E-school di Arrigo
Amadori
presso la :
Scuola Media Statale Anna Frank
DAL BIG BANG AI BUCHI NERI
(4') incontro del 10/12/2003
resoconto
01 - Ultime notizie sui neutrini.
(da un convegno che si è tenuto a Venezia)
- 1 - Esistono tre
tipi di neutrini. Essi sono ovunque nell'universo ed in quantità enorme. Essi
sono prodotti soprattutto dalle reazioni nucleari che avvengono nelle stelle.
Altri sono
prodotti dalle particelle del vento solare che entrando nell'atmosfera
interagiscono con
essa. Altri ancora sono prodotti nei reattori nucleari.
- 2 - I neutrini
sono estremamente elusivi, essi interagiscono in modo estremamente debole
con la materia. Un neutrino potrebbe passare un ipotetico muro di piombo dello
spessore
dell'intero sistema solare senza subire interazioni. La rilevazione del neutrino
è quindi un
problema tecnologico complesso. Occorrono rilevatori giganteschi (per aumentare
la
frequenza delle interazioni, essendo la loro probabilità molto piccola) posti
immersi in
grandi quantità di materia (sotto le montagne, in fondo al mare ecc.) per
filtrare le altre
particelle indesiderate.
- 3 - I neutrini
hanno una massa diversa da zero, seppur estremamente piccola. Ciascun tipo di
neutrino ha una propria massa. Non si conosce ancora esattamente il loro valore
ma si
conosce il loro limite inferiore ed i rapporti fra di esse. Avendo massa non
nulla, di
conseguenza, i neutrini non possono viaggiare alla velocità della luce. Il
precedente
"modello standard" sulle particelle prevedeva per il neutrino
massa nulla e velocità uguale
a quella della luce (anche se c'è sempre stato il sospetto che il neutrino
possedesse una
massa). Alla luce di questi nuovi dati, il modello standard è stato
modificato. Inoltre, pur
avendo i neutrini una massa e pur essendo enorme il loro numero, ciò non
è sufficiente
a spiegare la natura della "materia oscura" che costituirebbe la
gran parte dell'universo.
- 4 - I neutrini
oscillano. Un neutrino può cambiare la propria natura cioè si può trasformare
da
un tipo all'altro. In questo modo si spiega perché i neutrini di un certo tipo
prodotti dal sole
in effetti arrivano sulla terra in numero molto minore del previsto : essi si
sono trasformati in
un altro tipo.
- 5 - I neutrini
potrebbero essere legati al fenomeno di rottura di simmetria fra materia ed
antimateria che si pensa sia avvenuta nei primissimi istanti dell'universo. Il
nostro universo
è fatto di materia mentre l'antimateria è assente o sporadica. Materia ed
antimateria, però,
risultano perfettamente simmetriche (almeno teoricamente). Che fine ha
fatto allora l'antimateria
che si sarebbe dovuta creare in egual quantità rispetto alla materia
ordinaria nei primissimi
istanti di vita dell'universo ? Deve esserci stata ad un certo punto una
rottura di simmetria
che ha spostato l' "ago della bilancia" verso la materia ordinaria.
Ebbene, forse il neutrino
è implicato in questa primordiale rottura di simmetria.
- 6 - Il neutrino
"conosce" la "storia dell'universo". Aprendo una
"finestra" sui neutrini, si
potranno sicuramente avere nuove ed originali informazioni sulla nascita,
evoluzione ed
esito dell'universo. Una grande quantità di "nuova fisica" aspetta di
essere scritta !!!
- 7 - Per
approfondire le conoscenze sui neutrini non possiamo accontentarci di studiare
solo
quelli (seppur abbondanti) che ci pervengono dalle stelle. Abbiamo bisogno di
crearne
in laboratorio anche perché così potremmo modularli e dirigere a piacere
(sono possibili
anche applicazioni mediche dalla sicura caratteristica di essere
assolutamente non invasive).
Per questo sono in atto progetti per la costruzione di "macchine"
per la produzione controllata
di neutrini.
02 - Installata a Cesena la PET (tomografia ad emissione di positroni).
La PET è un sistema di diagnostica per immagini che si basa sull'uso dei
positroni.
Il positrone è l'antiparticella dell'elettrone, cioè è identico all'elettrone
eccetto che per la carica che è
positiva.
Nell'universo l'antimateria è assente o sporadica. Quando una antiparticella
interagisce con una particella
si ha l'annichilazione di entrambe con emissione di un fotone (particella che
trasporta la radiazione
elettromagnetica) ad alta energia (raggio gamma).
La PET (tomografia ad emissione di positroni) utilizza uno zucchero reso
radioattivo al momento dell'uso
che viene iniettato nel sangue del paziente. Lo zucchero così trattato è tale
da emettere positroni.
Lo zucchero viene metabolizzato nei tessuti del paziente ed i positroni prodotti
da esso (dallo zucchero),
interagendo con la materia ordinaria a livello molecolare all'interno delle
cellule, producono fotoni gamma
che vengono quindi captati da un apposito rilevatore.
Un computer, interpretando questi "lampi" fotonici, restituisce una
mappa estremamente dettagliata
(il massimo finora ottenibile) dei tessuti del paziente a livello molecolare.
Dalla mappa così ottenuta è possibile rilevare tumori allo stato molto
iniziale ed altre patologie di difficile
individuazione. I risultati che si ottengono sono di gran lunga superiori alla
TAC e alla più sensibile
risonanza magnetica.
La PET sta avendo fondamentali applicazioni alle ricerche sul funzionamento
fisiologico del cervello.
Con la PET è possibile addirittura "vedere" dove si formano pensiero
e sensazioni.
03 - Evoluzione stellare : nascita, vita e morte di una stella.
Una enorme nube (nebulosa) costituita prevalentemente di idrogeno (l'elemento più
diffuso
nell'universo) comincia a comprimersi grazie alla forza gravitazionale (sempre
attrattiva) fra
gli atomi che la compongono.
Comprimendosi, la nube diviene sempre più densa e calda. Gli atomi di idrogeno,
scaldandosi
sempre più (la temperatura è legata alla energia cinetica degli atomi, ovvero
al loro grado di
agitazione) cominciano ad urtarsi con maggiore energia.
Ad un certo punto, a causa degli urti sempre più energetici, gli elettroni si
staccano dagli atomi
di idrogeno e si forma un plasma (stato di aggregazione della materia in cui
nuclei ed elettroni
sono mescolati in una specie di gas caldissimo).
A causa della gravitazione la nube diventa sempre più densa e calda ed ad un
certo punto i
protoni cominciano ad urtarsi con sempre maggiore forza ed a raggiungere
distanze relative
molto piccole. Riescono allora, a causa dell'enorme agitazione termica (energia)
che possiedono,
a vincere le forze di repulsione elettriche che a distanze sempre più
piccole diventano sempre
più grandi (inversamente proporzionali al quadrato della distanza).

