E-school di Arrigo
Amadori
in collaborazione con :
Associazione Astrofili Cesenati
http://www.astrofilicesena.it/index.html
CORSO DI CULTURA SCIENTIFICA DI BASE
(87') incontro del 09/12/2005
resoconto
01 - Spettroscopia.
La radiazione elettromagnetica (in particolare la luce) è
caratterizzata dalla frequenza
("ni") o dalla lunghezza
d'onda
("lamda"). Frequenza e lunghezza d'onda sono legate dalla formula
fondamentale :
dove c è la velocità della luce (nel vuoto circa 300.000
km/s ).
Frequenza e lunghezza d'onda sono grandezze inversamente proporzionali.
Per la luce, la frequenza minore, ovvero la lunghezza d'onda
maggiore,
corrisponde al rosso, mentre la frequenza
maggiore, ovvero la lunghezza d'onda minore, corrisponde al violetto.
Se abbiamo una radiazione elettromagnetica composta da più frequenze (in
particolare anche da una singola
frequenza !) si dice che siamo in presenza di uno spettro elettromagnetico.
Esistono spettri continui, cioè le cui frequenze passano con continuità
da un valore minimo ad uno massimo, e
spettri discreti, per i quali si hanno solo ben definite frequenze
corrispondenti a valori discontinui.
Esistono spettri di emissione, quando è un corpo ad emettere la
radiazione, e spettri di assorbimento, quando
un corpo, di solito più freddo, assorbe la radiazione emessa da un corpo di
solito più caldo.
Lo studio e la classificazione degli spettri, tramite la spettroscopia e
la spettrometria, trae origine da Newton
stesso ed assume grande sviluppo nell' '800 come scienza empirica (senza che
si conoscessero le ragioni teoriche
che spiegano gli spettri stessi). La comprensione e la spiegazione completa
degli spettri elettromagnetici si ha
nel '900 grazie all'avvento della meccanica quantistica.
Uno spettroscopio, con il quale si esamina uno spettro, è costituito
essenzialmente da un prisma :
Esso scompone la luce nelle varie frequenze a causa del fenomeno della dispersione (diversi
angoli di rifrazione
dipendenti dalla frequenza).
La spettroscopia è un capitolo della fisica di fondamentale importanza
per esempio per le applicazioni in chimica
ed in astronomia.
Richiamiamo ora le basi teoriche con le quali è possibile capire le caratteristiche
degli spettri.
Secondo il modello atomico di Niels Bohr (1913) gli elettroni ruotano
attorno al nucleo su orbite permesse che
corrispondono a certi ben precisi valori di energia. Non sono quindi
possibili orbite qualsiasi, corrispondenti
ad energie qualsiasi. Questa affermazione va contro le leggi della meccanica
classica secondo la quale ogni orbita
dovrebbe essere possibile. Per correggere la meccanica classica, non più
valida per i fenomeni atomici e subatomici,
è stata appunto introdotta la meccanica quantistica.
Il modello atomico di Bohr è ispirato alla nascente meccanica
quantistica. Naturalmente si tratta di un modello un
po' "rudimentale" (successivamente è stato corretto ed affinato) ma
è adatto per comprendere i concetti fondamentali
della spettroscopia.
Per semplicità consideriamo l'atomo di idrogeno. Esso può essere
rappresentato, nel modello di Bohr, nel seguente
modo :
(il numero e la forma delle orbite sono qui indicativi)
L'elettrone (carico negativamente) ruota attorno al protone (positivo, posto al
centro) e può farlo solo su ben precise
orbite. Le orbite più interne corrispondono ad energie
dell'elettrone minori, quelle più esterne ad energie maggiori.
Il livello più interno, quello con energia minore, si chiama livello
fondamentale.
Per esemplificare il tutto, associamo ad ogni orbita un valore simbolico di
energia come indicato in figura :
Un elettrone può "saltare" da un'orbita ad un'altra più esterna se
riceve dall'esterno una energia pari alla differenza
fra le energie delle orbite. Per esempio, se un elettrone si trova nell'orbita
ad energia 10 e riceve energia 4 , allora
passa nell'orbita 14.
Se ricevesse solo energia 3 esso non potrebbe fare il
"salto" e passare nell'orbita 14 !!! Questo fatto è di
fondamentale
importanza.
Viceversa, se un elettrone si trova nell'orbita 14 può saltare
nell'orbita 10 cedendo energia 4 sotto forma di un
fotone, un quanto di energia elettromagnetica.
Se un elettrone si trova in un'orbita più esterna, esso può passare ad
un'orbita interna con un salto unico o con più salti.
