E-school  di  Arrigo Amadori 

in collaborazione con :

Associazione Astrofili Cesenati  http://www.astrofilicesena.it/index.html  


2005 anno della fisica

introduzione alla cosmologia

resoconto 3' parte


03b - Teoria della relatività generale.

Queste sono le caratteristiche salienti della teoria della relatività generale proposta da Einstein 
nel 1915 :

        -    principio di equivalenza

              La teoria della relatività generale si basa su un fatto molto semplice che è sotto gli occhi 
              di tutti : il modo con cui cadono i corpi in presenza di un campo gravitazionale

              E' sorprendente come una teoria così geniale e difficile si basi su un fatto così apparentemente
              banale !!!

              Consideriamo il campo gravitazionale in prossimità della superficie terrestre ed osserviamo 
              la caduta libera di due corpi di massa diversa lasciati cadere allo stesso istante da una 
              certa quota (la stessa per entrambi). Consideriamo trascurabile l'effetto di resistenza dell'aria 
              la quale si oppone al moto dei due corpi.

                       

              L'esperienza mostra che i due corpi, anche se dotati di massa diversa, cadono allo 
              stesso modo e toccano terra in uno stesso istante. Essi cadono con accelerazione 
              costante il cui valore è circa (a livello del mare) :

                       

              questo significa che i due corpi, ogni secondo, aumentano la propria velocità di  9,8  m/s .

              Naturalmente l'esperimento è "disturbato" dalla presenza dell'aria che oppone una resistenza
              al moto dei due corpi, ma, per corpi sufficientemente "aerodinamici" e per cadute da brevi altezze, 
              l'azione dell'aria può essere trascurata e quello che si osserva è l'effettiva caduta contemporanea
              dei due corpi. Se si potesse effettuare l'esperimento in assenza di aria (per esempio in un 
              tubo in cui è stato praticato il vuoto) si otterrebbero risultati ancora più precisi.

              Galileo e Newton notarono questa caratteristica del campo gravitazionale, ma per essi 
              questo fatto fu solo una "interessante" particolarità. Per Einstein, invece, questo fenomeno 
              divenne la "chiave di volta" della sua teoria.

              Consideriamo ora una navicella spaziale che navighi per inerzia (cioè a motori spenti) 
              in una regione di spazio della nostra galassia molto lontana da ogni stella e pianeta in modo 
              da non sentirne l'attrazione gravitazionale (con sufficiente approssimazione, perché non esistono 
              luoghi dello spazio completamente privi di campo gravitazionale). La navicella, per il principio 
              d'inerzia, poiché non risente di alcuna forza, si muoverà di moto rettilineo uniforme rispetto 
              alle stelle fisse (che possiamo considerare come il  sistema di riferimento inerziale a cui 
              riferire il moto della navicella). La navicella stessa sarà un sistema di riferimento inerziale 
              (perché in moto rettilineo uniforme rispetto alle stelle fisse).

              Supponiamo che il comandante della navicella sia seduto (vincolato) al suo posto di comando e  
              che nell'interno della navicella vi siano degli oggetti di massa diversa fluttuanti nell'abitacolo.
              Vediamo spesso alla televisione simili immagini in cui oggetti vari e gli astronauti stessi fluttuano
              senza peso negli abitacoli delle navicelle spaziali, per cui questa situazione ci appare familiare.

                       

              Gli oggetti fluttuanti nella navicella siano liberi e non soggetti ad alcuna forza. Essi, per 
              il principio d'inerzia, avranno (rispetto alla navicella) velocità pressoché nulle e persevereranno 
              nel loro stato indefinitamente finché qualcosa non venga a disturbarne lo stato. 

              Gli stessi oggetti verranno visti rispetto al sistema di riferimento inerziale delle stelle fisse 
              muoversi di moto rettilineo uniforme, dello stesso moto con cui è vista muoversi la navicella.
              Gli oggetti quindi sono in quiete rispetto alla navicella ed in moto rettilineo uniforme rispetto
              alle stelle fisse (con lo stesso moto della navicella).

              Supponiamo che ad un certo istante il comandante accenda il motore a razzo in modo che 
              esso imprima alla navicella una accelerazione costante (rispetto alle stelle fisse) pari a 
              . Cosa osserverà il comandante ?

                       

              La risposta è semplice. Egli osserverà gli oggetti che prima fluttuavano liberamente nell'abitacolo 
              cadere con una accelerazione  g  esattamente uguale in intensità a quella impressa dal motore 
              alla navicella ma di verso opposto. Il comandante vedrà cadere gli oggetti indipendentemente  
              dalla loro massa nello stesso modo con cui noi, nel campo gravitazionale terrestre, li vedremmo 
              cadere.

