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Data Utente Risposta
15/04/08
14:01:41
arrigo A parte il rammarico per la scomparsa della sinistra dal parlamento, sono contento del risultato elettorale.

Finalmente, e per la prima volta, pochi partiti in parlamento !!!!!!

Adesso, staremo a vedere se il tipicamente nostrano "tot capita tot sententiae" avrà modo di imperare ancora.

In altre parole, saremo in grado di non farci sfuggire questa occasione storica per una effettivo rilancio del paese ?

20/01/08
15:32:51
arrigo http://www.petitiononline.com/386864c0/petition.html
16/01/08
08:38:16
arrigo Vedo che Napolitano è molto amareggiato e noto con stupore che nessun politico, a parte Boselli, abbia preso le parti dei professori di fisica protestatari (chiamiamoli così) della Sapienza.

Se dalla destra mi aspettavo ovviamente che si stracciassero le vesti, mi stupisce e mi lascia attonito che dalla sinistra vi sia la stessa reazione.

Se io, come libero cittadino italiano, non posso esprimere il mio dissenso e non gradimento circa le opinioni e la presenza di qualcuno (chiunque egli sia), siamo veramente messi male !!!

La vedo brutta per la legge sulle coppie di fatto, il testamento biologico, genetica ecc. ecc.

Il non avere leggi civili e moderne ci porta indietro nella storia e ci separa sempre di più dagli altri paesi che nel frattempo vanno avanti.

L'ideologia tanto apprezzata (anche dalla sinistra) di questo papa è medioevale, integralista ed oscurantista ... per cui, se tutti la seguono, il declino dell'Italia è assicurato.

15/01/08
20:58:08
arrigo Perchè invitare all'inaugurazione dell'anno accademico di un'università STATALE italiana un eminente integralista che ha coronato la sua aperta guerra al relativismo culturale, alla scienza ecc. due giorni fa annunciando che chi non è battezzato non può entrare nel regno dei cieli ?

Bene hanno fatto alcuni, a cui mi associo con entusiasmo, a protestare per la presenza di quella personalità.

Arrigo Amadori.

04/06/07
23:30:48
Gustavo Invito tutti i partecipanti all'open blog a visitare il sito www.theparliamentoftheworld .

Vorrei sapere cosa pensate della proposta in esso contenuta e sulla struttura del sito, ed aventulamente aprire una discussione.

A presto.

Gustavo

16/03/07
07:08:55
arrigo Sì, ho le idee per niente chiare ... e ho fatto molta confusione. Ti chiedo scusa.

La mia intuizione di base è che, su questi argomenti circa l'effetto serra, si parli solo della CO2 e non si parli mai (almeno, così a me sembra) della grande quantità di calore che si butta direttamente nell'atmosfera, calore che va ad aumentatare direttamente la temperatura della suddetta.

Una considerazione "poetica", per ... sdrammatizzare ...

Tutta questa energia che ricaviamo dai combustibili fossili non è altro che l'energia del sole immagazzinata dalle antiche foreste, ora trasformate in petrolio, che catturarono, grazie ad essa e tramite la fotosintesi clorofilliana, il carbonio dall'atmosfera di quei tempi ...

Energia che poi deriva dal difetto di massa della fusione nucleare dell'idrogeno che si trasforma in elio, idrogeno che deriva direttamente dall'universo iniziale ...

Beh, quando mettiamo in moto la macchina, pensiamo mai che ci stiamo "collegando in diretta" con il big-bang ?

16/03/07
00:23:05
Piccoloing Nessuno sbaglio, io credevo che tu ti riferissi al contributo di energia cinetica dato dagli efflussi gassosi.

Ovviamente prima o poi tutta l'energia che si può estrarre da una reazione chimica viene dissipata sotto forma di calore, il secondo principio non lascia scampo, magari momentaneamente può essere immagazzinata sotto forma di legami chimici o sotto forma di energia potenziale, ma il destino è sempre quello.

