E-school  di  Arrigo Amadori

in collaborazione con :

Associazione Astrofili Cesenati  http://www.astrofilicesena.it/index.html  


CORSO DI CULTURA SCIENTIFICA DI BASE

incontri del  07/11/2003 , 14/11/2003 , 21/11/2003 , 28/11/2003

argomenti previsti


01 - Teorie fisiche.

Abbiamo fin qui visto che nell'universo agiscono 4 tipi di forze (gravitazionale, elettromagnetica, 
nucleare debole, nucleare forte).

La maggioranza dei fenomeni fisici noti sono descrivibili (a tutt'oggi) grazie all'azione di queste 
forze.

Ma come avviene questa descrizione ? Attraverso delle teorie fisiche che non sono altro che 
modelli matematici. Una teoria fisica descrive le relazioni fra le grandezze fisiche in gioco nei
particolari fenomeni. 

Per esempio, la teoria della gravitazione di Newton descrive matematicamente come la forza
gravitazionale dipende dalla massa dei corpi e dalla loro distanza. 

Una teoria fisica non è mai "vera", nel senso assoluto del termine. Una teoria fisica è vera entro
i limiti in cui è definita e logicamente fondata ed in particolare è vera entro certi limiti dovuti alla 
precisione degli strumenti che, misurando le grandezze fisiche, la mettono, inevitabilmente, alla 
prova.

La ricerca della "verità assoluta" (supposto che ne esista una) o dell' "essenza" delle cose non è 
compito dello scienziato perché esso sa, da Galileo in poi, che l'unica cosa che gli compete è 
fare delle misure e trovare delle relazioni matematiche fra le grandezze fisiche.

Cosa sia un elettrone nessuno può saperlo. Quello che si può sapere è come "funziona", come si
comporta in un campo elettrico, che traiettoria compie, che energia ha ecc.

Quando, per l'avvenuto progresso scientifico, strumenti sempre più precisi dimostrassero che una
teoria fisica non è più corretta, non succederebbe allora nulla di drammatico. Ciò fa parte del "gioco". 
Anzi, in un certo senso, paradossalmente, i fisici non sperano altro : di vedere le proprie teorie 
contraddette dalla realtà dei fatti perché questo è l'unico modo per progredire nella conoscenza.

Più volte nella storia recente, teorie che sembravano a prova di "bomba" hanno dovuto essere 
modificate radicalmente.

Si pensi alla teoria della relatività ed alla meccanica quantistica che rappresentarono all'inizio del
'900 un superamento della meccanica classica. Però attenzione, la meccanica classica, entro
certi limiti, continua ad essere valida, anzi è il punto di partenza di ogni teoria, ne costituisce le
fondamenta.

Infine, una teoria fisica, oltre a descrivere i fenomeni noti (sempre entro i limiti sperimentali indotti
dagli errori delle misure) deve essere in grado di prevedere fenomeni sconosciuti. Questo, in un
certo senso, rappresenta il grado di "bontà" e "potenza" di una teoria fisica : tanto più una teoria 
è "buona", quanto più fa scoprire nuovi fenomeni.

02 - Teorie classiche, teorie quantistiche.

Vi sono due grandi famiglie di teorie fisiche : le teorie classiche e quelle quantistiche. In linea di 
principio, le prime si applicano ai fenomeni macroscopici mentre le seconde ai fenomeni 
microscopici.

Purtroppo i due tipi di teorie sono logicamente inconciliabili ed a tutt'oggi, nonostante i tentativi 
e le grandi energie profuse (in questo sta la "frontiera" della attuale ricerca scientifica), non si è 
riusciti a creare una unica teoria che spieghi macrocosmo e microcosmo come una unica realtà. 

Le differenze sostanziali fra i due tipi di teorie sono :

        - 1 -    Le teorie classiche si basano sui concetti di punto materiale e di traiettoria. 

                   Un corpo, se sufficientemente "piccolo" nei confronti delle dimensioni della traiettoria 
                   che compie nel suo moto, può essere considerato come un punto privo di dimensioni
                   in cui vi è concentrata tutta la massa (quantità di materia) del corpo stesso. Questo punto 
                   si chiama punto materiale. 

                   Un corpo sufficientemente "grande", nei confronti delle dimensioni della traiettoria che
                   compie nel suo moto, può essere considerato come un insieme continuo di punti materiali.

                   Un punto materiale, nel suo moto, compie una traiettoria continua, ovvero una linea 
                   continua (in generale curva).

        - 2 -    Le teorie quantistiche si basano sul concetto di funzione d'onda.

                   Sul moto di un corpo non si può fare alcuna affermazione deterministica. Addirittura  
                   non si può neppure affermare che i corpi si muovono seguendo traiettorie continue.

                   Una teoria quantistica, al massimo, può solo predire la probabilità di trovare il corpo 
                   in un certo punto dello spazio (ed in un certo istante).

                   La distribuzione della probabilità di trovare il corpo nei vari punti dello spazio è la 
                   funzione d'onda del corpo in questione.