Per esempio, un elettrone da 16 può passare a 10 emettendo
6 oppure emettendo 2 e 4 . Un atomo allora può
emettere od assorbire una serie molto complessa di energie, tutte le
possibili "combinazioni" delle differenze fra i livelli
energetici.
Gli scambi energetici fra radiazione elettromagnetica ed elettroni negli
atomi "funzionano" così, per emissione ed assorbimento
di quanti di energia ben precisa, i fotoni, corrispondenti alle differenze fra
le energia delle varie orbite possibili.
L'energia di ogni singolo fotone scambiato vale :
dove h è la costante di Planck e
la frequenza della radiazione associata al fotone. Per la luce, fotoni ad
energia
minore sono quelli corrispondenti alla luce rossa, fotoni ad
energia maggiore sono quelli della luce violetta.
Questi sono fra i concetti fondamentali della meccanica quantistica.
Proviamo ora a spiegare i vari tipi di spettro alla luce di quanto sopra
affermato.
- spettro di
emissione continuo
Gli atomi e le molecole della materia a densità non piccola emettono uno spettro
continuo perché i fotoni vengono
emessi praticamente a tutte le energie ed anche perché l'energia viene
scambiata per urti fra gli atomi (non approfondiamo
qui i motivi molto complessi di tale tipo di emissione).
Riportiamo qui un esempio di spettro continuo nel visibile (luce) :
(spettro continuo)
Presentano tale spettro radiazioni quali la luce solare (vedi più avanti), la
luce emessa dalle normali lampadine ad
incandescenza, corpi densi caldi ecc. ecc.
- spettro di
emissione discreto
Consideriamo un gas rarefatto (così che l'energia venga scambiata poco per urti
fra gli atomi) ed eccitiamo tale
gas per esempio dandogli energia tramite scariche elettriche. Gli elettroni,
guadagnando energia dalle scariche
elettriche, saltano continuamente su orbite con energia maggiore. Quando
poi ve ne discendono (tendendo a
portarsi sul livello fondamentale) emettono fotoni di energia ben
precisa corrispondente alle differenze fra i livelli
energetici. Il risultato di tutto ciò è uno spettro
di emissione discreto (discontinuo) formato da righe ciascuna
delle quali corrisponde all'energia (e quindi alla
frequenza, essendo
) differenza fra i vari livelli energetici.
Per esempio, nel caso dell'idrogeno :
(spettro di emissione dell'idrogeno
atomico eccitato da scarica elettrica)
Esempi di tali spettri sono quelli emessi dalla lampade stradali al sodio
(gialle) ecc. ecc.
- spettro di
assorbimento
E' il caso più complesso e più interessante per esempio per le implicazioni in
astronomia.
Consideriamo della radiazione a spettro continuo e facciamola passare
per esempio attraverso un gas rarefatto di idrogeno
a temperatura non alta. I fotoni di tutte le energie
(frequenze) passano attraverso l'idrogeno e lo eccitano facendo saltare
gli elettroni a livelli energetici maggiori. Questi
fotoni vengono assorbiti, quindi scompaiono dalla radiazione incidente
l'idrogeno. Quando poi gli elettroni ritornano ai
loro livelli fondamentali rimettono le stesse frequenze assorbite, ma in
direzioni in generale diverse, per cui la radiazione che fuoriesce e che
colpisce l'osservatore, dopo avere attraversato
l'idrogeno, risulta carente delle frequenze precedentemente assorbite dall'idrogeno. Risultato, si
ottiene uno spettro
di assorbimento costituito da uno spettro di emissione continuo (quello della radiazione
incidente) in cui sono presenti
delle righe nere in corrispondenza delle frequenza assorbite.
Schematicamente :
Riportiamo qui uno spettro solare in cui sono evidenziate righe di assorbimento
:
(spettro solare di assorbimento)
Si noti che le righe di assorbimento corrispondono alle analoghe righe di
emissione dei medesimi atomi.
Gli spettri di assorbimento costituiscono uno strumento decisivo per comprendere
la composizione delle stelle.
La radiazione ad alta energia e a spettro continuo prodotta dal nucleo delle
stelle in cui avviene la fusione nucleare
passa attraverso l'atmosfera della stella costituita da gas rarefatto freddo
(rispetto al materiale sottostante). Gli atomi
dell'atmosfera stellare vengono così eccitati e producono spettri di
assorbimento.
Siccome ogni specie atomica (e molecolare) ha una propria unica
sequenza di righe di emissione (che ne sostituiscono
una sorta di "impronta digitale"), osservando uno spettro di
assorbimento siamo in grado di "decifrare" la composizione
dell'atmosfera stellare.
Schematicamente :
La spettroscopia è utilizzata in innumerevoli altre applicazioni sia nell'ambito
fisico,
chimico ed astronomico.
Fine.