E-school di Arrigo
Amadori
in collaborazione con :
Associazione Astrofili Cesenati
http://www.astrofilicesena.it/index.html
CORSO DI CULTURA SCIENTIFICA DI BASE
(85') incontro del 25/11/2005
resoconto
01 - Esercizio.
Consideriamo un'iperbole equilatera definita rispetto al sistema di assi
cartesiani ortogonali 0'x'y' (che chiameremo
per brevità sistema S' ). La sua equazione è ovviamente :
dove k è un numero reale qualunque, per esempio positivo. Il suo
grafico è :
Introduciamo un altro sistema di assi cartesiani ortogonali paralleli ed
equiversi (con il verso degli assi concorde
con il precedente sistema S' ) al precedente che chiameremo
0xy o, più brevemente, sistema S . Graficamente :
E' chiaro che l'equazione dell'iperbole rispetto al sistema S è
diversa da quella rispetto al sistema S' scritta
sopra.
Supponiamo che le coordinate del punto 0' rispetto al sistema
S siano (a,b) , dove a e b sono numeri
reali
qualunque. Graficamente :
Ci chiediamo quale sia l'equazione dell'iperbole rispetto al sistema S
.
Per fare questo occorre conoscere le relazioni matematiche che
intercorrono fra le coordinate x, y del sistema
S e le corrispondenti coordinate x', y' del sistema S' .
In una più "significativa" espressione, diciamo che ci serve
conoscere l'equazione della trasformazione delle coordinate da un sistema di
riferimento all'altro.
Tale trasformazione è qui una traslazione (parallela) di assi, in quanto
gli assi risultano appunto traslati parallelamente
ma non ruotati. Trasformazioni più generali, quali le rototraslazioni,
ovvero combinazioni di traslazioni e rotazioni,
saranno prese in considerazioni più avanti in questo corso. Le
rototraslazioni, di cui portiamo qui un esempio :
hanno equazioni più complesse che coinvolgono la trigonometria.
Ma torniamo alla nostra traslazione. Osservando il grafico riassuntivo in cui
abbiamo posto un punto P qualunque :
risulta chiaro che l'equazione della traslazione è (si può dire anche al
plurale, "le equazioni della traslazione sono") :
ovvero :
.
Queste semplici relazioni di primo grado esprimono come sono legate
matematicamente le coordinate nei due
sistemi.
Si noti che uno stesso punto P ha coordinate diverse a
seconda del sistema di riferimento a cui esso è riferito,
cioè, nel nostro caso, come indicato nel grafico, rispetto ad S si
ha :
P(x,y)
mentre rispetto ad S' si ha :
P(x',y') .
A questo punto, se sostituiamo nell'equazione di partenza dell'iperbole
le espressioni che danno le x', y'
in funzione delle x, y (il secondo sistema scritto sopra), otteniamo :
che rappresenta l'equazione cercata dell'iperbole in funzione delle coordinate
del sistema S , ovvero di x e y .
Semplificando, abbiamo :
e (facendo, tramite il minimo comune multiplo dei denominatori, un'unica
frazione) :
ed infine (calcolando la moltiplicazione ed ordinando) :
.
Questa è l'equazione cercata definitivamente semplificata.
Si noti che tale equazione (rispetto ad x e y ) è
significativamente diversa dall'equazione di partenza in x'
e y'
ad esprimere che la stessa iperbole, cambiando sistema di
riferimento, cambia equazione. Questo è un risultato
generale che vale per ogni curva :
cambiando il sistema di
riferimento, l'equazione di una curva cambia.
Un'iperbole equilatera, vista da un sistema di riferimento traslato, si
chiama iperbole omografica.
L'equazione dell'iperbole omografica differisce sostanzialmente dall'equazione
dell'iperbole equilatera per presentare
la x anche al numeratore. In ogni modo, la x è
presente solo al primo grado.
02 - Esercizio.
Trovare i punti d'incontro fra l'iperbole equilatera di equazione :
e la parabola di equazione :
.
Il vertice della parabola è
(lasciamo al lettore la facile verifica di questo risultato) e la sua
ordinata
all'origine è
. I vertici dell'iperbole sono
e
. I grafici
delle due curve risultano allora :
(si vede già dal disegno che due dei tre punti di intersezione cercati
probabilmente coincidono con i vertici
dell'iperbole !!)
Per determinare algebricamente i punti d'incontro fra le due curve
basta risolvere il sistema fra le loro
equazioni. Questo fatto vale in generale per qualunque tipo di
curva e non ci
stancheremo mai di ripeterlo !!!
Il sistema è allora :
che conduce, eguagliando le y , all'equazione :
.
Tale equazione può essere semplificata moltiplicando ambo i membri per x
:
,
sommando ad ambo i membri -1 :
e moltiplicando ambo i membri per - 3 :
.
Questa è un'equazione algebrica (cioè formata da un polinomio
uguagliato a 0) di terzo grado che fornisce in
generale tre soluzioni che però possono non essere tutte reali.
Se, per esempio, la parabola avesse il vertice
sotto l'asse delle x (ordinata del vertice negativa) vi sarebbe un
solo punto d'incontro con l'iperbole cioè, che
è la stessa cosa, l'equazione avrebbe una sola soluzione reale e due non reali
(complesse) ma sempre in numero
complessivo di tre così come è il grado dell'equazione.
Per risolvere un'equazione algebrica di terzo grado vi è una formula
generale contenente radicali (così come per
quelle di secondo grado). Tale formula è però molto complicata per cui non la
enunceremo né useremo.
Per la "curiosità" del lettore, occorre sapere che esistono formule risolutive
generali
per radicali fino al quarto grado
compreso. Per le equazioni dal quinto grado compreso in su non esistono (non possono
esistere !!) formule generali
per radicali che abbiano un numero finito di termini.
Risolveremo allora l'equazione
con qualche "artifizio".
La riscriviamo nel seguente modo :
ed ancora, raccogliendo, come si dice, a fattor comune il
termine (x - 3) :
.
Orbene, un prodotto è nullo quando è nullo almeno uno dei suoi fattori. Per questo
otteniamo le equazioni :
e/o :
.
La prima fornisce :
x = 3
e la seconda :
.
Questi tre valori della x , -1 , 1 , 3 , costituiscono le tre
ascisse dei punti d'incontro fra l'iperbole e la
parabola. Il calcolo delle relative ordinate è immediato e fornisce nell'ordine
-1, 1, 1/3 .
Si noti che questo risultato algebrico corrisponde esattamente a ciò che
avevamo "previsto", "intuito",
geometricamente semplicemente osservando il grafico. L' "anima" della
geometria analitica sta proprio
nella doppia possibilità, algebrica e geometrica, di analizzare un problema e
tale doppia possibilità
fornisce sempre la possibilità di una verifica "incrociata" dei
risultati.
Fine.