E-school  di  Arrigo Amadori

in collaborazione con :

Associazione Astrofili Cesenati  http://www.astrofilicesena.it/index.html  


CORSO DI CULTURA SCIENTIFICA DI BASE

(74') incontro del 02/09/2005 

resoconto


01 - Risoluzione esercizio per casa del 10/06/2005.

Siano la parabola di equazione    ed il punto  . Si trovino le equazioni delle tangenti 
alla parabola passanti per  P .

Soluzione.

Si tratta di trovare le due rette tangenti    e    indicate nel grafico :

       

Per disegnare la parabola abbiamo ricavato il suo vertice con la nota formula    per cui 
si ricava    (ricordiamo che la scrittura    indica che dopo avere trovato  , in questo 
caso  -1 , lo si sostituisce nella  x  dell'equazione della parabola e si eseguono i calcoli, ottenendo qui  - 2).
Abbiamo ricavato anche l'ordinata all'origine  , che è il punto della parabola di ascissa  0 , ed i punti  
A  e  B  in cui la parabola interseca l'asse delle  x  che ha equazione  y = 0. Tali punti si trovano quindi 
risolvendo l'equazione  che fornisce :

       

che sono appunto le ascisse rispettivamente di  A  e  B . Per fare questo abbiamo usato la formula risolutiva 
dell'equazione generica di secondo grado :

          

che, come ben sappiamo, è :

        .

Il fatto che da punto  P  si possano mandare due rette tangenti alla parabola e non una sola o tre sarà chiaro 
più avanti.

Ricordiamo qui che una retta è secante di una curva se la incontra in due punti mentre è tangente se la 
incontra in un solo punto (si preferisce dire in due punti coincidenti). Graficamente :

       

Il perché si preferisce dire che una retta tangente incontra la curva in due punti coincidenti è illustrato dal 
seguente grafico :

       

Immaginando di muovere, ruotando, la retta secante tenendo fisso il punto  P  come indicato, si ottiene che 
l'altro punto di intersezione (in sequenza  Q', Q'', Q''', ...) tende a coincidere con  P  quando la secante diventa 
tangente. Abbiamo quindi due punti distinti che diventano due punti coincidenti (un solo punto).

Per ricavare le equazioni delle due rette tangenti, consideriamo il fascio di rette passanti per  P (fascio è 
sinonimo di insieme) : 

       

Ricordando che l'equazione di un fascio di rette passanti per un generico punto    è :

        ,

essendo  m  il coefficiente angolare (ovvero la pendenza) di una retta qualunque del fascio, otteniamo :

       

essendo le coordinate di  P  nel nostro caso  1  e  1 .

L'equazione appena trovata può essere semplificata sommando ad ambo i membri  +1 :

       

ed ottenendo perciò :

       

da cui, moltiplicando, abbiamo in fine :

        .

Questa è l'equazione di una generica retta  r  passante per  . Tale retta incontrerà la parabola in 
generale in due punti  C  e  D . La retta  r  può in particolare non incontrare per nulla la parabola o esserle 
tangente (individuare le rette tangenti è lo scopo di questo esercizio). Al variare del coefficiente angolare  m  
si hanno i vari casi appena descritti.

In generale, in geometria analitica, per ricavare le coordinate dei punti di incontro fra due curve (in questo 
caso retta e parabola) basta fare il sistema fra le loro equazioni. Scriviamo allora :

       

che risolveremo semplicemente uguagliando le  y :

       

ed ottenendo così una equazione di secondo grado in  x  contenente il parametro  m  (la lettera  m ).

L'equazione può essere resa in forma semplice portando a sinistra i termini alla destra dell'uguale. Per fare 
questo basta sommare ad ambo i membri  -mx , + m , -1 . Si ha perciò :

       

da cui :

       

cioè, raccogliendo :

         

(l'ultima coppia di parentesi è per comodità).

Risolvendo questa equazione troviamo le ascisse di  C  e  D  (i punti di incontro fra la retta generica passante 
per  P  e la parabola). Trattandosi di un'equazione di secondo grado avremo un generale due valori di  x 
(corrispondenti alle ascisse dei due punti d'incontro). Tali valori possono però non esistere (essere non reali) 
e quindi la retta non incontra la parabola o essere coincidenti (identici). E' questo il caso della tangenza !!

Basterà allora porre che le due soluzioni dell'equazione suddetta siano coincidenti, cioè, porre  ,
ovvero :

       

essendo    ed in questo caso     ,  ,   .

Ricordiamo che le soluzioni    dell'equazione di secondo grado 
introducendo il discriminante  , diventano  e quindi esse sono coincidenti se  ,
infatti,  in questo caso, si ha   che è appunto un'unica soluzione..

Semplificando    si ottiene :

       

(abbiamo elevato al quadrato il binomio usando la formula   ) e quindi :

        .

Risolvendo si ottiene infine :

        .

Per  m = 2  e per  m = 6 , allora, le rette passanti per  P  sono tangenti alla parabola. 

Abbiamo trovato "esattamente" due rette passanti per  P  tangenti alla parabola e l'abbiamo fatto usando metodi 
algebrici applicati alla geometria. Osservando il grafico, quindi col solo approccio geometrico, la deduzione di 
quante siano tali rette tangenti non è chiara, in quanto il punto  P  è vicino alla parabola e la stessa è rapidamente 
crescente. Cogliamo qui l'occasione per sottolineare la "potenza" della geometria analitica !!! 

