E-school di Arrigo
Amadori
Fisica
Meccanica classica (equazioni del moto)
01 - Punti materiali. Coordinate generalizzate. Traiettorie.
Se le dimensioni di un corpo sono trascurabili (nella descrizione del suo moto),
esso può essere
considerato come un punto materiale senza dimensioni (si dirà anche semplicemente
punto o
particella). Naturalmente, se un corpo possa essere considerato tale, dipende dal grado di
approssimazione
che si desidera. Nello studio del moto di rivoluzione dei pianeti attorno al sole,
per esempio, considerarli
punti materiali è accettabile e conveniente, non così nello studio del loro
moto di rotazione su se stessi.
La posizione nello spazio di un punto materiale rispetto ad un sistema di coordinate
cartesiane
tridimensionali ortogonali è data dal suo raggio vettore r le cui
componenti sono
(x,y,z) .
Scriviamo perciò :
r = (x,y,z) .
Graficamente :
La derivata prima rispetto al tempo t del raggio vettore r è
la velocità del punto :
.
La derivata seconda del raggio vettore rispetto al tempo (ovvero la derivata
prima della velocità) è
l'accelerazione del punto :
.
Se abbiamo un sistema di N punti materiali, la loro posizione nello
spazio è determinata da N
raggi vettori, cioè da 3N coordinate. Per esempio, per 3
particelle :
In generale, il numero minimo di grandezze indipendenti che si possono dare per
determinare
univocamente la posizione di un sistema (in base alle condizioni del problema considerato) si
chiama numero di gradi di libertà del sistema. Nel caso di N particelle definite dai
loro raggi
vettori, il numero di gradi di libertà è 3N .
In generale, le grandezze che determinano univocamente la posizione spaziale di
un sistema possono
essere altre, e non necessariamente le coordinate cartesiane. Per esempio, nello
studio del moto di
rotazione di una ruota attorno al suo asse (considerato fisso), è sufficiente
definire un angolo, per cui
questo sistema ha un solo grado di libertà :
Se il numero di gradi di libertà di un sistema è s , indichiamo
con
le sue
coordinate
(in generale non necessariamente cartesiane) che chiamiamo coordinate
generalizzate del sistema.
Di conseguenza, chiamiamo velocità generalizzate le derivate
.
Per motivi di comodità, quando necessario, indicheremo semplicemente con
l'insieme delle
coordinate generalizzate di un sistema e con
l'insieme delle sue velocità generalizzate.
La descrizione completa di un sistema di punti materiali in meccanica
classica si ottiene supponendo
che i punti descrivano traiettorie continue. Queste traiettorie sono definite
dalle funzioni :
che devono quindi essere continue assieme alle loro derivate di ogni ordine
rispetto al tempo.
Tali funzioni sono le soluzioni di certe equazioni differenziali, le cosiddette equazioni
del moto (o leggi
del moto), la cui caratteristica principale è quella di essere del secondo ordine.
Il perché si tratta di equazioni del second'ordine deriva dall'esperienza
(Newton).
La generica equazione del moto è allora :
che, per essere risolta, necessita della conoscenza delle condizioni
iniziali :
;
.
Diremo quindi che lo stato meccanico di un sistema è definito
interamente dalle sue coordinate e
dalle sue velocità (assieme alle equazioni del moto) perché grazie alla conoscenza
di esse in un dato
istante iniziale
è
possibile conoscere quali sono le coordinate del sistema in un istante
successivo
, e quindi in ogni
altro istante.
Per comprendere questo basta considerare lo sviluppo in serie di Taylor di
e di
troncati al termine di primo grado :
![]()
.
Con queste due espressioni, conoscendo le equazioni del moto, è possibile costruire "punto per punto"
la
traiettoria del sistema.
Vediamo ora come si può definire la forma delle equazioni del moto di un
sistema.
02 - Principio di minima azione. Lagrangiana. Equazione di Lagrange.
Per definire la forma delle equazioni del moto di un sistema meccanico ci si
può riferire ad una legge
generale di natura che va
sotto il nome di principio di minima azione (Hamilton).
Questa legge esprime il fatto intuitivo che la natura "sceglie" sempre
la via più "economica", quella
corrispondente al minimo "sforzo".