15/03/07
18:25:21
arrigo Caro Piccoloing, purtroppo non sono in grado di seguire bene le considerazioni ed i calcoli che fai perchè le mie conoscenze di termodinamica sono molto limitate (purtroppo) e risalgono a troppi anni fa (ricordo l'entalpia, l'energia libera ecc. troppo vagamente).

Da ciò che dici capisco però che affermi che l'apporto maggiore di energia all'ambiente avviene sotto forma di calore. Giusto ?

Ho però dei dubbi sul bilancio energetico.

Provo a parlare in termini di rendimento.

Supponiamo che il rendimento di un motore a scoppio sia il 30% (ho guardato in internet e ho trovato valori di questo tipo).

Questo (se non vado errato) significa che 100 J di calore ottenuti dalla combustione producono 30 J di lavoro meccanico.

Quindi, 70 J vanno perduti nell'ambiente.

Che ne è dei 30 J di lavoro meccanico ? Non si trasformano anch'essi in calore grazie agli attriti vari che sono in gioco ?

Se il mio ragionamento è giusto, anche quel 30% si trasforma in calore che va ad aumentare la temperatura dell'atmosfera la quale sempre più a fatica, grazie alla CO2 che la combustione produce, riesce sempre peggio ad erradiare ...

Il lavoro meccanico, che poi si trasforma in calore, non è, se il mio ragionamento è giusto, quindi tanto piccolo ...

In definitiva, tutto il 100 % del calore ottenuto dalla combustione va come calore nell'ambiente ...

Dove sbaglio ?

15/03/07
15:01:27
Piccoloing Caro Arrigo, mi sento di dissentire.

Il contributo entalpico dei gas di combustione mi sembra notevole, mentre quello cinetico no.

Proviamo a fare un conto: prendiamo come stato di riferimento i gas perfetti puri a 298 K, pressione ambiente e velocità macroscopica nulla, in queste condizioni l'entalpia è nulla.

Consideriamo una mole di gas perfetto,ad esempio l'Azoto, che costituisce gran parte degli scarichi di combustione, che viene scaldato fino a 900K, ed esce dal camino a 10 m/s. (si tratta di una velocità più che ragionevole, anzi forse un pelino troppo alta per uno scarico industriale)

Calcoliamo l'entalpia in queste condizioni, usando come Cp molare il valore di 7/2*R: H(700K)=Cp*(900-298)=7*(900-298)*8.314/2=17517.5 J/mole

Calcoliamo l'energia cinetica per unità di mole in uscita dal camino (abbiamo supposto che nello stato di riferimento questa sia nulla): K=MN2*V^2/2=0.028*10^2/2=1.4 J/mole.

Se il gas avessi una velocità in uscita pari a 100 m/s K varrebbe 140 J/mole, che sarebbe sempre piccolo rispetto al termine entalpico.

Quindi la differenza di energia tra una mole di azoto che entra in caldaia ( e per ogni mole di O2 ne entrano sempre 3.76 di azoto) e quello che ne esce è sì abbastanza elevata, ma il termine cinetico è decisamente trascurabile. Lo stesso discorso si potrebbe fare per tutti gli altri gas che partecipano alla combustione.

04/03/07
17:35:31
arrigo ... dimenticavo il calore che dalla combustione dei combustibili fossili va direttamente nell'atmosfera e che è paragonabile all'energia meccanica di cui sopra per cui l'apporto di energia è praticamente raddoppiato ...
04/03/07
13:06:31
arrigo ps. forse, è per questo motivo che il processo di aumento della temperatura media dell'atmosfera risulta accelerato in modo esponenziale ...
04/03/07
13:03:13
arrigo Effetto serra ed aumento della temperatura media dell'atmosfera.

L'immissione in atmosfera di CO2 ed altri gas (per questo, detti gas serra) produce effetto serra e questo è ormai noto a tutti.

Quello che però non ho ancora sentito mai nominare (mi pare) e che mi sembra di grande importanza, è quanto segue.

