E-school di Arrigo
Amadori
in collaborazione con :
Univesità per adulti di Cesena
presso la
Scuola Media Statale Anna Frank
http://members.xoom.virgilio.it/_XOOM/AnnaFrank/index.htm
DAL BIG BANG AI BUCHI NERI,
ovvero,cosa stanno ... combinando ... gli scienziati ?
(6') incontro del 07/01/2004
resoconto
01 - Le meccanica classica.
La meccanica classica è la prima teoria fisica fondata su base
scientifiche della storia.
Essa trae origine da Galileo (fra '500 e '600), viene sviluppata da Newton
(fra '600 e '700) e
portata a compimento da Lagrange (fra '700 e '800) , Hamilton e Jacobi (metà
'800).
I presupposti su cui si basa (su cui ci siamo soffermati la volta scorsa) sono
tratti da considerazioni
molto vicine al "senso comune". Per questo motivo la meccanica
classica non è adatta a descrivere
fenomeni fuori dalla portata di questo "senso comune" che l'uomo ha
evoluto vivendo nell'ambiente
che ci circonda. Per esempio la meccanica classica non è idonea a
descrivere i fenomeni in cui le
velocità in gioco siano prossime a quella della luce (circa
300.000 km/s) oppure non è idonea
a descrivere i fenomeni del microcosmo (particella, atomi ecc.)
Nel primo caso occorre la teoria della relatività di Einstein e nel
secondo caso occorre la meccanica
quantistica. Entrambe queste teorie "correggono" la meccanica
classica.
Per i fenomeni "ordinari", lontani cioè dai suddetti casi
limite, la meccanica classica "funziona"
egregiamente. La precisione che si ottiene applicando le sue leggi
e le sue formule per descrivere
i fenomeni "ordinari" è altissima. Per andare sulla Luna
abbiamo usato le formule di Newton !!!
Iniziamo qui lo studio in dettaglio della meccanica classica presentandone i
concetti salienti. Questa
trattazione non ha però nessuna pretesa di completezza, deve solo
servire a "creare" un'idea di
base.
- a - sistemi meccanici isolati
Un sistema (insieme) di corpi che interagiscono fra loro è
detto un sistema meccanico (diremo
anche semplicemente sistema).
Se un sistema non risente di alcun "disturbo"
dall'esterno, quel sistema si chiama sistema isolato.
In natura i sistemi isolati (completamente) non esistono : tutto interagisce
con tutto !!! Ma, entro
certi limiti ed in certi casi, un sistema può essere considerato isolato
se l'interazione con l'esterno
è considerabile piccola (quanto debba essere piccola dipende dal tipo di
fenomeno e dalla precisione
dei risultati che si desidera ).
Per esempio, un corpo qualunque della nostra esperienza quotidiana è attratto
verso il centro della
terra dalla forza di gravità (il suo peso) per cui nessuno di questi corpi può
essere considerato isolato,
ma, se per esempio appoggio un bicchiere sul tavolo, la sua forza peso (prodotta
dalla gravità) è
annullata dalla reazione che oppone il tavolo ed allora questo bicchiere
può essere considerato,
entro certi limiti, un sistema isolato. E' come se sul corpo non agissero forze. Forza
peso e forza di
reazione del tavolo si neutralizzano a vicenda (la luce che illumina la stanza e le onde
sonore trasportate
dall'aria ecc. possono essere considerati disturbi trascurabili).
Se immaginiamo di applicare delle forze (parallele al tavolo) al
bicchiere, otteniamo che il bicchiere
comincia a muoversi sul tavolo. Poiché il bicchiere striscia sul tavolo, si
producono delle forze di attrito
per cui il bicchiere non è più un sistema isolato (interagendo col tavolo).
Però, se si potessero rendere
questo attrito trascurabile, il nostro bicchiere tornerebbe a diventare un
sistema isolato (sempre entro
certi limiti).
Lo studio di un sistema isolato risulta ovviamente più semplice rispetto allo
studio di un sistema che
interagisce con l'esterno. Quando possibile, occorre preferire i sistemi
meccanici isolati oppure, sempre
ove
possibile, cercare di ridurre al massimo le influenze esterne.
- b - sistemi di riferimento inerziali
Per studiare le proprietà di un sistema meccanico occorre sempre
definire un sistema di riferimento
spaziale (di solito un sistema di assi
cartesiani) ed un sistema di riferimento temporale (un
orologio).
Un punto P del sistema è così caratterizzato dalle coordinate
spaziali (x, y, z) e dalla coordinata
temporale t .
Fra tutti i possibili sistemi di riferimento ve ne sono di quelli che godono di
particolari proprietà. Per
essi lo spazio è omogeneo ed isotropo ed il tempo è omogeneo.