Un sistema meccanico, secondo questo principio, è rappresentato da una funzione
delle coordinate,
delle velocità e del tempo
o più sinteticamente :
che si chiama funzione di Lagrange o lagrangiana del
sistema.
La lagrangiana di un sistema non contiene derivate di ordine superiore a causa
di quanto sopra affermato
circa il fatto che coordinate e velocità
descrivono completamente un sistema meccanico.
Orbene, il principio di minima azione afferma che il sistema evolve dalla
posizione
all'istante
,
alla posizione
all'istante
,
in modo che l'integrale :
,
detto azione, sia minimo (od almeno abbia un estremo).
Si noti che il principio di minima azione è definito rispetto ad un sistema di
coordinate generalizzate.
Le condizioni per cui l'azione S è minima forniranno le equazioni
del moto del sistema.
Si tratta di un problema di calcolo variazionale classico che va sotto il
nome di problema di Eulero
e che si esprime nel seguente modo :
dove il simbolo
indica la variazione.
Il perché si pone
lo si capisce considerando il caso analogo del differenziale di una
funzione
. Esso è
identicamente nullo in un estremo relativo della funzione stessa, cioè
.
Limitiamoci per il momento al caso unidimensionale e supponiamo che
sia la funzione che soddisfa
il problema,
cioè per la quale S abbia un minimo (od almeno un estremo).
Prendiamo ora una funzione "piccola"
che abbia la proprietà di essere nulla in
ed in
e
consideriamo la funzione :
.
Essa rappresenta una traiettoria che rende l'azione S maggiore del
valore minimo corrispondente
a
, qualunque
sia
(sempre con
le condizioni che sia nulla agli estremi). Graficamente :
La variazione si esprime allora come :
.
Sviluppando in serie di Taylor il primo integrando e fermandoci ai termini di
primo grado, si ottiene :
.
Osservando che
ed integrando per parti il secondo termine, si ottiene :
.
Essendo
nullo agli estremi, si ha :
.
Dovendo l'integrale essere nullo per qualunque
, deve essere :
.
Questo è il risultato cercato. Queste sono le equazioni che, se è nota la
lagrangiana, determinano le
equazioni del moto di un sistema meccanico. Esse si chiamano equazioni di Lagrange.
Per un sistema a s gradi di libertà, l'equazione di Lagrange
risulta :
con i = 1, 2, ..., s .
Si tratta di un sistema di s equazioni differenziali del secondo
ordine con s funzioni incognite
.
Per risolverle occorrono 2s condizioni iniziali, cioè s
posizioni ed s velocità iniziali (come già noto).
Vediamo alcune proprietà della lagrangiana alla luce dell'equazione di Lagrange.
- 1 - La
lagrangiana di due sistemi isolati, cioè che non interagiscono fra loro,
è la somma
delle lagrangiane dei due sistemi (considerati isolati). Ciò dipende dalla
linearità della
equazione di Lagrange.
- 2 - Le equazioni
del moto di un sistema non cambiano se la lagrangiana del sistema viene
moltiplicata per una costante. Ciò dipende dalla linearità della equazione di
Lagrange.
- 3 - Se si somma
ad una lagrangiana L una derivata totale rispetto al tempo di una
funzione
qualunque delle coordinate e del tempo, la nuova lagrangiana che si ottiene, L'
, è "equivalente"
alla precedente, cioè è atta a descrivere il sistema allo stesso modo, ovvero
l'equazione di
Lagrange è risolta dalle stesse traiettorie
. Cioè,
se :
la lagrangiana L' descrive ugualmente il sistema descritto da
L . Possiamo perciò affermare
che una lagrangiana è sempre definita a meno di una derivata totale rispetto al
tempo di una
funzione arbitraria delle coordinate e del tempo. Ciò deriva direttamente dal
fatto che la
variazione dell'azione S' prodotta dalla lagrangiana L'
è uguale alla variazione di S
prodotta da L .
Il problema, a questo punto, è di conoscere la lagrangiana di un sistema. Nota
essa, le traiettorie del
sistema si ricavano direttamente risolvendo le equazioni di Lagrange. Da essa si deducono tutte le
proprietà meccaniche del sistema.
Nei paragrafi che seguono vedremo come si definisce la lagrangiana di un
sistema.
