le considerazioni che si possono trarre osservando i grafici.
Lasciamo al lettore il confronto dei risultati ottenuti con detti
grafici con le nozioni su interferenza e diffrazione che si trovano sui
testi scolastici. Noi notiamo il fatto fondamentale che si ha la cessazione dei
fenomeni di interferenza quando
con relativo "sparpagliamento" dell'onda. Notiamo anche che quando
le onde si propagano oltre la fenditura "praticamente" in linea
retta.
Per valori
si ha interferenza con sequenze di massimi e minimi
tali per cui il primo minimo si trova all'angolo che soddisfa la
relazione :
(verifica ottenuta direttamente sui grafici) cioè :
.
Per esempio, nel caso con
si ottiene :
che corrisponde a ciò che si è ottenuto nel grafico relativo qui riportato con la scala corrispondente :
03 - Due fenditure.
Consideriamo ora due fenditure come indicato nel grafico :
Esse sono separate da un intervallo lungo
centrato nell'origine.
Naturalmente, l'integrale che fornisce la grandezza
in
è :
.
Consideriamo i seguenti casi indicativi :
1)
,
,
,
,
,
,
:
2)
,
,
,
,
,
,
:
(in altra scala)
Si confrontino i risultati qui ottenuti con due fenditure rispetto a quelli con una fenditura.
Nel primo caso, con
, ora abbiamo interferenza che era assente con una sola fenditura.
Nel secondo caso, con
, continuiamo ad avere onde che fuoriescono dalle fenditure "praticamente" in
linea retta e senza interferire.
Fine.