Quando le distanze fra i protoni diventano più piccole di un certo valore
critico, "scattano"
le forze nucleari.
La forza nucleare fra protoni fa sì che da nuclei di idrogeno si formino nuclei
di elio. Questa
reazione si chiama fusione nucleare.
La reazione nucleare di fusione dell'idrogeno che avviene in una stella può
essere così simbolicamente
indicata (in effetti è molto più complessa, ma a noi interessa capire il
fenomeno a grandi linee) :
1 deuterio + 1 deuterio ===>
1 nucleo di elio + energia .

La reazione per la creazione dell'elio a partire dall'idrogeno ha una
fondamentale caratteristica.
La massa di un nucleo di elio prodotto è lievemente minore della massa dei
quattro nucleoni
che l'hanno formato.
Secondo il principio di conservazione della massa e dell'energia, se in una
reazione si perde
massa essa si deve trasformare in energia.
L'energia che si libera in questa reazione è data dalla nota formula di
Einstein :
E = m c ²
Sappiamo già (vedi precedente resoconto) che la produzione di energia dalla fusione nucleare è
enorme.
La stella così si "accende" emettendo una enorme quantità di energia
sotto forma di radiazione
elettromagnetica (di tutti i tipi, dalle frequenze radio ai raggi gamma) e di
particelle (per il nostro
sole, è il cosiddetto vento solare).
La stella raggiunge allora l'equilibrio e cessa di comprimersi perché la
pressione verso l'esterno
prodotta dalla fusione nucleare controbilancia la forza gravitazionale che
tenderebbe a farla
comprimere su se stessa indefinitamente.