03 - Sistemi di riferimento inerziali (SRI). Principio d'inerzia. Principio di relatività di Galileo.
Trasformazioni di Galileo.
Per definire le proprietà di un sistema meccanico, per studiarlo, occorrono un sistema
di riferimento
spaziale ed un orologio. Le equazioni del moto hanno in generale forme
diverse rispetto ai diversi
sistemi di riferimento. Le equazioni del moto di sistemi meccanici molto
"semplici" possono avere in
certi sistemi di riferimento forme anche molto complesse.
Ecco quindi la necessità di "scegliere" un sistema di riferimento
rispetto al quale le leggi della meccanica
abbiano la forma più semplice possibile.
L'esperienza (entro i limiti di precisione desiderati) mostra che esistono
sistemi di riferimento cartesiani
tridimensionali ortogonali, detti sistemi di riferimento inerziali (SRI),
rispetto ai quali le leggi del moto
sono le più semplici possibili. In particolare, un corpo libero, non soggetto cioè
ad interazioni esterne, si
muove rispetto ad un tale sistema di riferimenti con velocità costante (in
intensità, direzione e verso).
Quanto affermato va sotto il nome di principio d'inerzia (Galileo).
I SRI godono di una fondamentale
proprietà : rispetto ad essi lo spazio è omogeneo ed isotropo ed
il tempo è omogeneo.
Ciò significa che, dal punto di vista meccanico, i vari punti dello spazio sono
equivalenti, così come le sue varie
direzioni ed i vari istanti di tempo. Se trasliamo o ruotiamo un SRI,
o se spostiamo l'origine dei
tempi del suo orologio, la descrizione del moto di un corpo
libero non cambia.
Questo vale anche se si considera
un sistema isolato di punti materiali (un sistema cioè formato da punti
materiali interagenti fra loro ma non con l'esterno). Le proprietà meccaniche
di un tale sistema, ovvero
le sue equazioni del moto,
non variano se si trasla o ruota il SRI a cui il
sistema meccanico è riferito
o se si cambia l'origine dei tempi del suo
orologio.
Possiamo utilizzare quanto sopra affermato per trovare una prima forma
matematica della lagrangiana
di una particella libera. A causa delle
suddette proprietà dello spazio e del tempo rispetto ad un
SRI, la lagrangiana di una particella libera non
può contenere esplicitamente
le coordinate ed il
tempo. Inoltre, essa non può contenere neppure la direzione
della velocità. Si ha
cioè che la
lagrangiana in questo caso deve essere funzione solo di
, per cui :
(a meno di un termine additivo che sia la derivata totale di una funzione
arbitraria delle coordinate e
del tempo).
Applicando le equazioni di Lagrange a questa lagrangiana, si ottiene :
(la derivata di uno scalare rispetto ad un vettore è un vettore che ha per
componenti le derivate dello
scalare rispetto alle corrispondenti componenti del vettore)
da cui si ricava direttamente
,
come deve essere.
Se consideriamo un sistema di riferimento cartesiano tridimensionale ortogonale
in moto rettilineo
uniforme rispetto ad un SRI dato, otteniamo
un altro SRI. I SRI sono quindi infiniti e sono in moto
rettilineo uniforme uno rispetto all'altro.
Dall'esperienza si deduce che tutti i SRI sono meccanicamente equivalenti, ciò
le leggi del moto sono
in essi identiche. In tutti i SRI le
proprietà dello spazio e del tempo sono identiche ed identiche sono
le leggi della meccanica. In altre parole,
non è possibile distinguere un SRI da un altro.
Queste affermazioni vanno sotto il nome di principio di relatività di
Galileo.
E' chiaro quindi che, ove possibile, nel descrivere un sistema meccanico, è
sempre preferibile scegliere
un SRI e, d'ora in poi, se non diversamente specificato, considereremo sempre di
riferirci, nelle nostre
considerazioni, ad uno di essi.
I SRI sono quindi equivalenti. Ciò implica che non esiste un SRI
privilegiato, meccanicamente diverso
dagli altri, assoluto.
Consideriamo due SRI , K e K' , in moto rettilineo uniforme relativo
con velocità
.