Le principali teorie classiche sono :

        la meccanica classica
        la teoria del campo elettromagnetico di Maxwell
        la teoria della relatività ristretta
        la teoria della relatività generale.

Le principali teorie quantistiche sono :

        la meccanica quantistica 
        la teoria quantistica relativistica
        il modello standard.

03 - La meccanica classica.

E' la base di ogni teoria fisica (anche di quelle quantistiche !!!) ed è storicamente la prima teoria 
fisica (su basi scientifiche) creata dall'uomo.

La meccanica classica è stata sviluppata principalmente da Galileo, Newton, Lagrange e Hamilton
ed a metà '800 poteva dirsi compiuta.

I principi essenziali su cui si fonda la meccanica classica  sono :

        - 1 -    Principio di conservazione (Lavoisier) : nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si 
                   trasforma. 

        - 2 -    Principio di minima azione (Hamilton) : la natura sceglie sempre il minor "sforzo" 
                   ovvero, un corpo per andare da  A  a  B  "sceglie" sempre la traiettoria più 
                   "conveniente" in termini di energia.

        - 3 -    Occorre sempre un sistema di riferimento (Galileo) : per descrivere i fenomeni fisici
                   occorre un sistema di riferimento formato da 3 coordinate spaziali ( x , y , z , ovvero 
                   lunghezza, larghezza, altezza rispetto ad un punto dato preso a piacere) ed un orologio 
                   per segnare il tempo  t .

        - 4 -    Esistono sistemi di riferimento inerziali (o galileiani) (Galileo) : in essi il tempo è 
                   omogeneo (i vari istanti di tempo sono equivalenti) e lo spazio è omogeneo (le varie 
                   posizioni nello spazio sono equivalenti) ed isotropo (le varie orientazioni nello spazio 
                   sono equivalenti). I sistemi di riferimento inerziali sono infiniti e si muovono fra loro di
                   moto rettilineo uniforme.

        - 5 -    Principio di inerzia (Galileo) : rispetto ad un sistema di riferimento inerziale un corpo 
                   non soggetto a forze esterne si muove di moto rettilineo uniforme (o rimane in quiete).

        - 6 -    Principio di relatività (Galileo) : le leggi della fisica sono le stesse in ogni sistema di 
                   riferimento inerziale. Non esistono quindi sistemi di riferimento inerziali "privilegiati". 

04 - La teoria del campo elettromagnetico di Maxwell.

Nella seconda metà dell' '800 Maxwell riuscì a descrivere tutti i fenomeni elettromagnetici allora noti
in una teoria estremamente sintetica costituita da sole 4 equazioni.

Le 4 equazioni di Maxwell descrivono i fenomeni relativi all'elettricità ed al magnetismo e prevedono
in sé le onde elettromagnetiche (che all'epoca della stesura delle 4 equazioni non erano ancora note), 
cioè, risolvendo queste equazioni, si perviene al concetto di onda elettromagnetica (questo è un esempio 
di previsione teorica di fenomeni sconosciuti e poi solo successivamente verificati).

Le equazioni di Maxwell prevedono che la velocità delle onde elettromagnetiche sia  c  (circa 
300 000  chilometri al secondo), la velocità della luce.

05 - La teoria della relatività ristretta.

Questa teoria fu pubblicata da Einstein nel 1905 e costituisce una correzione della meccanica classica,
che diventa così la meccanica relativistica, a causa del fatto che la velocità della luce risulta essere
costante in ogni sistema di riferimento inerziale (oltre ad essere una velocità limite, non oltrepassabile).

Quanto affermato va sotto il nome di "principio di costanza della velocità della luce".

Un semplice esempio può chiarire questo principio e nello stesso tempo mostrare quanto esso 
sia distante dalla "mentalità comune" che ci siamo fatti vivendo in un ambiente dove le velocità 
dei corpi sono enormemente piccole rispetto alla velocità della luce che ci appare perciò infinita 
(come pensava Galileo). 

Consideriamo una automobile che ci viene incontro (noi siamo "fermi") alla velocità di un chilometro 
al secondo con i fari accesi (è una velocità impossibile per un'automobile !!! ma questo è un esperimento 
ideale e una tale velocità ci semplifica i calcoli) . A quale velocità ci giunge la luce proiettata dai fari 
verso di noi ? Il senso comune ci farebbe dire 300 000 + 1 chilometri al secondo (ovvero la somma 
della velocità della macchina rispetto a noi più la velocità della luce rispetto alla macchina).

Questo risultato è errato !!! Esperimenti molto sofisticati mostrano che invece la luce ci perviene 
sempre alla stessa velocità  c !!! Questo, in sostanza, è un principio che va accettato così com'è, 
perché la natura "funziona" così. Siamo noi, allora, che dobbiamo  modificare la nostra "mentalità", 
la nostra visione del mondo.

La teoria della relatività ristretta è quindi la meccanica classica "corretta" con l'aggiunta di questo 
principio.

Gli effetti di questa teoria sono eclatanti e si possono riassume dicendo che spazio e tempo 
sono soggetti a deformazioni (dilatazioni e contrazioni) in dipendenza della scelta del sistema 
di riferimento.Non sono più entità "assolute".