Tali sistemi si dicono inerziali.
Lo spazio è omogeneo quando le proprietà meccaniche di un sistema
non cambiano se il sistema
meccanico viene traslato parallelamente.
Lo spazio è isotropo quando le proprietà meccaniche di un sistema
non cambiano se il sistema
meccanico viene ruotato di un certo
angolo.
Il tempo è omogeneo quando le proprietà meccaniche di un sistema
non cambiano se l'origine
dei tempi (il cosiddetto istante 0 ) viene posto ad un differente
istante.
Naturalmente si suppone che l'orologio scelto segni il tempo in modo omogeneo,
ovvero "marci"
sempre allo stesso modo.
La descrizione dei sistemi meccanici riferiti a sistemi di riferimento inerziali
risulta in generale più
semplice per cui è utile, ove possibile,
riferirsi sempre ad un sistema di riferimento inerziale, cioè
scegliere un tale sistema di riferimento.
- c - sistemi di riferimento non inerziali
I sistemi di riferimento non inerziali sono sistemi di riferimento rispetto ai
quali lo spazio non è omogeneo
ed isotropo ed il tempo non è isotropo.
In generale tutti i sistemi di riferimento esistenti in natura sono non
inerziali mentre quelli inerziali
sono pure astrazioni matematiche. In certi casi, però, se ci si
"accontenta" di precisioni non alte,
molti sistemi di riferimento reali possono
essere considerati (entro certi limiti) inerziali.
La superficie terrestre su cui viviamo non è un sistema di
riferimento inerziale perché la terra ruota
su se stessa. Essendo questa rotazione lenta, però, entro certi limiti possiamo
considerare la superficie
terrestre, il sistema di riferimento della nostra vita, pressoché inerziale.
Certi fenomeni ed esperimenti, però, evidenziano la non "inerzialità"
di questo sistema di riferimento.
Il pendolo di Foucault, per esempio, mette in evidenza la rotazione
terrestre in quanto, oscillando il
pendolo sempre sullo stesso piano (per un principio che vedremo in seguito, il
principio di conservazione
del momento angolare), la terra ruota indipendentemente dal piano di
oscillazione del pendolo.
I cicloni, nel nostro emisfero, ruotano in senso antiorario e gli
anticicloni in senso orario (viceversa
nell'altro emisfero)
Le rotaie della Transiberiana si consumano in modo asimmetrico.
L'acqua cambia il modo di ruotare mentre esce da un lavandino nel passare
da un emisfero all'altro.
Un corpo, cadendo da una torre, devia la propria traiettoria verso est.
Questo fenomeno fu
studiato da Galileo stesso.
Il corpo devia verso est perché al punto di partenza, in cima alla torre,
possiede una velocità superiore
rispetto alla velocità con cui si muove la base della torre (il tutto rispetto
ad un sistema inerziale rispetto
al quale la terra ruota).
In generale un sistema di riferimento ruotante è un sistema di riferimento non
inerziale perché le varie
posizioni ed orientazioni dello spazio e del tempo non sono rispetto ad esso
equivalenti.
Un ottimo sistema di riferimento inerziale su scala astronomica (a livello di
sistema solare) è il cosiddetto
sistema delle stelle fisse. Si tratta delle stelle vicine della nostra
stessa galassia (la via lattea) le cui
posizioni relative cambiano molto lentamente (date le grandi distanze i gioco).
- d - 1' principio della dinamica
(principio d'inerzia)
Rispetto ad un sistema di riferimento inerziale, un corpo su cui non agiscono
forze (o che su cui
agiscono forze la cui risultante
(somma) è
nulla) si muove di moto rettilineo uniforme.
Il moto rettilineo uniforme è un moto con velocità costante in direzione,
verso ed intensità.

La velocità di un corpo è rappresentata da un vettore cioè da
un segmento dotato di freccia
(orientato). Un vettore è caratterizzato dalla direzione (la retta su
cui giace), dal verso (quello
indicato dalla freccia) e dall'intensità (la sua lunghezza che
rappresenta il valore della grandezza
rappresentata rispetto ad una unità di misura).
Lo stato di quiete è un caso particolare di moto rettilineo uniforme,
quando la velocità è nulla
(sempre rispetto al sistema di riferimento prescelto).
Un corpo non soggetto a forze allora si muove rispetto ad un sistema di
riferimento inerziale di
moto rettilineo uniforme. Questo è l'enunciato del 1' principio della
dinamica (o principio
d'inerzia), il principio su cui si basa l'intera fisica e che fu scoperto
da Galileo.
