E-school di Arrigo
Amadori
Analisi I
Limiti di funzioni reali
01 – Introduzione.
Abbiamo già introdotto il
concetto di limite per quanto riguarda le successioni. Estenderemo in
questo
capitolo il concetto di limite alle funzioni numeriche reali.
I limiti sono di fondamentale
importanza in tutta l’analisi matematica. Derivate ed integrali sono
essi
stessi dei limiti.
02 – Funzioni numeriche
reali.
Preso un sottoinsieme
A di
R ogni f
: A à
R è detta funzione
numerica reale di dominio
A .
Il dominio può essere anche R stesso.
Una funzione (d’ora in poi
ometteremo per semplicità il termine “numerica reale”) può essere
indicata
anche con y = f(x) .
Due funzioni su un dominio dato
possono essere sommate, sottratte, moltiplicate e divise (il
denominatore deve
essere diverso da 0 per ogni punto del dominio) ottenendo così una nuova
funzione sullo stesso dominio. Una funzione può essere moltiplicata per una
costante e di una
funzione si può determinare il valore assoluto.
Date due funzioni sullo stesso
dominio, se una è maggiore od uguale dell’altra (per ogni punto
del dominio)
essa si chiamerà maggiorante della prima, se è minore, minorante.
L’insieme di tutte le funzioni
numeriche reali definite sul dominio
A si indica col simbolo :
03 – Limite di una funzione
in un punto.
Sia f appartenente
ad FA
ed x0 appartenente a D(A)
. Per x che tende ad x0
possono
aversi tre casi :
- limite
finito in x0
. La funzione converge a
l o ha limite
l per x che tende a x0 se
:
Si scriverà
allora :
- limite
infinito positivo in x0
. La funzione diverge positivamente o ha limite
+∞
per x che tende a x0
se :
Si scriverà
allora :
- limite
infinito negativo in x0
. La funzione diverge negativamente o ha limite -∞
per x che tende a x0 se :
Si scriverà
allora :
Graficamente, nell’ordine
(semplici casi emblematici) :
Il limite in un punto può
essere anche considerato tendendo ad esso da destra (per valori
maggiori) o da
sinistra (per valori minori). I limiti così definiti si chiamano limite destro
e
limite sinistro e si indicano con :
Se in un punto il limite destro
coincide col limite sinistro, allora in quel punto la funzione ha limite
(coincidente con i limite destro e sinistro).
In un punto, infine, può non
esistere il limite ma possono esistere il limite destro ed il limite sinistro
(diversi). Oppure solo il limite destro o solo il limite sinistro, o nessuno dei
due.
Diamo un esempio di grafici di
alcune funzioni in cui i limiti destri e sinistri in un punto sono diversi :
04 – Limite di una funzione
all’infinito.
Sia f appartenente
ad FA
ed il dominio di f
sia illimitato a destra . Per x che tende
all’infinito
possono aversi tre casi :
- limite
finito. La funzione converge a l o
ha limite l
per x che tende a +∞
se :
Si scriverà
allora :
- limite
infinito positivo. La funzione diverge positivamente o ha limite
+∞ per x che
tende a
+∞ se :
Si scriverà
allora :
- limite
infinito negativo. La funzione diverge negativamente o ha limite
-∞ per x che
tende a
+∞ se :
Si scriverà
allora :
Graficamente, nell’ordine
(semplici casi emblematici) :
Casi analoghi si hanno per
x tendente a
-∞.
05 – Calcolo dei limiti.
Il limite in un punto o
all’infinito può non esistere, però, se esiste, esso è unico.
Così come per le successioni,
anche per le funzioni non esistono metodi generali per il calcolo
dei limiti con
la sola importante eccezione delle funzioni continue (vedi apposito capito) per
le quali il limite in un punto è uguale al valore della funzione in quel punto.
Siccome le funzioni
continue costituiscono la classe di funzioni che si incontra
più spesso, calcolare un limite quindi
è spesso una operazione di routine.
Il calcolo dei limiti può
risultare invece problematico dove la funzione non è continua, nei punti
dove
diverge, agli infiniti e nei casi delle forme indeterminate (vedi di seguito).
In ogni caso, ipotizzato il
valore di un limite, è sempre possibile verificarne l’esattezza applicando
ad
esso la definizione. Rimandiamo al capitolo sulle successioni l’esempio di
verifica di un limite.
Per il calcolo dei limiti
risultano importanti i seguenti teoremi (di cui ometteremo le dimostrazioni).