Graficamente :
Le coordinate ed i tempi di un punto P rispetto ai due SRI sono
legate dalle seguenti relazioni :
(all'istante t = 0 i due SRI coincidono nell'origine).
Si noti che in meccanica classica lo spazio è relativo al RSI
considerato mentre il tempo è assoluto,
ovvero esso scorre allo stesso modo nei due SRI. Ciò non è più vero nella teoria della relatività
ristretta (TR).
Le suddette equazioni sono dette trasformazioni di Galileo.
Alla luce di queste equazioni, il principio di relatività galileiana può
essere espresso nel seguente modo :
le leggi del moto devono essere invarianti
rispetto alle trasformazioni di Galileo.
04 - Lagrangiana di un punto materiale libero. Massa.
Determiniamo ora la forma della lagrangiana di un punto materiale libero
avvalendoci del principio di
relatività di Galileo.
Consideriamo due RSI , K e K' , in moto relativo l'uno rispetto
all'altro con velocità infinitesima
.
Dalle trasformazioni di Galileo, derivando, si ricava :
.
La lagrangiana L della particella in K è , come già
sappiamo :
e, a causa del fatto che i SRI sono equivalenti (in particolare nelle loro
proprietà di omogeneità ed
isotropia dello spazio e di omogeneità del tempo), anche la lagrangiana
L' in K' è :
(entrambe a meno di termini additivi che siano derivate totali di funzioni
arbitrarie delle coordinate e
del tempo).
Sostituendo la formula che lega le velocità, otteniamo :
che, sviluppata in serie di Taylor rispetto a
troncando al termine di primo grado, dà :
che rappresenta la lagrangiana della particella rispetto a K '.
Se il secondo termine del secondo membro fosse una derivata totale di una
funzione qualsiasi delle
coordinate e del tempo, le lagrangiane
e
sarebbero equivalenti, cioè
condurrebbero alle stesse equazioni del moto (nella stessa forma). Ciò accade solo se il temine
non dipende dalla velocità. Si deduce allora che la forma della lagrangiana di una particella libera,
ritornando a K , è :
dove a è una costante che viene indicata con
per cui, in definitiva, si ha :
.
Siccome la forma della lagrangiana appena trovata soddisfa il principio di
relatività di Galileo per SRI
con velocità relative infinitesime, essa lo soddisferà anche per velocità
relative finite.
La costante m si chiama massa del punto materiale.
Se abbiamo N punti materiali non interagenti fra loro, la
lagrangiana di questo sistema sarà :
.
Possiamo infine affermare che la massa è una grandezza non negativa. Ciò deriva direttamente
dal principio
di minima azione.
05 - Lagrangiana di un sistema di punti materiali.
Consideriamo un sistema isolato, cioè un sistema di punti materiali
interagenti fra loro ma isolati
dall'esterno.
La lagrangiana di un tale sistema può essere costruita, nel modo più semplice
possibile, aggiungendo
alla lagrangiana del sistema come se fosse costituito da punti non interagenti, un
termine che descrive
l'interazione fra i punti, termine che è funzione delle sole coordinate dei
punti (in realtà, delle loro mutue
distanze). Si ha cioè :
dove N indica il numero di punti materiali ed
il raggio vettore della a-esima particella. Il perché
vi sia il segno meno davanti ad U sarà chiaro più avanti.
Si noti subito che la funzione U non contiene le velocità ed il
tempo. Ciò significa che in meccanica
classica si considerano le interazioni dipendenti solo dalle posizioni (oltre
che da inessenziali costanti),
ovvero esse sono supposte propagarsi istantaneamente, a velocità infinita. Se
avviene un cambiamento
delle posizioni delle particelle, esso si "ripercuote" istantaneamente
sulle altre. Ciò non è più vero nella
teoria della relatività (TR), dove le interazioni sono considerate "viaggiare" a
velocità finite.
Il fatto che il termine U che descrive l'interazione fra le
particelle contenga solo le coordinate, cosa che
implica l'infinità delle velocità delle interazioni, è l'unica possibilità
permessa dal principio di relatività
galileiana. Infatti, se le interazioni viaggiassero a velocità finite, queste
velocità verrebbero sommate, nel
passaggio da un SRI ad un altro, alla velocità relativa fra i SRI. Ciò
implicherebbe il fatto che le leggi
del moto non sarebbero le stesse in tutti i SRI, contro il principio di
relatività galileiana stesso.
