E-school di Arrigo
Amadori
Miscellanea
Esempi di propagazione di onde
La natura è costituita da particelle ed onde.
Questi due aspetti della realtà sono addirittura, secondo la meccanica
quantistica, intrinsecamente collegati,
le due facce di una stessa medaglia. Questo concetto va sotto il nome di dualismo
onda-particella.
In questa pagina mostriamo qualche esempio di propagazione di onde
dal punto di vista della meccanica classica
e della teoria della relatività.
In
particolare dimostreremo come la frequenza delle onde possa essere percepita
in
modo apparentemente diverso da un ricevitore in moto
rispetto al generatore (effetto Doppler).
Vedremo anche come le deformazioni dello spazio-tempo,
causate secondo la teoria della relatività generale dalle
masse, modificano le frequenze ricevute (red-shift
gravitazionale, red-shift cosmologico (red-shift = spostamento
verso il rosso)).
Consideriamo essenzialmente un generatore di onde, un mezzo in cui
le onde si propagano ed un ricevitore.
Il tutto è riferito ad un sistema di riferimento inerziale
rispetto al quale il mezzo sarà considerato
in quiete,
mentre generatore e ricevitore sono in moto relativo. Il
mezzo è quindi solidale con
.
La propagazione delle onde è considerata avvenire rispetto al mezzo
con velocità costante, quindi con velocità
costante rispetto a
, indipendentemente dal moto del generatore e del ricevitore.
Si può pensare che
l'onda sia
una eccitazione del mezzo e che in esso vi si propaghi così
come un'onda marina si propaga rispetto
al suo mezzo, il mare. Il
ricevitore, nel suo moto rispetto a
, e quindi rispetto al mezzo, incontrerà tale onda
e ne potrà misurare le
caratteristiche, che saranno
di conseguenza caratteristiche apparenti.
Per esigenze di semplicità ci riferiremo ad un
sistema di riferimento inerziale spazio-temporale a due dimensioni
, dove
è la variabile spaziale e
la variabile temporale.
Prima di passare ai modelli matematici, richiamiamo qui alcuni concetti e definizioni
relative alle onde.
Un'onda è una entità che, per quello che ci serve, può essere descritta
essenzialmente dalle seguenti grandezze :
- lunghezza
d'onda
("lambda")
- periodo
- frequenza
("ni")
- velocità
.
Graficamente, per un'onda sinusoidale :
La lunghezza d'onda è la distanza fra due creste dell'onda
e si misura in metri.
Il periodo è la quantità di tempo in cui avviene una oscillazione
completa dell'onda, ovvero il tempo in cui
un'onda passa da una cresta alla successiva, e si misura in secondi.
La frequenza indica quante oscillazioni complete un'onda
compie nell'unità di tempo (il secondo) e si misura
in hertz.
La velocità dell'onda è la velocità, espressa in metri al secondo,
con cui l'onda procede nel mezzo.
Le grandezze qui definite soddisfano le fondamentali relazioni
matematiche :
.
Per semplificare i calcoli, immaginiamo che il generatore emetta con
continuità ad intervalli regolari di
tempo
brevissimi (infinitesimi) impulsi di onde. In questo modo è come se considerassimo
una sola
cresta di onda avanzare nel mezzo e possiamo
così facilmente descrivere la cinematica
di questi impulsi.
Passiamo ora alla definizione di alcuni differenti modelli di generazione,
propagazione e ricezione di onde.
01 - Modello classico.
In questo modello
assumiamo anche che il tempo sia assoluto,
ovvero che vi sia un orologio solidale con
il generatore
ed un orologio solidale con il ricevitore e che entrambi segnino
lo stesso tempo, il tempo
assoluto del sistema.
Un tale modello si presta a descrivere la propagazione di onde acustiche
in un mezzo materiale o di
onde elettromagnetiche in un'etere classico (ovvero in un
ipotetico mezzo di propagazione delle onde
elettromagnetiche, mezzo considerato immobile rispetto ad un sistema di
riferimento inerziale assoluto che
qui coincide con
).
Immaginiamo allora un generatore dotato di velocità
ed un ricevitore dotato di velocità
in moto
rispetto
a
.
Disegniamone
i grafici orari rispetto a
:
Il ricevitore, al tempo
, si trova nella posizione
. Le velocità abbiano valore qualunque (nel grafico
è
positiva e
è negativa).
