E-school di Arrigo
Amadori
Calcolo differenziale assoluto (calcolo tensoriale)
Geodetiche
Una geodetica è una linea di minima lunghezza fra due punti dati
di una varietà n-dimensionale
.
Nel caso bidimensionale, le
sono delle superficie ordinarie ed una geodetica è rappresentabile
come nel grafico :
Dati due punti di una varietà, la geodetica fra di essi è unica. Una
geodetica ha interessanti proprietà
geometriche. Fra queste riportiamo, per il caso bidimensionale, che il piano
osculatore in ogni punto
della geodetica è normale al piano tangente in quel punto alla superficie.
Il concetto di geodetica è molto importante anche per le applicazioni fisiche.
Nella teoria della
relatività generale un campo gravitazionale incurva lo spazio-tempo ed i corpi
in esso si muovono
compiendo delle geodetiche.
Dato il tensore metrico
di una varietà n-dimensionale, è possibile trovare le equazioni differenziali
a cui deve soddisfare una geodetica tramite l'aiuto del calcolo variazionale
(o delle variazioni).
01 - Calcolo variazionale (concetti fondamentali)
Il calcolo variazionale è una branca dell'analisi che si occupa di risolvere
problemi di massimo o
minimo. In generale, date certe condizioni, si tratta di trovare una soluzione ad un
problema per
il quale sia massima o minima una certa grandezza od espressione matematica.
Non ci addentreremo nel calcolo variazionale perché ciò esulerebbe dallo scopo
di queste semplici
note, ma utilizzeremo di esso ciò di cui abbiamo bisogno per raggiungere il
nostro scopo e faremo
questo in modo intuitivo.
Mostriamo allora, nel caso più semplice possibile, l'impostazione tipica di un
qualsiasi problema di
calcolo variazionale.
Data la funzione y = f(x) si chiama variazione della
y , e si indica con δ y
, rispetto ad una
corrispondente variazione δ x
della x a partire da un
certo valore,
l'espressione :
dove l'ultimo membro è ricavato direttamente dalla formula di Taylor.
Se ci si limita al primo termine (il termine infinitesimo del primo ordine) la
variazione si chiama
variazione prima e vale :
.
Consideriamo allora una funzione y = f(x) qualunque :
Le variazioni prime nei punti A , B e C sono nulle
perché in essi la derivata prima è nulla. Il punto
A è un punto di massimo relativo, il punto B è un minimo
relativo mentre il punto C non è né un
massimo né un minimo.
Si deduce quindi che i punti di massimo o minimo relativo vanno ricercati
fra i punti in cui la variazione
prima è nulla (ovvero la derivata prima è nulla) cioè :
δ y
= 0 .
Sottolineiamo però il fatto che un punto in cui la variazione prima è nulla,
non è automaticamente un
punto di massimo o minimo (vedi il punto C dell'esempio).
Quanto fin qui affermato costituisce il nucleo principale che sta alla base del calcolo variazionale.
02 - Equazione differenziale della geodetica.
Nel caso della geodetica, noi ricerchiamo una linea fra due punti che
abbia lunghezza minima.
Ciò equivale a considerare la funzione l = f(g) dove l
("elle") è la lunghezza e g è una linea qualunque
fra due punti. Sia ora g la linea fra due punti per cui la lunghezza è
minima (la geodetica appunto). La
variazione prima di l allora sarà nulla, cioè :
δ l
= 0 .
Questa condizione (introdotta in termini intuitivi senza ulteriori
approfondimenti) determina la geodetica
cercata.
Si ribadisce che la condizione δ l
= 0 può fornire, in generale, anche linee che non sono propriamente
la geodetica fra
due punti. Si tratta di linee per cui la lunghezza è localmente minima
o massima, cioè linee
ad essa vicine
hanno lunghezza ad essa superiore od inferiore. In analogia con il punto C dell'esempio
precedente, possono risultare anche linee che non sono linee di minima
lunghezza (nemmeno localmente),
ma che però sono linee per cui la variazione prima è nulla.
Consideriamo ora la geodetica g di lunghezza l
("elle") fra i
punti A e B di una varietà n-dimensionale.
Supponiamo che essa sia nota. Un'altra linea g' condotta fra i
punti A e B avrà quindi una lunghezza
maggiore. Sia g'
infinitamente vicina a g e sia l' la sua lunghezza.
Graficamente :
L'equazione parametrica della geodetica g sia :
dove il parametro s è la lunghezza della curva a partire da A
. Evidentemente 0 ≤
s ≤ l e si
ha
e
.
L'equazione parametrica della linea g' sia :
dove le variazioni
sono funzioni infinitesime di s ( 0 ≤
s ≤ l ) tali che
.
