E-school di Arrigo
Amadori
in collaborazione con :
Associazione Astrofili Cesenati
http://www.astrofilicesena.it/index.html
CORSO DI CULTURA SCIENTIFICA DI BASE
(17') incontro del 13/02/2004
resoconto
01 - Esempio di moto vario.
Consideriamo il moto rettilineo di un corpo il cui grafico spazio-tempo
è il seguente :
Dividiamo il moto in 4 zone :
- I - In questa
zona il moto è accelerato con accelerazione positiva. Infatti,
punto per punto,
la velocità, che è indicata dalla pendenza della curva, cresce.
La forza risultante che
agisce sul corpo è di conseguenza positiva (orientata secondo il moto).
- II - In questa
zona il moto è uniforme. La velocità rimane costante in
quanto a tempi uguali
corrispondono spazi uguali, cioè il grafico è un segmento di retta. L'accelerazione
è qui
nulla. La forza risultante che agisce sul corpo è di conseguenza nulla.
- III - In questa zona il moto
è accelerato con accelerazione negativa. La velocità,
data dalla
pendenza della curva, cala punto per punto. La forza risultante
che agisce sul corpo è di
conseguenza negativa (orientata contrariamente al moto).
- IV - In questa zona il corpo
è in quiete perché lo spazio rimane costante allo scorrere del tempo.
La velocità è qui nulla e l'accelerazione è anch'essa nulla.
La forza risultante che agisce
sul corpo è di conseguenza nulla.
02 - Grandezze scalari e grandezze vettoriali.
Le grandezze fisiche, gli oggetti di cui si occupa la fisica, sono grandezze misurabili. Altri enti che non
sono misurabili non sono oggetto della fisica. Come ben sappiamo,
dobbiamo a Galileo l'avere chiarito lo
scopo ed il metodo della fisica, così che la scienza moderna
ha inizio con lui.
Le grandezze fisiche sono allora entità misurabili. Spostamenti, tempi,
velocità, accelerazioni, forze, masse ecc.
sono esempi di grandezze fisiche che abbiamo già incontrato più volte. Queste
grandezze devono sempre
essere riferite ad una unità di misura. Non è corretto, univoco, per
esempio, dire : questa massa vale 10 .
Se non si specifica l'unità di misura, quella affermazione non ha senso.
L'affermazione corretta è invece :
questa massa vale 10 chilogrammi.
Le unità di misura attualmente accettate dai fisici sono elencate nel
cosiddetto sistema internazionale (S.I.).
In passato si usavano vari sistemi di misura, praticamente ogni nazione aveva i
propri. Oggi si è deciso a
livello mondiale di utilizzare il S.I. anche se molte unità di misura
"tradizionali" vengono ancora utilizzate.
Per esempio i piedi, i galloni, le calorie, i cavalli-vapore ecc.
In fisica esistono due tipi di grandezze : le grandezze scalari e
le grandezze vettoriali.
Ciò si deduce osservando direttamente la realtà. Vediamo ora di chiarire il
perché di questa distinzione.
- grandezze
scalari.
Le grandezze scalari sono quelle grandezze che sono completamente
caratterizzate, definite, da un
solo numero rispetto ad una unità di misura prescelta.
Per esempio, l'area è uno scalare (si può dire così, più brevemente).
Il numero in metri quadrati che
rappresenta l'area di una superficie è sufficiente a caratterizzare quella
grandezza. Non servono ulteriori
specificazioni per cui se andassi a comprare delle mattonelle per il pavimento
del mio studio, dopo avere
scelto il tipo, basterebbe che dicessi al commerciante un solo numero (in metri
quadrati) che lui capirebbe
immediatamente di cosa ho bisogno.
Altre grandezze fisiche, invece, per essere specificate, hanno bisogno di più
informazioni.
- grandezze
vettoriali.
Se dicessi che mi sono spostato di un chilometro, ciò non sarebbe sufficiente
per indicare dove esattamente
sono andato. In questo caso dovrei aggiungere anche l'informazione della
direzione su cui mi sono mosso
e del verso che ho seguito.
Le grandezze vettoriali, allora, sono definite da una direzione,
un verso ed una intensità.
La direzione è la retta su cui la grandezza si esplica, il verso
è uno dei due possibili versi che una retta
può avere, e l'intensità (si dice anche modulo o valore
assoluto) è il valore numerico, rispetto ad una
unità di misura, che esprime il valore di quella grandezza.
Esempi di grandezze vettoriali sono lo spostamento, la forza, la velocità
ecc. Tutte queste grandezze
non possono essere semplici grandezze scalari perché necessitano, per essere
completamente determinate,
anche di una specificazione di direzione e verso.
Le grandezze vettoriali (più brevemente, i vettori) posso essere rappresentati
geometricamente come
segmenti dotati di freccia :
Si noti che la lunghezza del segmento che indica il vettore è rapportato ad una
unità di misura, per cui,
nell'esempio grafico, il vettore ha intensità 5 .
Simbolicamente un vettore si indica con una lettera su cui si pone una piccola
freccia, oppure da una
lettera in grassetto :
oppure V .
I vettori possono essere sommati. Per esempio, se consideriamo due
spostamenti successivi di un
corpo, lo spostamento complessivo risultante sarà la somma dei
due vettori che rappresentano
i due spostamenti :
Il corpo si muove inizialmente da A a B e poi da
B a C . Lo spostamento AB è rappresentato
dal vettore
e lo
spostamento BC è rappresentato dal vettore
.
Lo spostamento complessivo risultante, da A a C
, è rappresentato dal vettore
che è esprimibile
come la somma vettoriale
.