Il primo termine della lagrangiana si chiama energia cinetica del sistema
e si indica con :
mentre la funzione U si chiama energia potenziale del sistema.
La lagrangiana di un sistema isolato si può allora scrive sinteticamente come :
.
Fino ad ora abbiamo parlato della sola omogeneità del tempo. In effetti,
osservando la forma delle
equazioni di Lagrange e la forma della lagrangiana di un sistema isolato,
possiamo affermare che il
tempo è anche isotropo.
Cambiando t in -t , la lagrangiana non cambia e quindi,
di conseguenza, le equazioni del moto
rimangono le stesse. Questo significa che in meccanica classica i fenomeni
sono sempre reversibili :
un sistema meccanico che passa dallo stato (insieme delle coordinate e delle
velocità) A allo stato
B , può ugualmente passare da B ad A nell'ordine
inverso.
Ricaviamo ora le equazioni del moto di un sistema isolato. Le equazioni di Lagrange
sono per esso :
(dove a è l'indice delle particelle). Da esse, sostituendovi la
lagrangiana, si ottiene :
cioè :
.
Queste sono le equazioni del moto di un sistema meccanico isolato e sono dette equazioni
di Newton.
Esse sono le equazioni fondamentali della meccanica. Il vettore
si chiama forza agente sulla
particella a-esima, per cui :
.
Le equazioni di Newton si riducono allora a :
cioè :
(il simbolo a usato per l'accelerazione e l'indice a che
individua le particelle non creano ambiguità).
Si noti l'importantissimo risultato che nelle equazioni del moto di un sistema
isolato le accelerazioni
dei punti sono funzioni solo dalle coordinate.
E' immediato notare che l'energia potenziale è definita a meno di una costante
additiva. E' convenzione
universalmente accettata, di scegliere tali costanti in modo che l'energia
potenziale tenda a zero al tendere
all'infinito delle distanze fra le particelle.
Consideriamo ora il caso di due sistemi, A e B , interagenti fra
loro ma in modo che B "influenzi" A
ma che A non influenzi B . In questo caso, le equazioni del
moto delle particelle del sistema B sono
date e non dipendono dall'influenza esercitata su loro (che è supposta nulla)
dalle particelle del sistema A .
Il sistema complessivo A + B , formato da A e B , è
supposto isolato.
In questo caso si dice che il sistema A è immerso nel campo esterno
generato dal sistema B .
La lagrangiana del sistema A + B è allora :
dove
,
indicano le coordinate e le velocità delle particelle del sistema A ,
mentre
,
,
quelle del sistema B .
Poiché le
,
sono date e dipendono dal tempo, il termine
è una derivata totale
di una funzione del tempo, quindi può essere ignorato. Si ha allora :
.
Si vede bene che la lagrangiana di un sistema in un campo esterno è del
solito tipo ma con la
differenza che l'energia potenziale dipende anche esplicitamente dal tempo.
Per una particella in un campo esterno si ha :
.
Quando una particella immersa in un campo risente di una forza costante, si dice
che il campo è
uniforme. In questo caso l'energia potenziale della particella è :
.
Terminiamo con una considerazione generale sui sistemi meccanici che si
incontrano nella "realtà".
In essi normalmente sono presenti dei vincoli, che introducono nei
sistemi delle limitazioni alle
posizioni dei punti materiali. Tali vincoli in pratica vengono realizzati nei
modi più svariati : fili,
perni, cerniere ecc.
L'interazione dei punti materiali con i vincoli si manifesta normalmente tramite
attriti e con la produzione
di calore. Si esulerebbe perciò dai limiti della meccanica "pura" per
entrare nelle problematiche della
fisica statistica (ed in particolare della termodinamica).
In linea di principio, quando ciò è possibile, si deve fare in modo di
escludere dalle lagrangiane le masse
dei corpi che costituiscono i vincoli e si deve rendere gli attriti minimi in
modo che divengano trascurabili.
In queste condizioni l'effetto dei vincoli su di un sistema meccanico si riduce
ad una semplice riduzione
del numero dei gradi di libertà.
Fine.
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