Sia P un punto di g corrispondente ad un certo valore
del parametro s e Q un punto di
g
infinitamente vicino a P . Sia ds la lunghezza del
segmento PQ . Sia P' il punto corrispondente
a P (con il
medesimo valore del parametro s ) su g' e sia Q' il punto corrispondente a Q su g' .
Graficamente :
Determiniamo le coordinate dei quattro punti P , Q , P'
e Q' :
- il punto P ha
coordinate
- il punto Q ha
coordinate
- il punto P' ha
coordinate
- il punto Q' ha
coordinate
D'altra parte le coordinate di Q' sono anche
per cui la differenza fra le
coordinate di Q' e quelle di P' è sia
che
.
Eguagliando le due espressione e ricordando che d(x + y) = dx + dy
e δ (x
+ y) = δ x + δ y (la
variazione è infinitesima per cui ha le medesime proprietà lineari del
differenziale),
si ottiene :
.
Questa importante relazione che ci
servirà in seguito indica che i differenziali delle variazioni delle
coordinate (che sono funzioni) eguagliano le variazioni dei differenziali delle coordinate
.
A questo punto troviamo la variazione dell'elemento ds ,
ovvero δds
. Per fare questo facciamo
la variazione di ds² . Considerando che le regole per fare la
variazione (infinitesima) sono le stesse
della differenziazione, si ottiene :
.
Poiché
(sommare sugli indici ripetuti) , facendo la variazione, si ottiene :
da cui, siccome gli ultimi due termini sono identici, si ha :
.
Dividendo ambo i membri per 2ds si ottiene :
dove il punto indica la derivazione per s e si è posto dδx
invece di δdx (che sono uguali come
dimostrato
sopra).
Poiché
(formula
analoga alla differenziazione del tensore metrico), si ottiene :
(ricordarsi sempre di fare le somme rispetto agli indici ripetuti).
Calcoliamo ora le lunghezze l ed l' delle linee
g e g' (rispettivamente) fra i punti A e
B .
Si ha :
e
da cui si ricava :
che rappresenta la variazione della lunghezza quando si passa dalla
geodetica g ad una linea
infinitamente vicina g' (ma sempre sottesa fra A e B ) .
Questa è la variazione cercata che
dovremo porre uguale a 0 per ottenere le equazioni della geodetica.
Si ha allora :
δ l
= 0
ovvero, sostituendo in δds
l'espressione precedentemente trovata :
(1).
Scriviamo ora il secondo integrale in una forma migliore. Integrando per parti
si ottiene :
.
Poiché i δx
sono nulli in A e B , l'integrale si riduce a :
da cui, differenziando, si ottiene :
.
Facendo il differenziale del tensore metrico, l'integrando del primo integrale
dell'ultimo membro
diventa :
oppure, scambiando i con l :
per cui (prendendo la semisomma) :
(questo artifizio risulterà utile in seguito).
In questo modo si ottiene :
.
A questo punto sostituiamo l'integrale così trasformato nella formula
originale (1) . Otteniamo
allora :
dove abbiamo opportunamente raccolto e dove si deve, come sempre, sommare
rispetto agli
indici ripetuti (anche su k !).
L'espressione può essere riscritta introducendo i simboli di Christoffel nel
seguente modo :
.
Ponendo :
la suddetta espressione si semplifica ulteriormente in :
per cui :
Dovendo questo integrale essere nullo per ogni possibile scelta di
(entro le condizioni già
definite) occorre che si abbia :
che rappresenta in sintesi la condizione di nullità della variazione della
lunghezza della geodetica.
Espandendo la formula ed ordinando per ordine decrescente di derivazione si ottiene :
.
Queste sono n equazioni differenziali del secondo ordine.
Si noti che il sistema
costituisce un vettore covariante le cui componenti controvarianti
sono :
.
La condizione di nullità della variazione si esprime allora in :
per cui, si ottiene infine :
.
Queste sono le equazioni differenziali nella forma più semplice a cui deve
soddisfare la
geodetica cercata.
Si tratta di n equazioni differenziali del secondo ordine in
. Esse necessitano, per essere
risolte, di 2n costanti che possono essere fornite dalle
coordinate dei punti A e B oppure
dalle coordinate del punto A e da n derivate
date che costituiscono una assegnata
direzione a partire dal punto A .
Si noti che l'equazione della geodetica dipende dal solo tensore metrico, dai
simboli di
Crhistoffel (essi stessi dipendenti dal tensore metrico) e dalle coordinate
curvilinee della
varietà e questo in accordo con i principi della geometria intrinseca.
Fine.
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