Se consideriamo la velocità della luce infinita (cosa che è lecito fare in presenza di corpi "lenti") 
si ottiene che la meccanica classica rimane valida.

Possiamo allora affermare che la meccanica classica è l'approssimazione della meccanica 
relativistica (teoria della relatività ristretta) per velocità "piccole" rispetto alla velocità della luce.

06 - La teoria della relatività generale.

La teoria della relatività generale descrive i fenomeni gravitazionali. Questa teoria fu pubblicata da 
Einstein nel 1916 e si basa sul "principio di equivalenza".

Secondo questo principio, un campo gravitazionale è equivalente ad un sistema di riferimento non
inerziale.

Mostriamo ciò con un esperimento ideale. Supponiamo che una navicella spaziale sufficientemente 
lontana da qualunque pianeta (quindi non disturbata dalla loro gravità) stia accelerando in maniera 
costante, ovvero che la sua velocità cresca costantemente. Questa accelerazione è prodotta dai 
razzi di cui è dotata la navicella.

Gli astronauti, dentro la navicella, verificheranno che tutti i corpi si muovono con la stessa accelerazione
nel verso contrario alla spinta prodotta dai razzi. Verificheranno sostanzialmente che i corpi si muovono
tutti allo stesso modo indipendentemente dalla loro massa.

Ebbene, ciò è esattamente quello che succede quando si è immersi in un campo gravitazionale 
costante come qui sulla superficie terrestre : tutti i corpi cadono allo stesso modo, indipendentemente 
dalla loro massa (ovviamente non considerando l'effetto frenante dell'aria).

La teoria della relatività generale è basata su questo principio ed afferma che un campo gravitazionale
è del tutto equivalente ad un sistema di riferimento non inerziale in cui spazio e tempo non sono più
omogenei ed isotropi. Lo spazio ed il tempo vengono così "perturbati" dal campo gravitazionale e le 
loro proprietà non sono più euclidee.

Lo spazio-tempo viene incurvato dal campo gravitazionale prodotto dai corpi !!!

Infine, il principio di relatività, che prevede l'invarianza delle leggi fisiche nei sistemi inerziali, viene
esteso al "principio di relatività generale" secondo il quale le leggi della fisica devono essere le 
stesse in qualunque sistema di riferimento, non solo quelli inerziali.

07 - La meccanica quantistica.

Fra  tutte le teorie quantistiche riportiamo qui quella che ne costituisce il nucleo, la meccanica 
quantistica.

Essa si basa essenzialmente sui seguenti principi :

        - 1 -    Principio di indeterminazione (Heinsenberg, 1927) : non si possono conoscere 
                   contemporaneamente posizione e velocità di un corpo con la precisione che si 
                   desidera. Vi è un limite naturale invalicabile a questa precisione indicato dalla 
                   costante di Planck (circa 10 alla -30).

        - 2 -    Principio di corrispondenza : la meccanica quantistica non può esistere senza
                   la meccanica classica. Siccome non si può affermare nulla circa il moto dei corpi
                   quantistici (microscopici), per misurarne le proprietà dinamiche (posizione, velocità, 
                   energia ecc.) li dobbiamo fare interagire con oggetti classici (macroscopici) che 
                   seguono la meccanica classica e di cui, quindi, sappiamo "tutto". Tramite le 
                   modificazione di questi oggetti classici (detti "strumenti di misura") siamo così in 
                   grado di avere informazioni sugli oggetti quantistici.

        - 3 -    Principio di sovrapposizione : un corpo (od un sistema di corpi) si può trovare
                   contemporaneamente in più stati. Un corpo può cioè, per esempio, avere 
                   diversi valori di energia. Solo attraverso il processo di misura si determina un
                   valore ben preciso. Più precisamente, un corpo potrebbe essere in uno stato
                   corrispondente all'energia  1  ed dall'energia  2  con una probabilità per ciascuno
                   dei due valori. Potrebbe essere all'energia  1  al  30 %  ed all'energia  2  al
                   70 % . Ciò significa che facendo molte misure, il corpo verrà trovato il  30 %
                   dei casi con energia  1  ed il  70 %  dei casi con energia  2 .

Questi principi sono in apparente antitesi con il "buon senso". La meccanica quantistica è allora
una grande dimostrazione di come il cosiddetto "buon senso" sia erroneo e fuorviante, perché 
prodotto dall'esperienza di vita in un ambiente di cui i nostri sensi ne avvertono solo alcuni aspetti.

La meccanica quantistica diventa la meccanica classica se si considera la costante di Planck nulla,
ovvero se si immagina di considerare grande a piacere la precisione con cui misurare posizione e 
velocità dei corpi.

Considerando che la costante di Planck è molto piccola, la meccanica classica vale molto bene per
un enorme quantità di fenomeni.

Solo quando ci spingiamo nell'infinitamente piccolo (nel mondo degli atomi e delle particelle) essa
non vale più ed è allora che diventa valida la meccanica quantistica.

Fine.


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