Si noti che la somma vettoriale così definita non coincide in generale con la
normale somma di numeri !!!
Infatti, lo spostamento
ha una intensità 4 mentre lo spostamento
ha una intensità di 3 . Lo
spostamento risultante, somma vettoriale dei due, ha intensità pari a :
(si applica il teorema di Pitagora) mentre la somma delle intensità dei due
vettori è :
4 + 3 = 7 .
Solo nel caso di vettori allineati e dello stesso verso si ha che l'intensità
del vettore risultante eguaglia la
somma delle intensità dei vettori di partenza :
in questo caso l'intensità di
è 7 ed eguaglia la somma 4 + 3 delle intensità
di
e
.
Addirittura, se il corpo, dopo essere arrivato in B ritorna in
A , si ha :
dove lo spostamento risultante è nullo. Il corpo, in effetti, dal punto di
vista dell'effettivo spostamento,
ritornando al punto di partenza, non si è mosso. Si ha cioè che
vale zero.
Nel caso generale di due spostamenti con angoli qualunque, si ha :
dove si vede molto bene che il vettore risultante
è la diagonale principale del parallelogramma
così come ottenuto in figura. La stessa cosa, ovviamente, vale anche per i
casi precedenti
Abbiamo così desunto una regola di fondamentale importanza :
i vettori si sommano secondo la
regola del parallelogramma.
Esempi :
- 1 - Somma di
forze :
Nel caso I le due forze di 2 N sono ad angolo retto per
cui la risultante (somma) avrà una
intensità pari a
N (per il teorema di Pitagora).
Nel caso II le de forze hanno la stessa direzione, stessa intensità
( 2 N ) ma verso opposto
per cui la risultante avrà intensità 0 .
Nel caso III le due forze sono uguali in direzione verso ed
intensità. La risultante avrà
intensità 4 N , stessa direzione e stesso verso.
Si noti che le forze le abbiamo considerate applicate in uno stesso
punto.
- 2 - Somma di velocità
(le intensità dei vettori sono su scala arbitraria) :
Nel primo caso un treno viaggia a 30 km/h rispetto a terra ed un
uomo
cammina nella direzione
del moto del treno alla velocità di 5 km/h . La somma delle
velocità avrà, vista da terra, una
intensità di 35 km/h , la stessa direzione e lo stesso verso.
Nel secondo caso, invece, la risultante avrà intensità 25 km/h , stessa
direzione e verso della
velocità maggiore.
Un ultimo esempio. Una barca che attraversa un fiume :
03 - Numeri naturali.
I numeri naturali sono l'insieme di base su cui si costruiscono
tutti gli altri tipi di numeri. I numeri naturali
non sono definibili a partire da altri oggetti : essi sono dati a
priori.
Essi sono i numeri 1, 2, 3, ... ed il loro insieme si indica con la
lettera
N per cui si ha :
N = {1, 2, 3, ...} .
Le proprietà dei numeri naturali sono tutte riconducibili a 3
assiomi, i cosiddetti assiomi di Peano (logico
e matematico italiano, 1858-1932). Essi si possono riassumere in maniera
intuitiva nel seguente modo :
- 1 - esiste il
numero 1
- 2 - ogni
numero naturale possiede un successivo
- 3 - ogni
numero naturale si ottiene da 1 "contando" in successione.
Con i numeri naturali si possono eseguire solo le operazioni di addizione
+ e moltiplicazione · .
L'operazione di sottrazione non è definibile nell'insieme di numeri naturali
perché in esso non sarebbe
una operazione chiusa.
Una operazione definita su di un insieme, per essere "ben definita"
deve avere la proprietà di essere
chiusa, ovvero il risultato dell'operazione deve essere un
elemento dell'insieme stesso. Per esempio,
se eseguo la sottrazione 1 - 2 , il risultato, essendo -1 (cioè
negativo), non fa parte dell'insieme in questione.
Per questo motivo, con i numeri naturale si possono fare solo il +
ed il · .
04 - Numeri interi.
I numeri interi sono definiti a partire dai numeri naturali.
Consideriamo il prodotto cartesiano N x N ed affermiamo che
le coppie :
(1,1), (2,2), (3,3), ...
sono equivalenti perché, se immaginassimo di fare la differenza
fra la prima coordinata e la seconda
coordinata, otterremo :
1 - 1 = 2 - 2 = 3 - 3 = ... = 0 .
Indichiamo allora con 0 la classe di equivalenza formata
dalle suddette coppie ordinate. Scriviamo cioè :
[0] = {(1,1), (2,2), (3,3), ...} = 0
.
Graficamente :
Analogamente otterremo :
[1] = {(2,1), (3,2), (4,3), ...} = 1
[2] = {(3,1), (4,2), (5,3), ...} = 2
... ...
...
[-1] = {(1,2), (2,3), (3,4), ...} =
-1
[-2] = {(1,3), (2,4), (3,5), ...} = -2
... ... ...
Graficamente :
Abbiamo così costruito l'insieme dei numeri interi a partire dai numeri
naturali.
L'insieme dei numeri interi si indica con la lettera I e vale :
I = {..., -3, -2, -1, 0, 1, 2, 3,
...} .
L'insieme dei numeri interi contiene l'insieme dei numeri naturali come
suo sottoinsieme proprio per cui
possiamo scrivere :
e di conseguenza possiamo dire che I è una estensione
di N .
Con i diagrammi di Venn quanto affermato risulta evidente :
Con i numeri interi possono fare le operazioni di addizione + , sottrazione
- e moltiplicazione · .
L'operazione di divisione non è definita sui numeri interi perché la divisione
fra due numeri interi non è in
generale un numero intero.
Fine.