E-school di Arrigo
Amadori
in collaborazione con :
Univesità per adulti di Cesena
presso la
Scuola Media Statale Anna Frank
http://members.xoom.virgilio.it/_XOOM/AnnaFrank/index.htm
DAL BIG BANG AI BUCHI NERI,
ovvero,cosa stanno ... combinando ... gli scienziati ?
(8') incontro del 21/01/2004
resoconto
01 - La meccanica classica (continua).
Continuiamo l'approfondimento sui principi e le caratteristiche fondamentali
della meccanica classica.
- h - quantità di moto
La conservazione della quantità di moto (detta anche impulso) è
deducibile matematicamente
direttamente dal principio di omogeneità dello spazio.
Il principio di conservazione della quantità di moto esprime empiricamente
la tendenza che hanno
i corpi di mantenere costante la velocità del loro centro di
massa.
La quantità di moto è il prodotto fra la massa e la
velocità. Si ha cioè :
p = m · v
dove m è la massa, v la velocità e p è la
quantità di moto. L'unità di misura della quantità di moto
è di conseguenza kg · m / s .
Consideriamo un punto materiale di massa m in moto con
velocità v rispetto ad un opportuno
sistema di riferimento. Poiché la velocità è un vettore, si deduce che anche
la quantità di moto è un
vettore.
Se la massa è pari a 1 kg , moltiplicando v per 1
si ottiene un vettore quantità di moto identico al
vettore velocità. Se la massa è pari a 2 kg , si ottiene un vettore
quantità di moto doppio del vettore
velocità. Se la massa è pari a 0.5 kg , si ottiene un vettore quantità
di moto metà del vettore velocità.
Quanto affermato vale ovviamente se per semplicità si riferiscono le due unità
di misura di velocità e
quantità di noto ad uno stesso segmento campione.
Consideriamo ora un sistema isolato formato da 3 punti materiali che
interagiscono fra loro. Per
comodità di grafica supponiamo che i tre punti giacciano su di un piano su cui
è definito un sistema
di riferimento inerziale di coordinate cartesiane oxy . In un certo
istante t la "fotografia" del sistema
sarà :
dove
sono le
masse dei tre punti materiali,
le loro velocità e
le loro
quantità di moto.
Le considerazioni che faremo, varranno naturalmente per un sistema isolato
formato da un numero qualunque
di punti materiali.
Calcoliamo ora la quantità di moto totale del sistema considerata come
la somma vettoriale delle
quantità di moto dei singoli punti materiali che costituiscono il sistema.
Avremo allora :
dove P indica la quantità di moto totale del sistema (si dice
semplicemente quantità di moto del sistema)
e la somma fra le
è la somma vettoriale fatta con la regola del parallelogramma.
La rappresentazione grafica del vettore P è la seguente :
(i tre vettori
sono stati preventivamente trasportati parallelamente in modo da farli
avere
una origine comune in un punto qualunque).
Orbene, per un sistema isolato la quantità di moto totale non cambia nel
tempo, essa si conserva.
Allo scorrere del tempo, i punti materiali, interagendo fra loro, hanno la loro
velocità, e quindi anche la
quantità di moto, che varia istante per istante. La somma (vettoriale) delle
quantità di moto dei singoli
punti materiali, però, non cambia nel tempo.
Questo è il contenuto del principio di conservazione della quantità di moto.
Se, istante per istante, il vettore P non cambia, possiamo
considerare un sistema isolato come un
unico punto materiale, la cui massa
M è la somma di tutte le singole masse dei punti materiali che
lo
compongono, in moto con quantità di moto P
. Siccome la massa totale M non cambia, non cambiando
la quantità di moto totale P , la
velocità V del punto materiale in cui si può considerare "concentrato"
il sistema, di conseguenza non
varierà.
Possiamo allora considerare un sistema isolato come un solo punto di massa
M uguale alla somma di
tutte le masse dei singoli punti che lo costituiscono, in moto rettilineo
uniforme con velocità V pari al
rapporto P / M .
La massa totale di un un sistema isolato si può considerare concentrata nel suo
centro di massa (o
baricentro).
Come esempi del principio di conservazione della quantità di moto possiamo
riportare il motore a
reazione ed il gioco del biliardo.
Consideriamo un missile sulla rampa di lancio prima della partenza. La
sua quantità di moto è
evidentemente zero perché la sua velocità è zero. Alla partenza, viene acceso
il propellente e
dall'ugello comincia ad uscire gas ad altissima velocità. Questo gas è
costituito da un numero
enorme di molecole ciascuna dotata di una piccolissima massa ma di una velocità
altissima.
Si ottiene così, facendo la somma di tutte le singole quantità di moto delle
molecole, una quantità
di moto totale molto grande.
A questo punto, per il principio di conservazione della quantità di moto, il
missile deve anche lui
"dotarsi" di una quantità di moto uguale e contraria (in verso) in modo da
ottenere una quantità
di moto complessiva (quella del gas che fuoriesce e quella del missile) sempre
nulla. Nulla era
la quantità di moto iniziale e nulla deve essere dopo la partenza.
