E-school di Arrigo
Amadori
Geometria analitica
Curve in R²
01 – Definizioni.
Consideriamo
il piano euclideo R² dotato di un sistema di assi cartesiani ortogonali Oxy
.
Esso
sarà chiamato d’ora in poi più semplicemente piano cartesiano. L’equazione
:
dove f
è una funzione reale continua definita su un opportuno dominio di
x e
y ,
rappresenta l’equazione di una curva piana i punti della
quale soddisfano l’equazione
data.
Esempio :
x ² + y ² -
1 = 0 è l’equazione di una
circonferenza di centro O e raggio 1
in quanto
ogni punto P della circonferenza è tale per cui applicando il
teorema
di Pitagora al triangolo OHP
si ottiene PH ² + HO ² = 1 e quindi, sostituendo
PH = y e
HO = x , si ha verificata
l’equazione.
Risolvendo (ove possibile)
l’equazione di una curva rispetto ad una variabile, per esempio
la
y , si ottiene :
Questa è l’equazione della
medesima curva in forma esplicita.
L’equazione in forma esplicita
della circonferenza dell’esempio precedente risulta essere
(si noti che questa equazione non è una funzione perché per un valore
di
x , la y
assume due valori).
Se la funzione
è un polinomio in
x ed
y , la curva si dice algebrica ed il grado
del polinomio si dice ordine
della curva, in caso contrario la curva si dice trascendente.
Le curve algebriche del primo
ordine sono le curve di equazione :
.
Esse sono le rette del piano.
Le curve algebriche del secondo
ordine sono le curve di equazione :
.
Esse sono dette coniche.
Le curve algebriche del terzo
ordine sono dette cubiche.
Se l’equazione di una curva è
esprimibile come prodotto di due o più funzioni α ,
β , … , cioè è del tipo
, allora la curva è composta dalle
curve α = 0 , β = 0
… perché un prodotto è nullo quando è nullo uno dei suoi
fattori. In questo
caso la curva si dice riducibile, altrimenti si dice irriducibile.
02 – Intersezioni fra due
curve.
Date le curve di equazione
e
esse possono avere punti in
comune oppure no. I punti in comune fra le due curve si chiamano punti intersezione.
Se le due curve sono algebriche
e non hanno parti in comune, vale l’importante teorema
di Bézout
(omettiamo la dimostrazione) :
se
m ed
n sono gli ordini delle due curve, il numero di punti di
intersezione sono
m · n
. Questi punti possono essere reali o complessi, distinti o coincidenti.
Per determinare le intersezioni
fra due curve basta risolvere il sistema fra le due equazioni
che le
rappresentano.
Esempi :
- 1 -
si tratta
dell’intersezione di una retta con una circonferenza in cui i due
punti di
intersezione sono distinti e reali. Diamo una soluzione grafica :
- 2 -
si tratta
dell’intersezione di una retta con una circonferenza in cui i
due punti di
intersezione sono coincidenti e reali. Si tratta di un punto
di tangenza che può
essere interpretato come il passaggio al limite fra
retta secante, con due punti
di intersezione, e retta tangente, con un solo
punto di intersezione. Diamo una
soluzione grafica (non appare un singolo
punto a causa dello spessore con cui
sono state disegnate le curve) :
- 3 -
si tratta
dell’intersezione di una retta con una circonferenza in cui i due
punti di
intersezione sono distinti e complessi. In questo caso le due curve
non hanno
punti del piano in comune, i punti di intersezione hanno coordinate
complesse.
Diamo una soluzione grafica :
03 –Equazione parametrica.
L’equazione di una curva può
essere posta nella forma :
dove u è
un parametro reale compreso fra due valori prefissati ( a ≤ u ≤ b ,
dove a
può essere anche -∞
e b
può essere anche +∞ )
ed x(u) , y(u)
sono due funzioni
reali continue.
Una curva così definita si dice espressa in forma parametrica.
Per passare dalla forma
parametrica alla forma esplicita, è sufficiente ricavare il parametro
(ove
possibile) da una delle due equazione e sostituirlo nell’altra.
Viceversa, per passare dalla
forma esplicita y = g(x)
alla forma parametrica è sufficiente
porre
x = u ed y =
g(u) con u
definito su gli stessi valori in cui è definita la
x . Si
noti che le forme parametriche di una curva sono infinite, in
quanto il parametro può
essere scelto arbitrariamente.
Esempi :
-1 -
, con
0 ≤ u ≤ 2π , rappresenta una circonferenza di
centro O e raggio
ρ .
Infatti,
elevando al quadrato ambo i membri e sommando membro a
membro, si ottiene
- 2 -
y = x ² + 2x – 1 è
una conica (parabola) in forma esplicita. Una sua
forma parametrica è
.
Le curve del tipo
, dove
f(u) , g(u) , h(u) ed i(u)
sono polinomi del
parametro u
, sono dette curve razionali. Le curve razionali sono curve
algebriche
mentre non vale il viceversa.
04 – Coordinate polari.
La scelta delle coordinate
cartesiane ortogonali non è l’unica possibile. Sul piano è
possibile
scegliere infiniti sistemi di riferimento di cui quello cartesiano ortogonale è
sicuramente il più semplice da utilizzare in un grande numero di applicazioni
concrete.
Un sistema di coordinate non
cartesiane molto importante è il sistema delle coordinate
polari. Esso
è definito rispetto ad un usuale sistema di riferimento cartesiano utilizzando
le ben note proprietà trigonometriche dei triangoli rettangoli :
Se il punto
P ha coordinate cartesiane
(x , y) , ρ
è l’ipotenusa e θ
è l’angolo
con vertice in O
considerato misurato in senso antiorario rispetto al semiasse
positivo
Ox , allora valgono
le relazioni :
La coppia
(ρ , θ) rappresenta
le coordinate polari del punto P . La
coordinata
ρ , che può
variare da 0
all’infinito, si chiama raggio
vettore mentre la coordinata
θ , che può variare da 0
a 2π , si chiama anomalia.
Il punto O si chiama polo
e la semiretta Ox si
chiama asse polare.
La relazione che esprime le
coordinate polari in funzione di quelle cartesiane è :
la prima si ricavano elevando al
quadrato ambo i membri della precedente e sommando,
la seconda, dividendo ambo i
membri.
Si noti che, mentre
ρ è ricavabile
direttamente, θ
è ricavabile tramite la sua tangente.
Se si desidera utilizzare la
funzione arcotangente, occorre notare che il codominio della
suddetta è
definito fra - π/2
e + π/2 .
Esempi :
- 1 -
la retta ax + by + c =
0 diventa in coordinate polari
aρcosθ + bρsenθ + c = 0 .
Si noti che l’equazione
della retta espressa in forma polare è più complicata
di quella in forma
cartesiana.
- 2 -
la circonferenza x² +
y² - 1 = 0 (di centro
O e raggio
1 ) è in forma polare
ρ
= 1 . In questo caso la forma polare è molto più semplice della forma
cartesiana.
Fine.
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