E-school  di  Arrigo Amadori

in collaborazione con :

Associazione Astrofili Cesenati  http://www.astrofilicesena.it/index.html  


CORSO DI CULTURA SCIENTIFICA DI BASE

(98') incontro del 03/03/2006 

resoconto


01 - Analisi dell'esperimento di Young.

Proponiamoci di misurare la lunghezza d'onda    di un fascio di luce monocromatica tramite l'esperimento di Young

Per fare questo consideriamo la distanza    fra la frangia centrale e la prima frangia successiva, la distanza    fra le fessure e la distanza    fra le fessure e lo schermo. Troveremo allora   in funzione di  , ,   , che si misurano direttamente dall'esperimento, per cui sarà immediato ricavare matematicamente di conseguenza  .

Lo schema, visto dall'alto, dell' esperimento di Young è :

       

Nel punto  , sede della frangia centrale, si ha l'interferenza costruttiva perché  e quindi i due raggi giungono in fase :

       

Nel punto  , sede della prima frangia, si ha ancora  l'interferenza costruttiva perché i due cammini    e    hanno per differenza una intera lunghezza d'onda e quindi giungono in fase : 

       

Abbiamo anche costruito il segmento    in modo che sia    , cioè che il triangolo    sia isoscele. In questo modo, la differenza dei cammini che la luce compie fra le fessure e lo schermo, quando costituisce la prima frangia, vale    . 

Essendo la prima frangia prodotta da interferenza costruttiva (onde in fase), si avrà :

        .

La misura della lunghezza d'onda    si riduce quindi alla misura del segmento   , ovvero ad un semplice problema di geometria.

Le dimensioni in gioco sono tali per cui   ed    sono molto minori di    . Mettiamo che si abbia :

        .

Poiché    è molto grande rispetto alle altre dimensioni dell'esperimento, le rette    e    sono praticamente parallele e gli angoli    e    sono praticamente retti. Di conseguenza, anche l'angolo    è praticamente retto

       

Facendo queste approssimazioni in effetti commettiamo un errore che però è molto piccolo e quindi trascurabile.

Notiamo che l'angolo    è anch'esso retto.

Consideriamo ora gli angoli    e  . Essi sono uguali perché angoli alterni interni delle rette parallele   e  tagliate dalla retta 

       

Possiamo infine anche affermare che gli angoli    e  sono praticamente uguali.

       

Abbiamo allora che i triangoli    e    sono simili (hanno la "stessa forma") perché anno gli angoli corrispondenti uguali (ricordiamo che la somma degli angoli interni di un triangolo è un angolo piatto).

Se due triangoli sono simili essi hanno i lati in proporzione

Per esempio :

       

Possiamo allora scrivere :

        

da cui, sostituendo e tenendo presente che    è praticamente uguale a   , si ottiene :

        .

Da questa proporzione si ricava direttamente : 

       

cioè, sostituendo i dati numerici :

         

ovvero :

        ,

dove  nm  indica il "nanometro" ( ) (la luce ha lunghezze d'onda comprese fra  500  e  800  nm  circa).

Questa è la lunghezza d'onda della luce che, passando per le due fenditure, produce l'interferenza che abbiamo studiato. 

E' incredibile come un semplice esperimento, tecnologicamente elementare, oltre a confermare l'ipotesi ondulatoria della luce, permetta di misurare grandezze così piccole !!!

02 - Formule trigonometriche.

Continuiamo con il calcolo delle funzioni trigonometriche (o circolari che dir si voglia) di altri angoli particolari.

        - 1 -    seno, coseno, tangente dell'angolo   

Dal cerchio trigonometrico :

        ,

su cui abbiamo costruito per comodità il triangolo equilatero  OPP'  , si nota facilmente che :

          . 

Applicando il teorema di Pitagora al triangolo rettangolo  OHP  si ricava che :

        .

Si ottiene allora immediatamente che :

        .

Il risultato ottenuto per la tangente dipende dal fatto che :

        .

        - 2 -     seno, coseno, tangente dell'angolo   

Dal cerchio trigonometrico :

        ,

su cui abbiamo costruito per comodità il triangolo equilatero  OPP'  , si nota facilmente che :

       

e quindi (applicando il teorema di Pitagora come nel caso precedente) :

        .

Abbiamo perciò :

       

Si noti che i valori di seno e coseno sono "invertiti" rispetto al caso precedente.

Fine.


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