Immaginiamo ora che il trasmettitore emetta una sequenza di impulsi
ad intervalli di tempo regolari
a partire
dall'istante
e consideriamo i soli eventi
di coordinate
e
di coordinate
. Dei due fronti
ondosi
generati, consideriamo solo
quello
che avanza nel senso positivo dello spazio.
Graficamente abbiamo :
Il ricevitore incontrerà le onde emesse nei punti
.
Determiniamo le coordinate di tali punti e, tenendo presente che :
calcoliamo la differenza delle coordinate temporali (la coordinata temporale
di
meno
quella di
).
Chiamando con
tale differenza, dopo semplici
calcoli otteniamo :
.
Il numero
rappresenta il periodo dell'onda così come viene trasmessa dal trasmettitore
mentre il numero
rappresenta il periodo
dell'onda così come viene ricevuta dal ricevitore in moto rispetto al
trasmettitore
ed al mezzo, ovvero il periodo
apparente dell'onda.
Come si vede bene, tali periodi sono diversi. Questo fenomeno va sotto il
nome di effetto Doppler.
Di conseguenza, per le frequenze vale :
.
Lasciamo al lettore le molteplici ed interessanti considerazioni che da questa
formula scaturiscono, specialmente
ponendo separatamente
,
.
Si noti che queste due situazioni fisiche sono completamente diverse.
02 -
Modello relativistico per le onde elettromagnetiche.
Qui poniamo per semplicità
e
.
Nel modello precedente classico abbiamo presupposto che il tempo sia assoluto.
La teoria della relatività
ristretta modifica radicalmente
questo concetto abolendo anche la necessità di un mezzo (l'etere)
rispetto
al quale la radiazione elettromagnetica si
propaga.
Ogni sistema di riferimento inerziale ha il proprio spazio-tempo e
le trasformazioni che legano queste entità
sono le trasformazioni di Lorentz. All'interno di ogni sistema
di riferimento inerziale la velocità della radiazione
elettromagnetica è costante per cui non vi è più bisogno
dell'etere.
Il precedente modello va quindi modificato introducendo un periodo
(tempo) proprio del trasmettitore di
onde (trasmettitore inteso come solidale con un proprio sistema di riferimento inerziale a sé
stante) distinto dal
periodo
misurato dal ricevitore.
Chiamiamo il periodo proprio del trasmettitore con
. La relazione fra
e
, numero che continua
ad indicare l'intervallo di tempo del
sistema
che rappresenta la scansione in cui vengono emessi gli impulsi,
è espressa
dalla
nota
formula (ricavata dalle trasformazioni di Lorentz) :
.
Il grafico diventa allora :
Rispetto al modello precedente l'unica modifica sostanziale consiste
nell'introduzione del periodo proprio
del trasmettitore
. La formula dell'effetto Doppler diventa perciò :
e per la frequenza :
dove
è
la frequenza propria del trasmettitore.
E' interessante mostrare il grafico di
che risulta (per
) :
Naturalmente, per
le formule relativistiche coincidono (a meno di infinitesimi irrilevanti) con il
caso classico.
Facendo infatti lo sviluppo in serie di Taylor del valore di
ricavato sopra otteniamo :
dove i puntini sottintendono termini di grado superiore di
e perciò trascurabili in quanto
.
In queste condizioni (
) si ha anche ovviamente
per cui si ottiene ancora la formula classica
dell'effetto Doppler :
(ricordare che qui abbiamo posto
,
).
Passando alla frequenza si ha :
che, sviluppata in serie di Taylor per
,
diventa :
.
03 - Red-shift gravitazionale.
Secondo la teoria della relatività generale le masse incurvano lo
spazio-tempo per cui il tempo, in
generale, appare non scorrere allo stesso modo in tutti i punti dello spazio.
Può allora succedere che, in prossimità di una massa, il tempo
sembri scorrere diversamente rispetto
ad
un punto più lontano. Questo è esattamente ciò che succede e può essere verificato
sperimentalmente
osservando lo spettro delle stelle massicce e dense e, oggi, grazie ad una tecnologia sempre più
precisa,
anche confrontando i tempi di orologi atomici a bordo di satelliti artificiali rispetto ad analoghi orologi
posti
sulla superficie terrestre.
Consideriamo il campo gravitazionale generato da una massa
puntiforme
nel
vuoto ed
introduciamo la
metrica di Schwarzschild :

dove :
![]()
è il cosiddetto raggio gravitazionale che corrisponde all'orizzonte
degli eventi del buco nero prodotto dalla
massa
(
è la costante di gravitazione universale di Newton).