Missili, aerei a reazioni ecc. quindi si muovono a causa del principio
della conservazione della quantità
di moto !!! Un motore a reazione non ha bisogno, a differenza dei motori ad
elica, di un mezzo quale
l'aria da avvitare, ma funzionano anche nel vuoto.
Il gioco del biliardo ed in generale tutti gli urti cosiddetti elastici,
cioè senza che avvengano delle
deformazioni nei corpi interessati all'urto, possono essere visti alla luce del principio
di conservazione
della quantità di moto.
Consideriamo una palla da biliardo che urta una palla ferma. La quantità di
moto prima dell'urto è
quella della sola palla in moto. Dopo l'urto, le due palle proseguiranno
ciascuna con la propria
quantità di moto ma la somma (vettoriale) di queste due quantità di moto sarà
sempre uguale
alla quantità di moto prima dell'urto.
A questo punto si potrebbero fare anche interessanti considerazioni sugli angoli
delle traiettorie di
uscita delle palle dopo l'urto !!!
Terminiamo dicendo che anche gli urti fra particelle atomiche e subatomiche
si studiano alla luce
del principio di conservazione della quantità di moto.
- i - momento della quantità di
moto
La conservazione del momento della quantità di moto (detta anche momento
angolare) è
deducibile matematicamente direttamente dal principio di isotropia della
spazio.
Il principio di conservazione del momento della quantità di moto esprime
empiricamente la tendenza
che hanno i corpi che ruotano su se tessi, attorno ad un asse, di farlo indefinitamente.
La definizione matematica di momento della quantità di moto non è
semplice. Poniamoci allora in
una situazione privilegiata, la più semplice possibile. Immaginiamo un punto
materiale di massa m che
ruota
attorno ad un punto O ad una distanza da esso pari a r e
con velocità costante v . La sua
quantità di moto sarà allora p = m · v . Supponiamo che la
rotazione avvenga in modo antiorario :
Il momento della quantità di moto è allora :
m = r · p .
Se un corpo è dotato di molti punti materiali, per calcolare il momento
della quantità di moto
complessiva basta fare la somma dei singoli momenti della quantità di
moto dei singoli punti
materiali. Questo, però, è complicato dal fatto che il momento della quantità
di moto è un vettore
di tipo "più complicato" di quelli visti finora. Per non entrare nei
particolari, mostriamo come si calcola
il momento della quantità di moto in un caso particolare molto semplice : un disco
rotante molto sottile.
Immaginiamo allora un disco che ruota attorno al suo asse. Il disco può
essere pensato come composto
da un numero infinito di punti materiali ciascuno dei quali dotato del
proprio momento della quantità di
moto che si calcola, come sappiamo, moltiplicando la propria distanza dal centro
per la propria quantità
di moto. Il momento della quantità di moto totale sarà allora la somma
degli infiniti momenti della
quantità di moto degli infiniti punti materiali che
costituiscono il disco.
Si noti che in questo caso, come nel precedente, il raggio condotto dal centro
di rotazione ad un punto
materiale è sempre perpendicolare alla corrispondente quantità di moto. E' proprio grazie a
questa
particolarità che
è possibile definire una formula semplice per il momento della quantità di
moto.
Orbene, in un sistema isolato, il momento della quantità di moto si
conserva, cioè, nonostante il
sistema evolva, grazie alle interazioni fra i punti materiali che lo
costituiscono, esso (il momento) rimane
invariato nel tempo.
Questa affermazione va sotto il nome di principio di conservazione del
momento della quantità di
moto.
Come esempi di applicazione di questo principio diamo la spiegazione del perché
una pattinatrice su
ghiaccio, ruotando su se stessa, aumenti o diminuisca la velocità di questa
rotazione a seconda che
avvicini o allontani le braccia da sé.
Altri esempi di applicazione del principio di conservazione del momento della
quantità di moto sono
le trottole che tendono a ruotare indefinitamente e il nostro pianeta
terra che ruota su se stesso
facendo un giro al giorno in maniera "quasi" perfetta. In effetti, sia
una semplice trottola che un pianeta
non sono sistemi isolati, per cui la loro rotazione è "disturbata"
più o meno intensamente. Per una
trottola, l'interazione col tavolo su cui la pongo a ruotare è la causa
principale della cessazione della
sua rotazione.
Per
un pianeta, ciò che disturba sono vari fattori. Per la terra, il disturbo è dato oltre che dalla luna,
anche dalla non perfetta
sfericità della terra stessa e dalla sua non omogeneità in termini di densità
di materia. Risultato di ciò è una
lentissima oscillazione a forma di cono con ulteriori minori oscillazioni
sinusoidali dell'asse terrestre con le note implicazioni astronomiche che vanno sotto il nome di "precessione
degli equinozi".
Ma ritorniamo alla nostra pattinatrice che possiamo paragonare ad un corpo in
rotazione attorno
ad un centro fisso come nel primo esempio dato sopra. Siccome il momento della quantità di
moto
si deve
conservare, se la pattinatrice allarga le braccia è come se aumentasse il
raggio r . Aumentando
il raggio r , perché il momento della quantità di moto m
rimanga costante, essendo m = r · p , deve
diminuire p , la quantità di moto, cioè la velocità di rotazione
deve diminuire.
Ecco così spiegato fisicamente un curioso fenomeno molto spettacolare !!!
Fine.