E-school di Arrigo
Amadori
in collaborazione con :
Associazione Astrofili Cesenati
http://www.astrofilicesena.it/index.html
CORSO DI CULTURA SCIENTIFICA DI BASE
(42') incontro del 08/10/2004
resoconto
01 - Esercitazione in classe di fisica.
Problemi :
- 1 - Una bambina
di 15 kg su un carrello di 9 kg sta
scendendo lungo una discesa ad una
velocità costante di 2 m/s. Un suo
fratello di 20 kg, fermo lungo la discesa,
sale anch’esso
sul carrello quando questo gli passa accanto.
Con quale velocità proseguono i due ragazzi
con il carrello?
- 2 - Uno
studente siede su una piattaforma girevole attorno ad un asse verticale. Egli
tiene
le
braccia abbassate con in ciascuna mano un oggetto di massa
m = 4 kg. L’istruttore
lo
pone in rotazione con una velocità angolare pari a
6,28 rad/s. Si trascurino le
forze
di
attrito e si supponga che rispetto all’asse di rotazione non agisca nessun
momento
meccanico.
Si assuma anche che il momento d’inerzia dello studente rimanga
costante e
pari
a 5,0 kg.m2 indipendentemente dalla posizione delle braccia.
La variazione di momento
d’inerzia
quando questi allarga le braccia tenendole tese orizzontalmente sarà quindi
dovuta
solo
alla variazione della distanza dei pesi dall’asse di rotazione, che
inizialmente è di soli
15
cm, e, a braccia tese orizzontalmente, è di 90 cm.
Trovare la velocità angolare finale
dello
studente.
- 3 - Evidenziare
le analogie fra i due problemi.
- 4 - Un
allenatore spinge un ciclista, inizialmente fermo e che non pedala, su di un
percorso
orizzontale
lungo 10 m, con una forza F = 40 N.
Calcolare il lavoro compiuto, considerando
trascurabili
gli attriti.
- 5 - Che
tipo di moto sarà quello del ciclista durante la spinta?
Utilizzando la formula dello
spazio
per questo moto e la formula della seconda legge della dinamica, si dimostri
che
il
lavoro fatto dall’allenatore vale : L = ½ mv2.
Soluzioni :
- 1 - La velocità
con cui scende inizialmente la bambina è costante (come si deduce dal
testo)
quindi sul sistema carrello-bambina non agiscono forze esterne o, meglio, la
risultante
delle forze esterne è nulla. Questo si verifica perché la pendenza del piano
inclinato è
tale per cui l'attrito, a cui il carrello è soggetto, è controbilanciato dalla forza peso del
sistema carrello-bambina.
Quando il fratello sale sul carrello, il peso del sistema
carrello-bambina-fratello cresce di
conseguenza ma cresce anche l'attrito subito dal carrello in modo tale che la
risultante delle
forze è ancora nulla e quindi il sistema continua a muoversi con velocità
costante anche se
diversa dalla velocità iniziale (lasciamo al lettore volenteroso
la dimostrazione che l'attrito
è controbilanciato dal peso anche dopo la salita del fratello).
Detto questo, possiamo considerare il sistema carrello-bambina-fratello-fermo prima ed il
sistema carrello-bambina-fratello dopo come un sistema isolato per il quale vale il
principio
di conservazione della quantità di moto.
Applicando questo principio possiamo scrivere :
dove
è
la massa della bambina,
quella del carrello,
quella del fratello,
è la velocità iniziale con cui scende la bambina,
è la velocità iniziale del fratello e
è la velocità finale del sistema dopo che è salito il fratello.
Poiché inizialmente la velocità del fratello
è nulla, la formula si riduce a :
da cui è facile ricavare la velocità finale desiderata :
.
Sostituendo i dati numerici si ottiene :
(dove il simbolo
significa "uguale circa").
- 2 - Se su un
corpo ruotante attorno ad un asse non agiscono momenti di forze esterne
(o la loro risultante è nulla) il suo momento angolare si conserva. Nel nostro
caso,
il momento angolare prima e dopo che lo studente allarghi le braccia non cambia
pur
cambiando il momento d'inerzia del sistema studente-pesi.
Il momento d'inerzia di un singolo peso, in questo semplice caso, vale :
dove m è la massa ed r è la distanza del peso
dall'asse di rotazione.
Il momento angolare (che si conserva nel tempo) è :
dove
è
la velocità angolare di rotazione.
Possiamo allora scrivere :
dove
è
il momento d'inerzia del ragazzo (sia con le braccia giù che,
approssimando,
con le braccia allargate),
è il momento d'inerzia dei pesi quando il ragazzo tiene le
braccia giù,
è la velocità angolare di rotazione iniziale (quando lo studente ha le
braccia
giù),
è il
momento d'inerzia dei pesi quando il ragazzo tiene le braccia allargate e
è la velocità angolare finale (quando il ragazzo tiene le braccia allargate).
Dalla formula scritta sopra possiamo ricavare direttamente la velocità angolare
finale :
.
Sostituendo i valori numerici otteniamo :
(il fattore 2 sopra e sotto la linea di frazione dipende dal fatto
che i pesi che lo studente
tiene in mano sono due).
- 3 - Il primo è
un problema di dinamica traslazionale (moti su di una retta). Il secondo è
di
dinamica rotazionale. Li abbiamo risolti applicando al primo il principio di
conservazione
della quantità di moto ed al secondo il principio di conservazione del momento
angolare.
La quantità di moto vale :
mentre il momento angolare vale :
.
L'analogia fra i due problemi consiste nel fatto che le formule scritte sopra sono
"simili".
Alla massa m corrisponde il momento d'inerzia I ed alla
velocità lineare v corrisponde
la velocità angolare
.
- 4 - La forza
applicata al ciclista è sulla direzione e verso del moto quindi il lavoro è
dato da :
.
- 5 - Supponendo
che gli attriti siano trascurabili e dato che la forza che agisce sul ciclista è costante,
il moto che ne deriva è un moto rettilineo uniformemente accelerato.
Considerando che al tempo 0 lo spazio percorso è 0
(cominciamo a misurare lo spazio
percorso all'istante 0 ), la formula che dà lo spazio percorso in
funzione del tempo è :
dove a è l'accelerazione costante con cui si muove il ciclista
e t , nel nostro caso, è il tempo
finale quando l'allenatore cessa di spingere.
D'altra parte, per il secondo principio della dinamica, sappiamo che :
dove F è la forza con cui l'allenatore spinge sul ciclista,
m è la massa del sistema
bicicletta-ciclista e a è l'accelerazione a cui esso è soggetto.
Il lavoro compiuto dalla forza sarà allora :
che , se consideriamo che il termine
è uguale alla velocità v raggiunta al tempo t ,
diventa :
come volevasi dimostrare.
Fine.