Consideriamo un punto
che dista
dal centro ove è posta la massa
e supponiamo che sia
.
Supponiamo che in tale punto vengano emessi impulsi elettromagnetici
con periodo (infinitesimo)
(il tempo
costante fra
un impulso ed il successivo), periodo calcolato rispetto al tempo universale
(il tempo della metrica
di Schwarzschild).
Consideriamo un secondo punto
distante
dal centro, posto praticamente all'infinito e dotato delle stesse
coordinate angolari di
. Graficamente :
Osserviamo da
gli impulsi che provengono generati da
.
Ovviamente tali impulsi eseguono lo stesso percorso
da
a
e vengono captati
in
con lo stesso periodo
in quanto misurati rispetto
allo stesso tempo
universale.
Essendo per la radiazione elettromagnetica
ed essendo nel nostro caso (moto radiale)
,
,
dalla metrica otteniamo :
che integrata fornisce il tempo impiegato dal segnale
da
a
, tempo che dipende solo dal punto di partenza
al punto di arrivo. In questo modo abbiamo dimostrato che il periodo degli
impulsi emessi è uguale al periodo
ricevuto (rispetto al tempo universale
).
Secondo la relatività generale, un intervallo di tempo proprio
(per esempio il tempo misurato da un orologio
atomico in un punto) è legato al corrispondente intervallo di tempo
universale
dalla relazione :
dove :
e
rappresenta la componente temporale pura del tensore metrico
del campo gravitazionale.
Nella metrica di Schwarzschild
si ha :
.
Risulta allora evidente che, in questa metrica, all'infinito (
)
diventa 1 per cui il tempo proprio
all'infinito coincide col tempo universale.
Questo fatto ci permette di affermare che in
siamo quasi come in un sistema galileiano (inerziale a metrica
piatta) e questo rappresenta un grande privilegio perché ci
permette di "ragionare con il senso comune" e, cosa
più importante, di affermare che l'orologio atomico che segna il tempo
in
segna il
tempo universale e che, per
esempio, cosa ancora più importante, gli spettri degli elementi
chimici presenti in
che noi osserviamo sono
a tutti gli effetti spettri di riferimento.
Posizioniamoci allora in
ed osserviamo gli impulsi elettromagnetici che ci provengono inviati da
.
Possiamo affermare che il periodo di tempo proprio
degli impulsi emessi in
è legato al periodo
di
tempo assoluto
dalla relazione :
e, siccome :
è minore di uno, come è ben indicato dal grafico :
arriviamo al risultato che, essendo :
,
il periodo assoluto misurato in
è maggiore del periodo proprio emesso in
.
Abbiamo cioè :
per cui in
misuriamo periodi maggiori ovvero frequenze minori di quelli
emessi. Se ad emettere gli impulsi
sono sostanze chimiche
(che si presuppongono avere le stesse caratteristiche fisiche ovunque
nell'universo),
dovremmo verificare
in
uno spostamento verso il rosso delle righe spettrali.
Questo fenomeno si chiama red-shift
gravitazionale e si verifica osservando gli spettri delle stelle massicce
e
dense.
04 - Red-shift cosmologico.
Il moto di un'onda elettromagnetica (in
particolare la luce) nel vuoto in un sistema di riferimento galileiano
(piatto) avviene
secondo una traiettoria rettilinea. Se invece la metrica dello
spazio-tempo non è più galileiana,
allora il moto della luce avviene secondo traiettorie curve.
Se la metrica è :
,
dove sono come al solito sottintese le somme sugli indici ripetuti, la luce si
propaga in raggi lungo traiettorie per
cui si ha :
.
Se la metrica è galileiana, si ha :
dove il tempo universale
coincide con il tempo proprio
e
sono le
coordinate cartesiane di un
punto.
In questo caso, ponendo
, si ottiene :
ovvero :
e quindi :
(
indica il
modulo del vettore velocità) che fornisce appunto una traiettoria rettilinea
(in verità sarebbero
possibili anche traiettorie curve per cui il vettore velocità abbia modulo
costante, quindi, per avere traiettorie
rettilinee per la luce, occorrono ulteriori
condizioni restrittive come il principio variazionale di Fermat).