Lasciamo al lettore la verifica grafica del risultato. Ci limitiamo a ricordare che  m  indica il coefficiente angolare 
di tali rette.

02 - Ottica.

L'ottica studia la propagazione della luce

Non si occupa quindi della natura della luce né di come essa è prodotta ed assorbita. In prima approssimazione 
si osserva sperimentalmente che la luce si propaga, in mezzi omogenei, per raggi che non sono altro che linee 
rette

Lo studio della propagazione della luce tramite raggi è l'oggetto dell'ottica geometrica.

In realtà le cose sono molto più complicate e la luce si può immaginare sia costituita da raggi solo in alcune 
ben precise situazioni ed entro certi limiti.

La storia delle ipotesi scientifiche sulla luce inizia con Newton nella seconda metà del ' 600. Egli ipotizzò 
che la luce fosse costituita da corpuscoli colorati in moto rettilineo. Newton fu quindi il padre dell'ipotesi 
corpuscolare della luce. Tramite quella ipotesi, egli riuscì a spiegare tutti i fenomeni luminosi noti compresa 
la dispersione della luce bianca nei vari colori (arcobaleno).

Nello stesso periodo, Huygens ipotizzò invece che la luce fosse costituita da onde. Questa è la cosiddetta 
ipotesi ondulatoria che però per lungo tempo non ottenne grandi successi e ad essa fu preferita quella 
corpuscolare.

Solo nell' '800 l'ipotesi ondulatoria divenne preminente e tutti fenomeni luminosi allora conosciuti furono spiegati 
in termini di onde elettromagnetiche (la luce è infatti un tipo di onda elettromagnetica). L'ipotesi corpuscolare
fu allora abbandonata.

Ma nel ' 900 nuovi fenomeni prima sconosciuti, quali per esempio l'effetto fotoelettrico, per essere spiegati, 
richiesero l'ipotesi che la luce fosse costituita da fotoni, corpuscoli di luce (Planck, Einstein). Si ipotizzò 
allora che la luce avesse una duplice natura, corpuscolare ed ondulatoria, e che, a seconda dei casi, si 
poteva manifestare l'una o l'altra. 

03 - Ottica geometrica.

I fenomeni tipici dell'ottica geometrica (con la quale essi si spiegano con grande approssimazione) sono :

        -    la riflessione :

              è il fenomeno con cui un raggio di luce viene riflesso da una superficie speculare (uno specchio) :

                           

        -    la diffusione :

              è il fenomeno per cui i raggi di luce vengono riflessi in ogni direzione da una superficie non speculare 
              (un corpo ruvido, per esempio). I raggi inizialmente paralleli vengono riflessi in ogni direzione dalla  
              non uniformità microscopica (vi sono varie microsuperficie riflettenti secondo angoli diversi) della 
              superficie riflettente :

                           

        -    la rifrazione :

              è il fenomeno per cui un raggio di luce, passando da un mezzo trasparente in un altro, di diversa 
              densità, devia il proprio percorso :

                           

              Si noti che una parte del raggio incidente viene riflessa. Si noti anche che, il raggio di luce  uscente 
              dal vetro all'aria, alla fine, se le superficie del vetro sono parallele, sarà parallelo al raggio incidente.
              Se le superficie del vetro non sono parallele, il raggio uscente non è più parallelo al raggio entrante :

                           

        -    la dispersione :

              è il fenomeno per cui la luce bianca, passando attraverso un prisma, si scompone nei vari colori 
              che la compongono che vanno dal rosso al violetto, i cosiddetti sette colori dell'arcobaleno :

                           

              Il fenomeno si spiega a causa del fatto che i vari colori subiscono rifrazioni diverse nel passare 
              dall'aria al vetro ed ancora nell'aria. Il rosso è il meno deviato, il violetto il più deviato.

Passiamo ora in rassegna i vari fenomeni più dettagliatamente.

04 - Riflessione.

Consideriamo un raggio che viene riflesso da uno specchio e determiniamo esattamente le caratteristiche del 
fenomeno. Innanzi tutto, nel punto in cui il raggio incidente tocca lo specchio, si deve costruire la normale 
ovvero la retta perpendicolare al piano in quel punto. Detto questo occorre precisare che il raggio incidente 
si indica con  , il raggio riflesso con  , l'angolo di incidenza, che è l'angolo fra il raggio incidente e la 
normale, con    e l'angolo di riflessione, l'angolo cioè fra il raggio riflesso e la normale, con  . In sintesi :

       

Precisata la "nomenclatura" del fenomeno della riflessione, affermiamo che valgono le seguenti leggi :

        - 1 -    il raggio incidente, la normale ed il raggio riflesso sono posti su uno stesso piano

        - 2 -    l'angolo di incidenza è uguale all'angolo di riflessione, cioè   

       

Queste sono le leggi della riflessione e le possiamo considerare desunte dall'esperienza anche se possono 
essere spiegate sia tramite il modello corpuscolare che quello ondulatorio. Con il modello corpuscolare la 
spiegazione è più semplice ed intuitiva. Basta considerare la riflessione della luce alla stessa stregua dell'urto 
di biglie contro la sponda di un biliardo.

Fine.


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