Date due funzioni
f e
g sul
dominio A
che convergono nel punto x0
ai limiti finiti
rispettivamente a
e b si
ha :
f + g à
a + b per x tendente
a x0
f – g à
a – b per x tendente
a x0
f * g à
a * b per x tendente
a x0
c * f à
c * a per x tendente
a x0, dove
c è un numero reale
|f| à
|a|
per x tendente
a x0
Se inoltre
b è diverso da
0 e g
è diversa da zero per ogni punto di
A si ha :
f / g à
a / b per
x tendente a
x0
Se invece una delle due funzioni
diverge per x
tendente ad x0 (o
tende a 0 in certi casi
particolari) si ha la seguente tabella :
| f | g | f + g | f * g | f / g |
| à+∞ per x à x0 | inf. limitata nell’intorno di x0 | à+∞ | ||
| à-∞ per x à x0 | sup. limitata nell’intorno di x0 | à-∞ | ||
| à+∞ per x à x0 | positiva nell’intorno di x0 | à+∞ | ||
| à+∞ per x à x0 | negativa nell’intorno di x0 | à-∞ | ||
| à0 per x à x0 | limitata nell’intorno di x0 | à0 | ||
| àl>0 per x à x0 | à0 e positiva nell’intorno di x0 | à+∞ | ||
| àl>0 per x à x0 | à0 e negativa nell’intorno di x0 | à-∞ | ||
| àl>0 per x à x0 | à+∞ per x à x0 | à0 | ||
| àl>0 per x à x0 | à-∞ per x à x0 | à0 |
dove per intorno di
x0 si intende un opportuno
intorno circolare meno il punto x0
stesso
intersecato con A
. La limitatezza è ovviamente riferita al codominio della funzione.
Non si può affermare nulla,
invece, nei seguenti casi che per questo vengono chiamati
indeterminati :
| f | g | ovvero |
| à+∞ per x à x0 | à-∞ | +∞-∞ |
| à0 per x à x0 | à+∞ | 0*∞ |
| à0 | à0 | 0/0 |
| à+∞ | à+∞ | ∞/∞ |
e tutti gli altri casi che si
ottengono combinando i segni dell’infinito.
Analoghi teoremi valgono anche
per x tendente all’infinito positivo e negativo.
Il calcolo dei limiti
indeterminati può essere arduo. Vedremo in seguito (nel capitolo relativo
alle
derivate) alcuni importanti teoremi utili ad eliminare l’indeterminatezza.
Vale anche il seguente teorema
fondamentale di Cauchy (di cui omettiamo la dimostrazione) :
condizione necessaria e sufficiente affinché una funzione numerica reale
converga in un
punto appartenente al derivato del dominio è che
:
06 – Funzioni monotone.
Una funzione numerica reale
f può essere crescente,
non decrescente, decrescente e
non crescente se per ogni
coppia di punti del dominio x’
e x’’ , con
x’ < x’’ , si ha
nell’ordine :
f(x’) < f(x’’) , crescente
f(x’) ≤ f(x’’) , non
decrescente
f(x’) >
f(x’’) , decrescente
f(x’)
≥ f(x’’) , non crescente
In ognuno di questi casi la
funzione si dice monotona.
Le funzioni monotone possiedono
importanti proprietà anche riguardo ai limiti. Omettiamo di
esporle perché si
tratta di proprietà evidenti.
07 – Limiti inferiori e
superiori.
Se una funzione oscilla nel
tendere ad un punto o all’infinito, può essere utile definire il limite
superiore od inferiore. Non ci addentreremo nell’analisi di questi tipi di
limite che illustreremo
con il seguente esempio :
Questa funzione diverge
oscillando per x
che tende all’infinito positivo. Oscilla fra
–1 e
+1
per x
che tende all’infinito negativo. Per
x che tende a
0+ essa tende a
0, per
x
che tende a 0-
, essa oscilla fra -1
e +1.
I limiti sono :
lim sup f(x) = 1
per x à
-∞
lim sup f(x) = 1
per x à
0 –
lim inf f(x) = -1
per x à
-∞
lim inf f(x) = -1
per x à
0 –
lim f(x) = 0
per x à
0+
lim sup f(x) = +∞ per
x à
+∞
lim inf f(x) = -∞
per x à
+∞
Se in un punto o agli infiniti
il limite superiore è uguale al limite inferiore, allora essi coincidono
con il
limite.
Fine.
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