E-school di Arrigo
Amadori
Miscellanea
Dinamica di un punto materiale vincolato ad una superficie
Consideriamo un punto materiale di massa
libero di muoversi senza attrito sulla superficie regolare
che ne costituisce
quindi un vincolo del moto. Il punto materiale è soggetto ad una
forza che in generale è funzione della sua posizione e della sua velocità.
Consideriamo anche la velocità così da potere utilizzare anche forze
dissipative (es. attriti) e forze virtuali (es. forza di
Coriolis).
Studieremo il moto del punto materiale con gli strumenti della geometria differenziale e ne approssimeremo le equazioni del moto con tecniche numeriche.
01 - Impostazione del problema.
La superficie
è parametrizzata dalle coordinate locali
tramite la funzione vettoriale
così definita :
(in questa pagina i vettori di
sono scritti normalmente e non sono in grassetto).
Sia
una curva regolare nel sistema
e
la
corrispondente curva regolare su
per cui :
.
L'equazione parametrica di
sarà :
e quella di
:
(non vi è ambiguità chiamando con le stesse lettere sia le curve che le funzioni che le rappresentano).
Il punto materiale percorre la curva
e le equazioni appena scritte ne sono le equazioni orarie del moto.
Il parametro
indica quindi il tempo.
Sia
il vettore tangente in
ad
e
il vettore
tangente in
a
(il punto
indica la derivata rispetto al parametro
).
Naturalmente è
.
Il vettore
rappresenta la velocità del punto materiale.
Per una fondamentale proprietà del differenziale abbiamo :
dove
è il differenziale di
essendo :
la matrice che lo rappresenta.
Il piano tangente ad
in
è
ed il
vettore
vi appartiene.
Il vettore
è il vettore normale di norma unitaria alla superficie in
.
Graficamente :
I vettori :
come è noto sono tangenti alle rispettive coordinate
curvilinee in
(per semplicità non visualizzate nel grafico) e costituiscono una base
del piano tangente
inteso come sottospazio bidimensionale di
.
Il vettore
è quindi esprimibile nella base
nel seguente modo :
.
02 - La dinamica.
Il punto materiale, nel suo moto sulla superficie, risente della forza esterna ed il suo moto è determinato da essa.
La forza esterna sia il vettore (espresso in coordinate locali) :
Poiché il punto materiale non può lasciare la superficie, la sua equazione del moto sarà :
dove :
= vettore proiezione ortogonale di
sul piano tangente
= vettore proiezione ortogonale di
sul piano tangente
essendo
il vettore accelerazione del punto materiale ovvero :
.
Graficamente :
La soluzione dell'equazione del moto
è subordinata alla determinazione delle proiezioni ortogonali
,
sul piano
tangente
.
03 - La proiezione ortogonale su
.
Il vettore
(vettore proiezione ortogonale di
sul piano
)
espresso rispetto alla base
vale :
dove, ovviamente,
,
sono le componenti
del vettore
rispetto alla suddetta base.
Ricaviamo
,
.
Per fare questo basta porre :
cioè :
dove
indica il prodotto interno (o scalare).
Sviluppando i semplici calcoli otteniamo :
dove :
(la notazione classica gaussiana è con le lettere
latine maiuscole
. Qui usiamo le corrispondenti lettere greche minuscole
perché con
indichiamo la forza).
Si noti che
è il gramiano dei vettori
.
Introducendo il tensore metrico covariante della varietà (riemanniana)
(d'ora in poi
useremo indifferentemente le parole "superficie" o
"varietà") corrispondente alla superficie
, la cui rappresentazione matriciale è:
,
le componenti di
diventano :
dove con
indichiamo il determinante della matrice
.
Per determinare il vettore
potremmo procedere allo stesso modo di
ma, essendo
un campo vettoriale tangente (alla varietà), possiamo utilizzare il
concetto di derivata covariante.
La derivata covariante di un campo vettoriale tangente (lungo una curva della varietà) è il vettore proiezione ortogonale del vettore derivata del campo (lungo la medesima curva) sul piano tangente alla varietà.
Per definizione abbiamo quindi :
dove con
indichiamo la derivata covariante.
04 - Le equazioni del moto.
L'equazione del moto diventa allora :
(abbiamo invertito i membri).
E' interessante notare subito che, se
, la curva
è una geodetica della superficie in quanto, per definizione, una
geodetica è appunto una curva per cui la derivata covariante della tangente è
identicamente nulla.
Dal punto di vista fisico questo è esattamente ciò che ci aspettiamo :
se non vi è forza (tangente), il punto materiale si deve muovere lungo geodetiche per rispettare il generale principio di minima azione.
Esplicitiamo ora le componenti della derivata covariante
rispetto alla base
. Per questo usiamo una nota formula della geometria differenziale
(che non dimostreremo qui).
Abbiamo :
dove le funzioni
sono i simboli di Christoffel definiti da :
essendo
il tensore metrico controvariante (matrice inversa di
) ed essendo
(si tenga presente che gli indici, qui, non sono esponenti, ma indici
controvarianti !!).
Le equazioni del moto diventano allora :
da cui si ricava, separando le derivate seconde ed esplicitando le componenti della forza :
.
Questo sistema di equazioni differenziali del secondo ordine
fornisce le equazioni orarie del moto che corrispondono alla curva
. Ricavare poi
è conseguente.
Si noti che, in assenza di forza, le equazioni del moto sono le equazioni delle geodetiche della varietà.
Si noti anche la somiglianza di queste formule con l'apparato concettuale e formale della teoria della relatività generale.
Naturalmente, una soluzione analitica del sistema non è possibile (fino a prova contraria) per cui noi ci limiteremo ad una sua soluzione numerica approssimata al computer step by step.
05 - Esempi numerici.
Mostriamo qui alcuni esempi numerici elaborati con il programma :
http://lnx.arrigoamadori.com/CalcoloNumerico/DinamicaSuSuperficie/dinamicasusuperficie.htm .
In questo paragrafo gli assi cartesiani di
sono indicati con le lettere
.
- a - il piano inclinato
equazione parametrica della superficie :
componenti della forza :
condizioni iniziali :
,
grafico :
- b - il pendolo sferico in un campo gravitazionale uniforme
equazione parametrica della superficie :
;
componenti della forza :
condizioni iniziali :
,
grafico :
qui la situazione è come sopra, ma con velocità iniziale non nulla :
:
qui, oltre al campo uniforme, è presente la forza dissipativa di attrito proporzionale alla velocità ed opposta ad essa :
per cui :
le condizioni iniziali per la velocità sono :
grafico :
Si noti la "caduta" spiraleggiante verso il fondo della sfera.
Fine.