In effetti, questo principio, pur essendo così importante, è un principio
"debole" che porta ad
un evidente "circolo vizioso" che solo nel 1916 Einstein, con
la sua teoria della relatività
generale, riuscì ad eliminare.
Il "circolo vizioso" a cui si perviene analizzando il principio
d'inerzia è il seguente :
"se su un corpo non agiscono
forze esso si muove con velocità costante rispetto ad un sistema
di riferimento inerziale che è un
sistema di riferimento rispetto al quale i corpi non soggetti a
forze si muovono con velocità costante"
- e - 2' principio della dinamica
Cosa succede se su un corpo agisce una forza ? Il corpo cambierà la
propria velocità (in generale
in direzione, verso ed intensità). Quando un corpo cambia la propria velocità
(in direzione e/o in verso
e/o in intensità) si dice che accelera, ovvero che subisce una
accelerazione.
Un corpo su cui agisce una forza, allora, accelera. Quanto vale questa
accelerazione ?
Newton scoprì la formula :
F = m · a ,
detta appunto formula di Newton, che esprime il legame matematico fra la
forza che agisce su un
corpo e l'accelerazione a cui il corpo è di conseguenza sottoposto. Questa
formula esprime in sintesi
il 2' principio della dinamica.
La formula di Newton costituì un radicale cambiamento rispetto alle concezioni
fisiche a lui precedenti.
Aristotele, infatti, aveva affermato che la forza che agisce su un
corpo è proporzionale alla sua
velocità.
Questo risultato errato può scaturire dall'osservare per esempio un carro
trainato da buoi. Per avere
una velocità costante i buoi devono esercitare una forza costante. Aristotele non
aveva considerato
gli attriti che sono anch'essi delle forze !!! Se non vi fossero gli attriti,
tenendo la forza costante, il carro
accelererebbe continuamente (la sua velocità crescerebbe in modo continuo).
Ci possiamo rendere conto che un corpo su cui agisce una forza costante subisce
una accelerazione
costante, per esempio facendo cadere un sasso a terra. Il sasso è attratto da
una forza costante (il suo
peso) verso il centro della terra, quindi, su di esso agisce una forza costante.
Osservandolo cadere
notiamo facilmente che esso accelererà in maniera costante (in verità, quasi
costante per via dell'attrito
con l'aria).
Il coefficiente di proporzionalità m presente nella formula F
= m · a si chiama massa del corpo ed
esprime la quantità di materia presente nel corpo.
L'unità di misura della massa (in fisica si devono sempre definire le
unità di misura di ciascuna
grandezza e lo si fa utilizzando quelle del cosiddetto sistema internazionale
S.I.) è il chilogrammo
(kg) che corrisponde alla massa di un cilindretto campione di una lega di
platino-iridio (una lega
molto resistente alla corrosione) conservato a Parigi.
Vediamo ora qualche semplice applicazione della formula F = m · a
.
Prima occorre però ricordare che la velocità è definita come spazio
percorso / tempo impiegato
e si misura in metri/secondi (m/s). L'accelerazione,
invece, è definita come variazione di velocità
nel tempo e si misura in metri/secondo-quadrato (m/s²).
Consideriamo un corpo di di massa 1 kg su cui agisce una certa
forza costante. Supponiamo che
l'accelerazione
che ne risulta sia pari ad 1 m/s² . L'accelerazione è una
grandezza che è facilmente
misurabile
facendo misure di spazio e tempo sul corpo in questione rispetto ad un sistema
di riferimento
assegnato.
Quanto sarà la forza che agisce sul corpo ? Applicando la formula F = m
· a si ottiene :
F = 1 · 1 = 1
ma in che unità di misura si esprime la forza ? Nel sistema
internazionale la forza si misura in
newton (N), Un N corrisponde ad una forza che imprime ad un corpo
di massa 1 kg una accelerazione
di 1 m/s² cioè :
1 N = 1 kg · 1 m/s² = 1 kg ·
m / s².
Infine notiamo che la formula F = m · a si può riassumere
affermando che forza ed accelerazione
sono direttamente proporzionali mentre massa
ed accelerazione sono inversamente proporzionali.
- f - 3' principio della dinamica
La somma (la risultante) di tutte le forze che agiscono
fra i corpi che costituiscono un sistema
isolato è nulla. In altre parole "ad ogni azione corrisponde una
reazione uguale e contraria".
Questo è in sintesi l'enunciato del 3' principio della dinamica.
Una diretta conseguenza di questo principio (abbinato anche al 1') è che un sistema isolato può essere
considerato come
un punto materiale coincidente con il centro di massa (baricentro)
del medesimo
con tutta la massa del sistema concentrata in quel punto che
(a causa del 1' principio) si muoverà di
moto rettilineo uniforme.
Fine.