              Gli abitanti della navicella spaziale in moto rettilineo uniformemente accelerato rispetto alle 
              stelle fisse esperimentano la caduta degli oggetti che li circondano allo stesso modo di noi
              abitanti della superficie della Terra. Anzi, se essi non avessero la possibilità di "guardare 
              fuori", potrebbero tranquillamente affermare di non essere in viaggio dentro una navicella 
              spaziale, ma di essere seduti comodamente nel loro salotto di casa !!! Essi non sarebbero
              assolutamente in grado, facendo esperimenti di fisica all'interno della navicella, di distinguere 
              fra il moto accelerato della navicella stessa e il campo gravitazionale sulla superficie terrestre.

              Possiamo allora affermare con certezza che : 

                        un campo gravitazionale è equivalente ad un sistema di riferimento non inerziale 
                        (accelerato).

              Questo fatto è una legge di natura e va sotto il nome di principio di equivalenza.

              Ribadiamo il fatto che la navicella spaziale, da quando comincia ad accelerare rispetto alle 
              stelle fisse (a causa dell'accensione del motore), cessa di essere un sistema di riferimento 
              inerziale e diventa un sistema di riferimento non inerziale (si dice anche sistema di 
              riferimento accelerato).

              Per studiare un campo gravitazionale possiamo allora prendere al suo posto, in virtù del  
              principio di equivalenza, un apposito sistema di riferimento accelerato. Esso descriverà 
              esattamente le proprietà di quel campo gravitazionale.

        -    spazio-tempo curvo

              Consideriamo a questo punto una fondamentale conseguenza del principio di equivalenza.
              Prendiamo un sistema di riferimento inerziale  K  (per semplicità bidimensionale) e su di
              esso tracciamo una circonferenza solidale con esso. Consideriamo anche un sistema 
              di riferimento rotante  K'  centrato nel centro di  K  e rotante rispetto a  K  con velocità 
              angolare costante ed in senso antiorario (la velocità angolare è il rapporto fra l'angolo 
              compiuto nella rotazione ed il tempo impiegato a compierlo) . 

              Come verrà vista rispetto a  K'  una porzione di circonferenza  l  sufficientemente piccola 
              tale da essere considerata approssimativamente rettilinea ?

                       

              Il sistema  K'  vedrà il segmento  l  muoversi di moto circolare uniforme con velocità di 
              rotazione opposta a quella con cui  K'  ruota rispetto a  K . 

              Ciò è esattamente quello che si vede quando si sale su una giostra !! Il "mondo" appare
              ruotare attorno all'osservatore sulla giostra con una velocità angolare uguale in intensità
              ma contraria in verso rispetto a quella con cui la giostra ruota rispetto a terra.

              D'altra parte è fondamentale notare che il sistema rotante  K' , così come il sistema accelerato
              rappresentato dalla navicella spaziale descritta sopra, non è un sistema di riferimento inerziale.
              Il sistema rotante, movendosi di moto non rettilineo uniforme rispetto al sistema di riferimento inerziale  
              K , non può essere un sistema di riferimento inerziale. 

              Il sistema rotante  K' , allora, per il principio di equivalenza, potrebbe essere equivalente  
              ad un particolare campo gravitazionale.

              Ma che ne è del segmento di circonferenza  l  considerato sopra ? Esso, a causa delle 
              trasformazioni di Lorentz della teoria della relatività ristretta, apparirà rispetto a  
              K'  più corto di quanto esso appare rispetto al sistema  K . Il raggio della circonferenza, 
              al contrario, siccome è visto ruotare da  K'  non nella direzione del moto, non subisce 
              alcuna contrazione (rispetto a  K' ).

              Siamo allora giunti alla conclusione che  K'  vede la circonferenza più corta di quanto essa 
              appare rispetto a  K , per cui il rapporto fra essa (vista da  K' ) ed il raggio non è più   
              (circa  6,28 ) come ci si potrebbe aspettare. Siamo giunti allora alla sorprendente conclusione 
              che rispetto a  K'  (il sistema rotante) la geometria euclidea non è più valida

              La geometria euclidea è la geometria che tutti abbiamo studiato a scuola. E' la geometria
              in cui valgono il teorema di Pitagora e l'assioma delle rette parallele secondo il quale da 
              un punto esterno ad una retta si può condurre una sola retta parallela alla retta data. Nella 
              geometria euclidea la somma degli angoli interni di un triangolo è  180°  ed il rapporto fra
              la lunghezza di una circonferenza ed il rispettivo raggio è  . Questi sono solo alcuni 
              esempi fra i tanti specifici della geometria euclidea e sono esempi che ci sono del tutto 
              familiari. 

              Orbene la geometria euclidea, dal punto di vista matematico, non è l'unica geometria 
              possibile. In verità sono possibili infinite geometrie diverse (non euclidee) nelle quali 
              non valgono più gli assiomi ed i teoremi della geometria euclidea a noi tanto "cara". 

