E-school di Arrigo
Amadori
in collaborazione con :
Associazione Astrofili Cesenati
http://www.astrofilicesena.it/index.html
CORSO DI CULTURA SCIENTIFICA DI BASE
(8') incontro del 05/12/2003
resoconto
01 - Il "punto" sul neutrino.
Le ultime notizie sul neutrino (da un convegno che si tiene a Venezia) :
- 1 - Esistono tre
tipi di neutrini. Essi sono ovunque nell'universo ed in quantità enorme.
Essi
sono prodotti soprattutto dalle reazioni nucleari che avvengono nelle stelle.
Altri sono
prodotti dalle particelle del vento solare che entrando nell'atmosfera
interagiscono con
essa. Altri ancora sono prodotti nei reattori nucleari.
- 2 - I neutrini
sono estremamente elusivi, essi interagiscono in modo estremamente debole
con la materia. Un neutrino potrebbe passare un ipotetico muro di piombo dello
spessore
dell'intero sistema solare senza subire interazioni. La rilevazione del neutrino
è quindi un
problema tecnologico complesso. Occorrono rilevatori giganteschi (per aumentare
la
frequenza delle interazioni, essendo la loro probabilità molto piccola) posti
immersi in
grandi quantità di materia (sotto le montagne, in fondo al mare ecc.) per
filtrare le altre
particelle indesiderate.
- 3 - I neutrini
hanno una massa diversa da zero, seppur estremamente piccola. Ciascun tipo
di
neutrino ha una propria massa. Non si conosce ancora esattamente il loro valore
ma si
conosce il loro limite inferiore ed i rapporti fra di esse. Avendo massa non
nulla, di
conseguenza, i neutrini non possono viaggiare alla velocità della luce. Il precedente
"modello standard" sulle particelle prevedeva per il neutrino massa nulla e velocità uguale
a
quella della luce (anche se c'è sempre stato il sospetto che il neutrino possedesse una
massa).
Alla luce di questi nuovi dati, il modello standard è stato modificato. Inoltre, pur
avendo i neutrini una massa e pur essendo enorme il loro numero, ciò non è sufficiente
a spiegare la
natura della "materia oscura" che costituirebbe la gran parte dell'universo.
- 4 - I neutrini
oscillano. Un neutrino può cambiare la propria natura cioè si può trasformare
da
un tipo all'altro. In questo modo si spiega perché i neutrini di un certo tipo
prodotti dal sole
in effetti arrivano sulla terra in numero molto minore del previsto : essi si
sono trasformati in
un altro tipo.
- 5 - I neutrini
potrebbero essere legati al fenomeno di rottura di simmetria fra materia
ed
antimateria che si pensa sia avvenuta nei primissimi istanti dell'universo. Il nostro universo
è fatto di materia mentre l'antimateria è assente o sporadica. Materia ed antimateria, però,
risultano perfettamente simmetriche (almeno teoricamente). Che fine ha fatto allora l'antimateria
che si sarebbe dovuta creare in egual quantità rispetto alla materia
ordinaria nei primissimi
istanti di vita dell'universo ? Deve esserci stata ad un certo punto una rottura di simmetria
che ha spostato l' "ago della bilancia" verso la materia ordinaria. Ebbene, forse il neutrino
è implicato in questa primordiale rottura di simmetria.
- 6 - Il neutrino
"conosce" la "storia dell'universo". Aprendo una
"finestra" sui neutrini, si
potranno sicuramente avere nuove ed originali informazioni sulla nascita, evoluzione ed
esito dell'universo. Una grande quantità di "nuova fisica" aspetta di essere
scritta !!!
- 7 - Per
approfondire le conoscenze sui neutrini non possiamo accontentarci di studiare
solo
quelli (seppur abbondanti) che ci pervengono dalle stelle. Abbiamo bisogno di crearne
in laboratorio anche perché così potremmo modularli e dirigere a piacere (sono possibili
anche applicazioni mediche dalla sicura caratteristica di essere assolutamente non invasive).
Per
questo sono in atto progetti per la costruzione di "macchine" per la produzione
controllata
di neutrini.
02 - Un interrogativo "inquietante" ...
(suggerito da un utente del forum del sito degli astrofili cesenati).
"Pesa più un chilo di paglia o un chilo di ferro ?"
