E-school  di  Arrigo Amadori

in collaborazione con :

Associazione Astrofili Cesenati  http://www.astrofilicesena.it/index.html  


CORSO DI CULTURA SCIENTIFICA DI BASE

(84') incontro del 18/11/2005 

resoconto


01 - Iperbole equilatera con  k < 0  e  k = 0 .

Facciamo qui alcune precisazioni su come cambia il grafico di una iperbole equilatera di equazione :

       

al variare del segno del parametro  k  ed anche quando esso è nullo.

Se  k  è positivo, i due rami dell'iperbole, come ben sappiamo, sono situati nel  I  e  III  quadrante :

       

Se  k  è negativo, invece, come è immediato verificare dando valori a caso alla  x  (per esempio  1  e  -1 ), i 
due rami cadono nel  II e  IV  quadrante :

       

(se  k  è negativo esso è posizionato nella parte negativa dell'asse delle  y  e  -k  in quella positiva)

E' interessante notare quanto valgono in questo caso le coordinate dei vertici dell'iperbole. Per ricavarle si 
dovrà fare l'intersezione fra l'iperbole e la bisettrice del  II  e  IV  quadrante, cioè la retta di equazione  y = -x . 
Si dovrà risolvere quindi il sistema :

          

dove, ribadiamolo,  k  è negativo.

A conti fatti (lasciamo al lettore il loro sviluppo), si ottiene :

          e 

come è giusto che sia in analogia con il caso di  k > 0 (si noti che se  k  è negativo , -k  è positivo, per cui i radicali 
hanno senso).

Graficamente :

       

Le considerazioni sulle importanti simmetrie fatte per le iperboli con  k  positivo, valgono anche per le iperboli 
con  k negativo. 

Se  k  è nullo, l'iperbole    degenera nella (diventa la) retta

         

che rappresenta l'asse delle  x (si noti l'uso del "significativo" verbo "degenerare").

In verità questo caso è un po' più complicato e lo si può discutere in due modi, uno algebrico ed uno geometrico.

Algebricamente, consideriamo l'equazione dell'iperbole scritta nella forma :

        .

che si ottiene dalla    moltiplicando ambo i membri per  k .

Se vale  k = 0 , l'equazione dell'iperbole diventa :

         

che fornisce :

          ed anche    

(un prodotto è nullo quando uno dei suoi fattori è nullo).

Abbiamo ottenuto così le equazioni degli assi coordinati per cui, se  k = 0 , l'iperbole degenera nei due 
assi coordinati :

       

L'altro modo, quello geometrico, è molto più interessante ed "espressivo". Immaginiamo che  k  tenda a  0  (per 
esempio per valori positivi). Le iperboli, allora, tenderanno ad avvicinarsi sempre più agli assi coordinati fino  
a coincidere con essi quando  k  diventa nullo. Ciò è evidente ed è espresso dal fatto che i due vertici, 
  e    , al tendere di  k  a  0  , tendono a diventare  (0 , 0)  e quindi a coincidere 
con l'origine degli assi cartesiani appunto di coordinate  (0 , 0) :

       
       
       

02 - Verifica simmetria iperbole equilatera rispetto all'origine.

Abbiamo in precedenza affermato che una iperbole è simmetrica rispetto all'origine  0  del sistema di assi 
cartesiani in cui è definita. Questo significa che ogni retta passante per l'origine (eccetto gli assi cartesiani 
stessi che costituiscono gli asintoti dell'iperbole) intercetta sull'iperbole stessa segmenti uguali. Graficamente :

       

L'affermazione è geometricamente "plausibile" ma, come ogni affermazione matematica, deve essere esattamente 
dimostrata. 

Per fare questo consideriamo l'iperbole    con  k  positivo (per  k  negativi valgono analoghi ragionamenti)  
e prendiamo il fascio (l'insieme) delle rette passanti per l'origine  0 . Tali rette hanno equazione  , dove il 
coefficiente angolare  m  assume valori reali positivi (tali rette hanno pendenza positiva), ed incontrano l'iperbole 
data, per un certo valore di  m  , nei due punti  A  e  B :

       

Orbene, se la simmetria con l'origine  0  è vera, deve essere :

        0A = 0B 

per qualunque valore di  m .