L'energia meccanica che otteniamo dalla combustione dei combustibili fossili è praticamente uguale all'energia solare che le antiche foreste (che hanno generato i giacimenti di combustibili fossili) hanno ricevuto dal sole per attuare la fotosintesi clorofilliana con la quale il carbonio è stato fissato nei tessuti vegetali.

Orbene, bruciando combustibili fossili, oltre a liberare CO2 che produce effetto serra, si immette nell'atmosfera una enorme quantità di energia meccanica che si trasforma essa stessa direttamente in aumento di temperatura dell'atmosfera stessa.

Avete presente l'esperimento di Joule per determinare l'equivalente meccanico della caloria ? Non era altro che un "mulinello" che mescolava acqua ... trasformando energia meccanica in aumento della temperatura dell'acqua medesima ...

Nel nostro caso, si tratta di aria, ma l'effetto è il medesimo. Miliardi di macchine a combustibili fossili che, oltre ad emettere CO2, trasferiscono energia meccanica all'aria ...

Questo specifico aumento di tempertura dell'atmosfera, poi, non dà luogo ad un aumento di irraggiamento negli infrarossi a causa dei gas serra ... e qui si chiude il circolo vizioso ...

20/12/06
00:19:41
mariodic Preciso subito che quanto segue non è risposta ad alcuno degli interventi precedenti sulla discussione iniziata nel forum: "A CHE PUNTO SIAMO CIRCA LA MISURA DELLA CONOSCENZA?". Per quanto ne so la questione non risulta posta come problema, forse anche per via delle difficoltà facilmente preconizzabili. L'affrontare il problema richiederebbe almeno la formulazione di un’adeguata, seppure provvisoria, definizione di ciò che dovrebbe intendersi per "conoscenza", una formulazione in termini adatti per iniziare una possibile trattazione scientifica. Ne siamo lontani, ma potremmo tentare almeno di concentrare l’attenzione su tutto ciò che sembri attenere a quel concetto. In questo mio intervento vorrei evitare di affondare in sgradite prolissità dicendo sinteticamente di credere che la “conoscenza”, al di là delle diverse forme con cui viene correntemente intesa, è la capacità o la possibilità dell’Osservatore di “dominare”, in grado più o meno elevato, l’universo che lo circonda o, in termini un po’ meno a-scientifici, la capacità di far uso dell’energia presente in un sistema fisico. Mi soffermerei su quest’ultima considerazione anche perchè chiaramente sottende il concetto scientifico di entropia che è il massimo che la scienza ha elaborato al riguardo.

L’entropia, come è noto, ha avuto la sua primitiva definizione in termodinamica come integrale del differenziale dQ/T (Q = quantità di calore e dT= temperatura assoluta di una sorgente termica di dimensione differenziale), solo successivamente si è andata consolidando la coscienza della sua possibile generalizzazione al parallelo significato di misura o di indicatore del disordine di un sistema fisico; questo fatto ha consentito la estensione di applicabilità di questa grandezza anche in aree diverse dalla termodinamica. Personalmente mi piace condividere l’opinione di chi a tutto ciò aggiunge (e da risalto) al rapporto decisivo tra questo “disordine” e l’”Osservatore” che deve affrontarlo. La nota metafora del “Diavoletto di Maxwell” altro non sarebbe che l’ingenua (almeno tale se giudicata col senno di poi) rappresentazione dell’Osservatore, un osservatore acutissimo e solertissimo, che aprendo e chiudendo, con improbabile abilità, un microsportellino posto tra due camere contenenti gas ad uguale pressione, genererebbe una significativa differenza di questa tra i due ambienti senza apparente impiego di energia. E’ quasi offensivo ricordare che non esistono processi fisici che “consumano” energia, ma solo processi che la degradano accrescendo monotonamente l’entropia totale del sistema universo.