Chi volesse dare il proprio contributo per svelare l'atroce dilemma lo può fare
direttamente nel forum :
http://www.astrofilicesena.it/public/forum/index.php
03 - Secondo principio della dinamica (1' parte)
(proiezione audiovisivo)
Come abbiamo visto in precedenza, un corpo non soggetto a forze (o per cui la
risultante delle forze
è nulla) procede con velocità costante (in direzione, verso ed intensità) o
rimane in quiete (rispetto ad
un sistema di riferimento inerziale) (primo principio della dinamica).
Domandiamoci ora : cosa succede quando su di un corpo agisce una forza (a
risultante non nulla) ?
Possiamo vedere questo con un esperimento in cui ad un corpo libero di muoversi,
praticamente senza
attrito, su di un piano viene impressa una forza costante. Abbiamo tolto (il
più possibile, perché eliminarlo
del tutto è impossibile) l'attrito perché esso è di difficile misurazione per
cui, senza il suo disturbo, possiamo
semplificare le nostre considerazioni.
Studiamo questo moto "fotografando" la posizione del corpo ad intervalli uguali
di un secondo.
Supponiamo anche che l'unità di misura dello spazio sia il decimetro :
Essendo il tempo fra una posizione del corpo (indicata dal quadretto nero) e la
successiva uguale ad
un secondo, la distanza fra due posizioni corrisponde alla velocità media
(spazio / tempo = spazio / 1 =
spazio) che ha
il corpo fra le suddette posizioni.
Riportiamo su di un grafico velocità-tempo queste velocità medie :
Dal grafico si vede bene che ad ogni secondo successivo il corpo aumenta la
propria velocità media
di un decimetro al secondo.
Questa variazione costante di velocità nell'unità di tempo la chiamiamo
"accelerazione". Possiamo allora
concludere che un corpo soggetto ad una forza costante possiede un'accelerazione
costante e non una
velocità costante, come si credeva fino a pochi secoli fa
Supponiamo ora di imprimere al corpo una forza doppia. Otteniamo così il
grafico :
Riportiamo anche in questo caso le velocità medie fra le posizioni successive
nel seguente grafico :
Otteniamo quindi che ad ogni secondo successivo il corpo aumenta la propria
velocità media di due
decimetri al secondo.
Possiamo quindi dedurre che se la forza raddoppia, l'accelerazione di
conseguenza raddoppia.
La forza, in conclusione, è direttamente proporzionale all'accelerazione che
imprime al corpo.
04 - Perché un corso di matematica.
La matematica è il "linguaggio" della scienza. Se vogliamo capire la
scienza è necessario che ne
comprendiamo il linguaggio.
La matematica è un linguaggio universale. Qualunque affermazione espressa in
termini matematici è
comprensibile da chiunque la conosca. Nel nostro corso, parlando di fisica in
termini qualitativi e
divulgativi, cercando cioè di comprendere
come "funziona il cosmo" a livello di concetti di base
esposti col linguaggio comune, ognuno di noi
si fa una propria idea dei concetti esposti, magari
credendo di averli capiti. Invece, ad una
verifica diretta, ci accorgiamo che ognuno di noi ha
creduto di capire !!! In effetti ognuno ha capito "a modo suo" ed in
maniera spesso erronea.
Esprimendo invece i concetti della fisica in termini matematici, ognuno
comprenderà esattamente
il significato dei medesimi, allo stesso modo per tutti. In questo modo si viene a
formare una "mentalità"
comune finalizzata alla comprensione del cosmo.
Ecco perché occorre che impariamo la matematica, anche se ciò richiede un
piccolo sforzo, anche
se può risultare antipatica o noiosa a molti (questo principalmente a causa dell'impatto
negativo che
si ha avuto a scuola e questo a causa di molti motivi che non vogliamo qui
analizzare).
La matematica, invece, non è "arido e meccanico far di conto". La
matematica è "ardita creazione
di strutture logiche". La matematica è astrarre dagli oggetti che
costituiscono la realtà le regole
a cui essi sono soggetti e studiarne le
poliedriche proprietà. La matematica è fantasia e bellezza.
E' la forma stessa della nostra mente.
La matematica è come le "scatole cinesi". Un concetto richiama,
contiene un altro e così via fino ai
concetti fondamentali di base. Per questo motivo occorre non perdere nessun
anello di questa "catena".