Per calcolare le coordinate di  A  e  B  basta fare il sistema fra l'equazione dell'iperbole e l'equazione della generica 
retta passante per  0 :

       

che, uguagliando le  y , fornisce l'equazione :

        .

Per risolverla, basta moltiplicare ambo i membri per  x  :

        ,

dividere ambo i membri per  m :

       

ed estrarre la radice quadrata : 

       

(assegnandole valore positivo e negativo e notando che    è sicuramente positivo).

Il valore    sarà l'ascissa di  B  mentre il valore    sarà l'ascissa di  A .

Per trovare le ordinate  y  , basterà per esempio sostituire i due valori della  x  trovati in una delle equazioni del 
sistema, per esempio nell'equazione  . Otteniamo perciò (in forma sintetica) :

        .

Il valore    può essere scritto meglio portando  m  dentro radice, ottenendo cioè  , per 
cui abbiamo, in modo semplificato :

        .

Il valore    sarà l'ordinata di  B  mentre il valore    sarà l'ordinata di  A . Riassumendo, le coordinate 
di  A  e B sono :

          e  .

A questo punto, la dimostrazione che  0A = 0B  è immediata. Senza effettuare nessun calcolo basta osservare 
che le coordinate di  A  e  B  sono opposte di segno ma uguali in valore assoluto.

03 Verifica simmetria iperbole equilatera rispetto all'asse (dei vertici).

Un'altra importante simmetria dell'iperbole è quella rispetto al suo asse, ovvero alla retta che congiunge i suoi 
vertici. Graficamente :

       

La suddetta simmetria consiste nel fatto che per qualunque retta perpendicolare all'asse (che incontri l'iperbole) 
si determinano segmenti uguali (come indicato in figura), cioè si deve avere :

        AH = HB .

Per dimostrare la verità di questa simmetria, consideriamo l'iperbole    con  k  positivo (per  k  negativi 
valgono analoghi ragionamenti), il suo asse (la retta che congiunge i vertici) che coincide con la retta bisettrice 
del  I  e  III  quadrante di equazione  y = x  ed una qualunque retta perpendicolare al suddetto asse. Tale retta 
perpendicolare ha equazione :

       

dovendo i due coefficienti angolari (dell'asse e della sua perpendicolare) essere antireciproci (cioè avere prodotto  
-1 ) ed essendo  p , l'ordinata all'origine, un numero qualsiasi. Graficamente :


       

Per determinare le coordinate di  A  e  B  basta risolvere il sistema :

       

che fornisce, uguagliando le  y , l'equazione :

        .

Moltiplicando ambo i membri per  x  otteniamo :

       

da cui, sottraendo ad ambo i membri  k :

       

e, cambiando segno moltiplicando ambo i membri per  - 1 :

        .

Si tratta di una semplice equazione di secondo grado in  x  che  fornisce le soluzioni :

       

(abbiamo usato la nota formula risolutrice    dove  a, b , c  sono i coefficienti della generica 
equazione di secondo grado ).

Questi due valori di  x  sono le ascisse dei punti cercati  A  e  B . Per trovare le ordinate basta sostituirli in una 
delle due equazioni del sistema, per esempio in  .

Sostituendo entrambe le  x , otteniamo :

       

da cui, facendo il minimo comune multiplo e stando molto "attenti" al segno  -  davanti alla linea di frazione :

       

e quindi :

        .

Si noti l'utilizzo del simbolo    "meno-più". Quando la  x  assume il segno  + , la corrispondente  y  assume il segno  
-  e viceversa.

I punti  A  e  B  avranno allora le coordinate :

       

e :

         

(si noti la simmetria delle formule !!).

Per determinare le coordinate del punto  H  basta risolvere il sistema :

        .

Si ottiene con calcoli elementari (che lasciamo come esercizio al lettore) :

         

che è un risultato facilmente verificabile geometricamente dati i quadrati e le loro metà che si individuano nel grafico.

A questo punto si possono calcolare le lunghezze dei segmento  AH  e  HB  e verificare che sono uguali. Lasciamo 
al lettore lo sviluppo dei calcoli accontentandoci qui della seguente "prova" geometrica :

       

in quanto i punti  A  e  B , come è immediato osservare, si "scambiano" le coordinate.

Fine.


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