Se ho osato dire che il “diavoletto” fu solo un’”ingenua” rappresentazione dell’Osservatore è perché sembrava (almeno allora) non interferire col sistema in osservazione al di là della desiderata “intelligente” azione di apertura e chiusura del microsportellino per agevolare il transito delle molecole di gas dalla camera A alla B e ostacolare il cammino inverso. Ora appare chiaro che la metafora “diavoletto”, in luogo di “osservatore”, non può reggere né logicamente né in via di principio, per diverse ragioni: la più pesante si riassumerebbe nella constatazione che l’Osservatore, in quanto portatore dell’intero universo, esclude, per via della sua “complessità”, per altro implicita nella ammissione della sua “intelligenza”, la necessaria neutralità nel sistema delle due camere e mantenere incorrotta la sua sola azione di aprire e chiudere lo sportellino. Questa incompatibilità può, con altre parole, essere sottolineata notando che la complessa “totalità” dell’Osservatore non può essere contenuta in un sottosistema isolato dell’universo, quale è appunto quello delle due camere, anzi è vero il contrario: poiché il sistema “Osservatore” si estende a tutto l’universo, allora ingloba in sé anche il sottosistema in osservazione.

Ma il “diavoletto” cos’è allora?.. Se lo considerassimo non altro che l’estremità operativa ed incisiva della lunghissima e complessissima catena strumentale facente capo all’Osservatore, allora rimuoveremmo l’incongruenza e la discussione non si bloccherebbe sul nascere.

20/12/06
00:16:59
mariodic L’ENTROPIA PUO SUGGERIRE UN INDIRIZZO PER “MISURARE” LA CONOSCENZA?

Credo di si, intanto sembrerebbe opportuno ampliare la riduttiva interpretazione corrente, che vede nell’entropia poco più che un indicatore del grado di “disordine” dei moti molecolari all’interno di un sistema costituito da una massa fluida in osservazione: tale ampliamento considererebbe l’entropia una funzione che decresce monotonamente al crescere del rapporto tra la quantità massima di energia che l’Osservatore è in grado di utilizzare operativamente –grazie al suo “stato strumentale”- e la quantità totale di energia del sistema. Tale capacità avrebbe titoli per contribuire alla creazione di metro di misura della “conoscenza” del sistema, cioè della capacità potenziale dell’Osservatore di ottenere un lavoro dall’energia contenuta in un fluido isolato sottoposto ad osservazione (osservazione in senso operativo). Per “stato strumentale” dell’Osservatore si intende il totale di “conoscenza” da questi “accumulata” o, se si preferisce, “immagazzinata”, nella massa tecnologica direttamente, indirettamente (hard-ware) e potenzialmente (soft-ware) di cui egli dispone o può disporre.

A questo punto si capirebbe il vero significato del “diavoletto” di Maxwell che perde la qualifica di “diavoletto” per prendere quella più realistica di “terminale” di una catena strumentale al vertice della quale c’e l’Osservatore. Se con tale catena strumentale, la più evoluta disponibile”, l’Osservatore non riesce ad estrarre l’energia che cercava, ovvero di diminuire l’entropia di quel sistema fisico, allora quell’entropia sarà, per definizione pro-tempore, massima (benché non sia nota o fissata la minima di riferimento); se invece l’operazione riesce e soddisfa la condizione di ripetibilità, l’energia corrispondente al “lavoro” estraibile o estratto da quel sistema, rapportata al totale di energia ivi contenuta, sembrerebbe avere il diritto di essere il quantificatore della “conoscenza”. Ma questa conclusione, benché ragionevole, non è completa. Discuteremo in seguito questo punto importantissimo.

06/12/06
16:35:12
arrigo Beh, prima perchè mi piacciono le cose "giuste" (dal mio sistema di riferimento, of course ...) e mi piace combattere per le mie idee, poi perchè, volente o nolente, nel cattolicesimo ci sono immerso fin dalla nascita ...

Poi, magari, le discussioni sui "massimi sistemi" aiutano a capire meglio (me per primo ...) e ad approfondire .

Bello il riferimento a Pauli !!! pochi lo sanno.

06/12/06
13:08:07
ingcapp Allora perchè ti preoccui del celibato dei preti.. affar loro! :)

Per il resto sono daccordo..