              Sorge allora spontanea la domanda : la realtà fisica quale geometria segue ? Per rispondere
              continuiamo il discorso precedentemente interrotto.

              Abbiamo visto che rispetto al sistema rotante  K'  non valgono più gli usuali teoremi della 
              geometria euclidea. Possiamo allora affermare che lo spazio, rispetto a  K' , non è più euclideo 
              ma è curvo (si usa dire spazio piatto al posto di spazio euclideo e spazio curvo invece di 
              spazio non euclideo).

              Ma un campo gravitazionale è del tutto equivalente ad un sistema di riferimento non inerziale. 
              Per questo motivo e per quanto mostrato sopra, in generale un campo gravitazionale è 
              equivalente ad uno spazio curvo,  ovvero un campo gravitazionale incurva lo spazio. Ecco 
              allora giustificato il perché si usa dire che un campo gravitazionale incurva la spazio.

              Siccome il tempo, come sappiamo dalla relatività ristretta, è intimamente legato allo spazio, 
              possiamo estendere il concetto affermando che :

                        un campo gravitazionale incurva lo spazio-tempo.

              Questo risultato è di enorme importanza e costituisce il nucleo concettuale su cui si fonda 
              la teoria della relatività generale. Si tratta anche di un concetto assolutamente rivoluzionario 
              e totalmente in antitesi con il senso comune secondo il quale lo spazio è da considerarsi del
              tutto euclideo.

        -    principio di relatività generale

              Secondo il principio di relatività ristretta, le leggi della fisica sono le stesse in tutti i sistemi 
              di riferimento inerziali. Purtroppo, però, i sistemi di riferimento inerziali non esistono nella realtà,
              sono una astrazione matematica valida solo approssimativamente. La fisica, allora, avrebbe
              leggi invarianti (che non cambiano) solo in sistemi astratti, non riscontrabili nella realtà. 
              Nella realtà le leggi della fisica dovrebbero essere diverse per ogni sistema di riferimento 
              qualunque prendessimo in considerazione.

              Einstein superò questa grave limitazione affermando che le leggi della fisica devono essere le 
              stesse in tutti i sistemi di riferimento (inerziali e non). Questa affermazione va sotto il nome 
              di principio di relatività generale.

              Si tratta quindi di riscrivere le leggi della fisica in modo da soddisfare questo principio.

        -    equazione gravitazionale di Einstein

              Il modo con cui il campo gravitazionale incurva lo spazio tempo è descritto dall'equazione 
              gravitazionale di Einstein. Si tratta di una equazione estremamente complessa che può 
              essere sintetizzata nel seguente schema :

                        curvatura dello spazio-tempo = distribuzione della massa e dell'energia .

              A sinistra si trova un termine che esprime quanto lo spazio tempo viene incurvato dal campo 
              gravitazionale. A destra si trova un termine che descrive come la materia e l'energia, che creano 
              il campo gravitazionale, sono distribuite nello spazio. Si noti che a "creare" il campo gravitazionale 
              non è solo la materia dotata di massa ma anche l'energia. Sempre secondo Einstein, massa 
              ed energia sono equivalenti secondo la nota formula    e si possono trasformare 
              una nell'altra.

        -    possibilità di vari tipi di soluzioni

              L'equazione gravitazionale di Einstein è, come dicevamo, molto complessa e può essere 
              risolta esattamente solo in pochissimi casi. Negli altri casi ci si accontenta di soluzioni
              approssimate

              L'equazione di Einstein ha la fondamentale proprietà di permettere di considerare l'universo
              nel suo insieme, permette cioè di fondare una cosmologia su basi molto più concrete e 
              precise di ogni altra teoria.

              Conoscendo la distribuzione delle masse e dell'energia in tutto l'universo in un dato istante,
              tramite l'equazione di Einstein, possiamo in linea di principio (in verità le cose sono assai più 
              complicate) conoscere come esso si evolverà nel tempo o come esso era nel passato. Questo 
              fatto è di importanza capitale.

              L'equazione, però, possiede, oltre che una intrinseca difficoltà matematica, anche la caratteristica 
              di permettere diversi tipi di soluzioni tutte matematicamente valide corrispondenti a diversi tipi di 
              geometrie possibili. Sono possibili cioè vari e diversi modelli di universo. L'equazione di Einstein 
              descrive, magari con qualche aggiustamento, allo stesso tempo modelli stazionari (che non cambiano 
              nel tempo) e modelli evolutivi (che al contrario variano nel tempo).

              Quale modello, fra i possibili descritti dall'equazione, è quello effettivo che l'universo ha "scelto" ?
              Il discorso è tuttora aperto e non si conosce ancora con certezza la risposta anche se certi recenti
              indizi e riscontri astronomici condurrebbero a pensare ad un modello piatto che si espande con 
              velocità crescente


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