Consideriamo ora un caso di metrica molto interessante corrispondente ad
un varietà spazio-temporale
bidimensionale piatta in espansione o contrazione. Una tale metrica rappresenta un
universo piatto non
stazionario in espansione, una
delle possibili soluzioni cosmologiche dell'equazione gravitazionale
di
Einstein.
La metrica sia :
dove
è
un fattore di scala dipendente dal tempo.
Osservando la formula si vede bene che ad in ogni istante
essa rappresenta una metrica galileiana (piatta).
Al passare del tempo, la struttura
galileiana permane ma cambia la distanza fra due punti spaziali
dati.
Graficamente :
Si ha cioè
(anche se dal grafico appaiono uguali).
Dalla formula si deduce anche che, essendo
, il tempo universale coincide con il tempo proprio.
Calcoliamo ora la distanza fra gli eventi
e
per un dato
istante
. Essa vale :
.
Siccome tale distanza è funzione di
, il punto
vedrà il punto
allontanarsi progressivamente (se
è una funzione crescente).
La stessa cosa si verifica per il punto
.
La velocità con cui i punti appaiono allontanarsi (non si
tratta di un moto reale di punti, ma di una dilatazione
della metrica) sarà :
dove l'apice indica la derivata rispetto al tempo e
indica la velocità
.
La formula può essere scritta nel seguente modo :
ovvero :
dove :
.
La formula esprime un fatto molto importante :
in un dato istante, la velocità
con cui due punti si allontanano (apparentemente) fra loro è direttamente
proporzionale alla loro distanza.
Questa affermazione va sotto il nome di legge di Hubble e la costante (in
un dato istante)
è detta costante di
Hubble.
Studiano ora la traiettoria della luce in questa metrica e l'effetto
Doppler che deriva dal fatto che i segnali luminosi,
partendo da punti in apparente allontanamento o avvicinamento, pervengono al ricevitore con frequenza
variata.
Consideriamo due impulsi che partono rispettivamente dal punto
e dal punto
.
Poniamo
.
Questi impulsi arriveranno in
rispettivamente al tempo
e
.
Poniamo
. Gli
intervalli
e
sono entrambi infinitesimi. Le traiettorie degli impulsi (le linee
d'universo) siano rispettivamente
e
.
Graficamente :
Calcoliamo la generica traiettoria.
Ponendo
(la luce si propaga in modo che questa uguaglianza sia valida
punto per punto), dalla metrica
si
ottiene :
che integrata, fornisce :
dove
è
la costante di integrazione.
Ponendo per convenienza :
la traiettoria si riduce a :
.
Imponendo le condizioni iniziali, la traiettoria
risulta :
e la traiettoria
risulta :
ma, essendo
, approssimando al primo ordine, otteniamo :
dove l'apice indica la derivata prima.
Siamo allora in grado di ricavare
e
che, con semplici calcoli, risultano :
dove con
indichiamo la funzione inversa di
(ovviamente, poniamo la condizione restrittiva che
sia
monotona).
Conosciuti
e
, possiamo
ottenere infine
e confrontarlo con
.
Per ricavare formule più
semplici, procediamo in questo modo. Imponendo il passaggio di
per
ed
il
passaggio di
per
otteniamo
:
da cui, sostituendo, ricaviamo :
ovvero :
.
Notando che, per la definizione di
, abbiamo :
,
la formula precedente diventa :
.
Ora, essendo
ed approssimando al prim'ordine, possiamo scrivere :
ovvero :
cioè, infine :
.
Sostituendo la formula ricavata sopra per
, possiamo scrivere :
e, considerando periodi brevi :
dove
è il periodo emesso,
è il periodo ricevuto ed
è una funzione di
ricavabile
direttamente da
.
Se, per esempio,
corrisponde
ad una riga dello spettro dell'idrogeno misurata in laboratorio
e
corrisponde
all'analoga riga dello spettro di una galassia, dal loro
rapporto si può dedurre la distanza
della galassia dall'osservatore.
Se :
si dice che siamo in presenza di un fenomeno di red-shift cosmologico.
Se :
si dice che siamo in presenza
di un fenomeno di blue-shift.
Questo fenomeno di effetto Doppler cosmologico, dovuto alla metrica
evolutiva dello spazio-tempo,
permette di misurare le grandi distanze cosmiche. Questo è quello che si
fa comunemente ed è alla base
della cosmologia relativistica.
Il semplice esempio qui mostrato illustra in modo chiaro le linee
teorico-metodologiche di questa scienza così
attuale, profonda e dagli enormi sviluppi.
Fine.
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