Ma l'idrogeno che costituisce il "combustibile", trasformandosi in
elio, prima o poi si esaurisce.
Dopo milioni o miliardi di anni (a seconda della sua massa) una stella è
destinata a morire.
Avvengono allora tutta una serie di trasformazioni che portano la stella a
diversi destini e ciò in
dipendenza della sua massa.
Schematizzando enormemente, si ha che se una stella è più leggera di una certa
massa critica
(circa 7 masse solari) una stella diventa prima una gigante rossa e poi una nana
bianca rimanendo
tale fino alla sua completa morte.

Per le stelle di questo tipo, dopo che si è bruciato tutto l'idrogeno, si
comincia a bruciare l'elio
creando i nuclei fino al carbonio. A questo punto la stella, divenuta una
nana bianca, sarà
costituita da carbonio e così lentamente si spegnerà.
Il nostro sole avrà questo destino !!! Nella fase precedente di gigante rossa
diventerà così grande
e caldo da inglobare e distruggere almeno i pianeti più vicini (compresa, ahimè,
la nostra terra).
Per le stelle dell'altra categoria (quelle con massa maggiore della massa
critica) l'evoluzione è molto
più eclatante. Esse diventeranno giganti rosse e poi, esplodendo con una
immane esplosione, (fase
di supernova) diventeranno o stelle di neutroni o buchi neri.

Durante la fase di gigante rossa, verranno creati dalle enormi temperature
anche gli atomi fino
al ferro.
Gli atomi più pesanti del ferro, però non possono essere creati in
quella fase. Non vi è
energia sufficiente.
Quando tutta la materia si è trasformata in ferro, non vi è più nulla da
bruciare (non vi è energia sufficiente
per fondere il ferro e creare atomi più pesanti). A questo punto la stella
"crolla su se stessa" non essendo
più la gravità controbilanciata dal calore prodotto dalla fusione nucleare.
Si ha così la creazione di una supernova con una immane esplosione. In pochi
istanti tutta la massa della
stella collassa drammaticamente con emissione di grandi quantità di materia ed
energia. Una supernova
è addirittura visibile in pieno giorno !!! (si ricordino le varie testimonianze
storiche fra cui l'ultima , quella
di Tycho Brahe del 1572).
Durante l'esplosione che caratterizza la creazione di una supernova vengono
messe in gioco energie così
alte (si tratta dei fenomeni energetici più intensi conosciuti) tali da produrre i nuclei più pesanti del ferro.
Abbiamo visto allora che i diversi tipi di atomo vengono creati a partire
dall'idrogeno in quelle enormi fucine
che sono le stelle. Possiamo affermare quindi che veramente noi "siamo
figli delle stelle" !!!
Sorge allora una domanda inquietante. Come è possibile che qui sulla terra
esistano gli elementi più
pesanti del ferro quando il nostro sole non è in grado di produrli
(appartenendo esso alla prima
categoria di stelle) ?
La risposta è che, probabilmente, la nebulosa da cui si è generato il sole (e
con esso il sistema solare)
è stata "inseminata" dall'esplosione di una supernova che era nelle
sue vicinanze.
04 - Stelle di neutroni (pulsar) e buchi neri.
Quando una stella massiccia (del secondo tipo) muore, una sua parte, dopo
l'esplosione che produce
la supernova, si trasforma in un nucleo densissimo di neutroni.
Se, infatti, gli elettroni si fondono con i protoni, si ottengono neutroni. Quindi,
in certe condizioni
di pressione, la materia si trasforma in neutroni estremamente addensati. Tutta
la massa di una
stella si riduce così in una "palla" di pochi chilometri di raggio
!!!
E' così che si forma una stella di neutroni.
Se poi, la densità di questa materia supera un certo valore, si ha un fenomeno
che ha dell'incredibile.
Si ha la formazione di un buco nero che, secondo la teoria della relatività
generale di Einstein, incurva
così tanto lo spazio intorno a sé da far sì che nemmeno la luce ne possa più
uscire (da qui il nome).

Fine.