Per esempio, gli oggetti matematici alla base della teoria della relatività
sono i tensori. Un tensore
contiene in sé il concetto di differenziale
che contiene in sé il concetto di derivata che contiene in sé
il concetto di funzione che contiene in sé
il concetto di insieme ...
Ogni oggetto matematico non è mai qualcosa di astratto : esso è o un insieme o
un elemento di un
insieme.
Ecco quindi che alla base di tutta la matematica (essa stessa alla base di tutta
la scienza) vi è il concetto
di insieme.
Iniziamo allora lo studio della matematica dalle sue fondamenta, cioè dalla
teoria degli insiemi.
05 - Definizione di insieme.
Tutto l'intero edificio della matematica si basa sul concetto di insieme.
Cos'è un insieme ? E' quasi incredibile, ma il concetto di insieme non è
definibile. Tutta la matematica,
e quindi la scienza, si basa su un concetto
indefinibile !!! Il concetto di insieme è innato, solamente
intuibile ma non definibile. Al massimo
possiamo definire dei sinonimi : aggregato, classe, collezione ecc.
Possiamo indicare un insieme con una lettera maiuscola : A, B, C
....
Possiamo definire un insieme indicandone gli elementi utilizzando le parentesi
graffe con questa sintassi :
![]()
dove, in questo caso, l'insieme A contiene gli elementi a , b
, c , 1 e 2 .
Vi è anche un modo grafico molto immediato per indicare un insieme tramite i
diagrammi di Venn :
Se gli elementi di un insieme sono molti e quindi non elencabili, si troverà
volta per volta il modo più
conveniente per indicarli, per esempio specificando una proprietà ad essi comune
che li specifica.
Per indicare che un elemento appartiene ad un insieme si usa la scrittura :
.
Per indicare che un elemento non appartiene ad un insieme si usa la scrittura :
.
Se un insieme non contiene elementi esso si dice vuoto e si indica con il
simbolo
.
Due insiemi si dicono uguali se sono composti dagli stessi elementi. Per esempio
gli insiemi
e
sono uguali e si scrive :
A = B .
06 - Sottoinsieme.
Un insieme i cui elementi appartengono anche ad un altro insieme si dice che è
sottoinsieme di quest'ultimo.
Per esempio, l'insieme
è sottoinsieme dell'insieme
perché i suoi elementi
b e 2 appartengono anche ad A .
Graficamente :
Per indicare che B è sottoinsieme di A si scrive :
.
Si noti che un sottoinsieme di un insieme può essere anche uguale a
quest'ultimo (in questo caso ne
contiene tutti gli elementi e non ne contiene altri). Per questo motivo, nel simbolo di sottoinsieme si
mette la sbarretta orizzontale indicando così la possibilità dell'uguale.
Un sottoinsieme proprio, invece, è un sottoinsieme che non è uguale
all'insieme a cui appartiene, cioè vi
è almeno un elemento del secondo che non è contenuto nel primo.
Nell'esempio precedente, B è sottoinsieme proprio di A
e si scrive (senza la sbarretta) :
.
07 - Unione.
Dati due insiemi A e B è possibile eseguire fra di essi
l'operazione di unione ottenendo così un terzo
insieme, l'insieme C , formato dagli elementi del primo insieme e dagli
elementi del secondo.
Per esempio, se
e
,
l'insieme C che rappresenta la loro unione
(operazione che si indica con una "U" ) è :
.
Esempi grafici :
08 - Intersezione.
Dati due insiemi A e B è possibile eseguire fra di essi
l'operazione di intersezione ottenendo così un
terzo insieme, l'insieme C , formato dai soli elementi in comune ai
due insiemi.
Per esempio, se
e
,
l'insieme C che rappresenta la loro intersezione
(operazione che si indica con una "U" rovesciata) è :
.
Esempi grafici :
Si noti che l'intersezione fra due insiemi disgiunti, cioè che non hanno
elementi in comune, è l'insieme
vuoto
.
09 - Differenza.
Dati due insiemi A e B è possibile eseguire fra di essi
l'operazione di differenza ottenendo così un
terzo
insieme, l'insieme C , formato dai soli elementi di A che non
sono elementi di B .
Per esempio, se
e
,
l'insieme C che rappresenta la loro differenza
(operazione che si indica con - ) è :
.
Esempi grafici :
Si noti che la differenza fra due insiemi uguali è l'insieme vuoto per cui A - A =
.
Fine.