E-school di Arrigo
Amadori
Analisi I
Insiemi finiti ed infiniti
01 - Introduzione.
In questo capitolo affrontiamo il problema della definizione assiomatica di
infinito. Vedremo che è
possibile definire esattamente cosa si intende per insieme finito od infinito
abbandonando così i
vaghi concetti empirico-intuitivi a riguardo che hanno attraversato la storia
della matematica fino
alla sua rifondazione in termini assiomatici che ha avuto luogo fra ‘800 e
‘900 per merito
principalmente del grande Georg Cantor.
02 – Potenza di un insieme.
Due insiemi non vuoti A
e B si dicono equipotenti o che hanno la stessa potenza se
fra di loro
esiste una applicazione 1-1 su (biunivoca) da uno sull’altro :
Indicheremo che A
e B sono equipotenti con la scrittura A ~ B.
Consideriamo un insieme non vuoto di insiemi. Su un tale insieme la relazione di
equipotenza ~
costituisce una relazione di equivalenza.
Definiamo l’importante insieme :
Nn
= {1, 2, …, n}
che rappresenta l’insieme di riferimento per stabilire se un insieme qualsiasi
è finito od infinito.
Si può facilmente dimostrare che un insieme
Nn non è equipotente
a nessun suo sottoinsieme
proprio.
Un insieme che sia equipotente ad Nn per un particolare
n naturale si dice finito
e si dice
che l’insieme in oggetto ha numero cardinale
n o che ha cardinalità
n . L’insieme vuoto
si considera finito con cardinalità
0.
Evidentemente nessun insieme finito non vuoto è equipotente ad un suo
sottoinsieme proprio.
Il fatto che un insieme finito non possiede sottoinsiemi propri ad esso
equipotenti permette di
distinguere tutti gli insiemi in due categorie. Quelli appunto che soddisfano la
suddetta proprietà
(gli insiemi finiti) e quelli che non la soddisfano. Quelli che non la
soddisfano sono detti insiemi
infiniti.
Un insieme infinito è, quindi, un insieme che possiede un sottoinsieme
proprio ad esso equipotente.
Ecco quindi che la definizione di infinito acquista un valore preciso, non più
basato su vaghi concetti
esclusivamente intuitivi. Con questa definizione è possibile stabilire in modo
esatto se ogni insieme
è finito od infinito.
L’insieme dei numeri naturali N è un insieme infinito perché, per esempio,
il suo sottoinsieme
proprio dei numeri pari è equipotente ad N stesso. Basta considerare la
funzione 1-1 su f : n à
2n
che lega biunivocamente ogni numero naturale con un numero pari.
Se l’insieme A
è equipotente all’insieme B
e se A
è finito o infinito, allora B
è finito o
infinito (nell’ordine).
Un insieme equipotente ad N
si dice numerabile o che ha la potenza del numerabile o che
ha numero cardinale (o cardinalità)
(alef zero).
L’insieme prodotto cartesiano N
x N è un insieme numerabile
perché le sue coppie ordinate
possono essere messe in relazione biunivoca di equipotenza con N (contate) nel
seguente modo :
(1,1),
(1,2), (2,1) , (1,3), (2,2), (3,1), …
1,
2, 3,
4, 5,
6, …
L’insieme dei numeri razionali Q è numerabile perché le frazioni possono essere
“contate” nel
seguente modo :
1/1
2/1 3/1
4/1 …
1/2
3/2
…
1/3
2/3
4/3 …
……………………
(limitatamente alle frazioni positive e considerando che l'unione di un insieme
numerabile di insiemi
disgiunti numerabili è numerabile).
Consideriamo l’insieme :
Esso è un insieme infinito ma non è un insieme numerabile (omettiamo la
dimostrazione). Esso si
dice che ha la potenza del continuo o che ha cardinalità
c .
Ogni insieme equipotente ad E
si dice che ha la potenza del continuo.
L’insieme dei numero reali R
positivi o nulli ha la potenza del continuo perché è equipotente ad
E.
Una funzione biunivoca che ne esprime l’equipotenza potrebbe essere, per
esempio la funzione :
il cui grafico è :
Se R+ U {0}
(i numeri reali positivi o nulli) ha la potenza del continuo anche
R avrà la
potenza
del continuo.
L’insieme dei numeri irrazionali R
– Q ha la potenza del continuo.
Concludiamo con alcune considerazioni sulla cardinalità riportando quelle già
conosciute nella tabella :
| insieme | cardinalità |
| vuoto | 0 |
| finito | n (1, 2, 3, …) |
| numerabile | alef 0 |
| continuo | c |
Abbiamo così introdotto il concetto di numero cardinale come quel numero
che esprime la infinità
o meno di un insieme ed il “tipo” di infinità (numerabile, continua). Si può
allora costruire un’algebra
dei numeri cardinali dividendoli in numeri cardinali finiti (0,1,…) e transfiniti
(alef 0, c) ed introducendo
fra loro le operazioni di somma, moltiplicazione
ed elevamento a potenza.
Cantor fece anche l’ipotesi,
detta ipotesi del continuo, che fra
alef 0 e
c non vi fossero altri
numeri cardinali ovvero che fra il “tipo” di infinità numerabile e quella
continua non ve ne fossero
altre (per questo il numero cardinale c è
detto anche alef 1).
Esistono infiniti numeri cardinali perché si può dimostrare che ogni numero
cardinale ne ha uno maggiore.
Fine.
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