Anzi! da un pò di tempo ragiono in questo modo:

a) prendo atto dei modelli fisico-matematici coniugati con esperimenti scientifici ripetibili a volontà.

b) detesto ogni altro modello (filosofico, teosofico, ecc) che non si coniughi col metodo sperimentale suddetto

c) mi limito ad osservare ed elencare "apparenti coincidenze", constatando che, prima di me, negli anni '30, Jung e Pauli (sì proprio il padre dell' "esclusione" !!) scrissero tanto sulla "Teoria delle Sincronicità"

La constatazione di "apparenti coincidenze" mi lascia presagire che, dietro di esse, ci siano collegamenti, interazioni, o interventi con altre "entità", viventi o non viventi, senza assolutamente cercarne spiegazioni (= modelli matematici) inconsistenti (di tipo fideistico paranormale o astrologico)

Sono profondamente sicuro che, nell'antichità, gli uomini, non avendo l'àncora della certezza e della sicurezza esistenziale garantita dal metodo sperimentale, cercavano spiegazioni e modelli, più affini alla loro concezione dell'universo e si sono inventati Entità sovrumane.

Il linguaggio stesso (non parlo della lingua, ovvio!), ai tempi del Cristo, era diverso, molto diverso e simbolico..Discusioni fatte per parabole, metafore, miti tabù.. essenziali per chi era analfabeta.

Chiudo dicendo che, da quando osservo alcune "coindidenze", esse tendono a riprodursi più spesso e a volte si direbbe anche a.. volontà..

05/12/06
18:08:13
arrigo ... supposto che Dio esista ...

In ogni modo, nel nostro cervello, quando abbiamo sensazioni mistiche o durante la meditazione zen ecc. , si attivano specifiche aree.

Con il dovuto "allenamento" queste aree vengono ulteriormante attivate e rese efficienti.

Alcuni ipotizzano che l'evoluzione abbia specializzato queste particolari attività cerebrali perchè molto efficaci nel creare il senso di appartenenza ad un gruppo, clan ecc.

Personalmente credo che il primo modo diretto per "incontrare" Dio è "studiare" le leggi che sottendono l'universo (il Suo ... capolavoro ...).

Capire l' "intelligenza" che c'è dietro le cose e goderne costituisce sicuramente un incontro diretto con Lui, ammesso che esista.

In ogni caso, delle varie "rivelazioni" mi fido poco ... anzi, non vi presto fede alcuna. Preferisco in ogni modo la Natura.

Se poi Dio non esistesse, no problem. L'universo è stupendo a prescindere ...

05/12/06
17:27:14
arrigo Infatti, tutte le religioni sono "sbagliate" perchè umane e quindi legate alla storia, cultura ecc. ecc.

Invece, l'anelito a Dio è un "invariante" (proprio come ds^2 ...) della nostra specie ergo si può, secondo me, "conoscere" Dio "direttamente" senza il tramite delle religioni che, essendo sbagliate, costituiscono un ostacolo a questa conoscenza.

05/12/06
17:10:19
ingcapp Al diritto divino ci crede solo chi crede nel Dio trascendente che ha creato l'uomo, chi crede nella Rivelazione, ecc. A chi non crede in ciò, potrebbe bastare una religione più "laica", penserei a Confucio &. C.

Può non piacere nemmeno a me questa religione .

Ma nessuno ce la impone! Basta sceglierne allora un'altra su misura.

05/12/06
14:40:52
arrigo Beh, caro ingcapp, Se Gesù fosse stato donna, si sarebbe proposto il problema opposto ... detto da buon "relativista" ... (lasciando perdere la soluzione "ermafrodito" ...)

Non credo esista nessun "diritto divino". E' tutta una questione di uomini (e donne) ... e le religioni, anche quelle cosiddette rivelate, sono "creature" umane.

Personalmente, aderire ad una "religione" dovrebbe significare farmi sperimantare una effettiva "unità" di me stesso : fede + ragione.

Non posso quindi aderire ad una religione che considera le donne essere inferiori. Mi spiace.

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